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    MESSAGGI DAL CIELO
   LE PIUME DI MARCO

 

Graziella e Athos Mancini

      "La Ricerca psichica", anno VIII, 2001, n. 1
 

 Marco
L’interesse che mio marito ed io abbiamo oggi per i fenomeni paranormali, medianici di frontiera e della transcomunicazione strumentale è nato in noi dopo la perdita, avvenuta per un incidente, del nostro figlio secondogenito Marco (Nota 1), di 14 anni, nell’estate del 1975. Fino allora ignoravamo tutto del paranormale e delle sue tematiche; solo nel 1979 venimmo a conoscenza, attraverso mia sorella, del fenomeno delle voci al registratore. Andammo allora da una sperimentatrice della nostra città, Arezzo, e fu così che potemmo sentire alcuni messaggi più o meno chiari, ricevuti in quel modo per psicofonia, con voci timbriche diverse (Nota 2), tra le quali anche una che ci parve provenire dal nostro Marco. Stimolati da tale voce che diceva “perché non lo fate anche da voi?”, iniziammo a registrare da soli, con risultati subito ottimi e in seguito alterni, taluni buoni, altri meno.
E’ stato proprio negli anni successivi a questa nostra iniziale sperimentazione psicofonica - della quale parleremo in seguito - che, tra l’80 e l’’82, accadde qualcosa di strano e importante, che tuttavia abbiamo capito e apprezzato solo dopo. Ha inizio così la storia delle piume.

 

Marco

   

Eravamo alla fine dell’anno ’80, mese di novembre, in prossimità delle festività natalizie, che, come ben sanno le persone passate per la nostra stessa situazione, sono apportatrici di momenti saturi di quella malinconia tutta particolare, che fa riemergere i ricordi dei giorni vissuti insieme a chi non c’è più. Una mattina, ero in casa intenta alle pulizie del pavimento del soggiorno, quando, come emergente dal nulla, trovai la prima piuma, di colore azzurro, davanti al televisore. Mi meravigliai perché né io né i nostri vicini avevamo alcun tipo di uccello ed anche considerato che in casa non avevo nessun oggetto con ornamenti di piume.

Mi avvicinai alla porta per cercare una qualche spiegazione ma, come ho detto, nessuno intorno aveva uccelli e inoltre, essendo novembre, c’era un po’ di nebbia e non tirava vento, che avesse potuto trasportare quella piuma da lontano.
Fatte queste considerazioni, pensai: “A Marco sarebbe piaciuta” e la riposi in un vasetto, come se fosse un fiore. Certo, a Marco sarebbe piaciuta, perché nostro figlio amava molto gli animali e, quando andavamo in qualche zoo, usava raccogliere le piume che trovava per terra e le metteva in un album, molto semplicemente, catalogando a quale tipo di uccello appartenevano. Conservo ancora le fotografie in diapositiva delle piume di questa sua raccolta ed anche una fotografia di quel tempo, in cui Marco è stato ripreso con un mazzetto di piume in mano.

 

 

Marco

La collezione di piume di Marco, da lui catalogate

 

 

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

Il fenomeno prosegue
Dopo la prima piuma azzurra, in breve tempo ne trovai altre due, una bianca e una viola, sempre nel soggiorno, più o meno vicino al televisore. Desidero sottolineare che il televisore è lontano dal finestrone della stanza, davanti al quale, inoltre, ci sono una grande tenda e poi vari vasi con piante. Non è possibile, quindi, che le piume possano essere entrate da lì.
Un altro particolare di rilievo è che le piume trovate erano dei miei colori preferiti; quella azzurra era sicuramente naturale, mentre quella violetta sembra tinta, perché anche la costola interna è tinta.
Proprio in quel periodo capitò “casualmente” (diciamo così) a casa nostra un signore, che si qualificò come sensitivo, e che era venuto perché aveva saputo delle nostre registrazioni psicofoniche e voleva avere notizie su ciò. Nel corso della conversazione gli feci vedere il vasetto con le tre piume e gli chiesi cosa esse potessero significare.

