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L’ANIMA DEL FENOMENO
(I FENOMENI HANNO UN’ANIMA?)
LA REALTA’ È
CREATA DALLA COSCIENZA ?
LE PIU’
ATTUALI TEORIE DELLA MECCANICA QUANTISTICA A CONFRONTO
LE NUOVE
FRONTIERE DELLA PARAPSICOLOGIA
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AUTORE Felice
Masi |
nuovo articolo anno
2011 |
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Nelle immagini: la Realtà vista con la coscienza
quantistica.
Le
illustrazioni che accompagnano il testo raffigurano la scomposizione
della Realtà operata nei quadri di alcuni celebri
pittori
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Il
fenomeno paranormale – cominciamo da questo, che è il punto focale
dei nostri discorsi - messo a raffronto con le risultanze e le
conclusioni della fisica quantistica mostra di trovare in esse una
piena corrispondenza, un inquadramento, una giustificazione e una
validità scientifica.
La fisica quantistica ci dice che la realtà - il mondo e l’universo
- è una realtà fenomenica, costituita cioè da fenomeni; e ci dice
che i fenomeni, così costitutivi della Realtà, sono una realtà
realizzata e osservata dalla Coscienza quantistica. La quale si
rivela dunque come una interiorità, un’anima della Realtà,
costruttiva di questa e dalla quale questa fuoriesce e promana.
Il fenomeno paranormale è anch’esso un fenomeno ed è anch’esso un
prodotto dell’anima, quella umana, sia essa la mente incarnata
dell’uomo ovvero quella sua spirituale disincarnata. Quindi la
fisica quantistica ci interessa per tale raccordo, che completa la
teoria, la conoscenza e lo studio del-la parapsicologia.
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Pablo
Picasso "Chitarra" |
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L’atomo, che è la base di tutto, ha una duplice
natura e una duplice funzione: ondulatoria e corpuscolare. Nel suo
“aspetto” ondulatorio è un’onda di probabilità e una vibrazione di
energia, che collassa in atomo corpuscolare, e così dà luogo alla
Realtà (corpuscolare, concreta).
Tale collasso e cambiamento di natura e funzione avvengono a seguito
dell’osservazione (o della sperimentazione) di un osservatore (o
dello sperimentatore). La Realtà, dunque, è tale (cioè, è
oggettivata, si presenta come “oggetto”) in quanto osservata (e così
prodotta) da un “osservatore”. Questo osservatore è la Coscienza
quantistica, la coscienza che funziona a livello quantistico (e non
a livello di osservazione ordinaria, quotidiana). Diversi sono i
modelli quantistici della coscienza proposti dagli scienziati fisici
che hanno indagato e teorizzato sulla meccanica quantistica – non è
il caso qui di parlarne, allungherebbe inutilmente e fuori tema il
discorso - ma sostanzialmente tutti concordano nell’attribuire alla
coscienza un ruolo fondamentale nel collassare dell’atomo dalla
funzione d’onda a quella corpuscolare. Io trovo molto verosimile e
largamente esplicativo il modello proposto dal Gruppo di Copenaghen.
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La Realtà, così realizzata
dalla Coscienza (intesa in senso quantistico) attraverso
l’osservazione che ne fa, appare pertanto essere una “realtà
osservata” ed ha quindi natura di “fenomeno” (da φαινειν, apparire)
cioè un qualcosa che “appare”, che “si dà” all’osservatore (che
osservandola la fa collassare, la produce) e alla (sua) coscienza
(nella quale appare, collassa, si produce). Il fenomeno – e la
Realtà tutta, che è insieme coordinato di fenomeni – collassando
(con l’osservazione cioè con il pensiero che se ne fa –
“precipita” (quasi come i sali di un cristallo precipitando nel
liquido di soluzione formano il cristallo stesso) nella Coscienza
stessa che così la osserva e la osserva come un che di esterno (a
sé), in tal modo oggettivandola. Il “quadro” torna perfettamente. |
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Pablo
Picasso "Donna in camicia" |
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Se così è, il fenomeno, che è un insieme coordinato e finalizzato di
atomi collassati in corpuscoli, parimenti viene quindi ad insorgere
(“collassa”) dalla Coscienza, da una “sua” interiorità profonda (sua
perché promana dagli atomi onda così collassati), da un’anima dove
ne giace l’Idea, l’idea di quel fenomeno (insieme a tante altre
possibilità). Il pensiero è creativo, l’abbiamo sempre detto,
l’affermazione adesso trova una base. Tutto torna.
