Chiudi chiudi

Capitolo  2^

I MEDIUM E I SENSITIVI . parte prima

(concetti generali)

   

      Felice Masi

         

           La Ricerca psichica,  anno XI,  2004,  n. 1

 

1.  Premessa: il medium
I fenomeni paranormali che, come sappiamo, sono avvenuti in tutti i tempi, ne abbiamo testimonianza dagli storiografi, dalle cronache, dai resoconti, dai racconti, dalle tradizioni che da sempre ne riferiscono. Anzi, la prova storica è una delle dimostrazioni della realtà della parapsicologia (Nota 1). Benché così attestati sin dalla più remota antichità (egizia, preellenica, greca, romana, ebraico-biblica, celtica ecc), una loro osservazione attenta e, ancor più, un vero studio nel nostro mondo culturale occidentale si sono avuti solo in tempi relativamente recenti. Per la prima osservazione "scientifica" (diciamo così), cioè fatta con l'intenzione e l'attenzione di uno studio- possiamo risalire, al massimo, alla metà del XVIII secolo, con il veggente svedese Emanuel Swedenborg (Nota 2) o anche al 1826-29, anni in cui il medico tedesco Justinus Kerner seguì, fino alla sua morte, una donna dalla salute da sempre malandata, Friederike Hauffe, nota come la “veggente di Prevorst”, la quale presentava manifestazioni catalettiche, di trance e aveva visioni di eventi lontani e colloqui con gli Spiriti dei trapassati (Nota 3). Per gli studi strutturati e programmati dobbiamo arrivare ad anni ancora successivi, al 1870, con sir William Crookes (Nota 4), al 1882, con la fondazione a Londra della S.P.R. (Society for psychical Research) (Nota 5). Anche per le “attività pratiche”, gli inizi, costituiti allora esclusivamente da sedute spiritiche, sono altrettanto recenti, risalgono infatti al 1848 con i fatti di Hydesville  (Nota 6).

Emanuel Swedenborg, un filosofo svedese vissuto nel sec.XVIII; è stato uno dei più grandi veggenti con i suoi "viaggi" visionari, all'inizio onirici, e poi anche da sveglio, nell'altra dimensione, "cielo" e "inferno" (che sono denominazioni culturali, stante l'epoca) riferiti nei molti libri da lui scritti.

 

Justinus Kerner, il medico tedesco che nel primo trentennio del sec. XVIII ha studiato Friederike Hauffe, nota come la "veggente di Prevorst"

 

Friederike Hauffe la "veggente di Prevorst", le cui qualità e capacità medianiche e relative condizioni e modalità di estrinsecazione furono studiate dal medico magnetizzatore tedesco J. Kerner

 

Sir William Crookes, scienziato inglese, premio Nobel per la fisica,è stato uno di primi e più convinti ricercatori psichici e studiosi di fenomeni paranormali. Ha sperimentato con i più grandi medium del suo tempo, come D, Danglas Home e Florence Cook.

  

Il medium Willy Schneider in stato di trance fisicamente controllato da due sperimentatori presenti alla seduta

 

Ebbene, sin da questi inizi, in tutte queste manifestazioni “paranormali”  (Nota 7), come verranno poi chiamate, si è subito notato che per la loro produzione era sempre necessaria la presenza di una persona avente “doti” speciali, cioè caratteristiche personalogiche particolari. Solo se vi era e quando vi era una tale persona i fenomeni insorgevano, anche se gli altri presenti potevano contribuire a favorirli e vi svolgevano un ruolo.
Queste persone sono indicate con il termine di medium, cioè “mezzo”, perché sono il tramite, lo strumento umano, il mezzo appunto, grazie al quale il fenomeno paranormale si verifica; è la persona attraverso il quale gli agenti produttori del fenomeno - gli “Spiriti”, nell’interpretazione spiritica (Nota 8) - possono intervenire nel nostro mondo e produrre quella manifestazione (paranormale).
In un primo approccio, diciamo che il medium è la persona che produce o attraverso la quale si produce il fenomeno paranormale, la persona che consente ad esso di venire in essere.

2. La fenomenologia spontanea
Dunque, si direbbe che senza il medium non ci può essere un fenomeno paranormale, questo, se non c’è un medium non può avvenire; ma ciò non è del tutto esatto. Infatti, fin qui abbiamo parlato di “produzione” e di “produrre” il fenomeno; il che è cosa diversa da “accadere”, “insorgere”, “affiorare nella realtà fenomenica e nel mondo”.
Infatti, accanto e oltre ai fenomeni “prodotti”, provocati di proposito, voluti e ricercati attraverso una operatività specifica (di un operatore che è il “medium”), vi sono i fenomeni cosiddetti “spontanei”. Sono quelli che avvengono all’improvviso, quelli che “accadono” inaspettatamente ad una persona, che non lo ha ricercato e che magari neanche lo vorrebbe e ne rimane sconvolta o impaurita. Nel fenomeno spontaneo non c’è un medium: o meglio, sembra che non intervenga una medianità o un fattore medianico; o almeno così sembra.
Nel primo caso, “produzione”, l’accento cade sull’operatore o sugli operatori, sul medium e sul gruppo, mentre il fenomeno, visto nel complesso di quello che accade, appare e si presenta come una conseguenza. Nel secondo caso, fenomeni spontanei, è il fenomeno che viene in primo piano, è esso che nell’accaduto rifulge in tutta la sua potenza e numinosità; la persona a cui avviene, che ne è coinvolta sembra esserne un innocente e inconsapevole bersaglio, un mero destinatario o addirittura una vittima e non certo un medium.
Le cose stanno effettivamente così o invece il criterio che differenzia le due categorie fenomeniche è un altro e allora quale veramente esso è? Dopotutto, il “fenomeno paranormale”, quello che le accomuna, è per entrambe sempre lo stesso.
 