   

 

Il sig. Flavio Neri, questo era il suo nome (Nota 3) , prendendo in mano il vasetto, disse che “bruciava” ed io gli domandai che cosa significasse. Lui disse che si trattava sicuramente di “apporti” o materializzazioni e mi spiegò che i disincarnati possono smaterializzare gli oggetti e poi rimaterializzarli, ridando ad essi la forma che avevano (Nota 4) . Saputo di Marco, disse che era lui che portava le piume, con l’aiuto della nostra energia.
Naturalmente questa interpretazione, vera o non vera che fosse, mi stimolò a fare una maggiore attenzione e a ricercare dappertutto, ma senza esito. Quando le cercavo, non ho mai trovato piume, mentre invece quando non ci pensavo ne trovavo di nuove e sempre in posti sempre diversi (Nota 5).

Dopo questi primi casi, moltissimi altri episodi di ritrovamento di piume si sono susseguiti, tante altre, come si dirà più avanti, ne sono state trovate, non solo da me o da mio marito ma anche da altre persone.
Qui desidero soffermarmi prima su alcuni aspetti particolarmente significativi di quanto sto riferendo. Innanzitutto la tipologia delle piume. Non si tratta di piume comuni ma di piume dai colori e dalle forme più disparate – sembrano proprio “da collezione”, come quelle che raccoglieva Marco – molte delle quali sono difficilmente attribuibili ad uccelli che vivono nelle nostre zone.
Inoltre, i colori quasi sempre rientrano nella gamma di quelli preferiti da me o da mio marito (Nota 6) e cioè azzurro, violetto, lilla, arancio, verde ecc. e sono sempre in armonia con gli abiti che indossati al momento del ritrovamento.(Nota 7) .
Altro particolare di non indifferente rilievo è quello dei momenti in cui le piume vengono trovate, quasi sempre coincidenti con particolari stati d’animo, preoccupazioni, pensieri intensamente rivolti a Marco per richiesta di aiuto. Ed ecco che, quasi come risposte di incoraggiamento, arrivano questi “messaggi leggeri”, che procurano sempre una profonda emozione, anche perché vengono rinvenuti in luoghi ove prima assolutamente non vi erano, per cui una spiegazione può trovarsi solo in chiave paranormale.

 

 


 

 

Devo dire anche che l’apporto di piume ci è stato spesso confermato per psicofonia attraverso le voci del registratore ed anzi in alcuni casi la comunicazione ha avuto il carattere di una precognizione, in relazione ad eventi che si sarebbero verificati successivamente.
Dopo alcuni anni durante i quali questo ritrovamento inspiegabile di piume si verificò con una certa continuità, per qualche tempo esso cessò. Una nuova svolta nel fenomeno si ebbe allorché uscì il libro di Paola Giovetti (Nota 8) I messaggi della speranza”, nel quale un capitolo era dedicato al nostro Marco e al fenomeno delle piume.
Da allora è stato un susseguirsi di ritrovamenti e di segnalazioni, anche da parte di tante altre persone, molte delle quali non ci conoscevano direttamente ma solo attraverso la lettura di quel libro.
L’elencazione di tutti i casi sarebbe lunga e tediosa, per cui mi limiterò a indicare i nomi e i luoghi, mentre su altri più significativi mi soffermerò un po’ più a lungo.
Dunque, le piume sono state trovate a Arezzo, Montevarchi, Reggello, Numana, Roma, Firenze, Lucca, Bologna; Udine, Gorizia, Milano, Massa, Palermo, Salerno e in altri luoghi, da persone diverse, alcune delle quali studiose del paranormale, come l’ing. Carlo Maria Trajna e la dott.ssa Loretana Angelucci (Nota 9), il prof. Ferdinando Bersani (Nota 10), oltre alla stessa dott.ssa Giovetti, del caso occorso alla quale parlerò qui appresso.