Consideriamo e chiamiamo tale interiorità “anima del fenomeno”; in
essa l’Idea esiste come fenomeno in potenza, in attesa di essere
esteriorizzata divenendo così (cioè, acquistando così funzione e
natura di) fenomeno in atto.
Immediati vengono il confronto e la deduzione che l’anima del
fenomeno corrisponde (nel suo momento elementare) all’atomo
ondulatorio (che, come detto, è un’onda di probabilità, delle quali,
collassando, se ne realizza una). Parimenti nell’interiorità del
fenomeno giacciono un grumo, un’onda di Idee- possibilità, delle
quali, collassando, se ne realizzerà una, finalisticamente,
coordinata in vista di un fine da raggiungere. È questo il fenomeno
concreto che avviene e corrisponde, nel suo momento elementare,
all’atomo corpuscolare.
In tale visuale, ampliando lo sguardo, va visto anche
tutto l’universo, che è una realtà fenomenica; è costituito cioè da
un insieme di fenomeni che sono in espansione nello spazio e nel
tempo a seguito del collasso Big Bang.
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Quindi tutto – dall’atomo al
singolo specifico fenomeno, fino all’intero Universo – ruota e
converge attorno al concetto di una Realtà fatta di elementi e di
eventi che innanzitutto esistono in potenza, come possibilità, in
una loro Interiorità dinamica, che è anche una vibrazione di
energia: l’onda di probabilità dell’atomo ondulatorio, l’Idea
interiore al fenomeno, il punto infinitesimale ed infinito aspaziale
(“sintopico”, da σύν τόπος, luogo tutto insieme) di energia che
esplode (“collassa”) nel Big Bang.
Questi elementi interiori e in potenza, dunque, per il loro
dinamismo ed energia intrinseca si esteriorizzano (collassano
all’esterno) come elementi ed eventi concreti, in atto: l’atomo
corpuscolare, il fenomeno, l’Universo. Quel dinamismo e
quell’energia intrinseca e l’onda di probabilità che li (di-namismo
e energia) contiene è la loro anima. |
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Wassily
Kandinski "Paesaggio
romantico" |
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Riepilogando,
è la Coscienza profonda inconscia – la Coscienza quantistica, dicono
i fisici quantistici; il Sé, direbbe uno psicologo analitico
junghiano, il Brahman/Atman direbbe un induista, il Logos lo ha
chiamato S. Giovanni evangelista - che opera questo collasso da
(Idea interiore) “in potenza” a (fenomeno esterno) “in atto”.
Ed è sempre la Coscienza che osserva l’esito di questo collassare, è
alla Coscienza che tutto questo (il fenomeno e l’Universo
fenomenico) appare. Dal momento che “fenomeno” è qualcosa “che
appare”. A chi appare? Alla mente (incarnata), allo Spirito
(disincarnato, nel modo in cui l’universo si presenta ad esso), alla
Coscienza universale. Alla Coscienza/consapevolezza, insomma. Il
quadro, ancora una volta, torna.
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Al
proposito di questa “osservazione” riportiamo un aneddoto molto
significativo. Jung racconta di un suo sogno (“Ricordi, sogni e
riflessioni”, a cura di Aniela Jaffé, BUR saggistica pag. 380) nel
quale vedeva uno yoghin ai piedi di un altare, in profonda
meditazione; avvicinatosi vide che aveva la sua medesima faccia e
comprese che lo yoghin stava meditando su di lui, così si disse:
“Ah! Sono io l’oggetto della sua meditazione, io il sono suo sogno;
e così quando lui si sveglierà io non esisterò più”. L’Osservatore
(lo Spirito Jung) produceva con la sua meditazione il suo sogno
(l’uomo Jung) e meditando lo osservava, osservava quello che
sognava, quello che (apparentemente) proiettava fuori di sé (e così
oggettivava) come sogno. È quello che facciamo anche noi ogni notte,
creando con il pensarla la realtà onirica e osservandola nel sogno
(come sogno).
