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 IL MONDO DELLA PARAPSICOLOGIA : I FENOMENI SOGGETTIVI E OGGETTIVI.

IL MONDO DELL’ANIMA E L’INTERAZIONE PSI

(parte prima : psichismi,  Mente,  inconscio)            (le Note sono riportate alla fine dell'articolo)

       Felice  Masi

    ("La Ricerca psichica, anno XII, 2005,  n. 1)
 
Riassunto
Il mondo della parapsicologia. Fenomeni soggettivi e oggettivi
Il mondo dell’anima e l’interazione PSI
La risonanza PSI. Psiche e psichismi. L’oggetto della risonanza PSI. La reazione
Il fenomeno parapsicologico. I fenomeni cognitivi e quelli fisici
Le leggi e i principi che reggono i fenomeni di interazione PSI
Sincronicità, simbolismo, significatività. Acqua con acqua, terra con terra, cielo con cielo, fuoco con fuoco.
Il mondo animato


  1. Premessa
I fenomeni parapsicologici sono evenienze o accadimenti di risonanza psichica; cioè sono fondati sulla risonanza di un contenuto psichico (pensiero o emozione) tra due psichismi; cioè ancora, il contenuto psichico di una mente risuonai in un'altra ed è da questa percepito e realizzato. Questa modalità e costruzione è, ormai, un dato accertato. Tali fenomeni presuppongono quindi degli “enti psichici”, cioè delle realtà di natura psichica, che chiameremo, appunto, “psichismi”, che entrano in risonanza tra loro; oppure entrano in risonanza con un “qualcosa” a cui essi sono specificamente sensibili, cosicché, quando ne sono eccitati, questo “qualcosa” “risuona” di essi. Risuonare vuol dire sentire in sé e vibrare assieme e all’unisono con l’altro psichismo con cui si è entrati in contatto o con quel “qualcosa” da cui si è stati eccitati.

 1.1. La risonanza
Il discorso può sembrare sibillino e allora dobbiamo procedere per gradi per renderlo chiaro e comprensibile. Cominciamo col vedere cosa è in fisica la risonanza. Da un punto di vista fisico, la risonanza è la condizione dinamica in cui si viene a trovare “un corpo” dotato di elasticità e in stato iniziale di inerzia quando ad esso si applicano delle oscillazioni (“onde”) ritmiche. L’elasticità del corpo determina l’assorbimento da parte sua dell’energia oscillante, cosicché anche esso viene ad oscillare, con “onde” interne a sé, corrispondenti a quelle con cui è entrato in contatto e che gli sono state applicate.

Il passo cadenzato dei soldati si ripercuote sul terreno e lo fa vibrare in risonanza di onde sincrone corrispondenti, Altrettanto i pensieri e le emozioni di uno psichismo, attraverso  un inconscio collettivo  comune, risuonano e risalgono alla  coscienza di un altro psichismo con cui è in consonanza,

 

L’esempio classico è quello del ponte a struttura metallica e del drappello di soldati che lo attraversano marciandovi sopra con passo cadenzato e univoco. Sappiamo da tutti i libri di fisica, studiati in epoca scolastica, che le vibrazioni dei passi cadenzati della marcia si trasmettono al ponte e fanno risuonare (fanno entrare in vibrazione) la struttura del ponte. Se non si trattasse di passi cadenzati ma di quelli di tante persone che vi camminano sopra disordinatamente, ognuna per conto suo, il ponte non ne risuonnerebbe perché le vibrazioni dei passi sarebbero caotiche e si annullerebbero tra di loro. Quando invece i passi sono cadenzati e le vibrazioni hanno uno stesso ritmo, le onde di queste vibrazioni – che sono quelle alle quali la struttura del ponte è sensibile, quelle specifiche con cui tale struttura può entrare ed entra in risonanza – tutte uguali si sommano tra loro, dando una risultante che moltiplica il loro effetto. La struttura del ponte vibra anch’essa tutta in un senso e fortemente (“risuona”, entra in risonanza con la cadenza della marcia) e – se non riesce ad assorbire e così ad annullare queste vibrazioni unisone, come farebbero delle strutture antiterremoto – ne resta danneggiata; il ponte può anche crollare.

