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Felice Masi |
Relazione al VI° Convegno Romano sul tema: "Energia,
energie: un termine, tante manifestazioni" |
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Premessa
Gli Spiriti, il concetto di “Spirito”, sono molto importanti nei
nostri studi sul paranormale. Molti fenomeni di quello strano ma
indubitabile mondo del paranormale sono da tanti studiosi attribuiti
agli “Spiriti”. Come, al contrario, tanti altri studiosi negano
questa paternità di tali fenomeni.
Ma, poiché come vedremo, gli Spiriti sono delle forze e dei
dinamismi capaci di operare, farsi un concetto di ciò che possono
essere gli “Spiriti” interessa anche il campo dell’energetica. |
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A) Primo approccio: gli Spiriti
elementari
• Come primo approccio possiamo dire che gli “Spiriti” sono delle
energie individuali, di natura psichica e sono psicodinamiche
in altre parole:
• Uno Spirito è una energia di natura psichica avente una propria
individualità e che ha alla sua base una psicodinamicità, uno
psicodinamismo, che lo spinge ad attuarsi a realizzarsi, ad
esprimere se stesso e ad attuare un fine ad esso connaturato
analizziamo questi concetto
• “è una energia” sta a significare che è una forza (in termini
esoterici “è una Potenza”), ha insita in sé una carica che lo muove.
Non è inerte, è attivo e non passivo
• “energia individuale” sta a significare che questa energia ha una
sua specifica individualità. E’ costituita ed organizzata in modo
da essere una “forza individuata”. E’ caratterizza-ta dal fatto di
essere una individualità
• “di natura psichica”. Non è una energia fisica, non è una forza
materiale del mondo della materia ma appartiene al (diverso) mondo
psichico e spirituale. Tutte le sue caratteristiche corrispondono a
quelle della dimensione psichica e spirituale ed è informata,
obbedisce e risponde ai principi e alle leggi di tale dimensione e
non alle leggi fisiche e materiali
• “è psicodinamico” sta a significare che in esso è insita una forza
che lo rende attivo e lo spinge a fare qualcosa; e che questa forza,
questo dinamismo è di natura psichica |
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• questo “qualcosa”
che il dinamismo dello Spirito vuole attuare è esprimere se stesso e
la propria natura, la propria individualità. Uno Spirito vuole
realizzarsi, affermare la propria individualità innanzitutto nel
proprio mondo (psichico e spirituale) e poi anche negli altri
diversi mondi – compreso quello materiale – dove viene ad operare
• “esprimendosi”, attuando la forza e carica energetica che è alla
sua base e lo muove, il di-namismo dello Spirito decresce e si
scarica. “Si abbassa di livello”, si dice in termini tec-nici
psicologici.
• viceversa, quanto più uno Spirito trova ostacoli a questo suo
dinamismo e in questo suo volersi realizzare, quanto più viene
impedito a questa forza energetica, che è alla base di uno Spirito,
di esprimersi e di scaricarsi, quanto più questo Spirito è rimosso
ed allontanato dalla possibilità di esprimersi, tanto più cresce la
sua forza energetica, fino ad esplodere come una caldaia a vapore;
fino ad esprimersi violentemente e forzosamente in un raptus
parossistico. “Sale di livello”, si dice in termini tecnici
psicologici
• Lo Spirito è dunque una Forza animante (per questa sua
psicodinamicità)
• Gli Spiriti individuali di cui abbiamo parlato sin qui aono dunque
“atomici” e li chiamia-mo “Spiriti elementari”. Ne sono degli esempi
l'amore, l'odio, l'egoismo, la generosità, la paura, il coraggio,
l'aggressività, la timidezza ecc.
