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I FENOMENI "MAGICI" PRESSO I POPOLI PRIMITIVI

(parte quinta:   la "risonanza PSI")                       

 

    Felice  Masi

    "La Ricerca psichica",  anno X, 2003,  n. 4
 

I fatti magici come fenomeni di psicobiorisonanza
I fenomeni magici, ancor meglio di quelli nostri paranormali veri e propri, mostrano la loro natura di psicobiorisonanza, di essere cioè una risonanza PSI nell'animo dell'uomo del fatto che accade.
L’uomo è il punto focale e il centro di questi accadimenti e l’uomo è una struttura contemporaneamente e indissolubilmente biologica - cioè vivente, dotato di una vita fisica - e psichica – cioè, con capacità di con-sapevolezza e operative, di idee e finalità. In questi “fatti straordinari” l’uomo vi entra – cioè, li scatena e lui ne è al centro - nella totalità e integralità di queste sue due componenti, con tutta anima e corpo. Perciò sosteniamo che, nello studio del paranormale, sia quello nostro occidentale animico/spiritico che quello culturale-tradizionale, "magico" dei popoli primitivo-arcaici l’attenzione deve essere spostata dall’oggetto al soggetto.
Senza l’uomo questi fatti sarebbero inconcepibili, non esisterebbero. Vi potrebbero essere dei semplici scambi energetici di natura psichica in una dimensione psichica pura oppure dei fatti solo fisici, in un mondo puramente materiale (se potesse esistere, senza prima una Mente che lo pensa e lo crea); ma non potrebbero esservi dei fenomeni paranormali e "magici" che intervengono nei rapporti tra esseri viventi (intendendo "vivente" = "animato").

"Numen" sta a indicare, nell'antica Roma una divinità  cioè la Potenza e la Forza soprannaturali. Qui è raffigurato, con la folgore in mano, Zeus, Iuppiter Giove), il padre degli de e la massima divinità greco-romana

 

Nel mondo psichico in sé, considerato in modo"oggettivo" - nell’inconscio collettivo, nell’universo spirituale, nel “cielo” e negli “inferi” di un mondo sciamanico, nell’Altra Dimensione, nel Macrocosmo insomma – vi sono gli archetipi, le Potenze numinose (cariche psichiche e spirituali individualizzate); vi sono gli Spiriti.

Nell’anima dell’uomo - nella componente psichica della sua duplice struttura, cioè nel microcomo - vi sono le immagini archetipiche, rappresentanze dell’Archetipo in sé, del numinoso, degli Spiriti; vi sono i simboli. Attivando il simbolo, si attiva l’Archetipo, ci si mette in contatto con il "Numen" rappresentato, si entra in contatto con questi e con la loro energia e si porta questa sua energia a operare nel mondo. Il Numinoso – gli Spiriti, nel nostro campo dell’antropologia culturale dei popoli primitivi – entrano e operano così nel mondo.

L'alchimia è l'arte di trasformare il piombo in oro. Si tratta di un simbolismo, naturalmente. E' il lavoro ("opus") fatto attraverso le forze sottili e occulte e cioè la forza interiore della mente, che, in stati modificato di coscienza, attinge alle capacità dirette di conoscere e di agire sulla materia  

 

In questo modo il Numinoso risuona nell’animo dell’uomo. Ma poiché l’uomo è una totalità indissolubile psichica e biologica, è tutto l’uomo, anima e corpo che ne risuona; e poiché l’uomo è un essere vivente e animato, che vive e intrattiene rapporti nel mondo e che interagisce con l'anima del mondo, ecco che, tramite lui, questa risonanza estende i suoi effetti (opera) anche nel mondo e nei rapporti tra gli uomini. E' in questo modo, per questa risonanza, anzi psicobiorisonanza, che accade,  il fenomeno magico. Accade così, più genericamente, anche il nostro paranormale (ESP e PK), che è la più ampia categoria alla quale anche i fatti magici appartengono.