Un altro esempio: la corda tesa di uno strumento musicale, che vibra e suona quando è “pizzicata” dalle mani del suonatore o dal suo archetto, e che, a sua volta, fa vibrare l’aria producendo le onde sonore. La strutturazione in tensione elastica delle corde le rende sensibili e consonanti a quei “pizzichi” e le fa entrare in risonanza quando vengono toccate. A sua volta, l’aria, che è elastica anch’essa, vibra in onde corrispondenti alla vibrazione delle corde. Anche la corda dello strumento musicale si spezza se il pizzico è troppo forte, e così come i timpani delle orecchie di chi ascolta quei suoni - o delle vetrate o dei bicchieri che fossero vicini -  entrano in sofferenza e possono essere anche danneggiati se il suono dello strumento, cioè le onde sonore prodotte, sono dissonanti o troppo forti.
Infine, l’acqua del mare (o di un lago e simili) è sensibile al vento, brezza o maestrale che sia, e si solleva e si muove in increspature o in tempesta insieme e in corrispondenza con il vento.

Di questi esempi e di tutto questo discorso i concetti da tenere presenti, come primo approccio a questo studio, sono tre: 1) quello di risonanza, 2) quello di “controparti” suscettibili di ri-sonanza (vi sono strutture che sono sensibili a determinate, spe-cifiche vibrazioni, che sono quindi le “controparti” di esse e che pertanto entrano in risonanza con esse e vibrano anch’esse quando ne sono investite); 3) che una risonanza violenta può danneggiare la struttura risonante.

 

 

"Il violinista" di Marc Chagall. Le corde del violino. tese, vibrano secondo come vengono pizzicate. L'aria e il legno della cassa dello strumento vibrano in consonanza e ne nasce il suono in risonanza

1.2. La risonanza PSI.
Allo stesso modo che il mare e il vento, che le corde del violino e le mani del violinista e l’aria, che il passo cadenzato dei soldati e la struttura del ponte, parimenti la Mente di una persona, quando si danno determinate condizioni, può vibrare insieme e in modo corri-spondente a quella di un’altra persona e sentirne dentro di sé i pensieri e gli stati d’animo. Può, cioè, risuonare con essa, le due Menti risuonano insieme. Questo accade perché le due Menti hanno una stessa natura, fatta di capacità di pensieri, di emozioni, di gioia e sofferenza, di stati d’animo. Allora, se entrano i sintonia, se si pongono su una medesima lunghezza d’onda, le vibrazioni emozionali e di pensiero dell’una provocano una analoga e corrispondente “increspatura” nell’altra, che la sente in sé.
Ma la Mente di una persona per la sua capacità innata di conoscere e riconoscere è sensibile anche a realtà non psichiche, come cose, fatti o eventi materiali; che appunto può conoscere. Se i miei occhi guardano una cosa, ad esempio una montagna, l’impulso visivo giunge, attraverso la mediazione dell’apposita area cerebrale, alla Mente, che “vede“ la montagna; così la Mente risuona dell’impulso visivo che le è arrivato e l’immagine della montagna risuona in essa, pur essendo un oggetto non psichico. Lo stesso accade per un rumore, l’impulso sonoro e l’udito entrano in risonanza; e così per tante altre percezioni oggettive.

.Dunque la risonanza PSI è “il vibrare assieme e sentire in sé”; e può aversi tra due Menti ma anche nei confronti di “cose” non psichiche, purché la Mente sia per sua natura sensibile ad esse. In questo secondo caso, “vibrare insieme” vuol dire modellarsi (modellare la propria consapevolezza e conoscenza) su queste “cose”; quasi un “prenderne l’impronta”.

 

Il pensiero e le emozioni della donna bionda attraverso uno strati inconscio che hanno in comune in profondità, risuona e sale alla coscienza della donna bruna, facendosi percepire da questa

 

 

