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PARAPSICOLOGIA E RELIGIONE

FENOMENI PARANORMALI E FENOMENI PARAMISTICI

            Felice Masi

      "La Ricerca psichica"  ann II, 2005,  n. 2
 

Premessa: la personalità a carattere mistico
La storia delle religioni, la fenomenologia religiosa, l'antropologia culturale mostrano che in un contesto religioso si verificano continuamente fatti che si presentano analoghi a quelli delle fenomenologie paranormali; e questo in tutte le religioni e in tutti i tempi. Ciò accade quando l'elemento religioso è sentito e la religiosità è vissuta in modo troppo emozionale e trascinante; nel caso cioè di persone (che chiamiamo “a carattere mistico”) la cui individualità è completamente aperta (aperta nel senso di accogliere positi-vamente o di esserne sopraffatta) verso un mondo transpersonale e superiore - alle in-tuizioni e alle illuminazioni che da questo le vengono – e, nel contempo, è poco strutturata, non essendo completamente separata dall'inconscio collettivo e dall'anima del mondo, in cui quei sentimenti e il riflettersi di quel mondo superiore esistono in modo stratificato e reso potente dalla tradizione. Attraverso la tradizione e attraverso questa maggior permeabilità dell’inconscio (personale) tutto quel mondo transpersonale e su-periore passa e si trasmette nell’individuo in modo immediato – più immediato e diretto di quanto avviene nella normalità dei casi - e così viene da lui avvertito in tutta la sua folgorante numinosità.

 

S. Francesco pur innamorato di Dio e da lui invaso ...

 

In molti casi questo carattere mistico fa dell’individuo tendenzialmente un allucinato. Ma quand’anche – come invece accade in tanti altri casi - la personalità dell'individuo nell’ordinario, nella quotidianità della vita dovesse essere ben strutturata, tuttavia quella sua estrema apertura verso il sacro e verso l' emozionalità religiosa fa sì che, quando egli ne viene investito, può essere facilmente invaso e inflazionato da queste Forze sovrappotenti con cui entra in consonanza. La vibrazione del divino, da lui avvertita in modo abnorme, determina, per simpatia, un analogo vibrare in lui. Così investita e riempita dal vento divino, la persona mistica ne esprime tutta la potenza: per il suo tramite nel mondo parla la voce del Dio, per il suo tramite la forza del Dio opera nel mondo.

   

...... conserva, tuttavia, tutta la sua razionalità per portare avanti gli affari della vita. Nella figura il santo davanti a papa Onorio III, dal quale ottiene l' approvazione della sua opera e della sua Regola, nonostante l'avversione di tutta la Curia vaticana

 

Una processione di "flagellanti" nel medioevo (dal film "il settimo sigillo", di Ingmar Bergman. I flagellanti erano una moltitudine di persone succubi di predicatori invasati ed essi stessi invasati, in occasione di qualche disastro collettivo (come una epidemia, un terremoto, ecc,),,  dalla idea di una punizione divina, che percorrevano le strade flagellandosi l'un l'altro per l'espiazione dei propri  peccati, invocare il perdono di Dio e ottenere così la cessazione del castigo 

 

Nel primo caso poi, quello generico di una individualità a sfondo mistico ma poco strutturata, 1’lo della persona è molto rudimentale e la barriera che lo separa dal resto del mondo e dall'anima del mondo, distinguendolo e identificandolo come individuo singolo, è sottile e facilmente penetrabile. Egli è così a rischio continuo di essere travolto dal mare dell'inconscio collettivo. L'individuo, così poco emerso dall'inconscio collettivo, se incontra le gigantesche Forze del profondo, ne viene invaso e sono travolte le sue ben inferiori difese individuali; quelle Forze sovrappotenti risalgono in lui dal loro profondo - un profondo collettivo che sfocia in quello individuale – ed egli allora impersona le immense possibilità di questo oceano di forze a lui sottostante. I modi di questo diventano i suoi modi, egli vede con gli occhi di quello e agisce con la forza di quello.
In tutti questi casi, comunque, l'individuo, sopraffatto, scompare come soggetto; perde la sua presenza nel mondo, per usare le parole del nostro grande antropologo Ernesto De Martino. Al suo posto agisce nel mondo, attraverso di lui, l'anima del mondo o addirittura l'ancor più profondo strato del Sacro (di cui parleremo). Si scatenano fenomeni numinosi e straordinari - espressione della presa diretta dell'Essere (dello Spirito) nel mondo – peraltro analoghi nella forma (ma non nell’origine) a quelli paranormali.

Temperamento mistico e temperamento sciamanico
Due sono dunque i tipi di personalità pronte ad accogliere in sé il Sacro e ad esprimerlo nel mondo. Si potrebbe pensare che la personalità mistica si trova nelle religioni più evolute e raffinate, come le tre religioni monoteistiche o le religiosità del pensiero filosofico orientale; mentre il secondo tipo - individualità a rischio di far naufragio e di perdere la propria presenza nel mondo - si ritrova tra le popolazioni primitive arcaiche, dove la religiosità è soprattutto un sentire emozionale e una precettistica sacrale accanto a una cosmologia e una mitogenesi più che una complessa impalcatura di dottrine e di teorizzazioni teologiche.
Non è così. Per quanto suggestiva, una tale ripartizione dell'homo religiosus per aree cultu-rali storico-geografiche sarebbe una schematizzazione priva di giustificazioni. Il tipo di personalità religiosa attiene al singolo individuo, alla strutturazione individuale e non al tipo di religione più o meno avanzata.

 

S. Simeone stilobita, icona russa Gli stilobiti erano eremiti dei primi secoli del cristianesimo che si ritiravano a vivere per lunghi periodi su una colonna

S. Erasmo, eremita della Tebaide, ammansisce un leone

 

Anche nelle nostre religioni teologicamente e dottrinalmente strutturate troviamo figure che rassomigliano allo sciamano - e forse lo sono. Tali appaiono personaggi come il curato di Ars, o S. Francesco, o padre Pio, o gli antichi eremiti della Tebaide per stare nella tradizione cristiano-cattolica. Nella religiosità ortodossa della Russia troviamo figure come S. Feodosij di Pecersk, S. Sergeij di Radonez, o S. Avraamij di Smolensk, o una figura leggendaria, ma raffigurante un archetipo, come il pellegrino russo dei famosi racconti. E ancora: un maestro sufi come Saadi di Shiraz, o l'estatico Abdul Qadiri o i dervisci nell'islamismo; gli invasati Profeti biblici nella tradizione ebraica; figure come Milarepa, Naropa, o gli eremiti gomchen nella tradizione buddista indotibetana. Viceversa, troviamo, nella religiosità naturistica dei Sioux Oglala dell'America del Nord, un Alce Nero, che appare più un mistico che un allucinato sciamano.