 

 

 

 

 

  Un rito "magico", qui fatto attraverso il lancio divinatorio di sassi (Africa centrale). Secondo come cadranno in terra, lo stregone saprà leggerli  Presso le popolazioni primitivo- arcaiche le operazioni magiche vengono fatte rendendo ative le "forze occulte", capacità  sottili proprie o forze esterne asservite, attraverso ritualità e formule stereotipe e , tradizionali

 

 

L’interazione PSI nei fenomeni magici
Appare dunque evidente che, come tutti i fenomeni paranormali, anche quelli a impronta culturale che accadono presso le popolazioni primitivo-arcaiche, e cioè i “fatti magici” di cui stiamo parlando, sostanziano una interazione PSI e sono dunque fenomeni di interazione PSI.
Essi infatti, quale che ne sia la tipologia e il contenuto sottostante che realizzano (conoscenza ESP, effetto PK, effetto di guarigione, escursione psichica e così via) esorbitano dal mondo dei rapporti fisici e si determinano nell’ambito di rapporti di natura PSI, dai quali scaturiscono quella conoscenza o quell’effetto.
Questi rapporti PSI intervengono tra soggetti tra loro comunicanti in un campo PSI ed è la componente psichica questi “soggetti” che, sollecitata in vari modi (rituali, attivazione del simbolo, suggestione e recezione emozionale, innesco emozionale, inserimento in un canale di credenze culturali e tradizionali, ecc.), interagisce l’una con l’altra, con scambio energetico PSI.

L’energia PSI così attivata e scambiata è portatrice di una “informazione” ed è questa informazione che - quasi fosse un “gene” psichico - produce quel dato effetto. Come si può ben capire, questo meccanismo funziona ancor più quando l’informazione portata ha una valenza non individuale, come è in genere nel nostro “paranormale”, ma archetipica, consacrata dalla tradizione e depositatasi attraverso i secoli in una cultura.
Vi è, dunque, una interazione Psi e dei soggetti interagenti. I “soggetti” così PSI-interagenti sono innanzitutto quelli che abbiamo chiamato gli “operatori magici” che - attraverso il rituale, richiamando il simbolo ecc. – attivano le proprie capacità magiche (psichiche informate dalla cultura), si pongono in contatto con le fonti dell’effetto magico e ne attivano la Potenza (psichica e spirituale) archetipica richiamata.
 

Sono, naturalmente, soggetti dell’interazione anche e innanzitutto queste Potenze così attivate. Inoltre, sono poi, nel sottostante noistro mondo, soggetti di una interazione di questo tipo la comunità e i singoli componenti della stessa che, per trovarsi ad esistere in un ambiente di credenze culturali radicate, cioè per essere radicati in un campo PSI cul-turalmente informato, recepiscono per suggestione questa energia produttrice di effetti e vedono così spontaneamente attivati i propri centri PSI e collaborano in questo modo al verificarsi, al venire in essere degli effetti "magici"; tra questi ultimi soggetti vi sono i destinatari di un rituale di guarigione, di un sortilegio, i partecipanti a una pratica tradizionale di ri-cerca dell’autore di un furto o di un altro delitto, coloro che consultano l’operatore per un loro scopo privato e altri.

 

Pigmei, Africa centrale,Danza tradizionale di accompagnamento dello sciamano per facilitarne  e accompagnarne la trance e le escursioni psichiche

 

Altro momento e rito della stessa danza  (atto di ossequio reso agli spiriti e loro propiziazione)

Cerimonia sciamanica, con la comunità partecipante e il rito collettivo. L'unione delle forze psichiche potenzia e moltiplica le forze dello sciamano

 

Possiamo fare anche qui un raffronto con quanto avviene da noi in una seduta spiritica o nella consultazione di un guaritore, di un sensitivo, con un “mago”. Qui l’interazione sempre PSI interviene fra il medium (o il guaritore o il mago), il consultante e, nei casi in cui si richiede questo intervento, lo Spirito evocato (sappiamo che lo “Spirito” potrebbe essere anche una Potenza o una personalità interiore autonomizzatasi e personificatasi dell’operatore o del consultante. Lo stesso dicasi nel caso dei fenomeni magici)

 

Seduta spiritica (Ucon levitazione del tgavolo). Anche qui la partecipazione collettiva potenzia e moltiplica la forza del medium

