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   GLI SPIRITI

        Felice Masi

Relazione al VI° Convegno Romano sul tema: "Energia, energie: un termine, tante manifestazioni"
 

 Premessa
Gli Spiriti, il concetto di “Spirito”, sono molto importanti nei nostri studi sul paranormale. Molti fenomeni di quello strano ma indubitabile mondo del paranormale sono da tanti studiosi attribuiti agli “Spiriti”. Come, al contrario, tanti altri studiosi negano questa paternità di tali fenomeni.
Ma, poiché come vedremo, gli Spiriti sono delle forze e dei dinamismi capaci di operare, farsi un concetto di ciò che possono essere gli “Spiriti” interessa anche il campo dell’energetica.

 

 

 

 

A) Primo approccio: gli Spiriti elementari
• Come primo approccio possiamo dire che gli “Spiriti” sono delle energie individuali, di natura psichica e sono psicodinamiche
in altre parole:

• Uno Spirito è una energia di natura psichica avente una propria individualità e che ha alla sua base una psicodinamicità, uno psicodinamismo, che lo spinge ad attuarsi a realizzarsi, ad esprimere se stesso e ad attuare un fine ad esso connaturato
analizziamo questi concetto
• “è una energia” sta a significare che è una forza (in termini esoterici “è una Potenza”), ha insita in sé una carica che lo muove. Non è inerte, è attivo e non passivo
• “energia individuale” sta a significare che questa energia ha una sua specifica individualità. E’ costituita ed organizzata in modo da essere una “forza individuata”. E’ caratterizza-ta dal fatto di essere una individualità
• “di natura psichica”. Non è una energia fisica, non è una forza materiale del mondo della materia ma appartiene al (diverso) mondo psichico e spirituale. Tutte le sue caratteristiche corrispondono a quelle della dimensione psichica e spirituale ed è informata, obbedisce e risponde ai principi e alle leggi di tale dimensione e non alle leggi fisiche e materiali
• “è psicodinamico” sta a significare che in esso è insita una forza che lo rende attivo e lo spinge a fare qualcosa; e che questa forza, questo dinamismo è di natura psichica

• questo “qualcosa” che il dinamismo dello Spirito vuole attuare è esprimere se stesso e la propria natura, la propria individualità. Uno Spirito vuole realizzarsi, affermare la propria individualità innanzitutto nel proprio mondo (psichico e spirituale) e poi anche negli altri diversi mondi – compreso quello materiale – dove viene ad operare
• “esprimendosi”, attuando la forza e carica energetica che è alla sua base e lo muove, il di-namismo dello Spirito decresce e si scarica. “Si abbassa di livello”, si dice in termini tec-nici psicologici.
• viceversa, quanto più uno Spirito trova ostacoli a questo suo dinamismo e in questo suo volersi realizzare, quanto più viene impedito a questa forza energetica, che è alla base di uno Spirito, di esprimersi e di scaricarsi, quanto più questo Spirito è rimosso ed allontanato dalla possibilità di esprimersi, tanto più cresce la sua forza energetica, fino ad esplodere come una caldaia a vapore; fino ad esprimersi violentemente e forzosamente in un raptus parossistico. “Sale di livello”, si dice in termini tecnici psicologici
• Lo Spirito è dunque una Forza animante (per questa sua psicodinamicità)
• Gli Spiriti individuali di cui abbiamo parlato sin qui aono dunque “atomici” e li chiamia-mo “Spiriti elementari”. Ne sono degli esempi l'amore, l'odio, l'egoismo, la generosità, la paura, il coraggio, l'aggressività, la timidezza ecc.

 

   

B) Secondo approccio: gli Spiritii-persona”.

Se noi osserviamo la mente di un uomo, o di una donna, cioè di una persona, noi vediamo che al suo interno non vi è una sola pulsione psichica, un solo “Spirito elementare”, ma vi sono tante pulsioni, spesso anche contrastanti e contraddittorie tra di loro. La persona è mossa e animata da un complesso di pulsioni psichiche. La mente della persona non è un che di unico ma è come un grappolo d’uva, con tanti acini, con tanti chicchi, unificati alla meglio, più o meno bene tra di loro. La mente umana non è un unicum ma è un insieme unificato e unitario (di pulsioni psichiche). È questa unificazione e unitarietà finale e conclusiva che fa di questo Spirito complesso una persona e ne costituisce la “personalità”, al di là di quella sua basilare complessità
• La “persona” è, dunque, un soggetto dotato di una “mente”, mosso da questa mente, con-tenente un complesso, un “grappolo” di pulsioni psichiche nel senso prima descritto, unificate il più possibile in una personalità prevalente e specifica, che caratterizza quel soggetto e per la quale esso è conosciuto. In questo senso e per questa unificazione e unitarietà finale e conclusiva, la persona è un Individuo