1.3. Psiche e psichismi
Parlando della risonanza PSI per descrivere il concetto della sintonia mentale e del mettersi sulla stessa lunghezza d’onda mentale, abbiamo fatto specifico riferimento alla Mente di una persona (che entra in risonanza con un’altra Mente o con una cosa non psichica)  perché questo era il modo più semplice e della massima evidenza per rappresentare tale concetto. Ma il discorso è molto più ampio.
Gli “enti psichici” e le realtà psichiche sono tanti altri oltre alle persone a alla loro Mente. Perciò più sopra abbiamo coniato il termine generale, un po’ brutto per la verità, di “psichismo”. Useremo quindi tale parola “psichismo” per indicare in modo generico un ente di natura psichica.
E poiché i fenomeni parapsicologici sono più esattamente dei fenomeni di risonanza PSI, precisiamo subito che in tali fenomeni il “risonante” (quello che risuona quando viene in contatto con una delle specificità a cui è sensibile) è appunto quell’ente psichico, quella Unità psichica, che abbiamo chiamato “psichismo”.
È questo il secondo approccio nel discorso che stiamo conducendo: nell’ambito di una interazione PSI, quello che risuona è uno psichismo. Può risuonare di un altro psichismo o di un altro oggetto non psichico verso cui è sensibile, che sono le sue controparti in quell’interazione PSI.
 

1.3.1. Le pulsioni
Nel mondo psichico sono possibili (esistono) diversi tipi di “psichismo”, in relazione ai quali può aversi una risonanza PSI e può in-tervenire una interazione PSI.
Uno psichismo può essere innanzitutto una istanza, una pulsione psichica singola, elementare tesa a scaricarsi, in quanto di per sé è dinamogena e dinamica. Tutto quello che è psichico è dinamico, ed è uno “psicodinamismo”.

 

La mente profonda del sensitivo, che abbraccia la realtà fuori dello spazio e del tempo,  prende coscienza per presa diretta di un oggetto, col quale per qualche motivo in quel momento è in consonanza e che quindi risuona in lui (in questo esempio, le case e la piazza di una città) e così lo percepisce. Questo esempio grafico di chiaroveggenza è stato costruito mettendo insieme un quadro di Odilon Redon ("il silenzio") e "la città ideale" di Anton Giulio da Naiano  

L'oggetto di una apparizione può essere anche un animale; la letteratura parapsicologica ne porta tanti esempi. In questo disegno, il ragazzo percepisce con sorpresa e un po' di timore la figura del suo cane, morto o scomparso, che vede davanti a sé e che non può esserci fisicamente. E' però presente, evidentemente, un "qualcosa! (di psichico) del cane, col quale per qualche motivo la sua mente è entrata in consonanza e che pertanto "risuona" in essa. Il ragazzo "riconosce" questa presenza psichica che risuona in lui e automaticamente la riveste oniricamente delle sembianze con cui conosceva il suo cane (e magari lo sente abbaiare pure!).

 

 

1.3.2. Le Individualità e la loro Mente
Ma soprattutto l’ente psichico per eccellenza è la “psiche”, la Mente di una persona, che è un complesso di istanze e pulsioni sufficientemente coerenti e coese tra di loro, che si sono unificate e organizzate in una “Individualità”. Va precisato che con questa “psiche complessa organizzata unitariamente” ci riferiamo, innanzitutto, a un Individuo umano ma che può trattarsi anche di un animale. Numerosissimi sono i casi in cui le esperienze psichiche cognitive riguardano gli animali, sia nel senso che l’animale senta una presenza psichica (classico è il caso del cane che avverte la “presenza” del padrone morto e si mette nella posizione o tiene il comportamento che teneva con lui quando era vivo) sia, viceversa, nel senso che è l’essere umano (ad esempio, il padrone del cane) che ha l’apparizione (visiva o sonora o tattile; numerosi sono i casi del genere riferiti dalla letteratura parapsicologica) o altra percezione E.S.P. del suo animale morto.
Il dinamismo psichico (che è alla base di ogni forma psichica e la spinge a “scaricarsi”, a scaricare la sua pulsione) altrettanto è alla base delle Individualità e le spinge a “realizzarsi”, cioè a tradurre in atto tutte le potenzialità della loro personalità, a far emergere, a rendersi consapevole e ad “essere” tutto quello che l’Individualità è nella propria interiorità. In buona sostanza, a perseguire il proprio fine. Nel caso di una Individualità, quindi, a proposito del suo psicodinamismo non parliamo più di “scaricarsi”, scaricare la pulsione, quanto di perseguire un fine e di realizzarsi.
Vi è un finalismo, una “causa finale” essenziale alla base di ogni Individualità, che la caratterizza, spingendola (dinamicamente) a: realizzare il proprio Sé, a “essere se stesso” nella propria completa (“rotonda”, come dice Jung) totalità. Vengono qui in considerazione il discorso junghiano sul processo di individuazione e quello esoterico-spirituale sull’evoluzione.

