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VINCENZO MAIZZA, il pittore che sapeva della sua morte Un articolo di Felice Masi
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Vincenzo M. è stato
un artista dall'animo sensibile, che è passato fuggevolmente su
questa terra, lasciando testimonianza di sé nelle sue pitture e
dileguandosi poi nell'Enigma e nell'Ombra del Grande Mistero. Aveva solo
28 anni quando è morto, il 21 settembre 1992. Aveva cominciato a
dipingere da autodidatta a 20 anni nel 1988 e poi aveva partecipato a
mostre personali e collettive con successo. Aveva anche viaggiato molto
per la sua età: Parigi, Berlino, la Turchia, la Grecia, Creta, Cipro,
Beirut. Nel suo diario, nel 1989, così aveva scritto: "Desidero
rimettermi subito a lavorare: dipingere, dipingere e ancora dipingere.
Dalla mattina alla sera". Un presagio del poco tempo che aveva per
esprimersi? Era, questo della pittura, il modo, per lui, di portare alla
luce qualcosa che gli urgeva e che sentiva di sé nel profondo?
L'inconscio, e il Sé che ne è la componente superiore, sono la parte
intuitiva e creativa della nostra anima, quella che "sa" tutto
di noi: se ne occupa la psicologia transpersonale.
Vincenzo Maizza Autoritratto 1988 |
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Fig.1
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L'arte e le
creazioni artistiche, la musica, le poesie, la pittura, come è stato
per Vincenzo M. sono il veicolo dei suoi messaggi, attraverso i quali
l'inconscio e il Sé parlano. L'altro grande veicolo sono i sogni; ma
quelle produzioni artistiche altro non sono se non sogni diurni, nascono
sempre da uno stato sognante. Un linguaggio e dei messaggi criptici,
certo, ma che si prestano ad essere decrittati. |
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Parte 2 |
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Marie-Louise von
Franz, allieva prediletta di Jung, lei stessa tra i "mostri
sacri" della psicologia analitica (che è cosa del tutto diversa
dalla psicoanalisi di Freud), nel suo libro affascinante "La morte
e i sogni" (ed. Boringhieri, 1986) ci fa vedere come l'inconscio
conosce molto, forse tutto, di noi e sa anche della nostra morte; e come
di queste sue conoscenze ne dà l'annunzio, le lascia trapelare,
attraverso i sogni (ho già detto che le nostre creazioni artistiche
sono sogni a occhi aperti). |
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Fig. 2
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"(Dobbiamo
chiederci) come si esprima l'inconscio umano... nell'imminenza della
morte. Com'è noto, i sogni non si lasciano manipolare: sono... la voce
della natura dentro di noi. Viene perciò spontaneo domandarsi in che
modo la natura ci prepari all'evento del trapasso… Il mio libro
prenderà in esame (tra l'altro) le idee fondamentali della psicologia
junghiana sulla seconda metà della vita e sulla morte… David Eldred
(1982) ha raccolto e analizzato.., le immagini dipinte da una donna
svizzera incolta, morta poi di cancro: in esse compaiono... strutture
archetipiche fondamentali che, emergendo dalla profondità della psiche,
accompagnano quasi regolarmente l'evento della morte… I sogni non si
distinguono, in via di principio, da queste esperienze di morte, essi
però sono più sfumati e più ricchi di immagini. In confronto ai
sogni, le esperienze di morte appaiono più schematiche... l'individuo
sembra sperimentare qualcosa di indicibile, che poi tenta di descrivere
con immagini tratte dal proprio bagaglio culturale, mentre i sogni sono
in se stessi molto più elaborati e immaginosi. Le indagini condotte su
pazienti anziani forniscono una grande varietà di simboli onirici, che
li preparano spiritualmente alla morte ormai vicina… Oggi sappiamo che
l'inconscio è depositano di un 'sapere' -- Jung lo chiama 'sapere
assoluto' - che può riguardare cose ignote a tutti… (i sogni
attraverso i quali l'inconscio parla) riproducono per lo più, come ha
mostrato Jung, un 'evento naturale' della psiche, non influenzato
dall'Io desiderante. In certi casi, in cui il soggetto si fa delle
illusioni sul proprio stato di salute o non è, comunque, consapevole
della morte vicina, compaiono spesso sogni che rivelano la realtà in
modo affatto brutale e spietato. Per esempio, col motivo dell'orologio
che si ferma e non si riesce più a caricare, o del proprio albero di
vita abbattuto… Talvolta la morte è indicata in modo ancora più
evidente. Un mio collega assisteva una giovane donna il cui corpo era
invaso da metastasi, che finirono per colpire anche il cervello. Benché
la donna fosse per lo più in stato di incoscienza, l'analista
continuava ad assisterla, standole accanto in silenzio. Ventiquattrore
prima di morire, aprì d'un tratto gli occhi e raccontò di aver fatto
questo sogno: <Mi sono vista in piedi di fianco al mio letto
d'ospedale e mi sentivo forte e in salute. Il sole inondava la finestra.
