|
Chiudi
| |
|
LA COSCIENZA QUANTICA
E L’ESPANSIONE
DELL’UNIVERSO
LA REALTA’ È CREATA DALLA COSCIENZA
? LE PIU’ ATTUALI TEORIE DELLA MECCANICA QUANTISTICA A CONFRONTO
LE NUOVE FRONTIERE DELLA PARAPSICOLOGIA
(STESURA BREVE)
|
|
Felice Masi |
Nuovo articolo
2011 |
|
Nelle immagini: la Realtà vista con la coscienza
quantica.
Le
illustrazioni che accompagnano il testo raffigurano la scomposizione
della Realtà operata nei quadri di alcuni celebri
pittori
|
|
- La fisica
classica, galileiana, newtoniana e cartesiana, è quella che ci
spiega il mondo come comunemente lo conosciamo nella nostra vita
quotidiana e secondo la quale lo interpretiamo; e così in esso ci
muoviamo perché tale ci appare. In queste finalità e nel darci tali
spiegazioni e interpretazioni, la fisica classica si fonda su alcuni
postulati; eccoli:
|
|
a) il soggettivo e l’oggettivo sono due realtà ben
distinte tra loro, sono i due poli opposti, da un lato l’Io che
osserva, il soggetto (la “res cogitans” di Cartesio) e, dall’altro,
il mondo con le sue cose osservate, l’oggetto (la “res extensa”); b)
il mondo e le cose fisiche hanno dimensioni spaziali e temporale,
non possono esistere senza di esse; c) il mondo e le sue cose
fisiche sono soggetti inevitabilmente all’entropia, cioè, dopo aver
raggiunto un apice, vanno incontro a un progressivo degrado,
disordine (disorganizzazione funzionale) e fine (“morte”); d) sempre
nel mondo tutto (tutti i fenomeni) funziona secondo il principio di
causa ed effetto, la causa viene sempre prima dell’effetto; perché
vi sia un effetto deve esservene stata prima una causa efficiente:
efficiente significa applicazione dell’energia necessaria a produrre
quell’effetto; e) gli oggetti (le cose materiali) hanno una
superficie continua spazialmente (cioè non vi sono soluzioni di
continuità (“buchi”) nella loro superficie come nel piano di un
tavolo); ed hanno una continuità piena nella loro durata temporale,
non vi sono salti temporali (“quanti”, vedremo cosa sono) nella loro
esistenza. Queste caratteristiche sono quelle che osserviamo nel
mondo e secondo esse ci muoviamo nella vita quotidiana, sono esse
che ci permettono di viverla |
|
Max Ernst "L'occhio del
silenzio" |
Alexander Calder "Disco
giallo" |
|
- I fenomeni paranormali non rispondono a queste
condizioni. Non hanno e non rispettano le dimensioni spaziotemporali
(nella precognizione si conosce il futuro; nella chiaroveggenza si
conoscono cose lontane nello spazio. Nella telepatia viene superata
la separazione mentale tra due soggetti e vi è una sincronicità di
coscienza tra il pensiero formulato da una persona e lo stesso
pensiero conosciuto da un’altra persona). Il principio di causa ed
effetto non trova applicazione, il fatto paranormale avviene senza
una precedente causa efficiente fisica (la percezione ESP accade
senza un corrispettivo stimolo fisico; e la produzione PK senza una
corrispettiva causa come fatto producente e energia applicata). Il
soggetto non sempre si distingue dall’oggetto. Possono esservi salti
di continuità nello svolgimento del fenomeno. Proprio per questi
motivi la scienza, e in par-ticolare quella fisica (classica), non
ammette i fenomeni paranormali: non rispondono ai loro po-stulati,
quindi non sono possibili e non esistono. |
|
- La fisica quantica osserva e studia la realtà non
al livello (“macroscopico”) del suo modo di presentarsi ed apparirci
nella normale quotidianità né con interpretazioni razionali umane
normali (cioè, quelle di cui ai predetti postulati della fisica
classica, a prima apparenti); la osserva e la studia invece al
livello (“microscopico”) di atomo e particelle subatomiche, a
supervelocità di moto, pari a quella della luce, e con
interpretazioni ed equazioni logiche matematiche e di intelligenza
astratta. Per questo suo diverso approccio, la fisica quantica
giunge a una visione della realtà e a conclusioni su di essa ben
diverse da quelle della fisica classica – che resta però pienamente
valida ma solo relativamente al livello macroscopico di vita
quotidiana e per una normale conduzione di questa. Vista in questo
modo e da queste angolature, la realtà risulta ben diversa, ma lo
risulta non più alla vista (cioè all’apparenza, al suo modo di
apparirci) bensì sulla base di costruzioni logico matematiche; ad
esempio, le superfici dei piani e degli oggetti sono tutte
bucherellate da spazi interatomici e infraparticellari, “i buchi”,
questi spazi vuoti sono infinitamente maggiori delle “parti piene”;
quello che cambia e si dilata o si restringe è il tempo e non il
moto, dato che la velocità della luce è fissa; non vi è continuità
nella variazione dell’energia ma questa procede per sbalzi (“quanti
di azione”). Vi sono così grandi somiglianze col mondo del
paranormale e i suoi fenomeni; che così, alla luce della fisica
quantica non restano più impossibili ma vi trovano spiegazioni e una
ammissibilità. |
|