In entrambi i casi - quello del mistico e quello dello sciamano - la mente della persona, se viene così sopraffatta dal sacro – che incombe su di essa dall’alto - o che gli prorompe d esplode dall’interiorità? ma forse è la stessa cosa - si trova avulsa, del tutto o quasi, dalla realtà ordinaria circostante. Mano a mano che l'individuo entra in comunicazione diretta con strati di consapevolezza sempre più profondi e arcaici, numinosi e dilatati come coscienza cosmica e potenza, tanto più egli cade in uno stato di disintegrazione, di depersonalizzazione e perdita del senso della propria individualità. Sempre più e tanto più potentemente quanto più si scende, o si sale, e ci si addentra nel profondo, verso il punto e fuoco centrale.

 

   

Monaco eremita (sadhu) jainista (Ondia)

Monaco buddhista zen in meditazione davanti a un "giardino di sabbia" nel tempio di Daitoku-ji di Kyoto (Giappone)

 

Il Sacro è un fuoco che invade l'uomo e ne stravolge  la mente ...(disegno alchemico)

 

Il Sacro
Il più profondo e arcaico di questi strati, il più potente dell’Inconscio – dello Sconosciuto che è l’anima - è quello che chiamiamo il “Sacro”. Stando in esso, il Fuoco Centrale dell'uomo - il Sé ovvero, sotto l'aspetto conoscitivo, il Maestro, - si trova a immediato interfaccia con il Sole che è dall'altra parte. Di fronte al quale, l'uomo può precipitare abbacinato nel suo abisso, ed è quando, con una revulsione dello stato di coscienza, cioè modificando lo stato di coscienza, si fissa in esso; ed è l'estasi.
Ma questi strati successivi dell’inconscio, del Grande Sconosciuto, si toccano per gradi via via che si scende nell'interiore; e, corrispondentemente, anche la potenza sottostante che emerge è per gradi. Quando si è scesi solo nell'inconscio collettivo, quando si naviga fra gli Archetipi, siamo ancora nell'anima del mondo e siamo ancora lontani dal Fuoco Centrale.

   

 oppure nasce nell'interiorità dell'uomo ed egli lo nutrisce con amore (disegno alchemico)

Ma l'anima del mondo è già essa dotata di capacità di conoscenza e di azione dirette e l'individuo, che ad essa si è collegato, può manifestarle. A questo momento emergono fenomeni di tipo paranormale, come, ad esempio, il sibilare del fuoco o il rumore del vento nella piccola tenda degli Spiriti (una usanza degli indios dell'America del Nord), che esprimono delle voci, le `Voci degli Spiriti', che solo lo sciamano comprende e che in esse sente notizie chiaroveggenti, precognitive, veridiche, utili per la comunità. O ancora quelli dello sciamano dell'Asia centro-settentrionale, siberiano, buriate, altaico, tunguso, che, posseduto dagli Spiriti, maneggia i carboni ardenti, opera guarigioni, compie viaggi estatici, libera il villaggio da infestazioni. O quelli dello sciamano amazzonico, che, ingerita la droga sacra – lo yopi, l’ahiuhasca, il peiotl – colloquia con l’anima della foresta, delle sue piante, dei suoi animali e ne trae gli insegnamenti. O dello stregone africano che opera i suoi sortilegi o scopre gli autori di un furto, di un altro crimine. E così via.

Più imponenti saranno i fenomeni che scaturiscono quando tocchiamo il Sacro e quando emerge la potenza di questo. Ricordiamo che il Sacro non è ancora 1'Altro, non è l'A-bisso che è dell'altra parte; è ancora uno strato e un punto del mondo interiore dell'uo-mo; un punto e un momento di interfaccia e di risonanza. E' il centro dell'anima.

 

   

La "tenda degli spiriti" (Quella piccola, dil ato. Incisione dell'500)

         

Sciamano indio amazzonico in trance da ingestione di droghe vegetali allucinogene

 

La visiome  della Madonna da parte della pastorella Bernadette Soubirou a Lourdes

"Il sogno di Giacobbe". La visione da parte del profeta della scala lungo la quale gli angeli salgono e scendono dal cielo, simbolo della comunicazione sempre aperta tra Dio e gli uomini, tra il mondo superiore e quello terreno

 

I fenomeni “paranormali” del Sacro
I fenomeni del Sacro, rispetto a quelli che vengono dall'anima del mondo, appaiono più improntati a dolcezza, serenità, pacatezza. La persona fissa nell'estasi è dimentica di tutto, nulla la turba, è immersa in visioni di ineffabile beatitudine. Tali sono le visioni mariane. (S.Bernadette di Luordes, le fanciulle di Fatima, ad esempio). Tali sono i rapimenti quali ce li descrivono S.Teresa d'Avila o S. Giovanni della Croce; e anche il dolore acuto del cuore trafitto dai raggi del divino, descritto e provato in molti casi, è dolcissimo. Così i voli sera-fici nel cielo di S.Giuseppe da Copertino. Le stimmate di padre Pio non si putrefanno ma profumano. L'ammansire le belve, è perché il Santo (S. Francesco, altri) parla ad esse con amore. Le elevazioni di S.Teresa d’Avila durante la messa e al momento della consacrazione concre-tizzano simbolicamente nel mondo fisico l'emozione della Santa per la sua elevazione a Dio, al divino. Vi sono poi il calmare le tempeste di S. Francesco Saverio, la moltiplicazione dei cibi di S. Giovanni Bosco animato dalla carità. Il non mangiare cibi ma nutrirsi per anni e anni solo dell'ostia, come Teresa Neumann; e così via.
 