 

 

 

Alcuni casi notevoli e significativi
Ed ecco i casi più significativi. Due di essi li riferirò riprendendoli direttamente da stralci delle lettere che mi sono state inviate da chi ha trovato le piume, lettere che non voglio mutilare per non togliere nulla alla straordinarietà e all’emozionalità del racconto, come emerge proprio da esse. Debbo però precisare che le figure della piume riportate a fianco di alcuni di questi casi non sono necessariamente proprio quelle relative all'episodio riferito. Sono però sempre piume ritrovate in questi modi.

Paola Giovetti Il primo caso che riporto è quello accaduto alla dott.ssa Paola Giovetti. Era stata a casa nostra, ad Arezzo, per parlare del suo libro ”I messaggi della speranza”, che aveva in preparazione e basato su interviste da lei fatte ai protagonisti dei vari episodi paranormali riportati nel libro stesso. Il libro conteneva, come ho già detto, anche un capitolo dedicato al nostro caso e intitolato “Marco e le piume”. Dopo questo incontro, l’intervista che la giornalista ci aveva fatto e tutti gli altri discorsi intrattenuti tra noi, ella ci ha inviato questa lettera:
“Carissimi, sono tornata ieri sera da Roma (Nota 11) e vorrei raccontarvi una cosa speciale che mi è capitata. Prima di partire avevo avuto dall’editore Canonico (Nota 12) le bozze del libro che aveva già pronte (Nota 13) e in treno mi sono messa a correggerle. Ad un certo punto, mentre stavo per iniziare il capitolo che parlava di Marco, mi è volata sulla pagina della bozza la piccola piuma, che vi mando acclusa a questa lettera. La finestra del treno era chiusa, inutile dire che, dato il caldo, tutti erano in maniche di camicia. Subito dopo, il treno ha attraversato Arezzo. A me è sembrata una “coincidenza” un po’ strana. Vi mando la piuma, perché certo è per voi” ( Nota 14) .
 

Vera Del Vita  Il secondo caso è quello della giornalista Vera Del Vita, che in occasione della morte della madre così, tra l’altro, mi ha scritto:
Ed ora ti racconto una cosa che ritengo molto speciale e che mi fa pensare che il tuo Marco abbia voluto farmi capire, proprio nel momento per me peggiore, che la mamma non è andata molto lontana da me. Eravamo tutti in chiesa e la bara era davanti a noi. I ricordi mi hanno assalito con violenza e mi sono messa a piangere convulsamente. Ho aperto la borsa ed ho preso il fazzoletto: tra le sue pieghe vi era la piccola piuma che ti mando, perché anche tu, come me, abbia sempre di più la certezza che i nostri cari rimangono con noi, come era prima. In quel momento io ho sentito una grande serenità ed ho seguito il servizio funebre come se fosse un inno ad una vita radiosa e molto, molto migliore di quella che conduciamo qui noi. Solo mia figlia Carla ha visto con me la piuma e ne ha compreso subito il significato. Gli altri non vogliono credere e così questo è il nostro piccolo segreto di speranza e di fede”  (Nota 15).
 

   

 1

 

 

Barbara è la nipote della giornalista Vera Del Vita. Una volta è venuta da noi per accompagnare la nonna che voleva ascoltare delle registrazioni di Voci psicofoniche. Ascolta anche lei, le percepisce e le decodifica (cioè ne capisce quello che dicono) molto bene; ciò che non è facile, anzi non accade quasi mai con chi ascolta queste Voci per la prima volta, senza aver alcuna confidenza con la loro cadenza e pronuncia. Viene anche a conoscenza, perché ne parliamo, della storia delle piume, che vuole vedere e le vengono anche mostrate.
Tornata a Milano, ha trovato in casa, in vari momenti, alcune piume bellissime, che la nonna, per timore che vadano perdute, riunisce in una spilla. Emozionatissima per quanto le accade, prova anche a fare delle registrazioni psicofoniche e riceve una voce giovane – forse quella di Marco? – che dice: “Belle le piume, eh? Le ho portate io”. (Nota 16)
Qualche tempo dopo, Barbara doveva sostenere l’esame di riparazione di greco, ma aveva timore di affrontarlo e dei risultati, perché durante l’estate aveva studiato molto poco. La mattina in cui doveva sostenere la prova scritta, quando svita, per scrivere, il cappuccio della penna stilografica, ne esce una piccola piuma di colore lilla. Subito si tranquillizza, perché sente di essere aiutata; infatti l’esame va benissimo. Barbara sembra che abbia delle facoltà di sensitività.
 