3. Il mondo fisico e il mondo psichico
Il mondo normale, “materiale” e il suo funzionamento sono caratterizzati, appunto, dalla materialità; altrettanto la vita e gli eventi, quello che vi accade, sono scanditi da parametri, condizioni e condizionamenti materiali. Questa affermazione sembrerebbe una tautologia ma non lo è.
“Materialità” e “materiale” qui stanno a significare soprattutto dimensionamento spazio-temporale e sensorialità. Nel mondo normale (nella vita e nello “stato” normali) tutto quello che percepiamo (vediamo, udiamo, sentiamo) avviene attraverso i sensi e ci viene dagli stimoli provenienti dalle cose del mondo; ovviamente nei limiti (spazio-temporali) dei sensi e degli stimoli stessi. Così nella realtà fenomenica ordinaria si hanno le conoscenze, così possiamo “conoscere”. Altrettanto per produrre un effetto nel mondo materiale, occorre applicarvi una energia fisica (per smuovere e sommuovere la “materia pesante”) e operarvi con un mezzo materiale, le membra del corpo o uno strumento.
Questi sono dunque i modi di funzionare del mondo (ordinario), così funziona la vita, tutto avviene e deve avvenire così, solo così vi si può svolgere la vita.
Questo spiega perché, nella vita di tutti i giorni, nel quotidiano e ordinariamente, siamo incollati ai sensi (perché la nostra coscienza e il nostro conoscere sono rigorosamente sensoriali), perché al livello della coscienza normale le percezioni extrasensoriali (che pure esistono) non vengono invece avvertite (“non passano”) e perché non possiamo agire in via psicocinetica (una modalità che in altre condizioni pure vi è). Se vi fossero, nella vita quotidiana, percezioni extrasensoriali, visioni di fantasmi e di esseri spirituali, lettura del pensiero e delle intenzioni altrui, oppure conoscenze chiaroveggenti e, ancor più, precognitive, quello che ci avverrà e quando moriremo, la vita sarebbe impossibile.

 

La conoscenza del mondo materiale avviene attraverso i sensi e la percezione /sensoriale) e l'interpretazione, a mezzo di essi, degli stimoli materiali. In questo modo e con questi sensi e  con la memorizzazione dei dati così conosciuti avviene  l'apprendimento

Nel mondo fisico le trasformazioni delle sue forme e le modifiche da apportare al suo stato inerziale possono avvenire solo applicandovi una energia fisica, con il lavoro e la fatica

Se la percezione extrasensoriale di un dato della realtà materiale (ad es. questo incendio) avvenuto lontano nello spazio o bel tempo e conosciuto per chiaroveggenza o precognizione fosse cosciente (come lo sono le percezioni sensoriali) non sarebbe possibile  distinguere e faremmo confusione fra la realtà quotidiana attorno a noi (e alla quale dobbiamo reagire adeguatamente) e la realtà non presente che non necessita di un nostro adeguamento comportamentale. Non sarebbe possibile vivere la vita materiale 

 

 Immaginatevelo un po’ cosa accadrebbe, che guazzabuglio e confusione, non sapremmo se chi ci sta davanti è una persona vera con cui trattare e che può agire bene o male verso di noi o una semplice immagine; se un avvenimento, un incendio, un disastro è reale, avviene qui e adesso e costituisce un pericolo dal quale salvaguardarci o sta altrove e non ci riguarda, non c’è pericolo; se non potessimo celare quel che veramente pensiamo, sentimenti e intenzioni (verso il capufficio o la moglie o il marito, ad esempio!), che nella vita concreta poi rimangono senza attuazione ma che pure ci sono. Se poi potessimo agire, fare delle azioni concrete col solo pensiero… meglio non pensarci a quello che accadrebbe!
La vita concreta nel mondo sarebbe impossibile. Ecco dunque che c’è una utile (provvidenziale) barriera (psicologica e coscienziale), un blocco psichico che non fa passare queste altre informazioni e conoscenze, questi altri modi di agire.
Le informazioni ESP e le capacità PK circolano e rimangono nel profondo, nel mondo psichico, senza accesso (senza possibilità di accesso) al mondo materiale. Altrettanto accade per le comunicazioni e gli impulsi emozionali provenienti da altre dimensioni, inviati da Esseri di altre dimensioni, che pure sono di natura non materiale. Vi è apposta quella indispensabile barriera psichica, che non le fa passare alla coscienza e alla consapevolezza e alle capacità normali. Non è però una barriera insuperabile.
 