Dunque, i fenomeni di cui ci stiamo occupando sono fenomeni di interazione PSI con scambio di energia psichica portatrice di un’informazione e produttiva di un effetto (paranormale) che intervengono tra soggetti a componente e risonanza psichica.
Si evidenzia ancora una volta che il momento essenziale, nel fenomeno paranormale e nel suo corrispondente (tra i popoli primitivi)fatto magico, è il soggetto e che l’attenzione e lo studio debbono essere, in primo luogo, rivolti a questo ancor prima che all’oggetto e all’interazione che interviene tra i soggetti prima ancora che al fatto, Il “fatto” è un “secondario” rispetto al momento primario dell’interazione PSI tra i due soggetti ed è un effetto in cui questa interazione si sostanzia.
 

Le “streghe”
In questo articolo vengono riportate, per affinità di argomento e raffigurazione iconografica, anche alcune immagini ripresi da disegni medievali, relativi alla tematica delle streghe e della stregoneria, che sono figure più propriamente appartenenti alla nostra cultura e superstizione occidentale . E’ un argomento importante e perciò ci ritorneremo su; qui ne diamo brevi notizie, per quanto appare connesso con l’argomento trattato, dello sciamanismo e dei poteri magici. Nell'immaginario popolare le streghe e gli stregoni si riunivano in incontri notturni denominati "sabba", tenuti nei boschi o altri luoghi agresti nascosti  Nella ricerca di un significato e di una spiegazione di queste credenze popolarti e superstiziose, notiamo, per intanto, che questa denominazione “sabba” o "sabbah" è una deformazione popolare del termine ebraico “shabbath”, il giorno della festività ebraica, e denota una demonizzazione del culto e dei riti ebraici, fatta nel medioevo da parte di una certa religiosità e intolleranza cristiana, ecclesiastica e popolare. Questa si accomuna alla analoga, fortissima condanna e demonizzazione degli antichi culti, ritualità e divinità delle precedenti religioni, definite “pagane”   (Nota: Dal latino pagus, villaggio, perché questi antichi culti erano rimasti ancora per lungo tempo, anche dopo la diffusione del cristianesimo divenuto religione ufficiale, presso le comunità rurali, anche in relazione al carattere popolare magico della mentalità e delle culture contadine e agrarie, come è ancor oggi; n.d.A.)
 

 

Sabbah di streghe, in una incisione che ricalca l'immaginario popolare del '600

Baccanti o menadi nell'eccitazione orgiastica della danza ("enthusiasmos")

 

Lo sciamanismo era ben conosciuto e praticato anche nelle regioni oggi dette europee, abbiamo la testimonianza, da fonti letterarie dell’epoca e da reperti archeologici, della sua pratica presso diversi popoli, come i Traci, gli Sciti, gli Irani e gli Indoariani dell’India, i Germani, i Celti. Nella Grecia antica era diffuso tra le popolazioni preelleniche dell’Egeo e del Mediterraneo orientale, della penisola calcidica, di Creta e dell’Anatolia. Naturalmente, come per ogni sciamanismo regionale – i termini sciamano e sciamanismo vengono qui usati con una generalizzazione fatta sulla base di alcuni caratteri comuni – anche questi "sciamanismi" particolari  avevano ognuno la sua caratteristica specifica. Nel mondo greco pre-ellenico, in particolare, i suoi riti erano fondamentalmente i “Misteri” (di Samotracia, di Eleusi, di Attis, dei Cabiri ecc.) e la trance tipica era quella detta “entusiasmo”; Bacco, le Baccanti e le Menadi ne erano le rappresentanze miticizzate   (Nota: Se ne parla in tre articoli pubblicati in questo sito, nel Settore "Scienze psichiche", Sezione "Mitologia"; n.d.A.).