   

La visione di Maometto sul monte Hira dell'arcangelo Gabriele che gli consegna la pergamena con il "Decreto" di Allah  

 

       

Ricevimento dell'illuminazione sotto forma di visione del Buddha da parte di fedeli in meditazione

Qui non siamo più nel campo del paranormale ma con questo rimane solo una analogia delle forme con cui si manifesta : levitazione, dermografismo, materializzazioni, alloglossia, eccetera. Chiamiamo fenomeni paramistici o più semplicemente mistici questi che vengono dal Sacro; essi, seppure formalmente somiglianti, sono tutt'altra cosa rispetto a quelli paranormali, come contenuto, significato e soprattutto come origine. In essi quello che più conta e quello che ne è più rappresentativo non è il fatto straordinario accaduto (percettivo, cognitivo, cinetico) ma la conversione del cuore che si determina nella persona e nell'ambiente. Tutta la persona, e non solo l’evento, qui è modificata e trasformata rispetto all'ordinario e a quello che essa è normalmente, cioè umanamente, e diviene una fiamma d'amore, che si irradia tutto intorno nell'ambiente. Il fenomeno straordinario sta in questa conversione, in questa manifestazione e fiamma d'amore che si è accesa nel mondo. Ne riparleremo.

 

L'uomo e il suo Essere
L'essenza dell’uomo sta (consiste) nella sua esistenza, nella sua capacità di coscienza, di percepire, di conoscere e di volontà e nelle sua capacità di sentire (avere dei sentimenti); quindi ha (ed è) capacità (morale) di scelta e di azione. L’uomo “è” queste cose.
Sat, Cit, Ananda, Coscienza, Esistenza e Beatitudine, così (in questi termini e in queste ca-pacità o meglio “proprietà”) il pensiero e la filosofia induisti definiscono (e sintetizzano) l'Essere.
Nell'Essere queste tre funzioni sono una stessa e tutte una sola cosa: l'Essere esiste e con ciò stesso conosce (ha consapevolezza), conosce sé (prova dei sentimenti) e opera: il suo esistere significa, “è” questo. Invece per l'uomo che vive incarnato sulla terra, quando l'in-dividuo è nel suo stato ordinario di coscienza e nella dimensione della materia, queste tre funzioni essenziali del percepire, conoscere ed agire sono tre cose ben distinte. Egli le percepisce e le svolge come tre momenti distinti e attraverso mezzi materiali, cioè i sensi ordinari (per percepire e conoscere) e le membra del corpo e gli altri strumenti di cui si è dotato (per agire). E' condizionato ed incatenato ad essi, vede e sente solo quello che essi gli fanno vedere e sentire e nel modo come glielo fanno vedere.

        

Mandala tibetano, simbolo di centralità

La Trinità è la rappresentazione e il simbolo cristiano della Realtà di Dio. La raffigurazione in questa icona costituisce un mandala, segno dell'universalità di questo simbolo della centralità

 

 

Gli "antenati mitici", ripresi nell'atto della unione sessuale, in una scultura maori della Nuova Zelanda. Sono il simbolo della nascita del mondo e della apparenza.

 

E' questo quello che l’induismo definisce la Maya. L'uomo non vede direttamente la realtà per quello che è né può agire su di essa in modo diretto. La sua percezione e la sua conoscenza sono deformate - e così pure, di conseguenza, il suo giudizio e quello in cui crede e pensa che sia la verità. La sua azione si svolge per come i sensi - la Maya - gli fanno apparire la realtà ed è resa faticosa ed impacciata dalla materia che avvolge lo spirito e lo appesantisce.
Quando invece l'uomo, con una revulsione dello stato di coscienza dalla materia alla Mente o addirittura allo Spirito, vede ed agisce non più attraverso il corpo e i sensi ma attraverso l'anima o lo Spirito in cui si è immedesimato, di cui ha incorporato le capacità e i modi, allora la percezione, la conoscenza e l'azione saranno immediate e si hanno i fenomeni paranormali o quelli mistici, a seconda dello strato profondo contattato. Si hanno così le conoscenze extrasensoriali e i fatti psicocinetici, ad opera diretta della mente e dello Spirito
 

Dunque, molto più potenti e imponenti sono le cose che accadono quando si raggiungono e si scatenano le capacità del Sé - il nostro maestro e guida interiore, il Dio che è in noi - o quelle del Sacro - che è la rappresentanza in questa nostra dimensione dell'Indicibile che è dall'Altra parte. Le straordinarietà che in questi casi scaturiscono sono numinosità - perché è un Numen che ora agisce e non un medium o un sensitivo - e, come detto, li chiamiamo fenomeni mistici, per quel loro richiamo al mistero, o anche paramistici, per quel loro modo di essere esteriore analogo ai fenomeni paranormali.
Vi sono, dunque, analogie tra il fenomeno paranormale ordinario (per così dire) e il fe-nomeno paranormale religioso. Da qui la possibilità di un accostamento e di una com-parazione tra loro e, sotto questo aspetto, e la necessità per la parapsicologia di occuparsi di entrambi, anche cioè dei secondi. Vediamone prima gli elementi comuni e poi quelli distintivi, che fanno dei fenomeni paramistici una categoria a sé, apparentemente simile ma non riconducibile (riducibile) a quella dei fenomeni paranormali (come qualcuno semplicisticamente vorrebbe fare).
 

   

La serena imperturbabilità del Buddha è il simbolo del Sé che ha trovato se stesso. Ora il cuore dell'uomo  risiede nel proprio centro

Gli aspetti comuni delle due straordinarietà
Le due classi di fenomeni hanno molti aspetti in comune; vediamoli.
a) fenomeni paranormali.

 

 

 

 


 

Stato modificato di coscienza   Il fenomeno paranormale si produce quando l'individuo è in uno stato di coscienza diverso da quello ordinario; deriva da una modifica dello stato di coscienza (stato di trance).
Fenomeni cognitivi e fenomeni fisici (Nota 1)  Il fenomeno paranormale può essere di ordine cognitivo o fisico. Quelli cognitivi consistono in una conoscenza che l'individuo acquisisce senza il tramite dei sensi ordinari (attraverso i quali normalmente si conosce la realtà): telepatia, chiaroveggenza, precognizione, psicometria, apparizioni visive e sonore, psicometria d'ambiente e simili.
1 fenomeni paranormali di carattere fisico sono quelli che producono un effetto sulla materia (spostamento spaziale di un oggetto; modifica della sua forma; materializzazione di una cosa che prima lì non c'era; sua smaterializzazione; e così via) senza usare le mani, altre membra del corpo, strumenti e macchine, insomma senza applicare sulla cosa da trasformare o spostare una energia materiale (intesa a superarne la forza di inerzia, cioè la naturale tendenza a conservare lo stato che ha e a resistere alle trasformazioni). Nel fenomeno paranormale fisico, infatti, è la mente che opera direttamente sul corpo fisico da modificare e non una forza fisica applicata con le mani o con lo strumento; avvengono così i poltergeist, le materializzazioni, le psicocinesi, gli apporti, la scrittura diretta, la transcomunicazione e così via.