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Lo psicologo Carl Gustav Jung
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Il Pensiero profondo pensa il
fenomeno e il fenomeno si dà; e così la Realtà si attua. Ma si attua
davanti (“dentro”) alla Coscienza che la osserva; e che la guida in
questo suo attuarsi e svolgersi.
La guida e l’attua nel suo svolgimento non “giocando ai dadi”, come
obiettava criticamente Einstein dicendo“Dio non gioca ai dadi”, ma
in base a dei valori e a dei fini che vuole conseguire.
Tutto, quindi, ci porta a dire che il fenomeno e l’Universo sono una
realtà che si manifesta all’esterno sgorgando da una (sua) anima
interiore.
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Wassily Kandinsky "Improvvisazione
sognata" |
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Il
matematico Luigi Fantappié si è occupato per primo della sintropia |
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Ma qui vogliamo ampliare il
discorso (non per allungarlo ma per confermarlo e completarlo) e
così vediamo che anche la sintropia (da σύν τρόπος, cambiamento
assieme), della quale si è occupato per primo il matematico Luigi
Fantappié, ci porta anch’essa, da ultimo, alla scoperta dell’anima
del fenomeno. |
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La
sintropia è il principio simmetrico e opposto a quello di entropia
che regge il mondo fisico, il quale, in base al secondo principio
della termodinamica e all’entropia che appunto ne consegue, ci dice
che tutti i corpi fisici e il mondo fisico vanno incontro a un
continuo degrado e alla fine cesseranno di esistere; e che anche
l’universo morirà per morte termica. Quello della sintropia è invece
un principio di ricostituzione energetica, che soccorre alla perdita
di energia dovuta all’entropia e consente così a un organismo di
proseguire a vivere, cioè di esistere. Abbiamo detto “organismo” e
“vivere”, infatti i tipici fenomeni sintropici sono quelli vitali
(non allunghiamo il discorso su cosa sia vitale e se tutto sia
vivente).
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Nouri, esplosione di luce e
energia intelligente (disegno automatico della medium Milly Canavero)
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Salvador Dalì "Il Tempo
deformato" |
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L’altra caratteristica
differenziale fondamentale della sintropia rispetto all’entropia,
posta in luce da Fantappié e dagli altri studiosi che se ne sono
occupati, è che mentre nei fenomeni entropici il tempo scorre
normalmente, come usualmente lo conosciamo, dal passato verso il
futuro (attraverso il presente), nei fenomeni sintropici, invece il
tempo scorre all’inverso, dal futuro verso il passato. Nei fenomeni
sintropici infatti la matrice adulta finale, che determina lo
svilupparsi e il procedere di un processo fenomenico verso la sua
completezza organica, sta nel futuro e da lì chiama a sé (attrae;
perciò viene chiamata anche “attrattore”) e produce e dirige come
fine da raggiungere lo sviluppo evolutivo di quel processo. |
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In questi fenomeni, dunque, la “causa”, se così
vogliamo chiamarla, sta nel futuro e non nel passato (come è
normalmente) ed è una “causa finale”; mentre, a loro volta e
corrispondentemente, gli effetti (sempre se vogliamo chiamarli così
e che sono gli stadi precedenti incompleti) si trovano nel passato e
sono determinati da quel principio causativo completo che si trova a
monte e che li attrae e li conforma in modo finalistico, nel senso
di un finalismo da raggiungere. Per questo Fantappié e i suoi
seguaci concludono che nei processi sintropici e nei fenomeni
sintropici la catena causale si svolge in modo temporalmente
invertito e che il tempo in quei fenomeni scorre all’inverso.