Anna    è una giovane sposa aretina, anche lei possiede, molto probabilmente, delle doti di sensitiva. Dopo essere venuta a conoscenza del fenomeno delle Voci al registratore e del fatto che noi siamo tra gli sperimentatori di tali Voci, un giorno si presenta da noi e insieme proviamo a fare delle registrazioni psicofoniche. Otteniamo dei buoni risultati e così, entrate in confidenza, parliamo anche degli episodi delle piume. Tornata a casa sua, nei giorni successivi Anna trova ben otto piume, dai colori vivacissimi. Emozionata e contenta per quanto le accade, torna qualche giorno dopo da noi, per avere una possibile conferma della genuinità del caso attraverso le Voci del registratore. E ciò avviene puntualmente, nel registratore si incide una Voce, che dice: “E’ un regalo. A lei sta bene. Ad Anna le piume da Mar” ( o “d’amar”). L’ultima parola è tronca in questo modo e così non si capisce se è tronco il nome "Mar(co)” oppure se è tronco il verbo "amare" (“le piume d'amare”). Subito dopo, si ode un’altra frase, che dice: “Guarda la contentezza; letizia, la piuma c’è”. La nostra prima interpretazione fu in questo senso, intendendo “letizia” come gioia, nel senso cioè che dovevamo essere liete, ci doveva essere letizia in noi, per il fatto delle piume trovate. In quel momento non sapevamo che si trattava, invece, della precognizione di un fatto che si sarebbe verificato oltre un mese dopo.

 

   

 

 

 

 

 

Letizia    è il nome di una ragazza che lavora dal mio parrucchiere. Poiché in precedenza si era interessata al fenomeno delle piume, alla prima occasione che, dopo questo discorso, tornai a farmi i capelli ho portato con me la collezione delle piume, che in quegli anni avevo raccolto o che altri avevano ricevuto e che mi avevano mandato, e gliela ho mostrata. Ricordo che rimase meravigliata e anche commossa. Dopo che mi ebbe acconciato i capelli, pagai e stavo per uscire, quando Letizia mi corse dietro e, in preda a una forte emozione, mi disse: “Signora Mancini, ho trovato una piuma, ho trovato una piuma!”
Il ritrovamento, questa volta, era avvenuto alla presenza di parecchie persone, una decina almeno, che hanno potuto constatare e confermare il fatto; e questo mi ha emozionato moltissimo per il valore che assume qui l’episodio, avvento così, in pubblico. La piuma che Letizia mi mostrò, dopo avermi raggiunta, era tutta particolare. Era gialla (Nota 17), il suo colore preferito , ed aveva la forma quasi di un pesce.
A questo punto, non si può non pensare che le parole “Letizia, piuma c’è”, di cui si parla nel caso precedente, avvenuto un mese prima, volessero riferirsi a questa ragazza, nel qual caso si tratterebbe della precognizione di un qualcosa che sarebbe accaduto in futuro. Inoltre, anche la forma della piuma, che sembrava quasi un pesce, aveva un suo significato. Qualche giorno prima mio marito, Athos, che è un appassionato di fotografia, era stato presso un acquario di pesci esotici e aveva scattato delle diapositive. Tornato a casa, mostrandomele, aveva detto: “Certo, Marco aveva ragione, gli uccelli hanno colori bellissimi. Ma anche i pesci non sono da meno”.
 

