MESSAGGI DI GIOIA E DI SPERANZA

  NEI CANTI E NEI CORI DELLA PSICOFONIA

 

   Masi   Felice

    (“La Ricerca psichica", anno I, 1994, n. 3)
 

La psicofonia ha fatto la stia comparsa nell'orizzonte della parapsicologia nel 1958, quai cinquant’anni fa’, e oggi molti dei suoi "padri" - Jürgenson, Raudive, Leo Schmid, Seidl, Gabriella Alvisi, Schreiber, per ricordare solo i maggiori - non sono più tra noi. Ma nel frattempo questa nuova forma di intercomunicazione tra il nostro piano e quello aldilà ha fatto progressi veramente incredibili. Oggi, se riprendiamo in mano i primi libri usciti in questo campo e che riportavano le Voci che allora si ottenevano, non possiamo non provare un senso di incredulità, di stupore e di commozione - erano gli anni ruggenti di ieri, i tempi eroici e pionieristici della ricerca, eravamo giovani e carichi di entusiasmo ( ma questo, grazie a Dio, c'è ancora ), gli anni sono passati.... E io, direttore di questo Centro, posso dire “Già allora, c’ero anch’io”.

Friedrich Jürgenson, il "padre" della psicofonia l'autore di questo articolo preseti insieme a un convegno

 

Riandando con la memoria a quei libri, riascoltando i nastri di allora, non possiamo non domandarci: veramente la psicofonia era così? come abbiamo potuto crederci, come non l'abbiamo abbandonata subito, come abbiamo potuto insistere nel portarla avanti? come ha potuto fare tanta strada una cosa che era così stentata, quasi inaudibile e incomprensibile nel suo strano linguaggio? Perché, a rileggere adesso quelle frasi smozzicate, nelle quali consistevano allora le Voci, frasi spesso senza un immediato senso logico, prive di regole grammaticali e sintattiche, formate con parole mistilingui e neologismi inesistenti nel vocabolario, se ci rileggiamo adesso quelle prime produzioni psicofoniche, ebbene dobbiamo assolutamente meravigliarci che la psicofonia abbia resistito e abbia vinto. Per quel che era e per come si presentava avrebbe dovuto cadere subito nel dimenticatoio e nel ridicolo - e questo infatti è stato a quei tempi l'atteggiamento dei più.

 

Se così non è stato, è senz'altro perché ciò è stato voluto. Voluto non tanto da noi - che, imbevuti da mentalità scientifica, ci siamo buttati nella ricerca sperando soprattutto di migliorare le apparecchiature, di aggiungere optional, addirittura di costruire macchine apposite, trattando il problema come se fosse una tecnologia normale - quando invece loro stessi ci hanno più volte detto e fatto capire che la strada per ottenere i migliori risultati non erano l'approccio tecnico e l'uso di strumentazioni tecniche più sofistcate ma la ricerca del contatto con amore, l'apertura di un canale di pensiero e di affetto che ci rendesse recettivi - siamo pur sempre nel campo della psi.
Un tipo di produzione psicofonica molto importante, che ha fatto la sua comparsa già qualche anno dopo quei primi approcci e che si è sempre più diffusa, sono i canti; canti misteriosi e bellissimi che utilizzano il motivo, l'aria di una canzone normalmente radiotrasmessa per darci, attraverso una trasformazione del testo normale della canzone, il messaggio che vogliono inviare.

   

Konstantin Raudive

Gabriella Alvisi

 

Che è sempre un messaggio di gioia, di fiducia, di speranza, che ci dice che la morte non è la fine, che dopo c'è la Vita, quella vera e che i nostri cari scomparsi esistono ancora, sono ben vivi e ci sono vicini; e che a tutti dicono di avere la speranza, “dopo” c’è ed avremo questa nuova vita, una vita di luce e in Dio.
Questa del canto è una modalità di comunicazione veramente straordinaria perché in questo modo i messaggi risultano migliori che in altri casi sono più lunghi e comprensibili; ed è forse per questo che le Entità ora ricorrono sempre più a questa forma di comunicazione, sempre più psicofonisti ricevono questi canti. Ed è in questo modo che vengono dati messaggi più elevati di fede, di amore, di vita, di speranza; i messaggi di Luce, quelli artisticamente ma anche teoreticamente e filosoficamente di maggior valore.