Alexander Calder "Rupe con petali e
cascata gialla" |
|
- Altrettanto la Coscienza quantica è quella che
osserva e vede (nel senso di “immagina”, ne fa l’immagine) la realtà
e le cose non con l’occhio e la razionalità umani normali (come fa
la fisica classica) ma come atomi e particelle subatomiche (dunque
tutta bucherellata, come detto sopra e con vuoti immensi tra un
atomo e l’altro) e attraverso operazioni, equazioni e formule
matemati-che, giungendo, con questo suo diverso approccio, a
conclusioni altre e tutte sue (altre non come opposte ma di diverso
livello), spesso non raffigurabili neanche con immagini ma solo
intuitive. |
|
Un po' di
storia
- La fisica quantica si occupa del mondo
dell’atomo; quindi dobbiamo partire da questo. I passaggi e le
ipotesi che hanno definito nella nostra conoscenza la natura (cosa
è, il modo di essere) dell’atomo sono stati, in successione: 1)
l’atomo è l’ultima particella, definitiva e indivisibile della
materia (Leucippo, Democrito); 2) l’atomo è composto di particelle,
nucleo e elettroni, che però essendo legati assieme dalle loro
cariche elettriche opposte (“colla atomica”) formano un corpuscolo
unico (Rutheford); |
|
Alexander Calder
"Fiamme e luna piena" |
Alfons Mucha
"Fantasticheria" |
|
3) le
variazioni di energia delle particelle non avvengono secondo un
continuum ma “per salti”, cioè secondo i multipli di una grandezza
chiamata quanto, il cui simbolo è q (Max Planck); il
principio della quantizzazione sta dunque alla base del mondo
atomico, che è perciò un mondo quantico (Niels Bohr); 4) la luce,
che è un’onda (elettromagnetica), si comporta anche come se fosse un
fascio di corpuscoli (fotoni); ha natura quindi sia di onda che
corpuscolare (Einstein); 5) ma anche le altre particelle in
movimento, a cominciare dall’elettrone, mostrano di avere, questo
doppio carattere, oscillatorio oltre che corpuscolare (Louis V. De
Broglie); |
|
6) L’elettrone, e ogni
altra particella avente questa duplice natura, quando ha natura e
funzione di onda non è un’onda piena e compatta in ogni sua parte
(come ad es., un’onda del mare o un’onda sonora dell’aria) ma è
un’onda di probabilità, cioè l’onda è formata astrattamente
dall’insieme delle probabilità che la particella si trovi in un
punto o in un altro dell’onda stessa (Max Born);
7) Stante questo carattere
meramente probabilistico dell’onda, non è possibile di sapere
(calcolare, determinare) prima dell’osservazione e dello studio
concreti quale è la posizione o quale è la velocità della
particella, cioè dove sta in un dato momento del suo moto e quale è
l’energia di questo moto; anzi quanto più ci avviciniamo a
determinare la posizione della particella, tanto meno possiamo
saperne sul suo moto (principio di indeterminazione di Heisenberg).
Cade così nella fisica quantica il principio di causalità, basilare
nella fisica classica, che diviene un principio meramente
statistico. Questo vuol dire che solo in base alla legge sui
grandissimi numeri un fatto è causa di un dato effetto, nel senso
che la maggior parte delle volte accade così, ma non sempre né
necessariamente. Solo con gli “occhi grossolani” della vita
quotidiana e dell’esperienza normale come non vediamo i buchi
atomici e gli spazi vuoti interatomici ma vediamo l’apparenza di una
superficie continua, altrettanto non vediamo le eccezioni al
principio di causalità, i fatti che non determinano quell’effetto
che sarebbe normale (i ”buchi” della causalità) ma vediamo un
principio di causazione continuo, cosicché questo sembra
operare sempre. |
|
Carlo
Carrà "Natura morta metafisica"