 

• Con un secondo e migliore approccio, diciamo che gli Spiriti in senso proprio (quelli che comunemente sono chiamati e considerati Spiriti) sono non tanto gli “Spiriti elementari”, atomici, di cui si è parlato prima. Sono invece questi “Spiriti-persona”, animati da un grappolo di pulsioni e da una personalità complessa, unificata nel senso di cui sopra, che ne è la risultante e che li caratterizza. In questo senso, oltre che “persona” (dotati di una personalità caratteristica e caratterizzante) gli Spiriti (in senso proprio) sono anche Individui (sono dotati di individualità; sono informati nel senso dell’individualità)

C) Terzo approccio : Gli Spiriti come "anima"
• Da tutto quanto sopra deriva - terzo approccio - che gli Spiriti, sia quelli complessi e “persone” del secondo approccio, sono animati. Hanno cioè un’anima – nel primo caso elementare, nel secondo caso conclusiva-risultante - che li muove, li fa agire e li spinge ad operare. Lo psicodinamismo unitario-risultante che muove e fa operare uno Spirito è quello che lo caratterizza e lo individua. È quello che gli dà un “nomen” e, da ultimo e in pratica, è lo Spirito stesso. Inoltre, in questo senso, oltre che “persona” (dotati di una personalità caratteristica e caratterizzante) questi Spiriti sono anche Individui (sono dotati di individualità; sono informati nel senso dell’individualità)

 

• Quando in uno Spirito-persona una delle pulsioni (uno "Spirito elementare") in lui insita e costituente una delle componenti della sua mente, ma diversa dalla sua personalità, sale di livello fino a prendere il sopravvento, allora è essa pulsione diversa, è questo diverso Spirito elementare, e non più la consueta personalità principale, che lo viene a caratterizzare. Lo Spirito (persona) viene, per un attimo, per quel momento, dominato da questa diversa pulsione e la sua personalità consueta cambia (in conformità a questo diverso Spirito ele-mentare che in quel momento lo anima). Sembra, anzi diviene, per quel momento, “un altro”. Se il nuovo Spirito elementare che prende il sopravvento è violento – se il cambiamento è nel senso di un comportamento violento - si dice che la persona è “presa da un raptus” 
 

   
    D) "Cambiamento di livello" nei complessi psichici e nelle personalità
 

 Un caso tipico, comune e notissimo, peraltro non violento ma del tutto naturale, di questa modificazione di livello energetico, in cui un complesso di elementi mentali si abbassa e un altro sale e prevale, si ha nel sonno e nel sogno. Durante il sonno il livello cosciente si abbassa e quello inconscio sale, con tutte le sue problematiche e con tutti i suoi contatti psichici. Il mondo onirico e i suoi contenuti prendono il sopravvento e si sostituiscono a quelli del mondo materiale diurno. Quando la persona si sveglia risale di livello e torna a prevalere lo stato cosciente diurno del mondo materiale, anche perché le pulsioni dell’inconscio si erano scaricate nel sogno e nella vita onirica. In questo modo le pulsioni, “gli Spiriti” dell’inconscio si scaricano e non interferiscono o sono meglio padroneggiati nella conduzione della vita materiale diurna

 

 

 

 