E’ importante considerare che, presso questi popoli, l’arte sciamanica comprendeva, accanto alle consuete pratiche e tecniche dell’estasi, della trance e della visione anche la conoscenza delle erbe curative e dei loro poteri; e questo era soprattutto una competenza delle donne; le conoscenza delle erbe comprendeva anche quella dei funghi allucinogeni, che portavano alla trance estatica, alla visione e all’incontro e colloquio con gli Spiriti e con questo il cerchio si chiudeva.
Tutto questo era pienamente ammesso dalla religione dell'epoca e di quella cultura, anzi ne faceva pienamente parte; soprattutto ne era intrisa la religiosità degli ambienti contadino-agrari e del popolo - salvo che tra i Romani; a Roma le pratiche occultistiche e magiche, “grecizzanti” come venivano considerate (i Misteri, con la loro segretezza, erano politicamente sospetti e razionalmente malvisti), erano proibite. Ma poi anche a Roma, nella tarda età e nel periodo della decadenza, si diffusero ampiamente, con la ellenizzazione della cultura e il diffondersi delle religioni e pratiche orientali.
 

 

Diavolo in forma di lupo e strega in forma di gatto, in una raffigurazione popolare. I due animali sono tra quelli tipici dell'immaginario collettivo

L’avvento della nuova religione cristiana – fondendo magistralmente la concezione ebraica fondamentale e originaria monoteistica, che proibiva di “trafficare con “gli Spiriti”, l’insegnamento era “Io sono il Signore Dio tuo, non avrai altro Dio fuori di me”, con la romanizzazione paolina del Cristianesimo, abbiamo già detto che la cultura romana originale “repubblicana” proibiva anch’essa l’occultismo – non poteva che mettere all’ostracismo tutto quello che sapeva di Spiriti, di evocazione dei morti, di perdita dello stato cosciente nella trance, di possessione e simili; insomma, di tutto quello che era patrimonio e usanza dello s ad ciamanismo.

Streghe, in forma di animali, volano per recarsi a un sabbah. Altra incisione tratta dall'immaginario popolare

 

I motivi di condannare, combattere, mettere al bando e perseguitare le antiche religioni vi erano, dunque, tutti da quello egemonico religioso a quello suddetto ideologico. Attenzione però! Dicendo questo non vogliamo assolutamente criticare, fare un atto di accusa e svalutare il cristianesimo. Questo è stato il corso della Storia e la Storia è evoluzione ed è realizzazione dello Spirito nel mondo; così doveva essere e il passaggio dall’animismo e dal politeismo al monoteismo, per l’evoluzione, per l’elevazione della coscienza e per il progresso spirituale dell’umanità. Tutto sta a comprendere e a mettere nel giusto posto anche la Tradizione e le conoscenze e le pratiche tradizionali. E a non demonizzarle e a non perseguitarle con ferocia.
Invece la nuova religione e “la Chiesa” ha demonizzato e perseguitato le Antiche Tradizioni, invece di accoglierle, metabolizzarle e inglobarle in sé. 

 

 

Un druido in una raffigurazione immaginaria. Ci sono tutti gli elementi rappresentativi e iconografici tipici, come la quercia sacra, il vischio e un tempio megalitico. Nel mondo celtico i druidi erano sacerdoti che esercitavano anche l'arte magica, conoscendone i segreti e le formule

La chiesa di S. Maria dell'Ara Coeli, in Roma (a sinistra con la grande scalinata di accesso. A destra c'è il Campidoglio, con la scalinata più piccola), costruita sullo stesso luogo sacro dove sorgeva il tempio dedicato a Giunone Maneta

 

La chiesa di S. Maria in Cosmedin, a Roma, sorge nello stesso luogo sacro dove insisteva l'Ara massima di Ercole

 

Ma in parte lo ha fatto con il sincretismo religioso intervenuto: le nuove sue chiese venivano il più delle volte costruite sui luoghi già sacri (per l'antica religione sopraffata) - “sopra” dei vecchi templi e degli antichi spechi e alture già dedicati alle veccbhie divinità, geni e ninfe; là dove il Sacro si era già connaturato al lujogo. E i nuovi Santi si sovrapponevano spesso, con diverso nome e diversa storia mitica, agli antichi patroni e divinità minori popolari e campestri; anche le festività liturgiche e riti in molte cose ricalcavano quelli vecchi.