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B) Secondo approccio: gli
Spiritii-persona”. Se noi osserviamo la mente di un uomo, o di una donna, cioè di una
persona, noi vediamo che al suo interno non vi è una sola pulsione
psichica, un solo “Spirito elementare”, ma vi sono tante pulsioni,
spesso anche contrastanti e contraddittorie tra di loro. La persona
è mossa e animata da un complesso di pulsioni psichiche. La mente
della persona non è un che di unico ma è come un grappolo d’uva, con
tanti acini, con tanti chicchi, unificati alla meglio, più o meno
bene tra di loro. La mente umana non è un unicum ma è un insieme
unificato e unitario (di pulsioni psichiche). È questa unificazione
e unitarietà finale e conclusiva che fa di questo Spirito complesso
una persona e ne costituisce la “personalità”, al di là di quella
sua basilare complessità
• La “persona” è, dunque, un soggetto dotato di una “mente”, mosso
da questa mente, con-tenente un complesso, un “grappolo” di pulsioni
psichiche nel senso prima descritto, unificate il più possibile in
una personalità prevalente e specifica, che caratterizza quel
soggetto e per la quale esso è conosciuto. In questo senso e per
questa unificazione e unitarietà finale e conclusiva, la persona è
un Individuo |
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• Con un secondo e migliore approccio,
diciamo che gli Spiriti in senso proprio (quelli che
comunemente sono chiamati e considerati Spiriti) sono non
tanto gli “Spiriti elementari”, atomici, di cui si è parlato
prima. Sono invece questi “Spiriti-persona”, animati da un
grappolo di pulsioni e da una personalità complessa,
unificata nel senso di cui sopra, che ne è la risultante e
che li caratterizza. In questo senso, oltre che “persona”
(dotati di una personalità caratteristica e caratterizzante)
gli Spiriti (in senso proprio) sono anche Individui (sono
dotati di individualità; sono informati nel senso
dell’individualità) C) Terzo approccio
: Gli Spiriti come "anima"
• Da tutto quanto sopra deriva - terzo approccio - che
gli Spiriti, sia quelli complessi e
“persone” del secondo approccio, sono animati. Hanno cioè un’anima – nel primo
caso elementare, nel secondo caso conclusiva-risultante -
che li muove, li fa agire e li spinge ad operare. Lo
psicodinamismo unitario-risultante che muove e fa operare uno Spirito è quello che lo
caratterizza e lo individua. È quello che gli dà un “nomen”
e, da ultimo e in pratica, è lo Spirito stesso. Inoltre, in
questo senso, oltre che “persona” (dotati di una personalità
caratteristica e caratterizzante) questi Spiriti sono
anche Individui (sono dotati di individualità; sono
informati nel senso dell’individualità) |
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• Quando in uno Spirito-persona
una delle pulsioni (uno "Spirito elementare") in lui insita
e costituente una delle componenti della sua mente,
ma diversa dalla sua personalità, sale di livello
fino a prendere il sopravvento, allora è essa
pulsione diversa, è questo diverso Spirito
elementare, e non più la consueta personalità
principale, che lo viene a caratterizzare. Lo
Spirito (persona) viene, per un attimo, per quel
momento, dominato da questa diversa pulsione e la
sua personalità consueta cambia (in conformità a
questo diverso Spirito ele-mentare che in quel
momento lo anima). Sembra, anzi diviene, per quel
momento, “un altro”. Se il nuovo Spirito elementare
che prende il sopravvento è violento – se il
cambiamento è nel senso di un comportamento violento
- si dice che la persona è “presa da un raptus”
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D) "Cambiamento di livello" nei complessi
psichici e nelle personalità |
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Un caso tipico, comune
e notissimo, peraltro non violento ma del tutto
naturale, di questa modificazione di livello
energetico, in cui un complesso di elementi
mentali si abbassa e un altro sale e prevale, si
ha nel sonno e nel sogno. Durante il sonno il
livello cosciente si abbassa e quello inconscio
sale, con tutte le sue problematiche e con tutti
i suoi contatti psichici. Il mondo onirico e i
suoi contenuti prendono il sopravvento e si
sostituiscono a quelli del mondo materiale
diurno. Quando la persona si sveglia risale di
livello e torna a prevalere lo stato cosciente
diurno del mondo materiale, anche perché le
pulsioni dell’inconscio si erano scaricate nel
sogno e nella vita onirica. In questo modo le
pulsioni, “gli Spiriti” dell’inconscio si
scaricano e non interferiscono o sono meglio
padroneggiati nella conduzione della vita
materiale diurna |

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Ma il caso più importante ed eclatante di
modifica di livello e cambiamento di
personalità è quello della "personalià
seconde" (di uno stesso individuo). Abbiamo
visto che la mente dell’uomo non è un
qualcosa di unico ma è costituita da un
“grappolo” di numerose pulsioni tra loro
collegate. Abbiamo pure detto che alcune di
queste diverse pulsioni possono essere anche
contraddittorie e in contrasto tra loro.