Ma il caso più importante ed eclatante di modifica di livello e cambiamento di personalità è quello della "personalià seconde" (di uno stesso individuo). Abbiamo visto che la mente dell’uomo non è un qualcosa di unico ma è costituita da un “grappolo” di numerose pulsioni tra loro collegate. Abbiamo pure detto che alcune di queste diverse pulsioni possono essere anche contraddittorie e in contrasto tra loro. Ebbene, in questa situazione internamente conflittuale, le pulsioni coerenti e compatibili tra loro si organizzano insieme e si riuniscono in una personalità, che è quella principale e “normale” della persona. Le altre, in contrasto e incompatibili con questa personalità principale, altrettanto si riuniscono in una (o più) personalità, più rudimentale ed elementare, che, es-sendo in contrasto con quella principale dominante e da questa inaccettabile e rifiutata, viene cacciata e incatenata nel profondo. Viene cioè misconosciuta e, come si dice in linguaggio tecnico psicologico, viene rimossa. Sono quelle che chiamiamo “personalità seconde”. Giacciono, impossibilitate ad esprimersi, nel profondo inconscio.
Tuttavia, anche queste personalità seconde sono psicodinamogene e vogliono esprimersi. Solo che non possono farlo perché viene loro impedito (dalla personalità principale). Accade così che esse accumulino sempre più energia fino a che il “cordone sanitario”, la barriera di esclusione creata dalla personalità principale non riesce più a trattenerle incatenate nel profondo. Allora la personalità principale viene sopraffatta, quella seconda prende il sopravvento. Uno Spirito diverso – cattivo o buono, non importa – si impadronisce della persona ed è esso ora che agisce. Agisce in conformità alla propria personalità (seconda) ed alle proprie pulsioni, diverse, opposte e contrarie a quelle della personalità principale e di quello che era prima la persona che ne risultava. La persona ora non sembra più la stessa e, in effetti, non è più la stessa. Si dice che “sembra che la possieda un altro Spirito”. È la storia, sempre attuale, del dr. Jekill e Mr. Hyde; solo che qui non è una pozione medicinale che opera il cambiamento – come nel celebre romanzo di Stevenson – ma è l’effetto di un gioco di forze psicologiche psicodinamiche in lotta tra di loro.

 

Le personalità seconde possono emergere occasionalmente e una tantum quando sono troppo compresse ed esplodono. Ma possono essere anche essere “personalità multiple” se all’interno dell’individuo e, rimosse sotto la personalità principale, ce ne sono più di una. Possono essere “personalità alternanti” se emergono alla coscienza e all’operatività non occasionalmente e una tantum ma periodicamente, alternandosi con la personalità principale nel dirigere la persona. Possono essere “personalità schizoidi” o “paranoiche” se sono di livello psichiatrico, in attesa che un’occasione, un trauma o anche semplicemente il decorso del tempo le faccia emergere
Dunque, al di sotto della coscienza e della personalità principale vi sono altre personalità e impulsi e gruppi di pulsioni sconosciuti ma psicodinamici che cercano in ogni modo di uscire all’aperto ed esprimersi attraverso la persona. Ordinariamente lo fanno durante il sonno e con il sogno e così si scaricano della loro energia e perdono di potenza. Durante il sonno cresce il loro livello ma poi, dopo aver operato allucinatoriamente attraverso il sogno, decrescono di livello e tornato sotto il livello e sotto il controllo della personalità principale. Al di fuori di questo gioco normale diurno notturno, le personalità seconde possono emergere solo nei modi traumatici e drammatici di cui si è detto prima.

Le personalità seconde, multiple, alternanti, psichiatriche ecc. possono essere scoperte e smascherate con le tecniche dell’analisi psicologica. Possono essere curate con la psicoterapia. Possono essere addormentate e rese innocue ma non curate e guarite con gli psicofarmaci. Possono evidenziarsi e manifestarsi attraverso le fenomenologie paranormali, o meglio attraverso alcune di tali fenomenologie

 

• Un altro caso di cambiamento di livello fra due complessi psichici si ha nella medianità, di cui parleremo meglio appresso
• Insomma, quando uno Spirito A deve o vuole operare nel mondo e nella dimensione di un altro Spirito B può farlo solo attraverso il corpo di B, che è il solo idoneo ad operarvi
• Quando lo psicodinamismo di uno Spirito (A) cresce, quando il suo livello energetico sa-le, può arrivare anche al punto di superare il livello energetico cosciente, cioè suo proprio, dell’altro Spirito (B) attraverso cui esso si esprime. Allora è A che si impadronisce del corpo di B ed è A che opera nel mondo di B al suo posto
• Dopo che lo Spirito A ha oprato in questo modo nel mondo di B, la sua energia, che lo spingeva con forza ad esprimersi, si scarica e il suo livello energetico scende, si abbassa. In questo modo il livello energetico di B riprende il sopravvento, e lo Spirito B torna ad essere normale, ad essere se stesso e ad operare di nuovo lui normalmente, per quello che è, nel proprio mondo. La persona B, che aveva avuto momenti di parossismo e di “raptus”, torna ad essere la persona normale di prima e che era sempre stata.
• Lo Spirito B, attraverso il cui corpo lo Spirito A può operare nel mondo di B, può anche volontariamente abbassare il proprio livello cosciente, magari attraverso rituali e tecniche apprese, per farsi sopraffare (per farsi superare di livello energetico) dallo Spirito A e così consentire a questo di operare nel proprio mondo al proprio posto. Si dice allora che la persona B ha cambiato stato di coscienza. Lo Spirito B si fa da parte, cioè ritrae, ritira il proprio stato di coscienza, lo abbassa di livello e lo allinea a quello di A, che così lo supera di livello ed opera al suo posto.
 