4.1. “L’accadere paranormale”: la personalità medianica
Vi sono alcune persone che hanno questa barriera più labile, più permeabile, più sottile per così dire, per cui quelle informazioni, co-noscenze ESP e capacità PK possono passare più facilmente al livello cosciente. Si tratta di una particolare struttura della personalità, ed è questa la costituzione medianica. Il medium è dunque un individuo che ha una particolare strutturazione personalogica per cui la barriera di separazione tra conscio e inconscio è più osmotica, più facilmente permeabile, annullabile a volontà (a mezzo di una suggestione indotta da lui stesso o da un altro), così da far passare quelle informazioni e capacità dal profondo e dalla dimensione psichica inconscia (o da quella degli Esseri spirituali), che è quella loro propria, al livello cosciente.
 

L'italiana Eusapia Palladino è stata una delle più grandi medium a effetti fisici. Famose sono le sue ectoplasmie, materializzazioni, telecinesi ecc.

 

Daniel Dunglas Home è stato un altro grandissimo medium (inglese) a effetti fisici. Venne  studiato soprattutto dal premio Nobel W. Crookes

 

La medium inglese a effetti fisici Elisabetta D'Esperance ripresa accanto a un giglio da lei "apportaio"

 

 

La medium inglese Florence Cook (a destra, seduta e in trance) in una eccezionale fotografia in cui è stata ripresa insieme e accanto al celebre fantasma "Katie King" da lei più volte materializzato

 

Il “passaggio” dall’uno all’altro livello avviene o è facilitato attraverso comportamenti (“rituali”) appresi (casualmente o per istruzione) e ripetuti, fino a diventare dei veri e propri condizionamenti pavloviani: ogni volta che viene praticato, che viene messo in atto quel comportamento, ogni volta che la persona con quella strutturazione medianica si pone (o viene posta) in quel dato atteggiamento, scatta lo stato di permeabilità e di osmosi e le informazioni e comunicazioni ESP e le capacità PK accedono alla coscienza. E’ questo lo stato di trance, che è uno stato di attenzione al profondo, uno stato modificato di coscienza indirizzato e focalizzato sulla dimensione psichica del profondo, su quell’altro mondo e su ciò che in esso vi è.
Ne parleremo tra poco, ora dobbiamo proseguire e concludere il discorso sulla definizione delle fenomenologie paranormali prodotte ad arte (“medianiche”) e di quelle spontanee e sulle differenze che vi sono tra loro.    
 

La sensitiva Irene Dunne entra in stato di trance concentrando l'attenzione su una sfera di cristallo (autoipnosi)

 

La deprivazione sensoriale è uno dei modi per far salire dal profondo (sostitutivamente alle percezioni sensoriali assenti) le visioni e il mondo extrasensoriale

 

La trance può essere indotta con un comando ipnotico

 

Presso molte comunità primitive uno dei modi per raggiungere  la trance è costituito dalla danza e dalla musica (suoni) ritmica e ossessiva. Qui una danzatrice bambina a Bali, Indonesia

Il volto in trance della stessa ballerina

4.2. “L’accadere paranormale”: b) il fenomeno spontaneo
Abbiamo detto della barriera psichica che vi è normalmente tra il livello inconscio e quello conscio, che, nella vita normale, non fa passare le percezioni ESP e le capacità PK e che è assolutamente necessaria perché l’attenzione, durante questa vita e in questo mondo, deve essere focalizzata sul mondo materiale e sulla vita che vi dobbiamo condurre. Anche se in alcune persone il livello cosciente è alquanto labile - come abbiamo visto per il medium - in genere e nella normalità delle persone tale livello è ben strutturato nel senso detto della impermeabilità e non lascia passare le informazioni del sottostante livello inconscio.
Tuttavia, quando una di queste informazioni di livello profondo e coscientemente sconosciute ha per una persona un forte significato e contenuto emotivo, l’informazione stessa, la conoscenza extrasensoriale del fatto così traumaticamente emozionale, può passare di prepotenza nel livello cosciente di quella persona, come per un colpo di maglio che trapassa con forza quella barriera, come un “ariete” medievale che sfonda la porta del castello, anche nel caso di persone che hanno tale livello cosciente ben strutturato e normalmente impermeabile. Ed è questo il fenomeno paranormale spontaneo, che rappresenta dunque, per l’individuo a cui accade, un fatto eccezionale e del tutto occasionale, contrariamente a quanto avviene per il medium.

 