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Joan
Mirò "Costellazione, la stella del
mattino" |
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Salvador Dali "Illusione di
un volto" |
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L’esempio
più evidente ma anche più banale ne è l’uomo (e qualunque altro
organismo vivente), nei quali l’individuo adulto e completo sta nel
futuro (da dove dirige, come attrattore, l’evoluzione) ed è la causa
(finale) dello sviluppo di quell’organismo, cioè del succedersi
coordinato dei fenomeni attraverso cui quell’organismo raggiunge la
sua pienezza e forma adulta finale, dall’embrione (o dal seme, o
dall’uovo) al feto, al neonato, all’uomo o all’altro animale o
vegetale adulto.
Dunque, si
dice, il tempo della sintropia scorre all’inverso, dal futuro verso
il passato; dal futuro causa (è il principio causativo) gli effetti
parziali (gli stadi precedenti), sempre meno parziali che si vanno
via via realizzando e che si trovano nel passato. |
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In
effetti però, osservando meglio, le cose non stanno proprio così,
non è il tempo (non è la direzione del moto del tempo) che scorre
all’inverso. L’individuo, l’organismo adulto e completo, concreto,
che dirigerebbe il processo di sviluppo è un corpo (un organismo)
organismo fisico (adulto), come tale collocato nello spazio e nel
tempo, dimensionato spaziotemporalmente e collegato, sì, alla
sintropia ma solo temporaneamente perché, in definitiva, è legato
indissolubilmente all’entropia, al degrado e alla morte. Questo
individuo fisico adesso non c’è e non può quindi operare nulla.
Quello invece che già c’è (e che per sua natura può conforma lo
sviluppo) è il modello, è l’Idea di quell’individuo, di
quell’organismo. E questi si trovano nel mondo delle Idee, cioè
nell’anima. Non mi pare invece corretto dire che “l’effetto
realizzato”, l’organismo (fisico) nella sua completezza e pienezza
futura già esiste e che è esso che da lì attrae a sé e determina le
varie fasi della sua realizzazione, a decorso del tempo invertito. |
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Joan Mirò "Cane che abbaia alla
luna" |
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Georges
Seurat "La torre Eiffel"
(ovvero l'Idea che precede la costruzione) |
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La direzione del moto nei
fenomeni sintropici va intesa invece nel senso di realizzazione di
quel corpo dall’interno verso l’esterno, dal suo stato “in potenza”
a quello “in atto”, da Idea modello verso la sua attuazione
concreta, fisica e spaziotemporale, sempre più completa, attraverso
fasi graduali di sviluppo e crescita. Il moto, il movimento non sono
del tempo e non stanno nel tempo che scorre; il moto e il movimento
vanno, scorrono dall’interiorità (dove ci sono l’immagine, l’Idea,
il Modello) verso il “collasso corpuscolare”, verso la realizzazione
fisica, verso l’attuarsi in una Realtà fenomenica spaziotemporale.
Uno scorrere e un collasso che non concernono il tempo e non sono
temporali (nell’anima e nel mondo delle Idee il tempo non vi è) ma
sono (avvengono) nel senso di “avere natura” e avere funzione”
(corpuscolare, fisica e non più quelle di “onda di probabilità”, di
modello e immagine). |
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Tirando le somme e ripetendo (per
fissare bene i concetti; repetita iuvant), anche dalla sintropia
così rivisitata veniamo a sapere e ci viene confermato di una
interiorità, di un’anima del fenomeno (sintropico in questo
caso),dove esso è in potenza e da cui il fenomeno scaturisce,
passando in atto. E poiché sappiamo anche che la sintropia significa
apporto e ricarica di energia (in opposto e a riequi-librio del
degrado entropico) ecco che l’interiorità e l’anima vengono ad
essere proprio il luogo della sintropia. Il luogo dell’apporto di
energia, energia vitale, di un apporto di vita |
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Jakson Pollok "Red and Blu" |
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È
dunque dalla sua interiorità, dal profondo della sua anima, dove il
fenomeno vibra in potenza, sì, ma anche con potenza, che viene
l’energia che realizza il fenomeno stesso (e tutta la Realtà nella
sua forma fisica fenomenica, spaziotemporale), che ne determina
l’evoluzione e ne sorregge lo sviluppo per tutta la sua durata. È
questa in senso vero la sintropia, è questo il vero decorso (la
direzione dello scorrere) del moto e della sua energia. Il luogo
dell’energia, il “centro di sintropia” si trova nell’Idea, nel
Pensiero, nell’atomo ondulatorio. Nell’anima. È questa “l’anima
energetica” che, vibrando della sua vibrazione, smuove (fa
collassare) il fenomeno (a cominciare dall’atomo corpuscolare fino
all’Universo intero).