Carlo
Carrà "Madre e figlio" |
|

Giorgio De Chirico
"Malincolia"

Giorgio De
Chirico "Nostalgia dell'infinito" |
|
8) Collassare da onda di probabilità a atomo
corpuscolare per l’atomo significa perdere le caratteristiche delle
possibilità contenute nella sua molteplicità probabilistica e della
indeterminazione precedente per “solidificarsi”, “cristallizzarsi”
in una di tali probabilità possibili; equivale a realizzarsi
concretamente in un modo cioè in una “sostanza”, più esattamente
nell’atomo di un elemento chimico; significa insomma il
solidificarsi dell’energia in materia (secondo la formula scoperta
da Einstein E = mc²). 9) Se solo dopo l’osservazione e lo studio
possiamo sapere come è collassato un atomo, quale probabilità si è
realizzata, allora ne deriva che sono l’osservazione e la coscienza
(“Coscienza quantica”) quelle che ci danno la rappresentazione di
ciò che è avvenuto e anzi che formano, danno forma a quanto accade.
“Quanto accade” in definitiva viene così a identificarsi con il
contenuto della nostra esperienza; quello che vediamo come oggettivo
e all’esterno svanisce, si scioglie nelle nostre rappresentazioni
soggettive. È la coscienza che crea la realtà “fenomenica” (cioè,
"la realtà che appare”, da φαινειν, apparire). E questo non è
fantascienza, questo lo dice la scuola (“Il Gruppo”) di Copenaghen,
fondata da Bohr. |
|
10) Estrapolando da questo passaggio – da questa
duplicità di natura e funzione – dell’atomo da ondulatorio
energetico, retto dal principio di indeterminazione, a corpuscolare
determinato (consolidatosi in materia, secondo la predetta formula E
= mc ²) e riassumendo tutto quanto detto, possiamo dire che si
formano molecole e poi una massa di un dato elemento chimico quando
una miriade di atomi collassano (“si solidificano”) nello stesso
modo. Nasce così l’Universo fenomenico spaziotemporale; ma è un
“nascere” non temporale, non come “dopo” (come non è temporale il
“quando” della frase precedente). Sono due nature e due modi dei
essere e di funzionare coesistenti là dove non c’è temporalità; sono
le due facce di una medaglia, dell’atomo e dell’Universo.
|
|

Gustave Moreau
"Orfeo" |
Gustav Klimt
"Bisce d'acqua" (inizio del sogno)