I canti sono tra le cose più significative ricevute. per psicofonia, le più belle, e che più ci riempiono di commozione. Cosa meglio di un canto può dare il senso della gioia, della pienezza, della felicità, della vitalità, che è poi proprio il messaggio che le Voci vogliono inviarci ?
Gli esempi qui di seguito illustrati sono stati ricevuti solo in parte dal nostro Centro, alcuni altri sono stati ricevuti da altri psicofonisti che ce li hanno mandati perché ne facessimo uno studio. Il Centro per le ricerche psichiche, infatti, è sempre stato ampiamente disponibile allo studio e analisi delle produzioni psicofoniche, psicovisive e transcomunicative in genere di altri ricercatori e tale studio viene condotto sempre in stretta collaborazione con loro. In questo modo si è potuto raccogliere molto materiale che viene catalogato e conservato nel nostro archivio.

Il mondo della psicofonia e, più in generale, tutto il mondo della TCS non è un mondo fisico e tecnologico, benché faccia uso di apparecchiature tecniche per funzionare, anzi si caratterizza proprio per queste.

 

Franz Seidl

Klaus Schreiber

 

E' pur sempre un mondo di pensiero e fondato sui sentimenti, il canale si apre quando c'è una connessione di questi /tra "loro" e lo sperimentatore) e gli strumenti funzionano col pensiero, come sempre "loro" ci hanno ripetutamente detto. E' comunque un mondo complesso, fondato su una sinergia di diversi fattori, emozione, legame d'affetto, il sentirsi in collegamento e la tecnologia; vi entrano in azione sia l'ESP che la PK. E' questa la conclusione a cui si arriva concordemente con la sperimentazione e lo studio. Ne parleremo ancora in un prossimo articolo.  

E adesso, dopo questa necessaria premessa, riportiamo, dunque, qui appresso alcuni di questi canti e cori, seguiti, ove necessario, dal commento. Quando è importante, vengono riferite anche le circostanze in cui essi sono stati ricevuti.

 

                                 Primo canto:
Oggi il regista    regge la prora
(segue canzone in slavo )
Morte che trova    `nduce i passati
e se alludi    registra lì
Chi li compiange    non si consola

(segue canzone in slavo) (torna italiano, cambiandolo in parte il verso precedente)
(prosegue il canto in lingua slava per un lungo pezzo con il medesimo motivo musicale e così si vede che la canzone originale era veramente in lingua slava, cambiata poi in italiano).

 

  

Commento. E' stato spesso constatato, dalle modalità delle comunicazioni, che sembra che "di là" vi sia come un "qualcuno, una Guida o chi altro sia, che funge da "introduttore”, consentendo alle Voci di parlare una alla volta, mentre dietro di lui si avverte come un "effetto affollamento", quasi vi fossero tante Entità che vogliono parlare tutte attraverso quel canale ma sono ammesse solo gradatamente, una alla volta. II "regista”, a cui si riferisce questo canto, sembra corrispondere appunto a un tale introduttore, che dirige e tiene la regia della comunicazione.
Anche l'espressione "regge la prora" è un simbolismo, esprime il concetto-simbolo che quella Guida che regola gli interventi è il "timoniere e regista" (della trasmissione) che tiene saldamente la guida e la rotta ("la prua„) della nave delle comunicazioni psicofoniche.
Proseguendo, il canto dice che quando (con le registrazioni psicofoniche) si contattano i morti, questo riconduce indietro i (tra)passati, per cui se vogliamo alludere a loro (se vogliamo sentirli), dobbiamo fare le registrazioni. Dicono infine che non li dobbiamo compiangete e che chi li piange non si consola e non trova pace. Notevole è anche il cambiamento delle parole nei due ritornelli musicalmente uguali successivamente cantati.

 

Secondo canto (è un pezzo successivo dello stesso canto precedente):
(inizia con il canto in lingua slava; poi prosegue in italiano)
Dite ai cantori     (controcanto) dite ai cantori
Fa' che mi cresca    lassù sul cuor
Oggi il reghnista    regge la prora

 

 

                   Terzo canto (seguito e fine di quello precedente)
(canto slavo iniziale)
Oggi il regista regge la prora

 

Commento: Questo verso è stato riportato soprattutto per far notare come le parole psicofoniche a una seconda ripetizione (al secondo tentativo) vengono pronunciate meglio (prima si diceva "reghnista", poi, aggiustando la pronuncia, si fce meglio "regista”). Questo miglioramento di pronuncia alla ripeti­zione è stato rilevato in più casi.