 

1.3.3. L’inconscio
L’inconscio, questo sconosciuto. Potrebbe sembrare una battuta ma non lo è. Fin dove arriva l’inconscio? Fin dove affondano le sue radici, dalle quali risalgono a noi, alla nostra coscienza diurna tanti input per i nostri comportamenti e le nostre reazioni, tante solleci-tazioni, tante notizie e informazioni, tante intuizioni, tante energie inaspettate per i momenti di crisi, tante creazioni artistiche, tante conoscenze, informazioni e modi di pensare e fare che non ci appartengono, tanti …, tanti…? Fin dove arriva l’inconscio?
Freud (volendo semplificare) ha non scoperto ma teorizzato l’inconscio personale, serbatoio di esperienze, di ricordi, di vissuti dei primissimi anni di vita. Poi Jung ha scoperto – ancora più in sotto; o ancora più in là? – l’inconscio collettivo nel quale sono ar-chiviati le esperienze e i vissuti ancestrali e dei nostri antenati e delle epoche a noi precedenti, peraltro ancora pulsanti e vivi e ope-ranti in noi; e poi ha scoperto il cielo degli Archetipi, in sé irraggiungibili e intangibili, dei quali però possiamo avere in noi delle rappresentazioni, anch’esse operanti. Ne parleremo in seguito,
Poi si è parlato di un inconscio transpersonale e delle peak experiences, illuminazioni, che ci vengono da esso (è più oltre ancora o più in alto o dove?), il primo a parlarne compiutamente è stato Maslow (in Italia Assagioli e la Boggio Gilot) ma poi molti altri sono seguiti, e comunque i mistici da sempre ne hanno parlato e lo hanno esperito con le loro estasi. Fin dove arriva l’inconscio?

l Il medico e psicanalista Sigmund Freud  

Il filosofo e  psicologo analista Carl Gusta Jung

 

Il filosofo e psichiatra Roberto Assagioli

 

Lo psicologo transpersonale Abraham H. Maslow 

Dobbiamo ritenere che l’inconscio sia un “campo” senza spazio e senza tempo. Di per sé esso è ineffabile e inimmaginabile e noi, solo per una necessità di rappresentazione umana, ne parliamo in termini di "altezza", "profondità" e simili. In esso non vi sono vari piani veri e propri nei quali si scende o si risale dall'uno all'altro (come con un ascensore in un palazzo). Quelli in successione che abbiamo enumerato (inc. personale, inc. collettivo, inc. degli Archetipi, inc. transpersonale e oltre) sono dimensioni, modi di essere di ciò che si esperimenta. Sempre per averne una rappresentazione umanamente pensabile, questo "inconscio" possiamo anche raffigurarcelo a forma di una sfera, con vari "strati", sempre più esterni, sempre più ampi di circonferenza, di cui l'uno racchiude quello seguente. Ma, anche qui, la rappresentazione è fallace e ineffabile: cosa si può dire, come possiamo raffigurarci l'andare, il penetrare nella parte sempre più "sottile" e intelligibile di esso, verso la parte più "numinosa" e travolgente? Si va sempre più in profondità, sempre più nell'interiorità? O si va più in alto, sempre più in "cieli sottili"? Il difetto sta nei limiti (dati dalla nostra esperienza umana) alla nostra capacità di rappresentazione.

Se poi l'inconscio ce lo rappresentiamo e lo definiamo come un "campo" (è l'immagine migliore ma è sempre una nostra immagine  esemplificativa) esso è un campo di onde, di vibrazioni (psichiche), che possono venire e risalire alla nostra coscienza fin dai suoi piani, fin dai suoi strati, fin dalle dimensioni e dai suoi "modi di essere" più lontani.
L’inconscio è la patria dei fenomeni paranormali; perché in esso l'energia e le capacità psichiche (della Mente (ma non quella umana bensì quella universale) si esprimono direttamente e in tutta la loro potenza. È in esso che avviene la risonanza PSI, è lui il principale degli psichismi con cui avvengono le interazioni PSI che danno luogo alla risonanza (PSI) e che si esprimono nei fenomeni paranormali, che affiorano alla coscienza (E.S.P.) o nel mondo (P.K.).

