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L’IMMAGINE DELLA
MADONNA DI
GUADALUPE
E LA
PARAPSICOLOGIA |
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Felice
Masi |
"La Ricerca psichica" Anno
XI, 2004, n. 4 |
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Premessa: fenomeni
mistici e fenomeni paranormali. Macrocosmo e microcosmo. Come Sopra,
così sotto
Alcuni
nostri lettori ci hanno chiesto di commentare il precedente articolo
di padre François Brune sulla storia e sul dipinto della Madonna di
Guadalupe alla luce delle conoscenze della parapsicologia. Adempiamo
volentieri alla richiesta.
Diciamo subito che la
parapsicologia può dire molto poco al riguardo. Innanzitutto il
fenomeno della Santa Immagine non è un fenomeno paranormale ma un
fenomeno sacro, cioè appartiene alla sfera del Trascendente. È,
però, anche un fenomeno perché il dipinto della Madonna e la sua
comparsa sulla terra sono un qualcosa che è accaduto sulla terra e
che si mostra (“ si dà”) all’osservazione umana; sotto questo
aspetto fenomenologico dunque lo studioso laico lo esamina.
Sappiamo che molti
fenomeni mistici sono del tutto corrispondenti ad analoghi fenomeni
paranormali: le levitazioni, che le hanno tanto S. Giuseppe da
Copertino o S. Teresa d’Avila quanto i medium; la telepatia, la
chiaroveggenza, la precognizione dei sensitivi che corrispondono
alla “lettura dell’anima” del curato di Ars o di altre sante
persone; le apparizioni, che possono essere di un defunto o di una
persona vivente lontana ma anche della Madonna o di un Santo;
altrettanto la bilocazione, osservata sia coi medium che con S.
Antonio o padre Pio; e così via.
La differenza
tra i fenomeni laici paranormali e quelli mistici (o paramistici)
che avvengono in campo religioso sta nel fatto che i primi trovano
origine e fonte nella stessa persona a cui accadono e nelle sue
capacità scatenate da una spinta emozionale personale; i secondi,
invece, hanno la loro fonte primaria nel Trascendente, che ne
investe la persona alla quale accadono. Le forze, le capacità messe
in moto sono sempre della persona ma sono messe in moto da una
scintilla che viene dall’Alto, da “fuori” (e non dal suo inconscio).
Come Sopra, così sotto; il microcosmo corrisponde, nel suo “sotto”,
al Macrocosmo che è “Sopra”; così dice la sapienza
ermetica. |

Contemplazione
Tiziano, "La Maddalena", museo
Ermitage, San Pietroburgo |
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Questa scintilla che
viene dall’Alto, avvertita dalla persona nel suo profondo, scatena
in lei quell’emozione personale che determina l’insorgere del
fenomeno. L’incontro del sacro che è uno strato profondo e arcaico
dell’animo dell’uomo - e che è in lui l’interfaccia del Sacro che è
in Alto, che in lui si rispecchia e da cui trae luce – con questo
Sacro trascendente, si esprime e si manifesta, appunto, nella forma
del fenomeno mistico. Il quale accadimento poi, essendo una
“straordinarietà” che esorbita dal normale e che avviene, appunto,
in collegamento (sincronicistico e non causale) con una Energia e
Potenza trascendente, in ambito e sotto un aspetto religioso è
(viene chiamato; rientra nella categoria) anche un
miracolo. Ma salvo
questa scaturigine della scintilla che eccita e accende le capacità
straordinarie dell’uomo, il fenomeno nel suo modo di presentarsi
esteriore è lo stesso in entrambi i casi.