Gustave Moreau L'apparizione

L'apparizione della Madonna alla Pastorella Bernadette Soubirous a Lourdes

Tuttavia, anche qui, mentre per alcune persone avere un fenomeno paranormale spontaneo è veramente una cosa del tutto eccezionale, magari gliene accade uno solo in tutta la vita, per altri, che pure non sono dei medium, tale fenomenologia spontanea può avvenire più volte, può ripetersi, in genere sempre per una medesima categoria di fatti (emozionali) e con manifestazioni simboliche analoghe. Questo già ci dice che la differenza tra queste persone, soggette più facilmente a fenomeni spontanei, e il medium vero e proprio non è poi così netta; ma soprattutto può dirci molto, e lo vedremo, sul significato e sulla consistenza dell’apertura mentale alle percezioni extra-sensoriali.
I fenomeni spontanei sono costituiti per lo più da una informazione ESP (notizia, idea, consapevolezza del fatto emotivamente sovraccarico e significativo che avviene altrove o che avverrà, espresse in chiaro o in forma simbolica da decrittare) ma possono provocare ed esprimersi anche attraverso un effetto PK. Un incidente, la morte di una persona cara, il pericolo di vita poi scampato ma anche un evento gioioso (come la vittoria nella battaglia di Lepanto, “vista” e annunziata per chiaroveggenza da papa Pio V a Roma) sono queste, per lo più, le fenomenologie paranormali spontanee più ricorrenti e la letteratura parapsicologica e spiritica sono piene di casi del genere. Ven-gono riferiti, benché molto più raramente, anche casi di ESP riguardanti fatti e notizie di scarsa importanza; tuttavia, se danno luogo a una percezione extrasensoriale, anche essi avranno senz’altro, per chi ne ha la percezione, una qualche significatività, magari simbolica o per associazione di idee con un qualche precedente emozionale analogo.
 

 

Un fenomeno PK spontaneo molto noto è quello del coltello che con un forte rumore secco si spaccò in più parti nella casa di C.G. Jung durante una animata discussione animata tra questo psicologo e il suo maestro S. Freud, nella quale quest'ultimo negava la possibilità dei fenomeni paranormali, dei quali invece Jung affermava l'esistenza. In questa foto il coltello originale spezzato, conservato a Zurigo, con il cartellino che lo autentica

L’effetto PK può essere, ad esempio e sempre per come riferisce la letteratura, la caduta di un quadro o di una fotografia della persona a cui accade l’incidente, un orologio che si ferma all’ora del fatto e così via. Si tratta sempre, in via principale ed anche qui, di una informazione PSI e la natura del fatto è essenzialmente ESP. L’aspetto PK concerne solo la forma (simbolica), cioè la “veste” con cui la notizia e la conoscenza extrasensoriale si esprimono.

Dunque, riepilogando e come ulteriore approccio, diciamo che il medium è una persona che ha il naturale e normale livello di separazione tra conscio e inconscio non ben strutturato, talché i contenuti di questo possono facilmente risalire nel primo; e che ottiene questo “passaggio di livello” facendo eventualmente ricorso a rituali appresi e condizionanti, che ripete quando vuole entrare in tale stato

Esperimento di ipnotizzazione in uno spettacolo di varietà

Anche il sonno è uno stato modificato di coscienza. In esso con i sogni affiorano le problematiche di vita profonde della persona ma anche gli avvertimenti del Sé, le percezioni ESP e i contatti con gli Esseri dell'altra dimensione.

Rito voodu. Una ballerina (hansi) indotta in trance dal suo maestro (hungan)

 

.
5.1. Coscienza e stato di coscienza: stato normale e stati modificati
La trance è lo stato modificato di coscienza in cui si trova il medium quando ottiene le sue percezioni extrasensoriali o esprime capacità PK. Anche questo lo abbiamo detto, ora dobbiamo meglio spiegarlo. Vedremo così che anche quando si hanno dei fenomeni spontanei, in pratica si determina una situazione del tutto analoga di trance, anche se occasionale, transeunte e brevissima (praticamente impercettibile).
Se la trance è uno stato di coscienza (modificato), dobbiamo innanzitutto vedere cosa si intende con questo; cosa è uno stato di coscienza e cosa è uno stato modificato.
Dobbiamo considerare la coscienza come una lavagna, in astratto bianca, sulla quale si disegnano, appaiono le percezioni della dimensione che essa coscienza in quel momento realizza, (alle quali dà la realtà di “percezioni”); della dimensione cioè in cui essa (di volta in volta) si trova ad esistere e vivere, anzi, tout court, che vive; della dimensione, cioè ancora, su cui essa è sintonizzata. Queste dimensioni, veri mondi esistenziali per la mente, di cui si può avere coscienza (soggettivamente, certo; ma anche oggettivamente, se visti dal punto di vista della mente e della persona che li vive) e in cui si può esistere (dai quali l’individuo può trarre le sue percezioni, emozioni, esperienze e in cui, dunque, egli può sentire di esistere) sono diversi.
 