 

Il medium (a effetti fisici) Willy Schneider in stato di trance

   

La medium Eileen Garrett, una delle più dotate come ESP, durante una veggenza col pendolino

 

 

La medium Stanislawa Tomczycksolleva una pallina di celluloide per psicocinesi

Il fenomeno paranormale fisico può anche consistere nel fatto che l'individuo non è sottoposto, nel momento del fenomeno, a taluna delle ordinarie leggi della natura perché non si verificano su di lui alcuni effetti di queste, che normalmente si dovrebbero verificare. Tali sono le levitazioni ( la persona non è soggetta alla legge di gravità e si solleva dal suolo ), l'incombustibilità (la persona maneggia o entra a contatto con sostanze ardenti senza scotarsi o bruciarsi), le guarigioni e, viceversa, le patologie senza causa normale (sortilegi e fatture, penetrazione da spilloni, coltelli, frecce senza restarne feriti).

   

Cerimonia della "passeggiata sul fuoco" o pirobazia

Rituali. Occorrono sempre particolari tecniche - talora più eclatanti e di tutta evidenza, ta-l'altra meno appariscenti - alle quali l'individuo usa ricorrere per ottenere il fenomeno. Lo scopo di questi rituali è quello di entrare nello stato di coscienza diverso (trance) che, come abbiamo visto, è necessario per il prodursi del fenomeno. Queste `tecniche" consistono nella ripetizione ogni volta di medesimi atti e comportamenti, che per l'individuo a un certo punto diventano condizionanti al fine di conseguire la trance. Tali "rituali" possono essere personali, ciascuno ha i suoi, oppure culturali, propri e tipici di un gruppo o “cerchio” o di tutta una collettività etnica. Possono consistere nella ripetizione di atti o mantra (ver-setti, giaculatorie) stereotipi, in una respirazione particolare, nella concentrazione o fissazione su un oggetto (ad es., una sfera di cristallo), su una luce, su un punto, sull'aspirazione di fumi, sull'assorbimento e il perdersi in sonorità e rumori ritmici o monotoni (battito di tamburi e simili), sulla sottoposizione a comandi ipnotici e istruzioni suggestionanti o autosuggestionanti, sull'assunzione di droghe e in tanti altri modi.

 

   

Danza sciamanica intesa a conseguire la trance

          

Seduta medianica intesa a conseguire  la trance dalla medium (Linda Gazzera)

b) fenomeni mistici.
Ebbene, anche limitandoci a questi cinque principali elementi che caratterizzano il fenomeno paranormale “ordinario”; vediamo che essi ricorrono anche nel paranormale religioso; anche qui la loro presenza è condizione perché il fenomeno mistico si verifichi.
 

Stato di coscienza. Vale quanto è stato detto all'inizio a proposito della personalità a ca-rattere mistico, dello stato mistico e delle individualità poco strutturate o fortemente permeabili, che si lasciano sopraffare dagli strati psichici arcaici inconsci sottostanti (tra cui quello del Sacro) o che ne accolgono positivamente gli irradiamenti. Queste situazioni di abbandono al Sacro e di sopraffazione da parte di esso realizzano dei veri e propri stati modificati di coscienza perché la coscienza ordinaria è sostituita da quella (sostitutiva) dell’accoglienza.. 1 fenomeno paramistico avviene quando - e solo se - la persona è in uno di questi stati sostituti (sostituitisi). Vediamone alcuni casi concreti.
Nell'antichità l'oracolo di Dodona era provocato dallo stormire della quercia sacra, im-mergendosi e distraendosi nel cui rumore il sacerdote o la sacerdotessa di Zeus sentivano la voce e la profezia del dio. La Pizia di Delfi oracolava immergendosi nel rumore dello scorrere dell'acqua della caverna sacra oppure aspirando i fumi delle sostanze bruciate nel tripode o i vapori che uscivano dalla terra ovvero ancora masticando foglie di edera o di alloro e assumendo così sostanze soporose e inebrianti. Erano tutte tecniche intese a distrarre l'attenzione dal presente e a indirizzarla su sensazioni e allucinazioni interiori e a provocare così l’emergere delle percezioni e conoscenze sostitutive di quelle sensoriali normali.

   

S. Teresa in estasi. Opera del Bernini nella chiesa di S. Maria della Vittoria in Roma

 

Guru indiano assorto nella meditazione

  Le tecniche yogiche delle tradizioni orientali, a cominciare da quella iniziale della respi-razione (pranayama), sono intese a raggiungere lo stato finale estatico del samadhi (induismo) o del satori (buddhismo); ma possono provocare l'insorgere dei siddhi, dei poteri, peraltro non voluti.

Circa questi stati modificati mistici di coscienza, nella tradizione cristiana abbiamo, come caso esemplare, quello di S.Teresa d'Avila che raggiungeva l'estasi - nel corso della quale si producevano anche fenomenologie del tipo di quelle di cui stiamo parlando - in due momenti, prima lo "stato di unione”, (tecniche “dal basso"), e poi il " rapimento" (che le veniva dall'Alto). Il rituale era quello “dell’orazione”, in sette gradi, che producevano sempre più il distacco dalla coscienza ordinaria, ed anche questi erano dei modi di distrazione dal presente e di immersione nell'interiorità, indirizzando l'attenzione, la mente e il cuore, cioè la coscienza, all'Assoluto (invece che al mondo) e modificando così lo stato di coscienza. Ne seguivano infatti la "notte dei sensi" e il "sonno delle potenze'; cioè il venir meno della sensorialità ordinaria (ricezione degli stimoli sensoriali) e del modo di conoscere sensoriale ordinario, che venivano sostituiti dal `fuoco della contemplazione'; dalla "pura e semplice Luce"; dall' "ammaestramento nelle virtù teologali, che è una conoscenza pura, totale, olistica, liberata dalle limitazioni e imperfezioni della conoscenza umana. E' la coscienza - non la conoscenza - della Realtà (quel-la vera e non quella della “Maya”, quella di Dio e non della dea Maya).


Ma le biografie di tutti i Santi mistici mostrano che, quando avvenivano a loro opera dei `fatti miracolosi'; anch'essi si trovavano, con la preghiera, con la contemplazione, con il silenzio, in uno stato psichico "esaltato" e insomma diverso.