Questo per i fenomeni
mistici a raffronto con quelli paranormali. Invece nel caso del
dipinto di Guadalupe non troviamo un fenomeno paranormale
corrispondente al quale rapportarlo fenomenologicamente; non
troviamo un fenomeno paranormale analogo nel suo aspetto
esteriore. |
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Il “dipinto” – la
Madonna – di Guadalupe
P. Brune nel
suo articolo ci indica le straordinarietà che fanno del fenomeno
della Immagine della Madonna di Guadalupe un miracolo: l’annuncio
incoercibile (che vince e supera ogni ostacolo; e si afferma e
impone la propria esistenza); il tessuto incorruttibile; i
fiori che da freschi e reali sono divenuti dipinti; i colori
fatti di pigmenti ignoti; gli occhi della Madonna che si
comportano come occhi vivi. Tutto questo ci dice che il tessuto
dipinto, “la Madonna di Guadalupe” è un dipinto vivente, un
dipinto che, a modo suo, vive. Il dipinto “è” la Madonna di
Guadalupe, è la sua sostanziazione nel telo: questo è il miracolo.
Non c’è nulla del genere in parapsicologia, nulla nella sua storia e
tra i suoi fenomeni. Possiamo fare solo alcuni confronti e alcune
considerazioni sui singoli aspetti di questo fenomeno e
miracolo. |
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“L’annuncio
incoercibile” si trova, in scala ridotta, anche in alcune
fenomeniche paranormali iniziali. Così, ad esempio, i fatti
di Hydesville nel 1848 accaduti alle sorelle Fox nel 1848, da cui
sono iniziati le comunicazioni con l’aldilà e il movimento
spiritico, e, altrettanto, la psicofonia, che ha dato inizio a
quell’altro modo di comunicazione che è la transcomunicazione
strumentale. Nonostante l’ostracismo, lo scetticismo e la derisione
del mondo (analoghi a quelli iniziali del vescovo di Guadalupe) si è
giunti comunque alla costruzione della “cittadella parapsicologica”
(costituita dagli studiosi, dai seguaci, dalle associazioni, dagli
studi e ricerche, dalle pubblicazioni) e “spiritualista” (che crede
nella sopravvivenza, fondata su quelle prove (come nel caso del
dipinto si è arrivati alla costruzione del santuario della Madonna e
alle folle dei devoti e di quanti vi vanno in pellegrinaggio
“Il tessuto
incorruttibile” non trova riscontri perché l’incorruttibilità
non è nell’ordine delle cose umane, che appartiene all’ordine del
divenire, del trasformarsi e del finire. Trova riscontri invece in
altri fenomeni del Sacro (del suo stesso ordine) come
l’incorruttibilità del corpo di alcuni Santi, trovato in molti casi
intatto o comunque non ridotto a polvere e ossa dopo secoli dalla
morte.
“I fiori
naturali trasformati in dipinto” possono ricordare alla lontana
un apporto o un asporto, in cui una cosa viene prima smaterializzata
e poi rimaterializzata. Nei fenomeni classici di apporto e asporto
l’oggetto viene rimaterializzato per quello che era e come era prima
ma nulla esclude, in linea teorica, che la materia dell’oggetto
smaterializzato sia rimaterializzata in un oggetto diverso
smaterializzato; cioè che l’oggetto apportato sia diverso da quello
iniziale smaterializzato. Nel nostro caso i fiori freschi
smaterializzati (la “materia prima”) possono essere stati
trasformati nei pigmenti, nei colori e nella pittura del dipinto.
Riconosco benissimo che questa ipotesi è un po’ un arrampicarsi
sugli specchi e voler dire a ogni costo qualcosa; ma questa ipotesi
circa il passaggio materializzazione/rimaterializzazione merita una
riflessione. |
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"Pegaso" viaggiare in mondi
straordinari
Particolare del quadro di Rubens
"Perseo e Andromeda", museo Ermitage, San
Pietroburgo |

Maurits Escher "Piani intersecanti" |
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“I colori fatti di
pigmenti ignoti”, ma tutto è ignoto - cioè appartiene a un
sistema e a un ordine di realtà diversi, che non sono i nostri
usuali fisici - nel mondo dei fenomeni della parapsicologia,
dall’annullamento della forza di gravità nella levitazione,
all’assenza della dimensione temporale nella precognuzione, alla
sincronicità che sostituisce il principio di causalità,
all’ectoplasma che non corrisponde ad alcuna sostanza consueta
nostra. Semplicemente, i “colori ignoti” appartengono a un ordine di
realtà diverso da quello del nostro mondo; con questo fenomeno vi
sono fatti entrare eccezionalmente (come, nei casi suddetti,
l’assenza di gravità, l’atemporalità ecc.).
