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L’APPARIZIONE ELETTRONICA DI MIA SORELLA
PINA
CON GLI AUGURI DI
NATALE |
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Felice
Masi |
Nuovo articolo anno
2010 |
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Sono stati gli auguri più belli
che potessi avere per il S. Natale del 2010 e me li ha inviati la
vigilia, sabato 24 mattina, mia sorella Giuseppina dalla sua
dimensione di luce ove è salita nel maggio del 1985. Per
psicovisione, tramite il computer, come fenomenica elettronica di
un’altra nuova e ignota forma di T.C.S. …, inutile voler
classificare il fenomeno con le nostre categorie, il meraviglioso è
quello che è accaduto. |
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La
foto di copertina dell'inserto video-audio YouTube riportato sul Corriere della Sera edizione on line del
24.12.2010
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Quella mattina, dunque, stavo
leggendo sul monitor del mio computer, come in genere faccio tutti i
giorni, l’edizione on line dei giornali e si trattava, in quel
momento, del “Corriere della Sera”. Tra le altre notizie c’era
un inserto video/audio di YouTube con gli auguri di Natale e felice anno nuovo,
inviati dagli astronauti Scott Joseph Kelly, Catherine Coleman e
Paolo Nespoli dalla Stazione Spaziale I.S.S. (dove la Coleman e
Nespoli erano giunti insieme al russo Dmitri Kontratyev il 18
dicembre precedente con la ventiseiesima spedizione, mentre Kelly vi
si trovava già prima); e nel vederne l’immagine di presentazione, la
cosiddetta “immagine copertina”, sono rimasto letteralmente
sbalordito, prima, poi agitato e commosso. Il motivo c’era
perché il viso della Coleman era quello di mia sorella Giuseppina,
che tutti chiamavamo Pina, morta - diciamo così, usiamo pure questa
parola per essere ben chiari di come stanno le cose – tanti anni
prima. L’ho riconosciuta subito, immediatamente, era proprio lei,
come me la ricordavo. Identica; e per questo l’avevo immediatamente
riconosciuta appena l’avevo guardata. Ho aperto il video, l’ho visto
e ascoltato, poi sono andato a cercare una sua
fotografia. |
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L'astronauta Catherine
Coleman (ritaglio del viso ripreso dalla foto di cui sopra) come compare nell'inserto
YouTube del Corriere
della Sera |
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Ho preso la prima a portata di
mano, in cui è ritratta con nostra madre: anche i capelli ampi, come
“cotonati”, che ha mia sorella in quella foto sono gli stessi della
Coleman (probabilmente per l’assenza di gravità) e di mia sorella in
quella foto (per via della moda dell’epoca). Ma anche questa
somiglianza, pur così spiegata razionalmente, non è certo casuale,
vuole essere significativa. Io non la ricordavo con quella foggia di
capelli, ne avevo invece subito riconosciuto il viso da come me la
ricordo e anche questo particolare dei capelli è importante: si è
fatta riprendere quando l’astronauta per l’assenza di gravità che
c’è nella stazione spaziale aveva i capelli scomposti in quel modo;
così da raccordarsi ancor più alla fotografia che sapeva – sì,
proprio così: evidentemente lo sapeva - che avrei
preso.
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Mia sorella Giuseppina Masi,
"Pina"
(ritaglio della foto
sottostante)
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NUOVE FOTO INSERITE IL RIENTRO
SULLA TERRA
Queste nuove foto di Catherine
Coleman sono state inserite dopo il suo rientro sulla terra del
22.5.2011. Questo è il suo vero viso, del tutto uguale a quello
delle altre sue immagini riprese a suo tempo da Google e
riportate qui sotto. Come si può vedere, anche qui il vero
viso della Coleman è del tutto differente da quello riportato
qui sopra (ripreso, come detto, dal servizio You Tube relativo
alla sua partenza per lo spazio del dicembre 2010) ed è una
conferma che quest'ultimo è stato modificato paranormalmente in
quello di mia sorella
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Sempre nel dicembre 2010, dopo
aver visto il servizio You Tube sono andato a cercare altre
immagini dell’astronauta Catherine Coleman per vedere se veramente
assomigliava così tanto a mia sorella; ce ne sono tante su Google,
ne ho scelto e ne riproduco qui due. Nessuna di esse, né queste due
né le altre, assomiglia alla mia Pina. Questo per ora; ma mi
riservo di studiare a lungo il video e l’audio per vedere se ci sono
altre straordinarietà, psicofonia o simili, in quell’inserto on
line.