 

    I due recinti del sito celtico dell'Old Sarum Wiltshire. Nello stesso luogo, all'interno del recinto sacro, quello più piccolo, vennero costruiti  il castello e la cattedrale  cristiana, dei quali si vedono i resti addossati all'interno dello stesso recinto

Il sincretismo giudizioso e conciliante del popolo - quando non è forzato dall'intolleranza del nuovo clero - risulta e traspare anche  dalla fusione che esso opera in modo automatico e istintivo fra le divinità della vecchia religiosità - fissate archetipicamente nel suo animo proprio perché costituiscono deli Universali eterni - e quelle della nuova religione - meglio rispondenti alle esigenze di una etica, di una comprensione e di un  spiritualità più evolute. Come la nuova chiesa sorge sul luogo dell'antico tempio, così nei nuovi santi, e soprattutto quelli leggendari e quelli fondamentali archetipici, sitrasfondono e si confondono ila figura e caratteri di quelli precedenti; e sono facilmente riconoscibili. Finisce con l'intervenire, ed è inevitabile, una sovrapposizione e identificazione tra il vecchio e il nuovo.

La "Mater matuta", antica divinità italica preromana. Firenze, museo archeologico,

 

La grande Madre di Dio figura fondamentale della religione cristiana ortodossa e cattolica. Uno dei suoi appellativi è "sedes sapòientiae"

 

 

 

La Sophia alchemica e sapienza universale, reggitrice del sole, della luna e di tutto l'universo

Il dio egizio Toth, è quello che presiede alla conoscenza e all'insegnamento ed è anche lo psicopompo, il dio cioè che accompagna le anime nell'aldilà dopo la  morte. Il coccodrillo che sta dietro di lui e lo accompagna  simboleggia la morte che tutto inghiotte.

A Toth corrisponde nella religione greca Ermes e in quella romana Mercurio

 

Il dio greco Ermes, dai Romani identificato con Mercurio, qui sale sul carro alato ella dea Athena, preposta alla sapienza e alla conoscenza.. Anche Mercurio è preposto all'insegnamento e così è 'stato unificato con Toth nella figura di Ermete Trismegisto il ,mitico autore dello scritto sapienziale "Il Pimandro".

Anche Ermes svolge la funzione di psicopompo

Il Natale è la grande festività cristiana. Cade alla fine del vecchio anno ed ìl simbolo del Nuovo che nasce, che è arrivato. Ma è un Nuovo rappresentato dal Cristo Messia che sopravviene ed è quindi un Nuovo essenzialmente spirituale

 

Il Natale cristiano corrisponde, anche come data, al solstizio d'inverno, la vecchia festività pagana che segnava il passaggio all'anno nuovo. Qui è raffigurato Apollo, dio del sole che percorre il cielo sul suo carro di fuoco.

Vi è dunque una corrispondenza e un legame sincretistico fra i due eventi e simboli. Solo che il solstizio pagano, pur nella sua grande significanza, non ha quel significato di spiritualità che vi è nel simbolo e nella ricorrenza cristiana. Ed è questa, al di là della prima apparenza sincretistica, la vera e grande che vera  novità portata dalla nuova religione edè questa la grande evoluzione che è stata da essa apportata nella coscienza umana 

 

Ma - per tornare al nostro argomento - sulla trance, sulla visione, sulle percezioni ESP chiaroveggenti e precognitive, sull’evocazione dei morti e sul “commercio” con gli Spiriti la nuova religione e la Chiesa ufficiale dogmatica sono state inesorabili.
Invece, queste cose ci sono (e vanno comprese); queste capacità e facoltà si danno in molte persone, come loro dote naturale, costituzionale, congenita (e per la salute psicologica l’individuo così dotato, così psicodinamicamente caricato deve dargli sfogo); questa realtà umana vicina agli Spiriti e alla dimensione degli Spiriti c’è, non può essere soppressa a volontà, con un Concilio o con una bolla papale. Queste persone e questa “chiamata sciamanica” esistono; e, per quella carica energetica psicodinamica di cui si è detto, devono poter sciamanizzare.. Chi è "chiamato, chi ha questa personalità di fondo, se non sciamanizza, purtroppo "somatizza", finisce con il somatizzare in qualche brutto sintomo, in qualche brutta malattia fisica o psichica questa proibizione che si è data o gli è stata imposta.