Ivana    ha un negozio di alimentari presso il quale noi facciamo i nostri acquisti. E’ a conoscenza delle cose che ci accadono, ma non abbiamo mai approfondito molto.
Una sera, poiché la spesa che avevo fatto nel suo negozio era molto abbondante, gentilmente me la portò lei a casa. In questa occasione, venimmo a parlare del fenomeno delle piume e gliene ho mostrata anche qualcuna, dicendole che erano arrivate sempre in momenti molto particolari, quasi in segno di aiuto.
L’indomani, improvvisamente e in modo del tutto inaspettato, la figlia di Ivana venne ricoverata d’urgenza in ospedale per una peritonite perforata. Prima che la bambina entrasse in camera operatoria, Ivana notò e raccolse tra i capelli della figlia una piccola piuma, che, in quell’ambiente chiuso, sterilizzato e asettico non si sa come avrebbe potuto esserci, anzi è del tutto escluso che abbia potuto entrarvi normalmente. Vedendo quella piuma e prendendola in mano, Ivana si è ricordata di quanto le avevo raccontato la sera prima, pensa a Marco e si è tranquillizzata.
L’intervento operatorio è stato difficile ed i giorni successivi furono pieni di ansia. Però tutto in seguito è andato bene e, alla fine, Ivana poté rivolgere un pensiero di ringraziamento a Marco.
In seguito, Ivana, nel sistemare alcune scatole di pasta nel suo negozio, ha trovato una nuova piuma, rosa, bella e che, come mi ha detto, le ha riempito il cuore di emozione.
 

 

 

 

Mara    è mia sorella. Tempo fa’ doveva effettuare alcune analisi, perché non stava troppo bene. Era ansiosa e preoccupata. La mattina in cui doveva recarsi al laboratorio per queste analisi, nel rifare il letto prima di uscire, perché al ritorno voleva trovare la camera rifatta e in ordine, ha trovato una piuma di 5/6 centimetri, del suo colore preferito, verde. Vedendo quella piuma, naturalmente ha pensato subito a Marco e si è tranquillizzata. Infatti tutto poi è andato bene, i risultati delle analisi non avevano nulla di negativo (Nota 18)

Luciano    è un cliente dell’agenzia bancaria di cui mio marito è il direttore. Un giorno è venuto da noi per portarci del terriccio per le rose. Poiché egli si interessa dei fenomeni paranormali, abbiamo cominciato a parlare su questo argomento, come era accaduto anche altre volte. A un certo punto, ho iniziato a parlargli di questo “fenomeno delle piume” che ci accade e, poiché lui abita in campagna, gli ho chiesto se si intendeva di uccelli. La risposta è stata “abbastanza” e allora gli ho mostrato le piume, trovate da me o mandatemi da altri, che conservavo raccolte e gliele ho mostrate. Ma le risposte alle domande che gli abbiamo fatto sulle diverse piume, se le conosceva, se potessero essere di uccelli delle nostre zone sono state dubbiose, molte di quelle piume esulavano dalle conoscenze del nostro amico.
Dopo questa conversazione, Luciano se ne è ripartito con il camioncino con cui era venuto e aveva portato la terra. Circa due ore dopo abbiamo ricevuto una sua telefonata nella quale, emozionato, ci diceva di aver trovato sul portacenere del proprio automezzo, nel quale pochi minuti prima aveva spento l’ennesima sigaretta, “due piumine”, così lui la ha chiamate.

   

 

Gli ho chiesto di portarcele, alla prima occasione che gli sarebbe capitata, per farcele vedere, ma lui ha fatto di più. Le ha portate e ce le ha regalate, ma non si tratta proprio di due “piumine” comuni, come le aveva chiamate, ma di due esemplari del tutto particolari.
Qualche giorno dopo ne trova delle altre, sempre sul solito camioncino. Questa volta sembrano di un uccello piuttosto raro dalle nostre parti, l’upupa.
Ma non basta. Qualche tempo dopo ebbe un incidente e venne ricoverato in ospedale. Quando è stato dimesso, è andato a prenderlo il padre con la propria automobile per riportarlo a casa. Luciano vi è salito e, sul sedile dove fino a qualche attimo prima era stato seduto suo figlio, che pure era andato ad accoglierlo, ha trovato altre due piume particolarissime, una forse di un picchio e l’altra non si sa di quale uccello.
Alla prima occasione in cui abbiamo fatto una registrazione di Voci psicofoniche, abbiamo chiesto perché erano state mandate a Luciano tutte quelle piume. La risposta è stata che ciò accadeva perché Luciano era una persona buona ed amava gli animali.
 