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La Coscienza quantistica è la consapevolezza
sconosciuta profonda che erutta fuori da questa interiorità la
Realtà fenomenica (spaziotemporale, entropica) e la realizza. Ma
anche che l’osserva, abbiamo detto
Infatti, l’esterno dove viene eruttata è un “fuori” che è un “dentro
di sé”, la Realtà fenomenica esiste in quanto c’è chi la osserva, in
quanto è osservata, l’esistenza è data dall’osservazione fattane
come qualcosa di esterno; e in questo modo viene resa (viene
considerata) oggettiva. E l’Ossservatore che la osserva e così la
oggettivizza è sempre la Coscienza quantistica.
In questo modo e a questo livello (quantistico) l’oggettivo e il
soggettivo non si distinguono più, sfumano l’uno nell’altro: ma
questo accade, appunto, a livello di fisica quantistica e di
Coscienza quantistica. A livello di fisica classica, galileiana e
newtoniana, e a livello di vita quotidiana nulla cambia circa
l’apparenza e il modo di essere oggettivo del mondo e dei suoi
fenomeni visti e vissuti come ben distinti dalla soggettività del
percipiente e considerati “cosa altra” rispetto al proprio Io e alla
propria mente.
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Jakson Pollok
"Gothic" |
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Tutto questo vale – “così è” - per i fenomeni normali
e per il mondo attorno a noi. Ma, tornando alla nostra materia,
tutto questo vale pienamente anche per i fenomeni paranormali; anche
per essi le cose stanno esattamente così.
a) il fenomeno paranormale è anch’esso un fenomeno,
cioè un qualcosa che “appare” e che avviene nel mondo.
b) anch’esso, come ogni altro fenomeno, collassa e
appare, cioè affiora in forma fisica nel mondo, provenendo
dall’interiorità, dall’anima a seguito di un Big Bang emozionale, di
una vibrazione (sentimento) dell’anima ( “percossa” da un trauma).
Il parallelismo è pieno.
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Salvador Dali "Cavallo in trasparenza" |
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Dunque: il fenomeno paranormale
emerge nel nostro mondo materiale spaziotemporale come prodotto
dell’anima (nostra o di una Entità spirituale disincarnata, per chi
come me ci crede), cioè emerge da una interiorità non
spaziotemporale.
Costituisce l’espressione e l’attuazione concreta esterna (il
“collasso”) nel mondo esterno e in forma dimensionata
spaziotemporalmente – appunto, l’informazione sensoriale ricevuta
nel livello cosciente ordinario - di una percezione extrasensoriale
altamente emozionale (quindi carica di energia) percepita nel
profondo inconscio. Qui quel fatto viene conosciuto emozionalmente,
cioè è conosciuto “in potenza” e come possibilità che poi si attua a
livello di consapevolezza cosciente, conoscenza “in atto” (emerge
come informazione cosciente).
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Questo
vale per i fenomeni ESP ma vale anche per quelli PK. Anche in questi
infatti l’elemento essenziale e fondante è sempre una percezione ESP
ricevuta nel profondo, che ne è alla base e li determina anche
fisicamente e nell’aspetto PK.