 
 

E) Quarto approccio e conclusione : i veri Spiriti

Da tutto questo e per questo secondo approccio risulterebbe dunque che gli Spiriti sono delle Forze animanti. Sono - ma dovrebbe essere piuttosto detto "sarebbero" - queste Forze animati, Sono . anzi sarebbero - la Forza interna (psicodinamica) che anima una pulsione psichica, un sentimento - amore,odio, coraggio, paura, egoismo, generosità ecc. ecc. – e lo muove e lo spinge ad esprimersi, a manifestare se stesso all'esterno, ad operare all'esterno. Oppure sono un complesso organizzato di queste pulsioni e sentimenti.  Sono la vibrazione interiore - o l'insieme di vibrazioni - sono il vibrare di questo sentimento o di questi sentimenti; che operano o direttamente nella loro dimensione psichica e spirituale ovvero indirettamente attraverso un corpo nella dimensione materiale e terrena.

 

Ma, in realtà, tutti quelle Forze e Potenze di cui abbiamo fin qui parlato non sono dei veri Spiriti, anche se a prima vista possano apparire tali, sono solo, appunto, delle Forze animanti. Sono l'anima che anima. Il vero Spirito sta dietro di esse e di essa.

Infatti una pulsione, un sentimento - l'Amore, l'Odio, il Coraggio, la Paura, l'Avarizia, la Generosità, l'Invidia, la Benevolenza, l'Egoismo, l'Altruismo ecc., essendo quello che sono, non possono essere che se stesse, non possono far diversamente che esprimere se stesse e quello che sono. Non possono far altro che manifestare la "fiamma" che essi sono. Non possono fare diversamente, non sono liberi di fare diversamente. L'odio in sé non può esprimere amore, né l'amore odio. Sono ciechi moralmente.  Non sono responsabili quindi di quel che proiettano all'esterno, non sono responsabili di quello che fanno - di quello che la loro forza è e fa.

Lo stesso dicasi per un complesso di pulsioni, riunite insieme in un grappolo, che è quella "persona" che si è detto. A seconda della preponderanza dell'uno o dell'altro dei sentimenti, delle pulsioni che in esso sono, agiranno in un modo o nell'altro, bene o male, solo per una preponderanza e per un equilibrio cieco di forze e non per un giudizio consapevole e liberamente scelto

 

  Lo Spirito invece è responsabile. Quelle forze non sono libere di fare diversamente e di fare altro da quel che fanno. Lo Spirito invece è Libertà; per antonomasia. E dunque?
E dunque vi è qualcos'altro, vi è qualcun altro dietro quelle forze, dietro quell'anima che gestisce tali forze. Che, animato da esse e facendone uso, opere all'esterno. Utilizzandole in un modo o nell'altro, bene o male, per il bene o per il male. O mediamente tra queste due possibilità morali. Qualcun altro che è libero di usarle nell'un modo o nell'altro. E che è dunque è in sé ed ha in sé, primieramente, Libertà. Qualcun altro che ha capacità di giudizio e di discernere perché è ed ha Consapevolezza, è Coscienza. E che dunque, secondariamente a tale libertà, capacità di giudizio e coscienza è responsabile ed ha Responsabilità
L'abbiamo rintracciato, quindi, l'abbiamo scovato, l'abbiamo finalmente portato alla luce: è questo è lo Spirito. Coscienza, Libertà, Responsabilità. E' questa la dimensione della spiritualità, dove lo Spirito propriamente esiste.