E così, anche dopo l’avvento della nuova religione, molti uomini, molte donne hanno continuato a “sentire” questa chiamata degli Spiriti; e hanno continuato a seguire le vecchie religioni e le antiche divinità, le vecchie pratiche e gli antichi riti per quegli aspetti che si presentavano par-ticolarmente urgenti e pressanti nel loro profondo interiore,
Ma, naturalmente, per quella incompatibilità egemonica e ideologica sono stati demonizzati e perseguitati. I vecchi dei e gli antichi Spiriti sono stati considerati e chiamati demoni, il Demonio. Le donno sono state considerate e chiamate “streghe”, gli uomini “stregoni”. Facevano quelle pratiche, dunque adoravano il demonio. Si riunivano in luoghi nascosti – ma questo perché erano perseguitati, non potevano certo riu-nirsi all’aperto – e questi erano gli orrendi sabbah. Oltretutto, come del resto si è già detto, questa parola deriva dalla storpiatura popolare del termine ebraico shabbath, riposo, il sabato giorno di riposo, e pertanto sta a significare anche una assimilazione demonizzatrice della festività ebraica a quella riunione diabolica; quanto meno se ne è preso a prestito il nome, con tutto il senso che questa omologazione assume.

 

Raffigurazione di uno stregone e una donna-strega, con tutto il loro armamentario, secondo l' immaginario del popolo.. Ci sono il demone con le ali che si prosterna per offrire i propri servizi, altri demoni ctoni, il gatto, le erbe per fare  le pozioni magiche. Ma ci sono anche  il bosco di querce e il recinto sacro (con una quercia al centro). L'uomo poi con il suo aspetto solenne, è chiaramente un druido. Si tratta quindi di una classica demonizzazione di un mondo agrario ancora legato alla vecchia religiosità pagana, fatta dalla nuova introdotta religione cristiana. Quando non interviene un sincretismo conciliatore, la religione nuova condanna e perseguita quella vecchia

Strega sottoposta al "giudizio diu Dio". Legata mani e piedi, veniva gettata nel fiume. Se non si salvava - se Dio non la faceva salvare - questa era una prova che era una strega e xhe meritava di moprire (affogata)

 

Le streghe e gli stregoni andavano in trance e avevano le visioni; e questo è il volare (sulla scopa o diversamente) per andare all’incontro con gli Spiriti-demoni. Dicevano, sentivano di trasformarsi in animali, ma, come sappiamo, questo è un semplice fenomeno di nagualismo o licantropia. Preparavano decotti e infusi con erbe e questi erano i filtri temuti. Così passavano anche per untori, gli eventi naturali disastrosi si diceva che erano provocati da loro e così via. Ciò che sta anche a significare e può essere anche inteso come “e così via sul rogo”.
 

 

L'altro, e il più comune, destino delle donne riconosciute e condannate come streghe era quello di morire sul rogo

Queste erano le streghe. Quante poverette sono state bruciate o terribilmente torturate. O semplicemente additate al pubblico disprezzo e odio, ma anche questo trattamento e isolamento psicologico e ostracismo sociale è una tortura.

Naturalmente le “streghe” non erano sempre e solo delle povere donne perseguitate ingiustamente, ce ne erano anche di cattive, così come ci sono gli sciamani neri, gli stregoni che usano i poteri per fini malvagi, che si asserviscono al male. Questo è vero e spesso poteva essere così. Noi qui non vogliamo assolvere tutto e tutti, assolutamente no, abbiamo voluto fare, invece, soltanto una analisi del fenomeno

Spiegare di che si tratta e far capire come stanno le cose. Far capire che è sbagliato – è stato sbagliato – perseguitare e demonizzare la condizio-ne sciamanica in sé e per sé e sempre. Doveva invece essere presa in considerazione, come sempre, la posizione personale di ognuno, di ogni strega e di ogni stregone e vedere se usava le capacità per il male o invece per il bene o almeno in modo innocuo.
In conclusione, quello delle streghe è un capitolo e un discorso cultu-ralmente a sé, con una sua originaria specificità ma che si riconnette comunque al fenomeno sciamanico e della magia sciamanica. Perciò dovevamo qui parlarne ancora.

 

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