In buona sostanza, il fenomeno PK costituisce un “sovrappiù” e un
modo diverso e ultroneo di esprimersi – in forma fisica, appunto -
di una informazione emozionale profonda e di una conoscenza
extrasensoriale (che, dunque, restano sempre l’elemento principale).
Ad es., nella materializzazione ectoplasmatica di un “fantasma”
innanzitutto e fondamentalmente vi è la conoscenza (o il
riconoscimento) della presenza di un defunto, cioè una percezione
ESP; che poi, per la sua alta emozionalità (e la potenza del medium
e la sua estrema dissociabilità e la disgregazione psichica) diviene
anche manifestazione fisica e si esprime non solo in una
chiaroudienza o altra percezione mentale recepita dal medium stesso
e da lui riportatata a voce ai presenti (come avviene in una normale
ESP) ma si esprime
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Il
medium danese Einer Nielsen ripreso mentre emette la sostanza
ectoplasmatica |
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Salvador Dalì "Frantumazione"
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anche attraverso
una produzione e conformazione fisica ectoplasmatica. Altrettanto,
sempre ad es., nel poltergeist, la drammaticità delle emozioni
interiori la disgregazione psichica individuale sono tali che si
esprimono (e si scaricano) non solo nel sentire questa tempesta
interiore (e magari nel ricorrere a un analista) ma anche in
fenomeni fisici concreti esterni. E così via di seguito anche per
gli altri fenomeni PK. |
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È
chiara in tutto questo l’analogia con le concezioni più sopra
riportate relative al mondo quantistico, dove l’atomo corpuscolare è
l’attuazione (il “collasso”) in forma spaziotemporale di una delle
possibilità dell’atomo onda di probabilità (in sé adimensionale); e
con quelle conseguenti, per cui il fenomeno (che è un insieme
coordinato di atomi corpuscolari) collassa dall’anima del fenomeno
stesso e l’Universo, che è un insieme di fenomeni spaziotemporali,
nasce dal collasso, dalla vibrazione (“Big Bang”) del punto iniziale
di energia infinita e infinitesimale, in quanto tale adimensionale
(sintropia concentrata).
Tutto scaturisce da una propria interiorità dove la realtà concreta,
spaziotemporale “in atto”, sia normale che paranormale, già esiste
in potenza e in modo non spaziotemporale, carica di energia
vibrante, pronta ad attuarsi per queste sue proprie vibrazioni.

Aurora boreale
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Aurora boreale |
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Esplosione atomica, la fissione potenza
distruttiva |
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L’atomo
onda di probabilità, l’anima del fenomeno, il punto infinito e
infinitesimale che esplode nel Big Bang, cioè “l’interiorità”, in
quanto momento di energia vibrante (e che questa sua vibrazione fa
collassare) sono il luogo della sintropia. La realtà concreta che ne
scaturisce, l’atomo corpuscolare, il fenomeno e l’Universo tutto,
sono il luogo dell’entropia |
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L’anima interiore dalla cui energia vibrante tutto discende in
quanto adimensionale non spaziotemporale è anche il luogo della
sincronia, della sintopia, dove tutto coesiste in un “tutt’assieme”
(σύν). Di conseguenza attengono a questa realtà interiore la “non
località” e l’entanglement.
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Il "luogo" dell'energia, il luogo della
sintropia e della vita |
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Esplosione solare. Il Sole è il luogo
dell'energia e della sintropia
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La realtà concreta che ne deriva è
dimensionata spaziotemporalmente, è il luogo dello spazio e del
tempo; che dunque non sono due contenitori vuoti che si riempiono
via via dell’Universo (con l’Universo) in espansione. Ma sono
parametri e attributi, modi di essere delle cose materiali. Spazio,
tempo e forza di gravità nascono dopo il Big Bang.