 


 

 

F) Gli Spiriti, dunque
Dopo queste premesse, dunque, veniamo a vedere chi sono e cosa sono, o meglio, cosa possono essere “gli Spiriti” di cui nei nostri ambienti parapsicologici e sopravviventistici, tanto si parla.
a) Le personalità seconde. Innanzitutto possono essere delle nostre personalità seconde, delle nostre pulsioni e complessi inconsci, ai quali viene normalmente interdetto di esprimersi e che pure sono psicodinamici e vogliono manifestarsi. Approfittando di opportune vie che si sono aperte – come la scrittura automatica, il bicchierino, il pendolino, la medianità parlante per incorporazione e simili - la coscienza e la personalità principale non considerandole proprie ma ritenendole persone, Spiriti, esseri diversi (“Entità”, è il consueto termine tecnico,) consentono loro di fuoriuscire e “parlare”.
Dunque, in quei modi che si è detto spesso è il nostro inconscio che parla

b) L’uomo.  Naturalmente, e in primo luogo, è uno Spirito l’essere umano, che alberga in sé un’anima spirituale destinata a sopravvivergli dopo la morte, nella figura del disincarnato, di cui abbiamo detto sopra

 

 
  c) i disincarnati. Ma animismo e spiritismo non sono alternativi tra loro, non si escludono a vicenda. Come diceva il grande Ernesto Bozzano proprio l’animismo, facendo vedere che l’inconscio può dissociarsi e agire in modo autonomo e indipendente, comprova che l’anima e lo Spirito possono esistere e vivere e operare autonomamente,
Quindi, in terzo luogo, gli Spiriti che intervengono nei modi e attraverso i fenomeni del paranormale possono essere effettivamente dei disincarnati, cioè delle persone già viventi e ora defunte, che intervengono a manifestarsi tra noi in quei modi.

 

 

 

 

c) Le Intelligenze di altre dimensioni. Sono Spiriti anche le Individualità intelligenti, co-scienti e viventi come noi ma esistenti in altre dimensioni e di forme inimmaginabili. Esseri, ritenuti in genere più evoluti di noi – ma forse nella scala delle possibilità dell’Universo ce ne possono anche di meno evoluti – che viaggiano nello spazio e nel tempo e che pure sono venuti in contatto con noi in tante sedute medianiche. Sono cioè “quelli degli UFO”, detto così tanto per intenderci.

 

 

 

 
  G) Spiriti e Potenze

All’inizio abbiamo distinto tra Spiriti elementari e Spiriti persone, prendendo a carattere distintivo il fatto che si trattasse di una semplice singola pulsione o di un semplice sentimento psichico ovvero che si trattasse di complesso di pulsioni strutturate unitariamente in una personalità individuale. Ora, in corrispondenza alla distinzione tra Macrocosmo e microcosmo e tenendo presente il principio ermetico “come Sopra, così sotto”, facciamo, tra gli Spiriti, una nuova, diversa distinzione, fondata sulla “forza”, sulla potenza di questi Spiriti. E così distinguiamo tra Spiriti di tipo umano e Potenze cosmiche. I primi, come dice la parola di accompagnamento usata, sono di livello umano - uomini, disincarnati, intelligenze umanoidi di altre dimensioni - le seconde sono di livello cosmico e brillano, sovrappotenti e numinose,. come stelle o come il sole in un cielo psichico.
Abbiamo già parlato dei primi e sappiamo così chi sono. Vediamo oro quali sono, che cosa sono Spiriti anche “Potenze”.
 

d) gli Archetipi. Corrispondono alle pulsioni, sono unità singole e constano di un unico sentimento, ma di una potenza straordinaria, sovrumana, inimmaginabile. L’Odio, l’Amore, la Guerra, la Giustizia, l’Armonia, la Paura, il Coraggio, la Generosità, l’Avarizia e così via. Sono quelli che Jung chiama "Archetipi" e sono quelli che le mitologie di tutti i popoli hanno personificato in divinità; come i Greci e i Romani in Ares-Marte, Artemide-Diana, Afrodite-Venere, Athena-Minerva, Hermes-Mercurio ecc. Una sola, piccola frazione di essi, una scintilla ne è accolta, anzi, ne può essere accolta e contenuta, di riflesso, nella mente umana, nel piccolo “vasello” umano – sono quelle che sempre Jung chiama “le rappresentazioni archetipiche o archetipali” - che, se l’Archetipo scendesse per intero nella mente umana, questa ne sarebbe travolta, distrutta. Genio e follia. Alcuni grandi geni ne sono la testimonianza, Nietzche, Van Gogh, Schumann, Tolstoi, tanti cantanti suicidi di nostri tempi, che troppo hanno voluto tentare, sentire ed esprimere. Altri - S. Francesco ne è un esempio – ne sono usciti indenni ma perché sono riusciti a ridurre, a riportare a misura umana “il divino”, la Divinità che era disceso in loro.
Abbiamo detto “la Divinità” e non a caso. Gli Archetipi infatti, corrispondono, come abbiamo detyto, agli Dei delle antiche religioni.
 