Nel mondo animistico dei popoli arcaico primitivi e a pensiero magico, lo sciamano, l'ope-ratore magico, lo stregone, tutti coloro che comunque `hanno commercio" con gli Spiriti conseguono le loro straordinarie conoscenze ( ESP ) e compiono le azioni magiche ( PK ) attraverso rituali (danze frenetiche, cantilene e movimenti prolungati e monotoni, battito di tamburi, assunzione di droghe, aspirazione di fumi, sottoposizione volontaria a tormenti ai quali vogliono sfuggire, ecc.) grazie ai quali entrano nello stato visionario, acquistano le capacità operative, “viaggiano” al di fuori dei parametri spaziali e temporali.
La condizione di solitudine, di deprivazione sensoriale, di isolamento e silenzio nei monasteri, nelle grotte, in luoghi disabitati, aspri e selvaggi - in cui si trovavano, ad esempio, gli eremiti della Tebaide del primo cristianesimo; i Profeti biblici prima di essere chiamati dalla Voce del Signore; i gomchen del Tibet, di cui si è già detto; i Santi monaci russi dell'inizio di questo Millennio, di cui pure abbiamo parlato - sono tutti fattori che, per la privazione o aridità delle stimolazioni sensoriali ordinarie, agiscono sulla coscienza indirizzandola e polarizzandola sostitutivamente sugli stimoli interiori, ingigantiti dalla meditazione, dal pensiero intenso, dalle repressioni corporali, dall'amore (e quindi dalla sintonia) con Dio; o, viceversa, dal timore, dunque dall' attenzione suggestiva, verso le Potenze Superiori. E' così che si entra nella diimensione visionaria'; si operano taumaturgie e fatti miracolosi, si vedono angeli e diavoli. In effetti si è entrati in immediato contatto con gli Archetipi e le Potenze e cioé con gli Esistenti del Sacro.
 
   

Profeta

Nell'islamismo abbiamo i `Dervisci danzanti" e la terminologia stessa ci dice della tecnica di trance a cui essi ricorrono. Altra tecnica islamica di distrazione, per ottenere la condizione di coscienza modificata, è quella della ripetizione ossessiva e per ore del nome di Allah (Allah Illalah ), che poi diventa un semplice fonema ritmico e ossessivo (hìlla, hìlla, hàlla, hàlla) su cui si plasma il ritmo del respiro che, così modificato, porta allo stordimento e alla fuoriuscita di sé.
Analogamente avviene nella pratica dell'esicasmo dei monaci del Monte Athos, con l'invocazione continua del nome di Gesù, nella giaculatoria “Gesù mio misericordia”; ripetuta fino a che si vede (si consegue) “la luce chiara del monte Tabor” (l’illuminazione). Lo stesso avviene nell'induismo con la ripetizione dei mantra e con la vibrazione sonora della pronuncia del sacro OM o di strumenti musicali. Analogamente presso altre religiosità.

La invocazione del mantra Omni padme mane, il sacro OM  (simbolo dell'atto della respirazione o flusso vitale) da parte di un gruppo di lama del Tibet

 

 

Derviscio danzante

   

Nel monachesimo cristiano ortodosso monte Athos, monte Sinai) lo stato di estasi  ("la luce bianca del monte Tabor", cioè quella che, nel racconto dei Vangeli, esperirono su tale monte gli apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni, quando, in stato di estasi, ebbero la visione di Gesù nel cielo insieme a Mosè ed Elia) si raggiunge con la tecnica dell'esixasmo, cioè con la ripetizione continua della giaculatoria "Gesù mio, misericordia"   

Cultura e religione islamica

L'invocazione del nome di Allah ("Allah lllalah") e il canto preghiera sono stati qui abbondantemente ridotti e tagliati nelle loro parti intermedie (perché l'intero canto era troppo pesante, 7,5 Mb), così da lasciarne ed evidenziarne solo alcune parti di diverso timbro ritmico, intese a mostrarne il sempre maggiore e più intenso coinvolgimento mentale  e come stato di coscienza d'animo dei partecipanti

 

 

Cultura e religiosità induiste

Le sonorità iniziali dei tradizionali strumenti a percussione e a fiato e la successiva continua ripetizione del mantra sacro "Omni Padme Om", con concentrazione su di esso di tutto il pensiero dei meditanti coinvolgono profondamente e  modificano il loro stato mentale e di coscienza 

 

 

Cultura afroamericana voodu delle Antille

Il ritmo e la suggestiva sinuosità del parlare del conduttore del canto e della cerimonia, facendo leva sulle profonde credenze tradizionali delle "hansì" (ballerine iniziande) e ne determinano lo stato di coscienza di apertura alla possessione da parte degli spiriti serpenti ("Loa"). Anche qui il canto è stato molto ridotto nelle parti intermedie

 

Cultura degli indigeni delle Molucche (Asia, Indonesia,)

Anche qui il ritmo ripetuto e ossessivo degli strumenti e della musica inducono uno stato modificato di coscienza

 

"Tarantella"

La danza della "tarantella" è un metodo coreutico di guarigione di crisi psicogene con effetti somatici tradizionale e proprio di molte popolazioni a cultura agraria arcaica dei paesi della costa settentrionale  del Mediterraneo. In Italia oggi residua nel Salento (Puglie).  Il canto qui riprodotto appartiene alla musica popolare spagnola del '700

 

Come si vede, le tecniche, nella loro sostanza essenziale, sono simili, pur nelle più diverse tradizioni. Si tratta sempre di conseguire uno stato modificato di coscienza, di ef-fettuare una revulsione della coscienza e dell'attenzione da questa dimensione e dai suoi stimoli alla dimensione dell'interiorità e alle sue visioni e poteri.

 

Fenomeni cognitivi. Le fenomenologie paramistiche, come forme, ricalcano, tali e qua-li, le fenomenologie paranormali. Così abbiamo anche qui fenomeni di tipo cognitivo e tra questi vi sono i già menzionati oracoli dell'antichità (Dodona, Delfi) , le Sibille, tutte le forme di presagi etrusco-romani, i Profeti e le profezie e i tanti altri episodi di chiaroveggenza, precognizione e mantica riferiti nella Bibbia (i sogni interpretati da Giuseppe, quelli da Daniele, la predizione fatta a Saul nell'evocazione della maga di Endor ecc.). Vi è poi la cosiddetta lettura dell'anima delle grandi figure religiose cristiane come il curato di Ars, padre Pio, S. Giovanni Bosco, Caterina Emmerich. In visione Teresa Neumann vide il luogo dell'Asia minore, vicino a Efeso, ove era la casa in cui visse la Madonna, insieme a S. Giovanni, negli ultimi anni della sua vita; e tutto fu trovato esatto.