 

 

 

Luisa    è una astrologa abbastanza conosciuta. Mi ha raccontato che una volta si trovava sul lago di Garda per un convegno che ivi si teneva. Ne era rimasta piuttosto delusa e faceva il confronto con un recente convegno tenuto ad Arezzo – uno di quelli che organizzavamo da me e mio marito - del quale aveva apprezzato, mi ha detto, la particolare atmosfera calda e familiare. In quell’occasione – del convegno del lago di Garda – si è ricordata che ad Arezzo mi aveva promesso che mi avrebbe fatto un oroscopo sul tema natale di Marco e si era dispiaciuta di non aver ancora mantenuta quella promessa. Così pensando, abbassò gli occhi a terra e vide una bellissima piuma di colore turchese, lo stesso colore del maglione che lei indossava in quel momento,

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Altri straordinari avvenimenti successivi  (avvertenza a cura del Direttore del sito)

Il testo fin qui riprodotto è quello che uscì sulla rivista cartacea da me diretta "la Ricerca psichica" (ora sostituita da questo sito) nel suo n. 1 dell'anno VIII. 2001. Negli anni seguenti Marco ha dato di sé altri straordinari segnali, che vengono riferiti in un secondo, distinto articolo, riportato separatamente qui di seguito, perché questo articolo si è già dilungato molto ma soprattutto perché si tratta di fatti, anzi di straordinarie manifestazioni della sopravvivenza e fenomeni paranormali (Nota 19), diversi da quelli finora raccontati e che meritano, appunto, anche per le immagini che li accompagnano, una trattazione a parte. . 

 

Al riguardo, vai  dopo le Note e clicca su     ARTICOLO SUCCESSIVO

 

 

 

  

 

Marco

Note (le note sono del Direttore del sito) :

(1) Il primogenito di Athos e Graziella si chiama Fabrizio e, come si vedrà nel secondo articolo,, è stato anche lui testimone, anzi protagonista, di alcuni dei fenomeno paranormali accaduti

(2) Com’è noto, le voci che si ricevono per psicofonia si distinguono in afone, quando sono soffiate e senza inflessioni, e timbriche, quando hanno delle inflessioni e sonorità di tono diverso, come le voci normali

(3) Flavio Neri, ora deceduto, oltre che come sensitivo, è conosciuto per essere stato uno scultore medianico molto noto. Realizzava le sue opere in legno di ulivo, guidato quasi in stato di trance, diceva, da una ispirazione che gli saliva dal profondo e gli proveniva da altre dimensioni

(4) L’apporto è un fenomeno paranormale per il quale si forma in un ambiente chiuso un oggetto o un corpo, talvolta anche vivente come una pianta o un animale, che prima non lì c’era e che nessuno vi ha portato. Può trattarsi di un oggetto preso altrove o che non esisteva prima da alcuna parte e che si è realizzato lì per lì. Il fenomeno avverrebbe (il condizionale è d’obbligo) attraverso una smaterializzazione (riduzione a una sconosciuta sostanza primigenia, atomi o altro), che ne rende possibile l’introduzione nell’ambiente dell’esperimento, e la sua successiva rimaterializzazione, sulla base di questa sostanza primigenia e dell’idea che il sensitivo o i presenti hanno dell’oggetto; è questa "idea" che forgia cioè plasma l'oggetto (principio dell'ideoplastia). Oppure avverrebbe, prendendo l'oggetto, senza alcuna sua iniziale smaterializzazione, dal luogo ove si trova e introducendolo nell'ambiente della sperimentazione, facendolo passare attraverso una possibili "quinta" dimensione. Non vi è dunque una creazione ex nihilo, che è possibile solo a Dio. L’apporto è caldo (perciò Flavio Neri, essendo un sensitivo, percepiva ancora che le piume scottavano) perché l’opera di materializzazione, essendo pur sempre un lavoro nel mondo fisico, comporta, in base al secondo principio della termodinamica, un dispendio di energia ed una dispersione di calore. Con il medium fiorentino Roberto Setti si poteva vedere a occhio la formazione dell’apporto nelle sue mani, prima sorgeva una materia informe e malleabile luminosa – perciò poteva essere vista nel buio della seduta e anche fotografata – che poi prendeva forma e si solidificava, perdendo sempre più in questo processo la sua luminescenza