Oltre a questo mondo materiale terreno, che normalmente, quotidianamente e continuamente abbiamo sotto gli occhi e viviamo (stato normale di coscienza), vi sono il mondo e lo “stato” di sogno, quello ipnotico (in cui si vivono le suggestioni suggerite dall’ipnotizzatore), quello di trance (in cui si entra in contatto con le realtà psichiche o spirituali), quello dell’estasi sciamanica (del “viaggio sciamanico”, in cui si incontrano gli Archetipi e le Potenze e le divinità culturalmente informate), quello dell’estasi mistica (esperienza del transpersonale e del Sé, peak experiences, immersione totale nel trascendente divino  (Nota 9) e addirittura rapimento da parte di questo). Altri ancora ve ne possono essere. Sono tutti mondi esperienziali reali (Nota 10), tutti parimenti reali – non solo quello attuale materiale e terreno, di cui abbiamo comunemente esperienza e in cui materialmente viviamo (sentiamo ed abbiamo la percezione di vivere), ma anche tutti gli altri. Per tutti dunque, anche per quello normale e terreno, si tratta di una realtà relativa – relativa allo stato di coscienza in cui in quel momento ci troviamo e di cui la mente ha soggettivamente consapevolezza.
L’espressione stato di coscienza fa riferimento al mondo e alla dimensione su cui la mente è (in quel momento) sintonizzata e da dove provengono le percezioni e le emozioni di cui ha consapevolezza e che si iscrivono sulla lavagna della coscienza. Per stato di coscienza, dunque, si intende questa sintonia mentale con il mondo e la dimensione con cui la mente è in contatto in quel momento e i cui input è in grado di percepire.
Chiamiamo (per semplice convenzione) “stato di coscienza normale, o ordinario” quello della realtà di tutti i giorni, in cui normalmente ci troviamo e dal quale ricaviamo l’esperienza del mondo materiale terreno e quotidiano attorno a noi. Di conseguenza (e sempre per convenzione) gli altri stati di coscienza vengono chiamati, a raffronto, “stati modificati (o “diversi”; o “alterati”, dal latino “alterius”) di coscienza”.

 

Espressione facciale di un medium in trance (la tedesca Else Günther-Geffers)

Estasi di S. Teresa, nella celebre statua del Bernivi, conservata nella chiesa di S. Maria della Vittoria a Roma

Simbologia del volo sciamanico. Indios navajo

 

Conclusivamente “stato di coscienza” è la modalità funzionale (il modo di funzionare) della mente - che è anche un suo modo di essere - secondo cui (in base alla quale) i contenuti psichici (percezioni, emozioni, capacità) in un dato momento salgono alla consapevolezza. Lo stato di coscienza è variabile (modificabile) e in base a questa sua variabilità si determinano (la modalità funzionale della mente determina) i contenuti psichici (ordinari o diversi) di cui in un dato momento (in quello stato) abbiamo consapevolezza. Questi contenuti costituiscono i “vissuti”, cioè la realtà esistenziale (relativa allo stato di coscienza, ma sempre oggettiva per la mente che la vive) dell’individuo in quello stato (in quel momento).
Questi contenuti e questi vissuti (i contenuti psichici e i vissuti dati da uno stato di coscienza), a prima vista soggettivi, sono invece oggettivi e sono una realtà (sono “la realtà”) per l’individuo che li vive, in quanto tutti gli altri possibili – tutti gli altri “mondi” – per lui in quel momento (in quello stato) non esistono.
 

Quando siamo abbagliati dal sole, tutto il resto rimane in penambra

L'attenzione polarizzata sulla luce non fa vedere nient'altro. Tutto il resto, che pure c'è nella "stanza" è immerso nel buio totale

 

 

5.2. Coscienza e stato di coscienza: b) lo stato di coscienza come stato di attenzione
Gli stati di coscienza possibili sono dunque diversi. In che consiste questa diversità, come “si entra” in un dato stato di coscienza (normale o modificato), quale è la “procedura” che a un dato stato di coscienza ne fa subentrare un altro diverso?
Si tratta semplicemente di una direzione dell’attenzione; di indirizzare e polarizzare l’attenzione interiore (“l’occhio interiore”) su un mondo o piuttosto su un altro, di interiorizzare l’attenzione, togliendola dal mondo esterno e dagli stimoli e percezioni che ci provengono dall’esterno e dirigendola invece verso l’una o l’altra delle diverse, possibili dimensioni (dimensioni esistenziali della mente). Tutto qui.
Ma non è così semplice, semplice è la spiegazione ma non ne è l’attuazione. Come abbiamo detto, la coscienza, in questa vita, è letteralmente incollata ai sensi e "sigillata col silicone" per non far passare informazioni extrasensoriali. Conseguentemente la sua (della coscienza; quindi la nostra) attenzione è completamente presa dagli stimoli provenienti dal mondo esterno, in rapporto ai quali (e per ricevere i quali) quei sensi sono stati strutturati e, coordinati di tra loro, gli uni sono fatti per gli altri e ne sono il naturale complemento. I nostri sensi sono letteralmente bombardati, in ogni momento e senza soluzione di continuità, da miliardi di quegli stimoli, che ci arrivano da ogni parte e che catturano e polarizzano su di sé tutta la nostra attenzione e la nostra coscienza. Pertanto, sulla lavagna dello stato ordinario di coscienza si delinea solamente questo mondo materiale terreno, facendoci così credere che esso sia l’unico.
 