Un esperimento spaziale di telepatia dalla  luna, riuscito,  sarebbe stato effettuato con l'astronauta Edgar D. Mitchell durante la sua passeggiata lunare dopo lo sbarco con l'Apollo 14 sulla luna del febbraio 1971

 

Dunque, parlando di “psichismi” innanzitutto vi è l’inconscio; tanto più che molti parapsicologi benpensanti attribuiscono queste fenomeniche PSI, sempre e tutte, all’inconscio dell’uomo vivente (teoria dell’animismo o biopsicodinamica) e non ammettono di andare oltre, non ammettono, ad esempio. una scaturigine dai Disincarnati o altre Individualità diverse dall’uomo vivente; ammettono, bontà loro, una possibile origine in risonanza con gli animali (ma anche così, non risolvono il problema e neanche se ne accorgono: fin dove pesca la mente dell’uomo vivente, da dove gli arrivano le vibrazioni psichiche, fin dove può arrivare la sua risonanza? In breve, fin dove affondano le radici della mente umana?).
L’inconscio umano è solo una “camera di compensazione”. È la camera di compensazione dove avvengono gli scambi di risonanza PSI – che possono però provenire dagli “strati” più lontani, più inimmaginabili dell’universo o “campo” PSI.
 

 

"Estasi di S. Teresa" nella celebre statua di Gian Lorenzo Bernini 

1.3.4. Le sub-personalità
Abbiamo detto che una Individualità ha una personalità (Nota 1) . Ma hanno una personalità e sono delle personalità anche quelle più rozze, appena abbozzate e più semplici e primordiali, meno ricche e complesse che sono le sub-personalità, costituite dalle istanze e pulsioni contrarie all’Individualità principale e inaccettabili da questa e che sono perciò da essa cacciate e nascoste nel profondo e rese latenti (salvo emergere nei momenti di crisi e di eccessiva tensione delle loro pulsioni represse). Sono così, le doppie personalità, le personalità seconde, quelle alternanti. Anche queste sono degli “psichismi” abbastanza complessi ma, a proposito del loro dinamismo, dobbiamo riprendere il termine “scaricarsi” usato per le istanze e le pulsioni semplici mentre è inappropriato il termine “realizzarsi”

 

Il dr. Jekill, perseguitato dall'ombra di Mr, Hyde (la sua, personalità seconda da lui creata, ,o meglio, fatta emergere dal profondo) nella celebre rappresentazione cinematografica  fattane dall'attore Spencer Tracy

 

 

Il dr Jekill si trasforma in Mr. Hyde. E' il momento in cui l'Ombra Hyde risale dall'inconscio, dove era latente e rimossa, e prende il sopravvento sulla personalità principale del dr. Jekill. L'attore Spencer Tracy ne dà una stupenda rappresentazione

 

1.3.5. Le Persone umane. I Disincarnati
Le Individualità sono innanzitutto le Persone (Nota 2), uomini, donne e bambini (e, a mio avviso, hanno tale qualità sin dalla fase di embrione), che vivono nel mondo. Tutti, di qualunque razza, hanno i diritti di Persona. Innanzitutto quello della libertà – libertà di de-terminarsi, libero arbitrio, non essere incatenati alla volontà  di un altro individuo (schiavitù). Questo perché, oltre che persone viventi nel mondo, sono Spiriti. La Libertà è la caratteristica primaria ed essenziale di uno Spirito. Ma questo è un altro discorso, diverso da quello che stiamo facendo (sui fenomeni paranormali) e ci porterebbe troppo lontano e fuori tema.

Parlando di “Spirito” aggiungiamo subito che sono Individualità - con tutto quello che ne consegue, anche agli effetti dei fenomeni parapsicologici - anche i Disincarnati, gli Spiriti cioè, quelle che, con un termine secondo me un po' volgare - vengono chiamate Entità. Anche con loro vi è o vi può essere in noi una risonanza psichica, e dunque un rapporto di interazione PSI, che si sostanzia in un fenomeno paranormale.