Ebbene, in questa situazione internamente
conflittuale, le pulsioni coerenti e
compatibili tra loro si organizzano insieme
e si riuniscono in una personalità, che è
quella principale e “normale” della persona.
Le altre, in contrasto e incompatibili con
questa personalità principale, altrettanto
si riuniscono in una (o più) personalità,
più rudimentale ed elementare, che, es-sendo
in contrasto con quella principale dominante
e da questa inaccettabile e rifiutata, viene
cacciata e incatenata nel profondo. Viene
cioè misconosciuta e, come si dice in
linguaggio tecnico psicologico, viene
rimossa. Sono quelle che chiamiamo
“personalità seconde”. Giacciono,
impossibilitate ad esprimersi, nel profondo
inconscio. Tuttavia, anche queste personalità seconde
sono psicodinamogene e vogliono esprimersi.
Solo che non possono farlo perché viene loro
impedito (dalla personalità principale).
Accade così che esse accumulino sempre più
energia fino a che il “cordone sanitario”,
la barriera di esclusione creata dalla
personalità principale non riesce più a
trattenerle incatenate nel profondo. Allora
la personalità principale viene sopraffatta,
quella seconda prende il sopravvento. Uno
Spirito diverso – cattivo o buono, non
importa – si impadronisce della persona ed è
esso ora che agisce. Agisce in conformità
alla propria personalità (seconda) ed alle
proprie pulsioni, diverse, opposte e
contrarie a quelle della personalità
principale e di quello che era prima la
persona che ne risultava. La persona ora non
sembra più la stessa e, in effetti, non è
più la stessa. Si dice che “sembra che la
possieda un altro Spirito”. È la storia,
sempre attuale, del dr. Jekill e Mr. Hyde;
solo che qui non è una pozione medicinale
che opera il cambiamento – come nel celebre
romanzo di Stevenson – ma è l’effetto di un
gioco di forze psicologiche psicodinamiche
in lotta tra di loro.
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Le personalità
seconde possono emergere occasionalmente
e una tantum quando sono troppo
compresse ed esplodono. Ma possono
essere anche essere “personalità
multiple” se all’interno dell’individuo
e, rimosse sotto la personalità
principale, ce ne sono più di una.
Possono essere “personalità alternanti”
se emergono alla coscienza e
all’operatività non occasionalmente e
una tantum ma periodicamente,
alternandosi con la personalità
principale nel dirigere la persona.
Possono essere “personalità schizoidi” o
“paranoiche” se sono di livello
psichiatrico, in attesa che
un’occasione, un trauma o anche
semplicemente il decorso del tempo le
faccia emergere
Dunque, al di sotto della coscienza e
della personalità principale vi sono
altre personalità e impulsi e gruppi di
pulsioni sconosciuti ma psicodinamici
che cercano in ogni modo di uscire
all’aperto ed esprimersi attraverso la
persona. Ordinariamente lo fanno durante
il sonno e con il sogno e così si
scaricano della loro energia e perdono
di potenza. Durante il sonno cresce il
loro livello ma poi, dopo aver operato
allucinatoriamente attraverso il sogno,
decrescono di livello e tornato sotto il
livello e sotto il controllo della
personalità principale. Al di fuori di
questo gioco normale diurno notturno, le
personalità seconde possono emergere
solo nei modi traumatici e drammatici di
cui si è detto prima.
Le personalità seconde, multiple,
alternanti, psichiatriche ecc. possono
essere scoperte e smascherate con le
tecniche dell’analisi psicologica.
Possono essere curate con la
psicoterapia. Possono essere
addormentate e rese innocue ma non
curate e guarite con gli psicofarmaci.