 

Quarto canto (il canto originale di fondo è tedesco).
(La registrazione inizia con un fischiettare, dopo seguono le parole italiane cantate):
Questa sera sto nel sol
Dopo ancora ci sono parole in cattivo italiano, che dicono "Imagina perfetta i magica ", cioè dicono che queste Voci ci danno (ed esse stesse sono) immagini perfette e magiche. Poi ci sono esclamazioni e parole come "Bene! Viene giù" (cioè "Scende sulla terra per farsi udire"). Quindi inizia il canto (che è un coro)
Tutte le figure sono musica
lo son vive    questa sera
La Gerrnata qui mi hal
Io son vivo    questa sera
La Germata qui mi ha
(segue un fischiettare. Poi il canto prosegue in tedesco. Poi riprende in italiano)
Questa sera sto nel sol
 

 

Commento. Anche qui si vede come al primo tentativo alcune parole vengono pronunciate poco bene, poi, alla seconda ripetizione, la pronuncia viene aggiustata, riesce meglio: "Son vive", "Son vivo". "Qui mi hal", "Qui mi ha". "Germana" è il nome mal pronunciato della psicofonista ("Germana") che ha ricevuto il canto e me lo ha inviato per studio e controllo.

Quinto canto (La canzone inizia in lingua slava, quindi cambia in italiano)
Più vivo io mi trovo ià
Io so' lieto il nostro onor
(poi segue la musica di un pianoforte, quindi il canto prosegue):
I putti già s’incontrano un rito mi formò
Vigtoria a dir più vivo, ja
più vivo io mi consono
Son lieto il nostro onor
 

 

Commento. Non occorrono particolari spiegazioni sul significato di questo messaggio. I "putti", i bambini nati alla nuova vita, ora, in questo modo e con questo canto, si ritrovano assieme, è stato il "rito" della psicofonia, che li ha "formati". Sono felici di questo e cantano vittoria perché ora possono dire, possono far sapere che sono più vivi di prima, che cantano insieme ("io mi consono insieme agli altri") e che sono lieti di questo, questo è il loro onore.
II canto è di una grande freschezza e gioiosità, da esso traspare proprio che si tratta di anime giovani, o perché sono morte da giovani ovvero perché sono tornate e si sentono giovani nella loro nuova vita.
 

Sesto canto
(
P
rima ci sono parole slave in prosa, poi inizia il canto, prima in lingua slava, che poi cambia in italiano. Inizia poi il canto, prima in slavo che poi cambia in italiano)
(canto slavo, dopo cambia in italiano )
vedo la vita, io questa vedo ...
(slavo)
La voglio viva    prima del sol
Lo vedo il cielo    prima del sol
(oppure: di qua c'è il sol)
E la ve, la vera vita è qua,     lo vedo, la vita è qua.
E la voglio qui durante il cielo
(parole incomprensibili)
La voglio vita    di qua io son
Lo vedo il coro  
(oppure: lo vedo il morto)
E sono qua   
(oppure: Questo è un lavor)
E la vè, la vera vita è qua,     la vera vita è qua.
Oh! la voglio qua durante il cielo
Vita, vita, vita, amor    Vita qua!
 

 

 

Commento. Anche questo coro non ha bisogno di commento, le Voci ripetono con gioia che sono vive, che ora soltanto vedono la vera vita, che la vera vita è solo quella che c'è da loro e che ora hanno loro; e dicono che da lassù dove sono, tutte insieme cantano in coro questo inno di gioia

 

               Settimo canto   (canto masch. con controcanto femm.)
Sta dormiendo, pei vivi sta dormiendo.
dormiendo per vivi sta dormiendo,
pei vivi sta dormiendo
(femm.) Vita, vita solo, solo vita qui sì, sì
Vissi, con vitari spiriti,
sì con vitali spiriti
 

 

   

Commento. Anche questo è un canto molto commovente e di grande bellezza: E' importante anche sotto l'aspetto teoretico, perché "le Voci ci dicono che, mentre noi pensiamo che loro "dormono", che sono morti, loro invece sono ben "svegli", ben vivi, perché da loro c'è solo vita. E confermano che loro sono proprio i "viventi di ieri", che vissero con "spiriti vitali".
Va notato che anche qui, come costruzione del linguaggio psicofonico, una parola, prima mal pronunciata ("vitarr"), viene poi corretta nella seconda ripetizione e pronunciata in modo corretto Si conferma cioè, come riscontrato altre volte, che non sempre, al primo tentativo, le Voci riescono subito a formare bene le parole che vogliono dire e che ci riescono meglio nei successivi tentativi.
 