   

L'evocazione dello spirito del defunto profeta Samuele  da parte della maga di Endor, su richiesta del re Saul, come raccontato nella Bibbia

 

Monaco cristiano ortodosso del monastero di S. Caterina nel monte Sinai

 

Ancora ricordiamo: i viaggi in spirito degli sciamani per visitare luoghi lontani e riportarne notizie utili per la comunità; oppure, nella loro funzione di psicopompo, per accompagnare i defunti agli inferi. I poteri di intuizione e conoscenza non sensoriale degli yoghin, dei gomchen, dei lama tibetani, dei grandi Iniziati orientali e la loro capacità di trasferenza del proprio principio cosciente nella Luce Chiara (qualcosa di analogo alle estasi dei mistici cristiani) o anche in altre persone con la tecnica pho wa; o in animali o in esseri fantasmatici realizzati nel rito tchod. Le capacità chiaroveggenti e precognitive dimostrate dai sufi e da altri santi islamici.
 

Tutto questo è dunque corrisponde, in campo religioso, all'ESP studiata e teorizzata dalla parapsicologia. Così come le bilocazioni di S. Antonio, di padre Pio e di altre figure religiose richiamano gli analoghi fenomeni o.b.e. (out of body experiences), che avvengono in ambito parapsicologico; di più, nelle bilocazione re3ligiose, vi è la visione allucinatoria della persona bilocatasi da parte di terze persone. Anche, in campo religioso vi sono casi di xenoglossia; a parte il l'evento della Pentecoste, il fatto è stato riscontrato presso i Carismatici, presso i Pentacostali. In America i seguaci della Ghost Dance Religion avevano visioni e colloqui con i morti.

 

Fenomeni fisici. Venendo ai fenomeni fisici, la storiografia e l'agiografia riferiscono feno-meni di poltergeist avvenuti in conventi - quelli accaduti a Loudun, in Francia, o nel retto-rato di Borley, in Inghilterra. Nella chiesa delle Anime del purgatorio in Roma sono conservati numerosi reperti di impronte di fuoco, lasciate da presunte anime purganti di persone defunte. Si ricordano casi di moltiplicazione di cibi come quelli di S. Giovanni Bosco, di comandare alle forze della natura ( S. Francesco d'Assisi, che parla agli uccelli e rende mansueto un lupo, S.Francesco Saverio che calma la tempesta, di cui si è già detto), di trasformazione e trasfigurazione di cose (Mosè davanti al Faraone). La creazione di fantasmi tulpa nel mondo religioso tibetano. Conosciutissimi sono i fenomeni di stigmatizzazione e di emografia : richiamano in senso lato i dermografismi studiati dalla parapsicologia, anche se, come valore, sono ben altra cosa. Altresì sono ben noti e numerosi i casi di Madonne che piangono, statue di Ercole o di Marte che sudano, che ciricordano, in senso lato, le materializzazioni della parapsicologia. L'antropologia culturale, i resoconti di etnologi, viaggiatori, missionari riportano una miniera infinita di episodi di fenomeni paranormali fisici (fatti magici) constatati nella religiosità animistica dei popoli arcaico-primitivi.  (Nota 2)

   

Impronta di fuoco lasciata da una (presunta) anima del Purgatorio

 

Uno yoghin esercita la pratica del "tummo" sulle gelide vette dell'Hymalaia

 

Sempre nell'ambito delle fenomenologie fisiche ricordiamo le levitazioni di S. Giuseppe da Copertino e di Simon mago, la pirobazia o camminare sul fuoco degli Anastenarides della Macedonia, nella ricorrenza delle festività di S.Elena e S.Costantino, o degli indigeni delle isole Figi odi altre comunità. Analogo l'episodio, raccontato nella Bibbia, dei tre giovani gettati da Nabuccodonosor nella fornace ardente e uscitine indenni. Vi è il tummo, cioè la produzione di calore interno, rito con il quale gli yohin superano le freddissime temperature notturne delle montagne himalayane. Vi è l'insensibilità ai veleni e l'invulnerabilità alle ferite dei dervisci, la penetrabilità, rappresentata dal trafiggersi con spilloni, frecce ecc. senza ferirsi né sanguinare di stregoni e operatori magici africani o di altri popoli. Le guarigioni operate da sciamani, medicine men, curanderos. Le taumaturgie di santi uomini cristiani. Le fatture e sortilegi di stregoni di ogni luogo. Tutti questi non sono che alcuni esempi di un magico a sfondo o base religiosa, analogo a fenomenologie paranormali similari, osservato - e il più delle volte anche controllato - nei più diversi Paesi e in tutti i tempi. .

 

Tecniche e rituali. Infine, circa l'elemento tecniche di trance, senza starci a ripetere, vale tutto quanto già sopra detto sulle estasi, sugli stati di coscienza modificati come il samadhi, il satori, l’esicasmo e stati simili. Anche in campo religioso sono necessarie e si deve ricorrere a tecniche - e ne abbiamo descritte diverse - per arrivare ad una revulsione dell'attenzione e della coscienza dal presente in un assorbimento religioso interiore, contemplativo, orante e in una fissazione nel divino.

   

La meditazione di un fedele buddhista tibetano

 

Gli elementi distintivi
Vi è dunque una contiguità tra la parapsicologia e la religione, o meglio, il Sacro quanto al modo analogo di venire in essere, di atteggiarsi, di conformarsi dei loro fenomeni. Si pone, dunque, la domanda e tali fenomeni sono una stessa cosa. Vi è una identità tra di loro? I fenomeni straordinari religiosi, extra sensoriali e ultrafisici, di cui abbiamo parlato sono dei semplici fenomeni paranormali? Non direi; analogia, sì, ma identità, no. I fenomeni mistici sono una categoria tutta a sé e ben distinta da quella dei fenomeni paranormali, e questo per diversi elementi distintivi: il simbolismo, la conversione del cuore, la fonte, il fine.