Possono evidenziarsi e manifestarsi
attraverso le fenomenologie paranormali,
o meglio attraverso alcune di tali
fenomenologie |
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• Un altro caso di
cambiamento di livello fra due complessi
psichici si ha nella medianità, di cui parleremo
meglio appresso
• Insomma, quando uno Spirito A deve o vuole operare nel
mondo e nella dimensione di un altro Spirito B
può farlo solo attraverso il corpo di B, che è
il solo idoneo ad operarvi
• Quando lo psicodinamismo di uno Spirito (A)
cresce, quando il suo livello energetico sa-le,
può arrivare anche al punto di superare il
livello energetico cosciente, cioè suo proprio,
dell’altro Spirito (B) attraverso cui esso si
esprime. Allora è A che si impadronisce del
corpo di B ed è A che opera nel mondo di B al
suo posto
• Dopo che lo Spirito A ha oprato in questo modo
nel mondo di B, la sua energia, che lo spingeva
con forza ad esprimersi, si scarica e il suo
livello energetico scende, si abbassa. In questo
modo il livello energetico di B riprende il
sopravvento, e lo Spirito B torna ad essere
normale, ad essere se stesso e ad operare di
nuovo lui normalmente, per quello che è, nel
proprio mondo. La persona B, che aveva avuto
momenti di parossismo e di “raptus”, torna ad
essere la persona normale di prima e che era
sempre stata.
• Lo Spirito B, attraverso il cui corpo lo
Spirito A può operare nel mondo di B, può anche
volontariamente abbassare il proprio livello
cosciente, magari attraverso rituali e tecniche
apprese, per farsi sopraffare (per farsi
superare di livello energetico) dallo Spirito A
e così consentire a questo di operare nel
proprio mondo al proprio posto. Si dice allora
che la persona B ha cambiato stato di coscienza.
Lo Spirito B si fa da parte, cioè ritrae, ritira
il proprio stato di coscienza, lo abbassa di
livello e lo allinea a quello di A, che così lo
supera di livello ed opera al suo posto.
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E) Quarto approccio e conclusione : i veri Spiriti
Da
tutto
questo
e
per
questo
secondo
approccio
risulterebbe
dunque
che
gli
Spiriti
sono
delle
Forze
animanti.
Sono
- ma dovrebbe essere piuttosto detto "sarebbero" - queste
Forze animati,
Sono
. anzi sarebbero
- la Forza interna (psicodinamica) che anima
una pulsione psichica, un sentimento -
amore,odio, coraggio, paura, egoismo,
generosità ecc. ecc. – e lo muove e lo
spinge ad esprimersi, a manifestare se
stesso all'esterno, ad operare all'esterno.
Oppure sono un complesso organizzato di
queste pulsioni e sentimenti. Sono la
vibrazione interiore - o l'insieme di
vibrazioni - sono il vibrare di questo
sentimento o di questi sentimenti; che
operano o direttamente nella loro dimensione
psichica e spirituale ovvero indirettamente
attraverso un corpo nella dimensione
materiale e terrena. |
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Ma, in realtà, tutti quelle Forze e Potenze di cui abbiamo fin qui parlato non sono dei veri Spiriti, anche se a prima vista possano apparire tali, sono solo, appunto, delle Forze animanti. Sono l'anima che anima. Il vero Spirito sta dietro di esse e di essa.
Infatti una pulsione, un sentimento - l'Amore, l'Odio, il Coraggio, la Paura, l'Avarizia, la Generosità, l'Invidia, la Benevolenza, l'Egoismo, l'Altruismo ecc., essendo quello che sono, non possono essere che se stesse, non possono far diversamente che esprimere se stesse e quello che sono. Non possono far altro che manifestare la "fiamma" che essi sono. Non possono fare diversamente, non sono liberi di fare diversamente. L'odio in sé non può esprimere amore, né l'amore odio. Sono ciechi moralmente. Non sono responsabili quindi di quel che proiettano all'esterno, non sono responsabili di quello che fanno - di quello che la loro forza è e fa.