La realtà materiale esterna è retta dal principio di causalità,
tutto avviene per causa ed effetto. Nell’interiorità dell’anima
invece vige il principio di sincronicità, tutto si accompagna e
avviene in base alla significatività di una cosa con l’altra. (acqua
con acqua, terra con terra, aria con aria, fuoco con fuoco). |
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La Terra,
il pianeta azzurro, è il luogo della
realizzazione spaziotemporale e dell'entropia |
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In
conclusione, la fisica quantistica, la coscienza quantistica, la
sintropia, la sincronia, la sincronicità junghiana, la sintopia (il
"luogo" del tutt’insieme spaziale, l'assenza di dimensioni
spaziali), la "non località" (l'influenzamento di enti e stati
apparentemente separati) e l’entanglement conseguente, propri della
fisica quantistica e da questa studiati, appaiono essere anche le
nuove frontiere della parapsicologia. Questo perché tali principi e
modi di essere sono propri di ciò che esiste e opera (“vibra”)
nell'interiorità e nell’anima. Sono essi che reggono da dentro e che
spiegano i fenomeni, sia quelli paranormali che quelli normali. I
fenomeni, tutti, sgorgano dall’interiorità e dall’anima, nascono da
un’Idea, da un Pensiero, da una emozione, da una percezione, da una
cono-scenza dell’anima, che è un campo di possibilità indeterminate
e di energia vibrante giacenti nel profondo dell’anima stessa (tesa
a realizzarsi in forme esterne significative). Questa molteplicità
di possibilità, collassando per la vibrazione della propria energia,
assumono la natura e la funzione di fenomeno fisico – un “qualcosa
che appare” nel mondo fisico esterno, percezione divenuta cosciente
o effetto PK. Forse l’ho già detto ma repetita iuvant - anche questo
l'ho già detto.
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Si realizza così, a partire
dall’atomo corpuscolare o dalla percezione sensoriale elementare,
l’Universo spaziotemporale ed entropico, come complesso organico e
organizzato di fenomeni; un Universo che è, appunto, fenomenico,
comprensivo dei fenomeni normali e di quelli paranormali, i quali
appaiono avere una medesima matrice: l’anima e l’emozionalità. |
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Una differenza
resta, comunque, fra i due tipi di fenomeni: quelli paranormali
nascono immediatamente da uno spirito umano, incarnato o
disincarnato; quelli normali ne provengono mediatamente, attraverso
la mediazione e l’interpretazione datene dal livello della coscienza
ordinaria. Inoltre nei fenomeni paranormali la matrice scatenate è
sempre l’emozionalità. In quelli normali, invece, la matrice,
stante l’intervento, la mediazione e l’interpretazione della mente,
è o almeno dovrebbe essere la razionalità. Ma anche in questi
l’emozione ha un ruolo notevole, che non poche volte diviene anche
prevalente; si parla in questi casi di irrazionalità (del
comportamento), ma è invece la diversa razionalità
dell’anima. |
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Amore e Psiche |
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Ritengo che
adesso si possa rispondere alla domanda iniziale che ha aperto il
nostro discorso. Sì, il fenomeno ha un’anima, una interiorità; tutti
i fenomeni hanno sempre un’anima da cui scaturiscono. In questo
quadro la distinzione più importante, su cui non si è ancora posto a
sufficienza l’accento e sulla quale va invece portata l’attenzione,
è a mio avviso quella tra i fenomeni umani e i fenomeni naturali: i
primi nascono dall’anima dell’uomo, i secondi sono quelli che
nascono dall’anima del mondo. Perché la Terra – Gaia – è un essere
vivente e come tale ha un’anima. E così pure l’Universo. Avremo
forse occasione di riparlare di questo. |
| Il presente articolo si
completa e integra con l'altro articolo :
LA COSCIENZA QUANTICA
E L’ESPANSIONE
DELL’UNIVERSO
LA REALTA’ È CREATA DALLA COSCIENZA
? LE PIU’ ATTUALI TEORIE DELLA MECCANICA QUANTISTICA A CONFRONTO
LE NUOVE FRONTIERE DELLA PARAPSICOLOGIA
di cui abbiamo una
(STESURA
BREVE) e una
(STESURA COMPLETA)
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RICERCA PSICHICA & FELICE mASI
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