(5) Anche questo è del tutto conforme alla teoria parapsicologica. Le produzioni paranormali, comportando una azione dell’inconscio ed un emergere di idee e capacità dal profondo o da altre dimensioni, sempre attraverso l’inconscio, necessitano di una disattenzione (e di una disattivazione) del livello cosciente e dal pensiero razionale. Pensare e volere una cosa o un effetto è esattamente all’opposto di ciò che occorre (dell’atteggiamento da tenere) perché si produca l fenomeno paranormale e quello a cui si pensa e si vorrebbe ottenere. I messaggi dall’aldilà non si ottengono mai pensando fortemente e intensamente di volerli, sforzandosi per averli e disperandosi se non si ottiene nulla. Tutto questo è psicologicamente conforme ed è dimostrato dalla teoria psicologica sui  lapsus: quando non si ricorda un nome o una cosa, più ci si pensa, più ci si sforza con la volontà e più non lo si ricorda. Poi, dopo un po’, quando non ci si pensa più e si sta parlando o si sta facendo tutt'altra cosa, ecco che il nome, il ricordo viene su da solo. L’attenzione cosciente, dunque, ostacola l’affiorare del ricordo, la disattenzione cosciente consente all’inconscio di “lavorare” e di far riaffiorare quel ricordo (ma al quale l’inconscio era rimasto fissato a pensare)

(6) L’apporto (la piuma) inviato del colore che piace alla persona a cui è diretto è dunque simbolo di un regalo che vuole essere fatto ad essa. Quando vogliamo regalare un oggetto a qualcuno, tanto più se si tratta del papà o della mamma, scegliamo sempre, o almeno dovremmo scegliere, qualcosa che piace alla persona a cui il regalo è diretto. Quando  se invece le piume sono dei colori preferiti da Marco, allora esse rappresentano piuttosto un segno di identità. Ricordiamoci che ogni fenomeno paranormale è sempre un messaggio, contiene un messaggio da interpretare, vedi in proposito l’editoriale I fenomeni paranormali sono sempre dei messaggi, pubblicato sul n. 1, anno VI° (1999) de “La Ricerca psichica”

(7) E questo è un segno di presenza, Marco fa sapere di essere presente lì (mentalmente, telepaticamente, affettivamente), facendo vedere di percepire i genitori, “vedendo” (per ESP) e conoscendo i colori degli abiti  da loro indossati

(8) Nota giornalista,  scrittrice e divulgatrice di articoli, libri e conferenze su argomenti parapsicologici

(9) Il primo ingegnere di Firenze, la seconda docente di Lucca, studiosi di pscofonia e residenti entrambi a Lucca

(10) Docente fiorentino, studioso di parapsicologia, presidente del C.S.P. di Bologna dopo la scomparsa del dr. P.Cassoli

(11) A Modena, dove Paola Giovetti abita

(12) Gianni Canonico, titolare della casa editrice Mediterranee di Roma, la maggiore in Italia per la pubblicazione di opere su argomenti parapsicologici

(13) “I messaggi della speranza”, successivamente pubblicato appunto dalla suddetta casa editrice