 

 

 

 

 

e) Angeli, Guide, Maestri, Demoni. Tra gli Spiriti persone e che sono però anche Potenze per la grande forza cioè ampiezza della loro dimensione spirituale - ci sono gli Angeli, le Guide, i Maestri, come pure ci sono i demoni e le Potenze del male. Possono essere sia Esseri che non sono stati mai prima incarnati ma sono sempre esistiti nella dimensione spirituale sia disincarnati che hanno compiuto un grande cammino sulla via della evoluzione spirituale, positiva o anche negativa, e che brillano nel più profondo del "cielo" – o "dell’inferno", chiamiamolo così – spirituale.

 
 

f) Le Muse. Tra le Potenze spirituali annoveriamo anche quelle che possiamo chiamare “Muse”, riprendendo il termine, ancora una volta e per farci capire, dalla mitologia greco-romana. Molti, tan-tissimi artisti, in tutti i campi dell’arte, hanno detto che quando operavano si sentivano profondamente “ispirati”, era come “un altro” parlasse dentro di loro e, attraverso di loro e le loro mani, compisse quell’opera che stavano facendo, era un’altra forza, dentro di loro, a scrivere, a dipingere, a musicare. Balzac, Goerhe, Tolstoi, Schumann, Rossini, Listz, Chopin e tanti, tanti altri hanno testimoniato in questo senso. E così pure anche matematici e scienziati, quando hanno avuto le loro grandi intuizioni e hanno fatto le loro scoperte.
Noi riteniamo che nella dimensione, nel “mondo”, psichico e spirituale ci siano delle Potenze, ispirate all’armonia e alla bellezza, che hanno in sé, anzi che sono in sé armonia e bellezza e sono la Musica, la Poesia, il Canto, la Danza, la Pittura, la Matematica, la Geometria, il Genio scientifico e così via. Collegandosi, entrando in sintonia ed empatia con queste Potenze armoniche e matematiche, gli artisti, per affinità di sentire, compiono le loro mirabili opere. La Musa, le singole Muse, sentono l’artista che è loro affine, che è a loro consonante e che per questa affinità e  sensibilità d’animo può accoglierle dentro di sé; e allora “entrano in lui” - in piccola parte; abbiamo detto di Nietzsche, Shumann, Van Gogh ecc. che troppo si aprirono - e attraverso di lui si esprimono, attraverso di lui vengono al mondo", si manifestano nel mondo per quello che sono. Fanno creare, viene così creata dalla mano dell'uomo-artista l'opera che "racconta" nel mondo umano la loro armonia e la loro bellezza
 

g) Altri. Ma senz’altro altre Potenze e altri Spiriti ci sono nella dimensione dello spirito. Inimmaginabili, che sfuggono e fuoriescono dalla nostra capacità di comprendere e dalle nostre possibilità di circoscriverli e ricondurli entro i nostri parametri.


Lo shintoismo dei giapponesi, ad esempio vede uno Spirito in ogni cosa esistente, in ogni organismo - anche se a prima vista astratto e inanimato - creato dall'uomo. Li chiamano (spiriti ) Kami. Vi è così il Kami dell'imperatore, il Kami della nazione, il Kami della provincia, ilKami del comune municipaale, di ogni amministrazione fatta dall'uomo. Oltre che, beninteso, i Kami degli animali, delle piante, dei fiumi, delle montagne, del mare, dei laghi e simili. Per questi ultimi la cosa è facilmente comprensibile in una mentalità e concezione animiste.

Gli altri Kami  si spiegano facendo riferimento all'anima che presta a loro l'uomo, anzi gli uomini, che sono all'interno dell'organismo amministrativo e lo gestiscono e lo fanno vivere. L'amministratore delegato di una società di per sé è un uomo con tutti i suoi sentimenti buoni e cattivi. E così sono gli altri amministratori Ma quando essi sono e operano in seno al consiglio d'amministrazione della società. pensano e hanno in vista e operano solo per il bene, anzi l''interesse. della società Prestano ad essa la loro anima ma sempre  e solo unidirezionalmente verso quell'interesse. E così decidono, la società decide, senza pensare ad altro, se comprare, cioè "mangiarsi", un'altra società, o far fallire il concorrente o liquidare una filiale inutile o passiva e licenziare i suoi dipendenti; ecc. E' questa l'anime, il Kami, di quella società, che in questo modo viene animata. Ed è animata.  

 

 

 

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