Lo stesso dicasi per un complesso di pulsioni, riunite insieme in un grappolo, che è quella "persona" che si è detto. A seconda della preponderanza dell'uno o dell'altro dei sentimenti, delle pulsioni che in esso sono, agiranno in un modo o nell'altro, bene o male, solo per una preponderanza e per un equilibrio cieco di forze e non per un giudizio consapevole e liberamente scelto
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Lo Spirito invece
è responsabile. Quelle forze
non sono libere di fare diversamente
e di fare altro da quel che fanno.
Lo Spirito invece è Libertà; per
antonomasia. E dunque?
E dunque vi è qualcos'altro, vi è
qualcun altro dietro quelle forze,
dietro quell'anima che gestisce tali
forze. Che, animato da esse e
facendone uso, opere all'esterno.
Utilizzandole in un modo o
nell'altro, bene o male, per il bene
o per il male. O mediamente tra
queste due possibilità morali.
Qualcun altro che è libero di usarle
nell'un modo o nell'altro. E che è
dunque è in sé ed ha in sé,
primieramente, Libertà.
Qualcun altro che ha capacità di
giudizio e di discernere perché è ed
ha Consapevolezza, è
Coscienza. E che dunque,
secondariamente a tale libertà,
capacità di giudizio e coscienza è
responsabile ed ha Responsabilità
L'abbiamo rintracciato, quindi,
l'abbiamo scovato, l'abbiamo
finalmente portato alla luce: è
questo è lo Spirito. Coscienza,
Libertà, Responsabilità. E' questa
la dimensione della spiritualità,
dove lo Spirito propriamente esiste.
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F) Gli Spiriti,
dunque Dopo queste premesse, dunque,
veniamo a vedere chi sono e cosa
sono, o meglio, cosa possono
essere “gli Spiriti” di cui nei
nostri ambienti parapsicologici
e sopravviventistici, tanto si
parla. a) Le personalità seconde.
Innanzitutto possono essere
delle nostre personalità
seconde, delle nostre pulsioni e
complessi inconsci, ai quali
viene normalmente interdetto di
esprimersi e che pure sono
psicodinamici e vogliono
manifestarsi. Approfittando di
opportune vie che si sono aperte
– come la scrittura automatica,
il bicchierino, il pendolino, la
medianità parlante per
incorporazione e simili - la
coscienza e la personalità
principale non considerandole
proprie ma ritenendole persone,
Spiriti, esseri diversi
(“Entità”, è il consueto termine
tecnico,) consentono loro di
fuoriuscire e “parlare”. Dunque, in quei modi che si è
detto spesso è il nostro
inconscio che parla
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b) L’uomo. Naturalmente,
e in primo luogo, è uno Spirito
l’essere umano, che alberga in
sé un’anima spirituale destinata
a sopravvivergli dopo la morte,
nella figura del disincarnato,
di cui abbiamo detto sopra
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c) i disincarnati. Ma
animismo e spiritismo non sono
alternativi tra loro, non si
escludono a vicenda. Come diceva
il grande Ernesto Bozzano
proprio l’animismo, facendo
vedere che l’inconscio può
dissociarsi e agire in modo
autonomo e indipendente,
comprova che l’anima e lo
Spirito possono esistere e
vivere e operare autonomamente,
Quindi, in terzo luogo, gli
Spiriti che intervengono nei
modi e attraverso i fenomeni del
paranormale possono essere
effettivamente dei disincarnati,
cioè delle persone già viventi e
ora defunte, che intervengono a
manifestarsi tra noi in quei
modi.
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c) Le
Intelligenze di altre
dimensioni. Sono Spiriti
anche le Individualità
intelligenti, co-scienti e
viventi come noi ma
esistenti in altre
dimensioni e di forme
inimmaginabili. Esseri,
ritenuti in genere più
evoluti di noi – ma forse
nella scala delle
possibilità dell’Universo ce
ne possono anche di meno
evoluti – che viaggiano
nello spazio e nel tempo e
che pure sono venuti in
contatto con noi in tante
sedute medianiche. Sono cioè
“quelli degli UFO”, detto
così tanto per intenderci. |
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G)
Spiriti e Potenze
All’inizio abbiamo
distinto tra Spiriti
elementari e Spiriti
persone, prendendo a
carattere distintivo il
fatto che si trattasse
di una semplice singola
pulsione o di un
semplice sentimento
psichico ovvero che si
trattasse di complesso
di pulsioni strutturate
unitariamente in una
personalità individuale.