(14)  Riterrei, invece, che la piuma era diretta proprio alla scrittrice, come messaggio (ricordiamo: ogni fenomeno paranormale è un messaggio) inteso a convalidare e confermarle il fenomeno sul quale stava scrivendo. Le “coincidenze” che attestano la provenienza della piuma e del messaggio proprio da Marco sono almeno due: la scrittrice stava iniziando la lettura delle bozze relative al caso di Marco e la piuma è caduta su una di tali pagine; il treno stava traversando la città dove in vita abitava Marco. Peccato che nulla sappiamo sul colore della piuma e su altre circostanze di contorno e temporali di questo episodio

(15) Da notare che anche in questo episodio, come in quello precedente, si è trattato di una “piccola piuma”. Anche questo particolare, per la sua ripetitività, ritengo che abbia un significato da decifrare. Forse perché proviene da un ragazzo (Marco aveva solo 14 anni quando si è dipartito)? Forse perché è un “piccolo” messaggio, lieve ed etereo (e non un fenomeno paranormale imponente)? Richiamo l’attenzione anche sulle parole di chiusura della lettera; si tratta di un segno, di un messaggio che ispira “speranza e fede”. Perché la Chiesa è contro queste fenomenologie? Come può vedervi qualcosa di diabolico o, quanto meno, di riprovevole?

(16) L’uso del verbo portare invece di mandare o inviare sembra voler indicare che l’operatore paranormale non opera dalla sua dimensione ma è presente sul posto ove avviene l’apporto e vengono ritrovate le piume. Ciò appare notevole ai fini di comprendere come avviene il fenomeno degli apporti e di costruire la relativa teoria

(17) Quindi è stato un regalo fatto a Letizia. Questo mostra che l’apertura d’animo e l’estroversione di simpatia dell’Entità Marco, sono rivolte non solo ai genitori per rassicurali, ma verso tutti coloro che in questo modo, attraverso la sintonia di rapporto costituita dal fenomeno delle piume, vengono in contatto con lui. Cioè, l’Entità Marco mostra, con questi regali, che la sua amicizia e il suo piacere di farsi conoscere, di parlare e di rassicurare attraverso l’invio delle piume, è rivolto verso tutt.

(18) A mio avviso, questo episodio e così pure gli altri analoghi non stanno a significare che Marco “ha fatto il miracolo”, cioè che le analisi sono state positive, che l’operazione è andata bene e così via siano "opera" di Marco. I miracoli li opera solo Dio. Il grande significato degli episodi sta nel "segno di presenza", cioè nel ritrovamento della piuma in un luogo dove non avrebbe potuto esserci, dove era impossibile che ci fosse o che ci fosse entrata. E sta pure nel suo valore di precognizione (preconoscenza dell'esito di quello che doveva essere fatto). L’operazione chirurgica, le analisi ecc sono andate, e sarebbero andate bene di per sé – ritengo io – stanti le condizioni fisiche, di salute della persona interessata, la natura e l’entità della malattie e le tecniche terapeutiche attuali, e così via. Solo, vi sono, in più, il fatto dell’apporto della piuma, la precognizione dell'esito e il significato rassicurante che l'evento prodotto da Marco vuole avere. Certo, le ipotesi che possono essere fatte, senza voler sminuire in nulla il fenomeno, sono molte sotto l’aspetto non solo parapsicologico ma anche psicologico.

(19) Ricordo ancora una volta che, in relazione a uno specifico accadimento paranormale, le due espressioni fenomeno paranormale e manifestazione della sopravvivenza identificano e vogliono indicare il medesimo "fatto"; il fenomeno paranormale e la manifestazione della sopravvivenza sono la stessa cosa, la differenza e distinzione terminologica si riferisce unicamente alla visuale dalla quale il fatto viene visto e all'approccio che ad esso viene fatto. Il fenomeno paranormale ha riguardo allo studio e all'interpretazione che lo studioso ne fa e ne dà; all'approccio di studio, cioè. La manifestazione della sopravvivenza ha riguardo al messaggio che il fatto contiene, anzi che viene inviato dall'altra dimensione e che viene ricevuto dal suo destinatario nella nostra dimensione; cioè all'approccio emozionale delle due parti, che si vogliono sempre bene e se lo vogliono dire e lo vogliono far apere.

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