 

L'alchimia è il luogo privilegiato del simbolismo. In questa immagine, è rappresentata la luce del mondo superiore che scende e penetra nel mondo inferiore. "Come sopra, così sotto". "Lo fece a sua immagine e somiglianza"

 

 

Il simbolismo. E' noto che il linguaggio psichico è sempre per simboli; la mente, quando non usa il linguaggio razionale e dei segni alfabetici e del discorso logico ma si esprime direttamen-te, parla sempre attraverso rappresentazioni e associazioni simboliche. Le immagini di cui fa uso non vanno intese per quello che immediatamente sembrano significare ma per quello che vogliono indicare e richiamano come associazione di idee, come figure archetipiche, come ri-cordo o fenomeno paranormale. Questo simbolo allude sempre a qualcosa di personale per la persona a cui accade o che lo produce, qualcosa che riguarda strettamente coloro tra cui interviene; inoltre il simbolo rinvia al simbolismo personale proprio di queste persone interessate dal fenomeno. Questo perché il fenomeno che si è voluto volontariamente e di proposito produrre per dare o acquisire o comunque esprimere una conoscenza (nei fenomeni PSI cognitivi) ovvero (nei fenomeni PSI fisici) per produrre un effetto o esprimere qualcosa attraverso un effetto (ad es., nel poltergeist)

 

Altro simbolo del linguaggio ermetico: il Sole Nero (la luce inconoscibile: non conoscibile ma illumina. Il Tao che si può nominare non è il vero Tao)

 

Nel fenomeno mistico, invece, l'evento straordinario che accade non è mai un qualcosa che si è voluto di proposito produrre. E' un qualcosa che si verifica di per sé, l'operatore terreno non lo ha cercato e anzi spesso non avrebbe voluto neanche che accadesse (ad es., per le levitazioni sacre di S. Teresa d’Avila). Avviene, in genere, al di fuori della sua volontà, come effetto secondario spontaneo e involontario - e quindi come rappresentazione e simbolo - di una emozione profondissima, di un sentimento sacro e di vicinanza al divino che in quel momento riempie la persona. Dobbiamo dunque ricercare e ricostruire questa emozione - che scatena, come suo effetto secondario e simbolico, il fatto straordinario paramistico - per comprendere veramente ciò che in quel momento sta succedendo e da dove proviene e a che cosa, a Chi allude il fenomeno.

Facciamo qualche esempio. S. Teresa d’Avila nei momenti dell'Elevazione e della comunione durante la messa aveva dei fenomeni di levitazione, si alzava in volo verso l'altare e l'Ostia. Queste levitazioni non erano altro che il simbolismo del sentimento dell'elevazione verso il divino, verso Dio che ella in quel momento provava; rappresentavano l'emozione profondissima che la la travolgeva, risalendo dal livello del Sacro da lei contattato. Non che lei volesse levitarsi, anzi per testimonianza concorde delle consorelle avrebbe voluto evitarlo, quasi se ne vergognava davanti a loro. Tuttavia le accadeva, suo malgrado, come effetto secondario di quel sentimento di elevazione da lei provato davanti all'Ostia, dal quale in quel momento era presa per quello che quel simbolo archetipicamente significava. L'elemento essenziale del fenomeno ed anche il suo significato stanno dunque in quel sentire emozionale della santa e nella presenza viva del divino nell'ambiente da lei avvertito in quel momento e non certo nel fatto della levitazione. Quello e non questo era lo straordinario.

Invece, la celebre levitazione del medium (era un medium e non un santo!) Dunglas Home davanti a lord Adare e ai suoi amici - quando uscì in volo da una finestra della casa, ben alta rispetto alla strada sottostante, e rientrò da un'altra - non aveva altro scopo e significato che dare quella dimostrazione di capacità medianiche; il significato del fatto stava nel fatto stesso e in nient'altro.
Parimenti, nelle vere stimmate - quelle di S.Francesco o di padre Pio, ad esempio – la stra-ordinarietà del fatto e il significato e il valore del simbolo stanno nell'emozione di amore verso Cristo e nella condivisione della sua Passione, provati dallo stigmatizzato ed espressi nell’imitazione delle piaghe; un fatto e una imitazione non certo volontari. I segni che si aprivano nel loro corpo erano il simbolo di una immedesimazione e del sentimento oceanico che in quel momento travolgeva il santo e il suo corpo e si configgeva nelle sue carni.

   

S. Francesco stigmatizzato

Mentre in un fenomeno paranormale di dermografismo il significato di quello che accade sta nel fatto in se e nella suggestione spesso isterica che in quel momento travolge l’individuo. Anche il- fachiro o lo stregone che si trapassano le carni con uno spillone o con una spada senza sanguinare, non vogliono fare - né il fenomeno significa - altro che quello che fanno.
La `lettura del cuore" dei suoi penitenti da parte del curato di Ars non era una semplice chiaroveggenza. Era una `lettura dell'anima'; come pure veniva chiamata, egli voleva e doveva conoscere profondamente la persona che aveva di fronte per poterla aiutare spiritualmente. Il significato del fenomeno era in questa volontà di comprensione e di aiuto spirituale proveniente e ispirata dall’alto e non nella mirabilia dell'indovinamento.
Dunque, nel fenomeno paramistico il fatto ha sempre un valore simbolico ma il simbolismo allude non a un qualcosa di personale bensì a un qualcos'altro che gli sta dietro e che è la vera straordinarietà. Nulla di ciò nel fenomeno paranormale che è solo significativo di sé ed è straordinario di per sé.
 

  I

Un caso di "penetrabilità", come fenomeno paranormale : le due frecce trapassano le guance della persona senza che l'organismo fisico ne resti ferito. Rappresenta semplicemente una prova di "fachirismo"

Sigmate sulla mano di padre Pio: il suo valore è nel significato sacro della ferita

 

madre Teresa di Calcutta, simbolo di amore ed esempio massimo di "conversione del cuore" operata, attraverso di lei, intorno a lei 

 

La conversione del cuore. Su questo abbiamo già detto alcune cose all'inizio che qui completiamo. Nei fenomeni mistici la cosa più straordinaria che avviene è rappresentata dalla completa trasformazione di amore e di armonia con tutte le creature - come partecipazione all’amore e all'armonia divine - che avviene nella persona che opera e alla quale accade quel fatto straordinario. La prima persona o già è o diviene un fiamma d'amore, la fiaccola portatrice di un messaggio, la seconda persona molto spesso ne viene convertita nel cuore e così entrambe si presentano nel mondo e davanti all'umanità.
La persona che opera - il santo, il sant’uomo, come è conosciuto e riconosciuto in tutte le religioni - diventa un centro di irradiazione di questo amore e di questa conversione del cuore tra le persone e nell'ambiente che gli sono attorno. E' tutta la situazione complessiva intorno al lui che si trasforma; nasce nel mondo una cellula di trasformazione e di conversione del cuore, che si irradia e si diffonde: pensiamo alla beata madre Teresa di Calcutta! Ed è questo, in verità, lo straordinario che si verifica, questo è l'Evento e il segno della potenza.
Nulla del genere vi è nel fatto paranormale, che è e resta nel suo limite di fatto straordina-rio, ESP o PK, umano.
 