Gustav Klimt
"Bisce d'acqua" (transvisione) |
|
11) L’atomo da
ondulatorio e probabilistico assume la natura corpuscolare in base
all’osservazione che se ne fa; altrettanto l’universo fenomenico
(l’insieme dei fenomeni coordinati che avvengono nell’Universo e che
nel loro insieme lo costituiscono) si forma ed appare per come è
(cioè si espande nello spazio e nel tempo) in base al Pensiero
(Pensiero-Energia) sottostante che lo pensa, che lo immagina. 12) O
meglio, in base alla Coscienza che lo osserva e, così
osservandolo, lo forma, lo crea, come consapevolezza che ne ha
dentro di se. 13) Vi sono dunque – o almeno possiamo ipotizzare –
due modi di essere (due tipi di natura; due modi di funzionare)
della Realtà: le Realtà Pensiero (quella che ha natura di Pensiero;
funziona come Pensiero) ed è il mondo delle Idee, e la Realtà mondo
fenomenico (che ha natura di mondo fenomenico, funziona come mondo
fenomenico), ed è l’Universo attorno a noi. L’Universo sono le idee
pensate, materializzate ma nel senso di “pensate” e “osservate
dentro di sé”, “dentro la propria consapevolezza”, dalla Coscienza
quantica. |
|
14) Come già detto, le due Realtà non hanno però
una scansione temporale, prima ci sono le Idee, in astratto, poi
vengono “pensate” e poi ancora vengono osservate. Questo avviene nel
mondo fenomenico, nel mondo dell’uomo, dove prima pensiamo una cosa
e dopo la realizziamo. Le due Realtà “Pensiero” e Pensato”
oggettivatosi invece coesistono, nel mondo quantico (e nel mondo
della Coscienza quantica) non vi sono le dimensioni spaziali e
temporali. Tutto è tutt’insieme, in unico luogo (sintopia), che è un
non luogo ma è uno stare-esistere; e tutto avviene in un unico
momento (sincronia), che è un momento non temporale ma è un
“essere”. 15) Spazio e tempo vengono (sopravvengono) dopo il Big
Bang (anche qui un “dopo” non temporale ma logico), come modi di
essere e caratteristiche personali connaturate ai fenomeni. |
|
Gustav Klimt "L'albero
della vita" |
|
16) Come
detto, “dopo il Big Bang” non ha un significato né una valenza
temporale; vi è coesistenza (due modi coesistenti di essere) del
“punto energetico” infinitesimale e infinito (aspaziale) che esplode
nel Big Bang e l’Universo fenomenico spaziotemporale che ne deriva.
Continuamente da questo infinito mare energetico fuoriesce energia e
contemporaneamente l’Universo si espande. 17) Questo “punto
infinitesimale e infinito” (non so darne altra idea e immagine)
iniziale energetico che poi esplode nel Big Bang (e che coincide con
il Pensiero iniziale, il mondo delle Idee) è, al pari dell’atomo di
natura ondulatoria, un mondo “in potenza”; ed è (sempre come l’atomo
onda) una vibrazione di energia, energia pura, senza corpo vibrante
(immaginiamo la vibrazione di un a campana ma “in sé”, senza la
campana). È un centro di sintropia ed anzi è “il luogo” della
sintropia; da esso scaturisce l’energia (la Vita) che sostiene
l’Universo; l’Universo fenomenico scaturitone è invece,
simmetricamente, il luogo dell’entropia ed è soggetto a questo
principio. |
|

Georges Seurat "Le Chahut"
(visione)