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Anche mia moglie alla quale ho
chiesto, senza spiegarle nulla, a chi assomigliasse la donna di
quella foto sulla pagina on line del Corriere della sera, ha detto
immediatamente “Ma quella è Pina!”. Mia figlio pure ha confermato
senza esitazione il riconoscimento, ma a lui avevo già spiegato di
che si trattava. E poi sono venute tante altre considerazioni: il
sorriso, vi prego di credermi, era lo stesso con cui l’avevo vista
l’ultima volta, sul letto sul letto della stanza dove l’avevano
portata dopo il decesso. La mattina l’avevo vista nella camera
dell’ospedale S. Filippo Neri, dove era degente con un’altra malata.
Ci eravamo scambiati alcune parole, poteva appena parlare, poi ero
tornato a casa, sapevo quello che era ineluttabile ma non immaginavo
così presto. Quando sono tornato nel pomeriggio nella stanza non
c’era più. Mi hanno indicato dove l’aveva portata, in quella nuova
sua stanza non c’era nessun altro. Solo lei sul letto. E io davanti.
E aveva quello stesso sorriso. Me lo ricordo benissimo, e pensai,
anche questo mi ricordo, che forse l’avevano preparata così gli
infermieri o il personale addetto per presentare meglio ai parenti
una persona che non c’era più. Invece dopo ripensai, e anche ora
penso, che era il sorriso di chi vede la
luce. |
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La foto di mia sorella e nostra madre (dalla
quale sono stati ritagliati i loro due volti riportati nelle altre
due foto sopra e sotto)
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In questo inserto
video-audio i tre gli astronauti, e da ultimo la Coleman, fanno in
italiano gli auguri di buone feste e felice anno nuovo. E dunque
sono innanzitutto questi auguri che, evidentemente, Pina voleva
farmi - ha voluto fare a noi di famiglia - in questo modo,
attraverso questa sua straordinaria apparizione per T.C.S. Questo ne
era il motivo principale; ma tanti altri aspetti, significati e
simbolismi si evidenziano e si rivelano quando si guarda con
attenzione tutto l'inserto. E così, all’inizio degli auguri, la
Coleman (cioè mia sorella) sorridente muove la mano destra, proprio
come se (mi) facesse “ciao” con la mano. Poi, sempre quella figura
femminile del video, dopo gli auguri e prima di andar via,
labialmente, non a voce ma leggendo dalle sue labbra, si vede
chiaramente che (mi) dice “ciao”. Dopo questo ciao, con questo
ultimo saluto, l’astronauta fa una capriola e se ne va “in alto”.
Naturalmente, nella realtà, questo è dovuto al fatto dell’assenza di
gravità nella stazione spaziale: dopo i saluti che doveva fare,
l’astronauta se ne va via e torna ai suoi compiti galleggiando; ma
simbolicamente, alla luce dell’apparizione, non può negarsi che
questo andare in alto sta a significare che mia sorella se ne
tornava nella sua dimensione in cielo, in alto. Sennò perché se ne
va via proprio così, salendo verso l’alto e non allontanandosi
orizzontalmente? Tutto questo appare già a una prima osservazione di
tale inserto; ma chissà quanti altri particolari potranno ancora
ricavarsene, approfondendo ad esempio la psicofonia della parte
audio.
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L'inserto video-audio
YouTube del
Corriere della Sera del 24.12.2010. Aprendolo cliccandovi
sopra di possono sentire i saluti e vedere quelli labiali e
inviati con la mano, di cui si parla sopra
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Alcuni anni fa, videoregistrando la messa di mezzanotte
di un Natale officiata dall’allora papa Woytila, nel volto di una
donna che era tra la folla “riconobbi” quello di mia madre, anche
lei allora trapassata (fenomeno di psicovisione) e la cosa si
confermò a quel tempo al confronto con la sua fototessera. Ora,
osservando il viso di mia madre su quella foto di cui ho parlato
sopra in cui sta con mia sorella, sua figlia, Pina, si vede ancor
più la somiglianza. Me ne accorgo adesso, prima non ci avevo
pensato, avevo fatto il confronto solo con la fototessera, non avevo
pensato a farlo con questa o con altre sue foto.
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Immagine TCS
di mia madre comparsa sulla TV durante la Messa di
Natale |
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Ritaglio del
viso di mia madre, ripreso dalla foto di cui sopra |
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Fototessera di mia
madre |
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