“Gli occhi
della Madonna” sono però la cosa più straordinaria e qui non
troviamo paralleli con i fenomeni della nostra parapsicologia.
Quegli occhi reagiscono come se fossero vivi, portano nella retina
l’immagine riflessa di ciò che gli sta di
fronte. |
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Ma non solo portano
queste immagini bensì le conservano anche. Normalmente nella
retina si forma l’immagine della figura che ha dirimpetto quando
questa figura concreta sta davanti agli occhi; poi scompare (forse
rimane per qualche momento, ma non per secoli) quando questa figura
va via e viene sostituita dalle nuove immagini delle nuove figure
che si pongono di fronte. Noi non conserviamo negli occhi le
controfigure di tutti quelli e di tutto quello che abbiamo visto
durante la nostra vita.
Qui invece ci sono
tutte quelle figure che sono state enumerate da p. Brune; anzi,
risulta che più si studia, più si osserva e più si vedono e si
rendono evidenti figure nuove. Questo ricorda il fenomeno della
psicofonia e della psicovisione, dove più si ascolta e riascolta il
nastro e più si sentono voci nuove e diverse; e più si osserva con
concentrazione il nastro e le figura psicovisive e più se ne notano
(o se ne formano) altre nuove. Questo avviene
perché nel fenomeno psicofonico e psicovisivo c’è (entra in gioco)
una interazione tra la mente di chi ascolta o osserva (la
riproduzione del nastro) e le Realtà (psichiche o spirituali)
invisibili che “gli sono di fronte”, cioè che sono
psichicamente o spiritualmente presenti davanti a
lui. |
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Maurits Escher
"Relatività"
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Così avviene
probabilmente nel caso del dipinto della Madonna di Guadalupe.
Queste immagini che si vedono nell’iride e negli occhi della Santa
Immagine sono le persone che di volta in volta le furono davanti e
delle quali conserva sempre e ancora adesso il ricordo. Gli occhi
dipinti sono – come i nastri psicofonico e psicovisivi – il tramite
di un contatto con un profondo psichico e spirituale che è Oltre.
Abbiamo già detto che il dipinto è vivo, è un che di vivente.
Aggiustiamo adesso il tiro dicendo che è il tramite per il contatto
con un che di vivente che è Oltre.
Dunque il mistero del
Dipinto è che esso è vivo. Qui veramente siamo nell’ordine del
Macrocosmo, nell’ordine delle cose del Trascendente e del divino.
Molto, ma molto più di quanto in piccolo, nell’ordine del nostro
Microcosmo, avviene con il nostro fantasma ectoplasmatico, nel quale
durante la seduta medianica si incorpora e si manifesta
transitoriamente e precariamente la personalità del defunto (ovvero
il pensiero e l’idea che il medium e i presenti hanno di quel
defunto).
Attraverso il
dipinto e nella Santa Immagine si sostanzia nel mondo una Presenza
divina, si manifesta un Essere divino; perché attraverso di essi il
devoto (il sacro che è in lui) entra in contatto con il Divino (con
il Sacro che è in Alto). In assenza di ogni transitorietà, di ogni
precarietà, di ogni corruttibilità di sostanze umane.
Un’ultima
considerazione: la Santa Immagine di Guadalupe è una Apparizione
Mariana concreta, sostanziata. L’Apparizione Mariana, come ogni
apparizione, è un fenomeno solo percettivo. C’è solo una interazione
con la mente e l’anima del veggente; la Presenza davanti al veggente
c’è realmente ma è solo spirituale. Nella Santa Immagine di
Guadalupe il fenomeno e la Presenza sono anche fisici perché la
Presenza è sostanziata nel dipinto.
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