 

Gli Spiriti - Angeli custodi, Guide e altre figure - ci sono sempre vicini e ci aiutano e ci accompagnano già durante la vita. Questo "sentire" è stato sempre avvertito dagli uomini. che ne hanno sempre parlato nelle loro credenze spirituali e  religiose   In questo dipinto di Piero del Pollaiolo è raffigurato il racconto biblico dell'angelo Raffaele che accompagna Tobiolo

1.3.6. Gli Archetipi e le Potenze cosmiche
Forme psichiche importantissime sono poi gli Archetipi dell’inconscio collettivo. Sono gli “esistenti” che popolano l’inconscio collettivo e possiamo immaginarli come stelle e costellazioni, fulgenti di potenza ma oscure perché invisibili e inaccessibili alla coscienza normale, che riempiono le profondità dell’universo psichico inconscio. Sono Idee e sono Emozioni, sono Princìpi primigeni e primordiali; e sono il Prototipo e l’Esemplare, nel Macrocosmo, delle istanze e delle pulsioni psichiche del nostro microcosmo, che di quelli sono solo una pallida rappresentazione. E così nel Macrocosmo abbiamo (e ne sono gli Archetipi) la Bellezza, la Giustizia, la Verità, il Coraggio, la Generosità, l’Amore, l’Ira, la Bellicosità, la Paura, l’Odio e via dicendo; e poi la Maternità, la Paternità, come forze generatrici (Brahma), la Morte, la Trasformazione, come forze di dissoluzione (Shiva), la Volontà vitale e la Conservazione (Visnù).

 

Le nove Muse, figure semidivine della mitologia greca e romana. In effetti, possiamo considerale delle Forze Spirituali e Archetipi

Le Forze Spirituali popolano e riempiono l'altra (la loro) dimensione come in questa immagine le stelle e gli astri riempiono il cielo

 

In quanto “Prototipo” e Principi primordiali, gli Archetipi sono potentissimi, “numinosi”, come si dice, sono “Potenze” del Macrocosmo; ed è per questo che sono inaccessibili, come detto, alla coscienza normale, che altrimenti ne resterebbe folgorata e distrutta (“inflazionata”, è il termine preciso). La nostra mente può averne solo una "rappresentazione", può ospitare in sé ("rifletterne") solo una piccola parte, che Jung chiama le "rappresentazioni archetipiche.

 

Anche le divinità che lo sciamano incontra nei suoi viaggi uranici o inferi sono delle Potenze e della Forze spirituali che esistono in altre dimensioni 

E' solo attraverso queste che si può conoscere, o meglio, sentire emozionalmente l'archetipo; così ci dice Jung. Gli Archetipi possono essere del tutto semplici (“stelle”), Idee ed Emozioni elementari, unicellulari oppure complessi (“costellazioni”), eventualmente dotati di personalità e di individualità e queste sono le Potenze cosmiche e le Divinità sciamaniche.

1.4. L’oggetto della risonanza PSI
Se i fenomeni parapsicologici sono fenomeni di risonanza PSI, adesso, come terzo approccio, ci dobbiamo domandare cosa è che entra in risonanza con la Mente – usando per semplicità e brevità questo termine in riferimento a tutti gli “psichismi” e a tutte le for-me di realtà psichiche di cui abbiamo parlato più sopra – e che interagisce con essa (appunto, risuonandovi), dando luogo ai fenomeni paranormali; i quali debbono quindi essere considerati e visti come fenomeni, oltre che di risonanza, anche di interazione PSI(chica).
Si deve trattare di un qualcosa verso cui la Mente è specificamente sensibile; un qualcosa in presenza del quale e venendo a contatto col quale la Mente reagisce e lo rivela; quasi come una cartina di tornasole in presenza di una soluzione alcalina o acida. Questo av-viene quando la Mente si trova in presenza di qualcosa che ha la sua stessa natura – capacità di pensieri, emozioni, stati d’animo – e allora, quando si trova sulla stessa lunghezza d’onda (“in sintonia”) con queste vibrazioni, le sente in sé e reagisce ad esse, interagendo PSI (in modo e in forme PSI) con loro.