                                           Ottavo canto
La vita, la mia vita la vedo, è questa
Regala la nuova visione
la vita, la nuova vita
Lo so che v'ho chiesto l'amore
lo vedo che è bello da qua
Solamente il cuore mi canta ... canto perciò
Regala l'amata visione
La vita, la nuova vita .... Lo so che vinceva l'amore

 

 

 

Commento. Non c'è bisogno di alcun commento per questo canto, nel quale si dice che di là, da loro, c'è la nuova vita, che questa regala loro una visione nuova, che c' è 1' amore e che sono felici perché là canta solo il cuore.

 

                                                    Nono canto
(prima ci sono parole mistilingui, inglesi, tedesche e alcune si riconoscono in italiano. Viene poi il canto, bellissimo);
(femm.) Lode al tuo Dio!
(controcanto masch.) Lode al tuo Dio
Vivo, dissi, vivo dissi dopo, dove?

(musica)
Vivo sorride a voi Dissi: sono morto e, Dio, tu solo conti
(musica. A questo punto il canto acquista forza, e infatti dice):
Sono arrivate le forze Figlio di giù hai capito
(musica)
Figlio di giù ti registro
Tu sei (oppure: fai) di tutto
Tu sei del mondo
Oggi vivo in Spirito
(musica)
Oggi vivo in Spirito, esisto
(musica)
Tu che registri, credi,
in spirito la tua voce
Registri tu, Sono figlio di voce!
Figlio, figlio Vinci, vinci
Tutti li morti sono, utti li morti sono figli tuoi, figli tuoi
Con voi ora sono.
Mi vedrai, rii vedrai
Con voi ora sono
Con voi ora soooono
 

 

 

Commento. II canto è stupendo e le parole, stupende anch'esse, si commentano da sole. La Voce racconta che, con suo grande stupore si è ritrovata vive pur dopo la cosiddetta "morte" e ne eleva lode a Dio. Si disse "Sono morto, e vivo ancora! Ora tu solo, mio Dio, conti per me". Poi la Voce si rivolge allo psicofonista che la sta registrando e le dice che è un "vivo" quello che gli sta davanti e gli sorride (con il rivolgergli questo suo canto psicofonico). Gli dice di essere uno Spirito e di esistere in Spirito. E gli dice di a continuare a registrare, a credere e a vincere. Infine gli dice che, oltre a sentirlo, in futuro lo vedrà anche – cioè, cosa notevole, preannuncia la psicovisione) e conclude dicendo che ci sta vicino (attraverso questo suo canto e intervento psicofonico). E' notevole anche quando si definisce "Figlio di Voce", alludendo al fatto che ora lui "nasce" con la psicofonia.

 

                                     Decimo canto
(questa canzone psicofonica è stata ripresa dalla stazione TV "VideoMusic". Era una stazione che trasmetteva solo musica moderna e in inglese. E altrettanto la modificazione psicofonica della canzone è stata fatta con un misto di parole inglesi e italiane)

(prima c’è la. canzone in lingua inglese, poi, nei ritornelli seguenti, diventa in lingua italiana, anche se inglesizzata sia come pronuncia che come parole mistilingui)

Ce sta luce qua,   anime sound (cioè: “Questo è il suono delle anime”)
Amisi c'è,   arrisi go home
Io sto attento a te
You never, ua, ua, ua
Ci sta il sole   Adesso you smile
(cioè: “ti sorrido”)
Sorridi e senti    C'è 'a vita qua! (oppure: “c'è 'a luce qua”)
Ci sta il Sole
C'è qui you smile
(cioè: “chi ti sorride”)
Sorridi e senti   C'è a vita qua "
   

 

Commento. Molto bella e importante teoricamente come canzone mistilingue (prima dice “mile” e poi traduce “sorrido”. Dice “anime” in italiano e lascia “sound” in inglese. La canzone è molto più lunga, qui ne è stata riportata solo la parte centrale. Con questa canzone e le parole cambiate, “le Voci” ci comunicano tante notizie di sé; ci dicono che da loro c'è la luce, che la psicofonia è "il suono delle anime", che sono amici, amici che tornano casa; che da loro c'è il sole, c'è la vita e ci sorridono.

 

© COPYRIGHT 2006

Tutti i diritti riservati

RICERCA PSICHICA & FELICE mASI