Georges
Seurat "Le Chahut"
(transvisione) |
|

Paul
Klee "Senecio" |
|
18) È questa
energia che sostiene l’intero l’Universo, per tutta la sua durata
temporale e in tutta la sua ampiezza spaziale; lo sostiene “da
sotto” (cioè dall’interiorità) e sempre (“sempre” come eternità).
19) Strettamente connessi e coerenti con i concetti (simmetrici ed
opposti) di “spaziale” e “apaziale” sono il principio di “località”
e quelli di “non località” e “entenglement” (influenzamento). Per il
“principio di località”, proprio della fisica classica, l’azione
svolta sull’oggetto A non può influenzare un altro oggetto B,
distinto, separato e distante dal primo. Nella fisica quantica
tuttavia questo principio di località non trova applicazione e
accade invece il contrario (per cui si parla di “non località”): due
particelle distinte scaturite da una medesima origine si comportano
entrambe allo stesso modo benché ormai distinte e dunque separate
tra loro; all’azione svolta su una di esse, anche l’altra reagisce
contemporaneamente e allo stesso modo, come se si trattasse di due
gemelli, quasi un “risentimento telepatico” Questo effetto di
influenzamento, espressione di una “non località”, viene denominato
con il termine inglese di
“entenglement”. |
|
20) Questa
contemporaneità di analoga reazione anche della particella B (non
sottoposta all’azione esercitata direttamente su A e solo su A) per
poter avvenire dovrebbe presupporre una velocità istantanea e
addirittura superiore a quella della luce (300.000 km/secondo) che
per il moto è il valore limite; e ciò è impossibile perché
contraddice al principio della relatività ristretta di Einstein (il
quale per tale motivo voleva ammettere questo concetto, nonostante
che esso risultasse dalla sperimentazione). In effetti il concetto
di non località ed l’entenglement trovano piena cittadinanza nella
fisica quantica e nel mondo delle particelle perché qui vige la
regola della sintopia, assenza di dimensione spaziale ovvero uno
stato spaziale tutt’insieme; non vi alcuna distanza spaziale da
superare, quindi il moto e la velocità non vengono in
considerazione; e l’obiezione di Einstein cade. |
|
Paul
Klee "Abboccano" |
Vincent Van Gogh "Cielo
stellato" |
|
21) Da ultimo, veniamo a considerare il rapporto
che lega a tutto questo la parapsicologia e i fenomeni paranormali,
di cui solitamente ci occupiamo. È presto detto. I fenomeni
paranormali scaturiscono dalla mente di un vivente (quelli
cosiddetti psicobiodinamici) o dallo spirito di una Entità
spirituale (per chi, come me, ci crede), cioè dall’interiorità e da
un’idea o un pensiero o un sentimento interiori che, come tali, sono
fuori dal tempo e dallo spazio. Il “fenomeno” paranormale realizza
questo pensiero, idea, sentimento nel mondo esterno in forma
fenomenica e spaziotemporale. In questo modo, cioè il mondo
interiore psichico e spirituale esprime all’esterno (e nei modi
conformi e propri di questo “esterno”) se stesso, le proprie
emozioni e sentimenti a seguito di una scossa di essi.
|
|
Nel mondo del paranormale e con i fenomeni
paranormali accade proprio come avviene nella fisica quantica, dove
l’atomo di natura e con funzione ondulatoria, fonte e carica di
energia, fuori dallo spazio e dal tempo, collassa come atomo
corpuscolare e cosi si realizza (si esprime) in forma fenomenica e
spaziotemporale. nello spaziotempo. L’atomo ondulatorio, onda di
probabilità e vibrazione di energia sincronica e sintopica che si
risolve e si esprime nello spaziotempo come atomo corpuscolare,
corrisponde pienamente, mutatis mutandis, all’idea e al sentimento
dell’anima che si realizzano e si esprimono nel mondo fenomenico
attraverso il fenomeno paranormale. Il suo Big Bang è l’emozione; il
collasso è il prodotto di un trauma emozionale che ha smosso ed ha
scosso l’anima dalla sua stasi. È prodotto dalla volontà di
esprimere e dal bisogno di scaricare quell’emozione traumatica,
quell’energia che ha fatto vibrare l’anima |
|
© COPYRIGHT 2006
Tutti i diritti riservati
RICERCA PSICHICA & FELICE mASI
|
|
Chiudi
| | |