Il medico era lì accanto e mi ha detto: 'Signorina, lei è
inaspettatamente guarita; può vestirsi e lasciare l'ospedale'. A quel
punto mi sono voltata e cosa ho visto nel mio letto? Il mio
cadavere!>. |
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Parte 3 |
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Fatta questa
premessa, vediamo quali segnali di quello che si preparava ha mandato
l'inconscio di Vincenzo M.; una eruzione, salita dal profondo, piena di
significati che, non compresi dal livello cosciente ma emozionalmente
irresistibili, si sono espressi e si sono scaricati attraverso la
produzione artistica e con il linguaggio della pittura. |
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Fig. 3 |
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Fig. 4
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Fig. 5
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Fig. 6
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Fig. 7
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Parte 4 |
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Consapevolezza
di morte. Ma, immediatamente ("successivamente" solo nel modo
di essere temporale della vita materiale) anche consapevolezza della
nuova vita, luminosa, ariosa che pure verrà. Sono queste i quadri del
ciclo "Cosmo e spazio" (figg. dal n. 4 al n. 9, + 13). E cosa
significano "cosmo e spazio" se non luminosità, ariosità,
infinito ? La scoperta e un annunzio così meravigliosi ci vengono pure
da quell'inconscio che sa tutto di noi e che con i sogni notturni e con
le creazioni artistiche ci dice e ci fa trasalire "arriva la
morte", ma altrettanto ci dice e ci rassicura che la morte è cosmo
e spazio, è infinito, niente paura. Conoscenze che ci salgono dal
profondo, che ci fanno sapere della continuazione della vita dopo la
morte, che nulla veramente finisce, che noi siamo eterni. |
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Fig. 8
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Fig. 9
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Fig. 10
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Fig. 11
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Il "processo di individuazione", per il quale ciascuno diviene sé stesso, e la via di individuazione, si realizzeranno, nella loro totalità, nell'eternità. Non terminano, non si completano - e come sarebbe possibile? Chi ci potrebbe riuscire? - Nel corso breve di una vita, nell'arco di una esistenza terrena quaggiù, ma proseguono a svilupparsi dopo. La nostra Integralità è quella che raggiungeremo attraverso tutte le nostre esistenze in tutte le dimensioni in cui saremo chiamati ad esistere (non parlo di reincarnazione), all'infinito, verso Dio. |
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Parte 5 |
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Il simbolismo è la matrice del sogno Il sogno è la matrice oscura della Realtà
Il sogno dell'alchimista Il fiore che sboccia dal laboratorio dell'alchimista come simbolo del compimento dell'opera alchemica L'uomo vittorioso con la croce nell'alambicco come simbolo dell'opera alchemica |
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Fig. 12
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"I
sogni dei moribondi contengono con grandissima frequenza immagini simili
a queste rappresentazioni simboliche , sicché esse ci forniscono
immagini psichiche del trapasso e della vita dopo la morte... Quasi
tutti i simboli presenti nei sogni di morte da me esaminati ricorrono
anche nel processo di individuazione.., è come se questo processo,
rimasto magari inconscio fino allora, davanti alla morte serrasse, per
così dire, le fila e diventasse manifesto. Il processo di
individuazione è, in effetti, una preparazione alla morte. Si può
addirittura affermare che sogni di individuazione e sogni di morte
risultano, in via di principio, indistinguibili nel loro simbolismo
archetipico... " |
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Parte 6 |
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Due
sono dunque i cicli pittorici del nostro artista: il "ciclo
urbano" e "Cosmo e spazio". Sentiamo come egli ne parla. "I misteri del cosmo mi hanno sempre affascinato: da questo
traggo ispirazione per i miei soggetti fantastico-spaziali, il mio
secondo filone pittorico, dopo quello della città. Qui, nelle origini
dell'Universo, ritrovo la mia voglia di libertà, sento il desiderio di
scoprire Dio e di dare un senso alla vita. Ho dipinto grandi tele,
ispirate al cosmo e allo spazio.... |
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Fig. 13 |
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In
questo spazio, che attraverso come su una navicella, mi perdo libero e
appagato: non ho più cognizione del tempo, dimentico di andare a casa,
di bere e mangiare. Io non sono più io, ma una 'essenza vitale che si
sente parte del 'tutto', dell'infinitamente grande come
dell'infinitamente piccolo, del mondo delle stelle, dei pulsar, dei
buchi neri e dei quasar, come del mondo degli atomi e dei quarks, i
mattoncini della materia". |
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