Ora, in corrispondenza
alla distinzione tra
Macrocosmo e microcosmo
e tenendo presente il
principio ermetico “come
Sopra, così sotto”,
facciamo, tra gli
Spiriti, una nuova,
diversa distinzione,
fondata sulla “forza”,
sulla potenza di questi
Spiriti. E così
distinguiamo tra Spiriti
di tipo umano e Potenze
cosmiche. I primi, come
dice la parola di
accompagnamento usata,
sono di livello umano -
uomini, disincarnati,
intelligenze umanoidi di
altre dimensioni - le
seconde sono di livello
cosmico e brillano,
sovrappotenti e
numinose,. come stelle o
come il sole in un cielo
psichico.
Abbiamo già parlato dei
primi e sappiamo così
chi sono. Vediamo oro
quali sono, che cosa
sono Spiriti anche
“Potenze”.
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d)
gli Archetipi.
Corrispondono alle
pulsioni, sono unità
singole e constano
di un unico
sentimento, ma di
una potenza
straordinaria,
sovrumana,
inimmaginabile.
L’Odio, l’Amore, la
Guerra, la
Giustizia,
l’Armonia, la Paura,
il Coraggio, la
Generosità,
l’Avarizia e così
via. Sono quelli che
Jung chiama
"Archetipi" e sono
quelli che le
mitologie di tutti i
popoli hanno
personificato in
divinità; come i
Greci e i Romani in
Ares-Marte,
Artemide-Diana,
Afrodite-Venere,
Athena-Minerva,
Hermes-Mercurio ecc.
Una sola, piccola
frazione di essi,
una scintilla ne è
accolta, anzi, ne
può essere accolta e
contenuta, di
riflesso, nella
mente umana, nel
piccolo “vasello”
umano – sono quelle
che sempre Jung
chiama “le
rappresentazioni
archetipiche o
archetipali” - che,
se l’Archetipo
scendesse per intero
nella mente umana,
questa ne sarebbe
travolta, distrutta.
Genio e follia.
Alcuni grandi geni
ne sono la
testimonianza,
Nietzche, Van Gogh,
Schumann, Tolstoi,
tanti cantanti
suicidi di nostri
tempi, che troppo
hanno voluto
tentare, sentire ed
esprimere. Altri -
S. Francesco ne è un
esempio – ne sono
usciti indenni ma
perché sono riusciti
a ridurre, a
riportare a misura
umana “il divino”,
la Divinità che era
disceso in loro.
Abbiamo detto “la
Divinità” e non a
caso. Gli Archetipi
infatti,
corrispondono, come
abbiamo detyto, agli
Dei delle antiche
religioni.
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e) Angeli,
Guide, Maestri,
Demoni.
Tra gli Spiriti
persone e che
sono però anche
Potenze per la
grande forza
cioè ampiezza
della loro
dimensione
spirituale - ci
sono gli Angeli,
le Guide, i
Maestri, come
pure ci sono i
demoni e le
Potenze del
male. Possono
essere sia
Esseri che non
sono stati mai
prima incarnati
ma sono sempre
esistiti nella
dimensione
spirituale sia
disincarnati che
hanno compiuto
un grande
cammino sulla
via della
evoluzione
spirituale,
positiva o anche
negativa, e che
brillano nel più
profondo del
"cielo" – o
"dell’inferno",
chiamiamolo così
– spirituale. |
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f) Le Muse.
Tra le
Potenze
spirituali
annoveriamo
anche quelle
che possiamo
chiamare
“Muse”,
riprendendo
il termine,
ancora una
volta e per
farci
capire,
dalla
mitologia
greco-romana.
Molti,
tan-tissimi
artisti, in
tutti i
campi
dell’arte,
hanno detto
che quando
operavano si
sentivano
profondamente
“ispirati”,
era come “un
altro”
parlasse
dentro di
loro e,
attraverso
di loro e le
loro mani,
compisse
quell’opera
che stavano
facendo, era
un’altra
forza,
dentro di
loro, a
scrivere, a
dipingere, a
musicare.