 

Icona della Trasfigurazione: Gesù, con accanto i profeti Mosè e Elia appare agli apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni, addormentati. Nei fenomeni mistici (in questo caso una apparizione o visione) il fine, è quello di diffondere il fuoco dello spirito e del Saxro intorno a sé

 

Il fine. In parapsicologia e nel fatto parapsicologico il fine è un fine umano : si tratta di dare una comunicazione o una dimostrazione umana, sia pure attraverso una prova straordinaria. Anche se questo viene fatto per scopi benemeriti (di cura e guarigione o di aiuto a chi sta male o ha perduto una persona cara ovvero per dare un insegnavento o per motivi di studio o scientifici) il fine perseguito è pur sempre un fine umano.
Il fenomeno mistico, invece, accade, sì, nel mondo ma ha una finalità sacra, religiosa (nel senso dell’etimologia di questa parola, che deriva da religare, unire la terra al cielo): quella di trasformare il mondo, creandovi, introducendovi una cellula di irradiazione di amore di-vino e determinando così quella situazione complessiva di conversione di cui si è detto; il fenomeno vuol essere un momento di manifestazione e di epifania del Sacro.
 

La fonte. E’ questo l’elemento veramente fondante della distinzione tra le due classi di fenomeni ed è l’essenziale. Il fenomeno mistico proviene, come scaturigine e sorgente, dal Sacro, che è lo strato più profondo e più numinoso dell'interiorità, è il “cuore” di un essere umano. Qui non parliamo più di psichicità e dell'inconscio dell'uomo o delle collettività umane, termini ora insufficienti per darci una ragione di come stanno le cose. Parliamo di spiritualità e dell’Inconscio con la I maiuscola, lo Sconosciuto che è oltre.
Al di là della psichicità dell'uomo, al di là dell'anima del mondo, ancora più in profondo, più nell'interiorità, nel cuore e nel punto centrale dell'uomo, la dove si trova e vive (e si pasce e si abbevera di sapienza e del verbo divino) il Sé - che è la Guida e il Maestro che ognuno di noi ha dentro - nel centro di tutto questo, vi è uno strato arcaico e primigenio, una fonte nascosta, una sedimentazione originaria di potenza e di forza ed è il Sacro. Uno strato e una sedimentazione che risuonano e risentono in modo immediato dell'Abisso che è loro di fronte, dell'Indicibile con cui sono in perenne, silenzioso rapporto.

   

Un particolare del dipinto di James Le Palmer "Omne bonum": il volto del Cristo è un sole centrale

Dal Sacro vengono i fenomeni mistici, da questo interfaccia con l'Altro; ed esso è ancora uno strato dell’animo dell’uomo, un interfaccia, appunto. Per questo anche il fenomeno mistico avviene attraverso l’uomo e non direttamente da parte dell’Altro: che oltre l’abisso e che resta un mistero. Superare l'abisso e attingere direttamente dall’Altro per noi è impossibile.
Per entrare nella nostra dimensione (attraverso il fenomeno) bisogna indossarne le vesti e i modi; e così fa anche 1'Altro riflettendosi e facendosi sentire attraverso quel nostro in-terfaccia, il Sacro che è in noi; altrimenti, di per sé, resterebbe indicibile e ineffabile nel suo Mistero. Il Sacro provvede a questo.
 

   

Disegno mandalico degli indios d'America Navajos, simbolo di "discesa dall'alto". Dipinto su stoffa

 

L'Universo alchemico o cabalistico

   

Il Centro è Cristo redentore

   

Il Centro è la buddhità o illuminazione che trasfonde il Sé nel Tutto

 

Posizione del loto, con evidenziazione dei chakra, centri di energia,. L'ultimo in alto, sulla testa, il "loto dei mille petali", è quello attraverso il quale entra la Luce del mondo superiore ed esce l'anima; simbolo e punto,dunque, del Sacro 

 

 

Il Sacro è il rappresentante dell'Altro su questa nostra sponda. Parla all'uomo - per trasformarlo, per convertirlo - anche con il linguaggio dello straordinario mistico. Di contro, il fenomeno paranormale, di cui si occupa la parapsicologia, promana semplicemente dalla psichicità dell'uomo; o anche dell'anima del mondo; o anche dal mondo post mortem, che però, se non è divenuto ancora un mondo di Luce e resta ancora un mondo astrale, umbratile, è anch'esso un mondo samsarico, che esprime solo psichicità.
 

   

Buddha assiso su un trono a forma di loto

Note

(1)  Vedi la più ampia trattazione negli articoli I fenomeni paranormali soggettivi e oggettivi in questo sito, Settore "Scienze psichiche", Sezione "parapsicologia"

(2)Vedi la più ampia trattazione negli articoli I fenomeni magici presso i popoli primitivo-arcaici, in questosito, Settore "Scienze psichiche", Sezione "parapsicologia"

 

Riassunto
In ambito religioso spesso accadono fenomeni straordinari che appaiono simili a quelli paranormali. Sono la stessa cosa o qualcosa di più?
Dopo averne fatta una casistica, l'Autore arriva alla conclusione che i fenomeni paranormali veri e propri sono espressione di una forte emozione umana, individuale o collettiva, che la persona avverte nel proprio profondo (o che rispecchia dall'inconscio collettivo) e che, avendone le capacità (quando è un sensitivo), realizza all'esterno. Si consente così a quella emozione, a quella forza (che è psicodinamica) di scaricarsi. E dunque, nei fenomeni paranormali: a) lo strumento che opera e produce il fenomeno, è umano; è la mente, con la sua capacità di operatività diretta ESP o PK, b) l'emozione - cioè la Potenza - che si esprime attraverso il fenomeno e che lo anima - è anch'essa umana e può appartenere al singolo individuo o alla collettività.
Nei fenomeni provenienti dal Trascendente e dal Sacro, il meccanismo che opera è sempre l'uomo ma l'emozione e il sentimento sottostanti che lo commuovono e lo muovono non sono suoi; provengono da Altrove. Appartengono al Sacro, al Trascendente, al mondo superiore e divino; e l'uomo non fa altro che rispecchiarli, facendoli esprimere (consentendo ad essi di esprimersi e di “parlare”) nel mondo.
 

 

FINE  DEL  CORSO  DI  PARAPSICOLOGIA

 

 

 

 

 

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