Ciò avviene, ed è naturale, per ragioni di vita, dobbiamo stare attenti a questo mondo per muoverci e orizzontarci in esso, per compiere questa nostra esperienza terrena. Ma comporta anche che le percezioni “diverse”, più deboli e meno percettibili, non riescono ad evidenziarsi, a farsi strada e ad elevarsi fino al livello cosciente.
I “rumori” più grandi soffocano quelli piccoli, nel frastuono di una discoteca o di una strada urbana piena di macchine non possiamo percepire un mormorio. Altrettanto, quando il raggio di luce di un faro è concentrato su un singolo oggetto, tutto il resto - la luce di una candela, di una fiammella, anche le stelle del cielo - tutto quello che è in periferia e fuori del cono di luce del faro resta in penombra ed è invisibile. Così altrettanto, nel bombardamento sensoriale, con la luce dell’attenzione concentrata e ristretta sugli stimoli sensoriali, tutto il rimanente, le percezioni provenienti dalle altre dimensioni restano in ombra, rimangono impercettibili.
L’attenzione della coscienza è proprio come quel faro di luce: illumina quello su cui è diretto e concentrato, ci abbaglia e tutto il resto rimane invisibile: l’esempio è perfetto e del tutto calzante. Ma se noi spostiamo il raggio di luce del faretto e lo dirigiamo altrove, ecco che si illuminano altri, diversi oggetti della stanza, dell'ambiente che prima non vedevamo e non sapevamo neanche che ci fossero o come fossero. Parimenti se spostiamo la luce dell’attenzione cosciente e la indirizziamo su altri stati interiori – se cambiamo lo stato di coscienza – ecco che si evidenziano e che avvertiamo le percezioni di quell’altra dimensione su cui l’abbiamo diretta. Tutto qui.
 

 

Sembra che ci sia solo gelo e fatica; e che il cammino non finisca mai ...

Ma se mi affaccio come un bambino curioso, lasciando a terra i pesi quotidiani ...

... sopra a tutto, vedo il cielo azzurro e sereno

Il sogno

 

Nel sogno, addormentati i sensi, emergono le problematiche inconsce che ci assillano o entriamo in contatto con altri mondi. Nell’ipnosi si rende vivo nella nostra coscienza tutto l’immaginario suggeritoci dall’ipnotizzatore. Nella trance emergono le informazioni ESP e le capacità PK e così via.
E’ tutto quello che abbiamo già detto, ora però abbiamo capito in più che non si tratta d’altro che di un indirizzo del raggio di luce dell’attenzione cosciente; spostandolo dal mondo normale su altri mondi, su altre dimensioni, sintonizzandoci (focalizzandoci) su altri stati di coscienza abbiamo quelle altre percezioni, viviamo quegli altri mondi.
Ciò avviene, viene ottenuto attraverso rituali vari: addormentandoci (addormentando i sensi col sonno), facendoci ipnotizzare (chiudendo i canali mentali al mondo normale e aprendolo alle suggestioni ipnotiche), concentrando l’attenzione della mente nella meditazione, attraverso la possessione da parte di un’altra mente (di un vivente o di uno spirito), illuminandoci e riempiendoci della bellezza e della potenza del Transpersonale (svuotandoci di noi e lasciando che il trascendente ci riempia o ci invada).
 

Ripeto, è tutto qui. Quindi, con un approccio ancora ulteriore, possiamo dunque dire che il medium è la persona, che, per una sua strutturazione personalogica più labile e meno impermeabile, riesce, con tecniche varie e personalizzate, a spostare la propria attenzione cosciente sugli “oggetti” di altre dimensioni, escludendone completamente questa terrena (grande trance) ovvero portandola in periferia e in sottofondo (piccola trance).

 

6. Il medium e il sensitivo
Il titolo di questo discorso è “il medium e il sensitivo”. Fin qui abbiamo parlato esclusivamente del medium e della medianità, delle lo-ro condizioni e della loro operatività. Resta perciò da parlare del sensitivo e di vedere chi differenzialmente esso sia.
Con un primo approccio, possiamo dire che la differenza fra medium e sensitivo non è qualitativa ma soltanto quantitativa. Tutto quello che abbiamo detto del medium vale anche per il sensitivo, nulla cambia come qualificazione della loro funzione e di quello che fanno (percezioni ESP, capacità PK, fenomenologie PSI in stato di coscienza modificato), come avviene l’emersione di tali capacità e in che cosa esse consistono (teorie dell’attenzione e della sintonia), condizioni e stato in cui l’interessato si trova in tale occasione (trance), qualificazione e inquadramento psicologici di tale condizione e stato. Solo che il sensitivo possiede tutto questo in misura minore e il suo stato di coscienza modificato non è completo, è più leggero, coesiste con un certo qual grado, maggiore o minore, di conservazione dello stato normale. La perdita della presenza al qui e adesso e al mondo circostante, la trance, cioè, è meno profonda, è più attenuata rispetto a quella del medium; corrispondentemente anche i fenomeni prodotti sono meno eclatanti.
 

Bice Valbonesi, è stata una sensitiva con manifestazioni di "ultrafania" (come alla sua epoca veniva chiamata la medianità parlante per incorporazione)

 

La sensitiva statunitense Eleanor Piper ha presentato imponenti fenomeni spiritici per incorporazione (come la  medianità parlante, la scrittura automatica ecc,) 

 

Il sensitivo belga Gerard Croiset durante un esperimenti ESP (chiaroveggenza, "a sedia vuota"), ritrovamento di bambini annegati)

 

Gustavo Roll, senstivo famoso soprattutto (ma non solo) per i suoi "giochi" con le carte  (telecinesi,  materializzazioni, apporti)

 