Balzac,
Goerhe,
Tolstoi,
Schumann,
Rossini,
Listz,
Chopin e
tanti, tanti
altri hanno
testimoniato
in questo
senso. E
così pure
anche
matematici e
scienziati,
quando hanno
avuto le
loro grandi
intuizioni e
hanno fatto
le loro
scoperte.
Noi
riteniamo
che nella
dimensione,
nel “mondo”,
psichico e
spirituale
ci siano
delle
Potenze,
ispirate
all’armonia
e alla
bellezza,
che hanno in
sé, anzi che
sono in sé
armonia e
bellezza e
sono la
Musica, la
Poesia, il
Canto, la
Danza, la
Pittura, la
Matematica,
la
Geometria,
il Genio
scientifico
e così via.
Collegandosi,
entrando in
sintonia ed
empatia con
queste
Potenze
armoniche e
matematiche,
gli artisti,
per affinità
di sentire,
compiono le
loro
mirabili
opere. La
Musa, le
singole
Muse,
sentono
l’artista
che è loro
affine, che
è a loro
consonante e
che per
questa
affinità e
sensibilità
d’animo può
accoglierle
dentro di
sé; e allora
“entrano in
lui” - in
piccola
parte;
abbiamo
detto di
Nietzsche,
Shumann, Van
Gogh ecc.
che troppo
si aprirono
- e
attraverso
di lui si
esprimono,
attraverso
di lui
vengono al
mondo", si
manifestano
nel mondo
per quello
che sono.
Fanno
creare,
viene così
creata dalla
mano
dell'uomo-artista
l'opera che
"racconta"
nel mondo
umano la
loro armonia
e la loro
bellezza
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g)
Altri.
Ma
senz’altro
altre
Potenze
e altri
Spiriti
ci sono
nella
dimensione
dello
spirito.
Inimmaginabili,
che
sfuggono
e
fuoriescono
dalla
nostra
capacità
di
comprendere
e dalle
nostre
possibilità
di
circoscriverli
e
ricondurli
entro i
nostri
parametri.
Lo
shintoismo
dei
giapponesi,
ad
esempio
vede uno
Spirito
in ogni
cosa
esistente,
in ogni
organismo
- anche
se a
prima
vista
astratto
e
inanimato
- creato
dall'uomo.
Li
chiamano
(spiriti
)
Kami.
Vi è
così il
Kami
dell'imperatore,
il Kami
della
nazione,
il Kami
della
provincia,
ilKami
del
comune
municipaale,
di ogni
amministrazione
fatta
dall'uomo.
Oltre
che,
beninteso,
i Kami
degli
animali,
delle
piante,
dei
fiumi,
delle
montagne,
del
mare,
dei
laghi e
simili.
Per
questi
ultimi
la cosa
è
facilmente
comprensibile
in una
mentalità
e
concezione
animiste.
Gli
altri
Kami
si
spiegano
facendo
riferimento
all'anima
che
presta a
loro
l'uomo,
anzi gli
uomini,
che sono
all'interno
dell'organismo
amministrativo
e lo
gestiscono
e lo
fanno
vivere.
L'amministratore
delegato
di una
società
di per
sé è un
uomo con
tutti i
suoi
sentimenti
buoni e
cattivi.
E così
sono gli
altri
amministratori
Ma
quando
essi
sono e
operano
in seno
al
consiglio
d'amministrazione
della
società.
pensano
e hanno
in vista
e
operano
solo per
il bene,
anzi
l''interesse.
della
società
Prestano
ad essa
la loro
anima ma
sempre
e solo
unidirezionalmente
verso
quell'interesse.
E così
decidono,
la
società
decide,
senza
pensare
ad
altro,
se
comprare,
cioè
"mangiarsi",
un'altra
società,
o far
fallire
il
concorrente
o
liquidare
una
filiale
inutile
o
passiva
e
licenziare
i suoi
dipendenti;
ecc. E'
questa
l'anime,
il Kami,
di
quella
società,
che in
questo
modo
viene
animata.
Ed è
animata.
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RICERCA PSICHICA & FELICE
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