Si potrà trattare, innanzitutto, di un’altra presenza psichica (B, rispetto ad A che è la Mente risonante) – un’altra Individualità, un Disincarnato, un Archetipo o anche una subpersonalità o una singola pulsione - la cui Mente (suscettibile di entrare in vibrazione e di risuonare PSI) entra in contatto con la mente del primo Individuo (A, mente risonante) e così, in presenza delle sue vibrazioni (di pensiero, emozionali, stati d’animo, stati di salute, che il profondo della persona interessata conosce perfettamente), le avverte e ne risuona; e così vibrano insieme, si pongono e si vengono a trovare su una medesima lunghezza d’onda ed entrano in sintonia. Abbiamo qui i fenomeni paranormali cosiddetti “cognitivi” della telepatia, della precognizione, delle apparizioni e altri. Ne parleremo.

Ma la Mente può risuonare non solo di fronte a un’altra Mente, di fronte a un Individuo ma anche a fronte di psichismi elementari, pensieri, emozioni, stati d’animo singoli, che sente in sé senza sapere a chi appartengono o da dove gli vengono. Anche queste sono vibrazioni psichiche e perciò la Mente di A può entrare in sintonia con esse e sentirle dentro di sé. Prova così dentro di sé degli stati d’animo di gioia o di sofferenza o di depressione (o di altro tipo) oscuri e incomprensibili, senza saperne il perché.

 

 

La sensitiva Pasqualina Pezzola in un suo tipico atteggiamento (come chi cerchi di vedere qualcosa di evanescente e poco distinto)durante una delle sue diagnosi a distanza

 

Disegno raffigurante un rabdomante durante l'esercizio della sua arte

 

L’interazione PSI può aversi anche verso “cose”, verso realtà che non sono psichiche, che non hanno la stessa natura (capacità di pensieri, di emozioni, stati d’animo) della Mente che le sente ma alle quali è però sensibile per la sua capacità di avere consapevolezza e di acquisire cognizioni. La Mente. come ha capacità di vedere, di udire, di sentire attraverso i sensi una realtà puramente materiale del mondo, altrettanto può essere sensibile a tali realtà materiali in modo extrasensoriale; è il caso della chiaroveggenza, della psicometria e altre fenomeniche, di cui parleremo.
Il terzo approccio ci dice che la Mente reagisce e interagisce con le altre realtà psichiche e anche realtà non psichiche verso le quali è sensibile.
 

1.5. La reazione
Come primo approccio, abbiamo visto che i fenomeni parapsicologici sono fenomeni di risonanza; il secondo approccio è stato il soggetto della risonanza, quello che risuona; il terzo approccio ha riguardato l’oggetto della risonanza, quello che la determina. Il quarto approccio di questa lunga ma necessaria premessa riguarda la reazione di risonanza, in che consiste questa reazione, cosa av-viene quando il soggetto risonante entra in contatto con la “controparte” che gli provoca la risonanza.
La reazione di risonanza è la consapevolezza di qualcosa; è uno “stato di consapevolezza” (di qualcosa). Punto e basta. Il soggetto risonante prende consapevolezza dell’oggetto (della risonanza) di fronte al quale si trova, a contatto col quale è venuto.
La Mente, infatti, la psiche, le realtà psichiche altro non sono che capacità di avere consapevolezza; la loro natura e la loro proprietà è la coscienza. È il Cit (appunto, coscienza) del Sat Cit Ananda (esistenza, coscienza, gioia) della filosofia e sapienza orientale indui-sta. Ma è anche il Sat. Esistenza, perché la sua vita, il suo esistere consiste nell’avere coscienza. (Dovrebbe essere anche Ananda, gioia, ma non tutti sappiamo comprendere che il dono della vita è gioia. Speriamo di capirlo e sentirlo almeno “dopo”).

 

Note

(1)  Differenza fra Individualità e personalità: Una Individualità è un Individuo, un che di unico e di completo, pur nella complessità delle sue istanze psichiche sottostanti, che si realizza, attraverso un corpo e una vita, nel mondo. La personalità è un insieme di caratteristiche sufficientemente coerenti tra loro ed è questa coerenza interna che dà “carattere” a quella personalità. Una Individualità è anche una personalità perché ha una personalità; una personalità non è un Individuo. Solo l’Individuo è una “Persona” nel senso filosofico della parola, ed ha perciò i diritti e gli devono esser riconosciuti i diritti che spettano a una Persona

(2)  Intendendo tale termine nel senso specifico della filosofia del personalismo

 

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