Con un ulteriore approccio, possiamo dire che “medium” è un termine soprattutto del linguaggio spiritico, il medium opera soprattutto in un contesto spiritico (è medium chi svolge la sua attività in un cerchio o altro ambito spiritico), sia lui che gli altri attribuiscono l’estrinsecazione delle sue facoltà e i fenomeni che si producono a un intervento degli Spiriti. La stessa parola medium, del resto, lo dice, dato che significa “mezzo” o strumento: mezzo o strumento degli Spiriti, che, attraverso di lui, vengono e si manifestano da noi. In particolare, le terminologie “possessione” e “controllo”, di cui abbiamo parlato più sopra, sono dunque riferibili soltanto al medium e al medium spiritico.
Si parla invece di “sensitivo” nel caso di sperimentazioni e fenomenologie paranormali effettuate e vissute, da chi le fa e da chi vi assiste, in chiave e in senso non spiritici. Fatta questa distinzione - il medium è il tramite degli Spiriti, o almeno è considerato tale e tale appellativo gli è riservato dai circoli spiritici; il sensitivo è l’operatore che ha capacità paranormali, fuori o indipendentemente da ogni implicazione spiritica – vediamo subito però che essa non va intesa in senso assoluto. Infatti, anche in un ambito spiritico l’operatore viene chiamato spesso sensitivo, quando le sue facoltà non sono particolarmente eccezionali. Viceversa e corrispondentemente, anche in contesti non spiritici, ideologicamente neutri o addirittura antispiritici ci si riferisce spesso all’operatore del paranormale col termine di “medium” quando produce grandi fenomenologie, soprattutto PK.
Deriva da tutto ciò che la distinzione tra medium e sensitivo fa riferimento e trova fondamento principalmente alla profondità della trance e alle conseguenze che ne derivano: perdita di coscienza al presente e imponenza dei fenomeni prodotti. L’ambito (il contesto, la cerchia dei partecipanti alle sedute o riunioni, le credenze) spiritico o meno dove essi operano è invece meno determinante ai fini dell’una o dell’altra qualificazione, ha importanza minore.

 

Il sensitivo è dunque una persona che ha anch’essa le capacità della trance medianica - una trance del tutto analoga come caratteristiche fondanti a quella del medium - solo che le ha in forma più leggera, con presenza residuale alla realtà di questo mondo e, corrisponden-temente, con produzione di fenomenologie minori rispetto a quelle del medium - soprattutto percezioni ESP, più difficilmente o quasi mai produzioni PK.

Questa considerazione è fondamentale agli effetti della teoria del fenomeno paranormale. Se ne deriva infatti che - messa da parte la diatriba da sempre irrisolta tra animismo e spiritismo, che, come si è visto, non interessa il nostro argomento e che comunque non è fondante per la distinzione tra medium e sensitivo - al fine di una tale differenziazione, occorre invece fare riferimento alla profondità della trance.
Risulta, come abbiamo visto, che quanto più la trance è profonda, quanto più l’operatore sprofonda nello stato modificato di coscienza, quando egli perde completamente la soggettività dell’Io e scende e si trova a vivere in una dimensione di “psichico” assoluto e oggettivo, quando attinge da questo strato e mondo oggettivo psichico le capacità che esprime, quando cioè il mondo psichico oggettivo si esprime direttamente esso stesso, attraverso di lui e lui è e ne diviene solo “il mezzo”, tanto più è totale la perdita di coscienza al presente e tanto più si producono straordinarietà parapsicologiche, delle vere e proprie “aurore boreali” fiammeggianti, fantasmagoria di avvenimenti. Ed è qui che c’è il medium.
 

 

Il rev. Stainton Moses, inglese del sec. XIX, è stato tra i più grandi medium a effetti fisici e ESP. Le sue Guide che lo ispiravano avevano nomi simbolici: Rector, Imperator e simili

Il marchese Carlo Centurioni Scotto, che è stato al centro di numerose fenomeniche paranormali nel suo castello di Millesimo

Il danese Erner Nielsen è stato uno degli ultimi medium che ha presentato delle produzione ectoplasmatiche, di fantasmi completi o incompleti. Ne parliamo in un articolo a lui dedicato nel Settore "Uomo e universo", Sezione "Personaggi"

Il sensitivo non scende in queste profondità, non è una semplice “antenna” immersa nella dimensione psichica, non “diviene” il mero strumento di uno psichico assoluto e oggettivo che si esprime in prima persona attraverso di lui. Rimane invece ai margini o scende e naviga nei primi strati di questo “oggettivo psichico” e da lì si limita a cogliere delle percezioni, dei barlumi di tutto quello che è la dimensione psichica e che vi circola. L’Io del sensitivo è ancora presente a questa realtà, sia pure in forma attenuata e obnubilata all’apparenza, e nello stesso tempo è a cavallo tra le due dimensioni, avverte anche, viene in contatto e percepisce - rimanendo se stesso – quelle realtà diverse. Le sente, le afferra, le esprime ma resta se stesso, nel fondo resta l’Io che è e che da lì, alle prime profondità del mare psichico, naviga e percepisce il “diverso”. Mentre nel medium in grande trance l’Io scompare ed affiora, emerge nel mondo l’oggettività psichica ed è questa che opera.

Questa teoria del paranormale e delle sue fenomenologie, derivata dallo studio e dall’analisi a raffronto del medium e del sensitivo, è molto importante, perché ci dice in che chiave vanno comprese queste fenomenologie, grandi e minori, ma soprattutto ci dice molto sul mondo psichico. Ci dice che vi è uno strato psichico umano e che, “più in profondo”, più in basso (o più in alto?), vi è una dimensione psichica oggettiva, che, se interviene, esprime e manifesta, in forme imponenti, innanzitutto se stessa.

Tutto questo ci fa anche capire, o intuire, fin dove possono arrivare, fino a quali profondità possono affondare le “radici” della psiche dell’uomo e da dove essa possa attingere i contenuti che risalgono alla sua coscienza e poi si manifestano nel nostro mondo.
Tutto questo discorso su un mondo psichico oggettivo non vuole avere alcuna implicanza di tipo spiritico e di contatto con altre Individualità di altre dimensioni, che è un altro discorso, che non vogliamo aprire. Ne abbiamo parlato soltanto per mostrare, far balenare quali scenari, quali altri infiniti orizzonti si aprono, anche al di fuori di un quadro spiritico. Il discorso qui era invece “medium" e "sensitivi”. Lo abbiamo condotto e lo trattiamo entro questi limiti, sia pure con le implicanze teoretiche che ne abbiamo tratto e che abbiamo sottolineato

.

fine  della  prima  parte

 

NOTE

1)  Le altre prove principali sono quella geografica – questi fatti si verificano e sono attestati ovunque, presso tutti i popoli, anche se con modalità culturali diverse – quella statistica – data dalla sperimentazione cosiddetta quantitativa – e quella sperimentale, anche se in quest'ultimo caso avviene in misura minore perché molte di queste fenomenologie sfuggono a una ripetibilità sotto controllo vera e propria, come è proprio della sperimentazione di tipo fisico e classico.

2)  E. Swedenborg fece un’accurata autosservazione delle proprie numerose esperienze extracorporee (o.o.b.e.) e viaggi astrali, con visioni dell'ambiente della dimensione post mortem e con contatti e colloqui con gli Spiriti abitanti di quei luoghi e ne riferì nelle molte opere che scrisse, tra le quali ricordiamo Arcana coelestia

3)  J. Kerner riferì sul caso della Hauffe nel libro La veggente di Prevorst. Rivelazioni sulla vita interiore dell’uomo e sull’affiorare di un mondo di Spiriti all’interno del nostro, che all’epoca fece un grande scalpore. Di questo caso e di questi studi si parla anche in questo sito, nel Settore "Uomo e Universo", Sezione "Personaggi"

4)  Scienziato, premio Nobel (1829/1919) ebbe esperienze, tra l’altro, con i più importanti medium della sua epoca, D. D. Home, Kate Fox, Florence Cook. Tra i suoi scritti ricordiamo Ricerche sui fenomeni dello spiritismo (tradotto in italiano dal nostro grande parapsicologo Emilio Servadio)

5)   Società costituita da William Barrett espressamente per lo studio obiettivo dei fenomeni medianici e spiritici e della quale fecero parte i più famosi studiosi dell’epoca in questo campo, come F.W.H. Myers, E. Gurney. F. Podmore, W. Crookes ed altri. E’ stata la prima e la più famosa società del genere e sul cui modello poi sorsero le altre nei vari paesi, l’A.S.P.R. in America, l’I.M.I. in Francia, la S.I.P. in Italia,ecc.

6)  Ad Hydsville in tale anno le sorelle Kate e Margaret Fox ebbero contatti spiritici, a base di colpi battuti dal tavolino, con il presunto spirito di un merciaio che era stato ucciso in quella casa per rapina qualche anno prima. Questi fatti sono considerati l’inizio ufficiale dello spiritismo

7)  Allora considerate e chiamate spiritiche, medianiche, occultiste e simili

8)  In realtà, il termine “Spirito”, riferito alla fonte o scaturigine personificata del fenomeno paranormale, appare esatto, se ben inteso, anche al di fuori di una ideologia e di una interpretazione spiritica. Infatti, costituisce uno “Spirito”, cioè una forza animante e uno psicodinamismo individualizzato, anche una pulsione, una istanza psicologica e, ancor più, un complesso psicologico (del medium stesso o di altra persona presente alla riunione; ne parleremo in seguito, a proposito del “Gruppo”) resisi autonomi e disgregatisi e operanti al fine di soddisfare il proprio bisogno pulsionale

9)  Potremmo dire, con più precisione, immersione totale nel sacro, che è lo strato più profondo del Sé, dirimpettaio dell’ineffabile divino, nel quale il divino si rispecchia immediatamente e che è il modo – l’unico modo – in cui si può avere esperienza dell’ineffabile trascendente

10)  Non dimentichiamo però che l’esperienza mentale e il dato di tale esperienza è tutto quello che possiamo sapere della realtà, in quanto la cosa in sé è inattingibile; e dunque l’esperienza è per noi la realtà. Ma l’esperienza, a sua volta, è relativa allo stato di coscienza in cui si trova l’individuo

 

© COPYRIGHT 2006

Tutti i diritti riservati

RICERCA PSICHICA & FELICE mASI

 

SUCCESSIVO  (seconda parte)

 

Chiudi chiudi