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IL
MONDO DELLA PARAPSICOLOGIA : I FENOMENI SOGGETTIVI E OGGETTIVI.
IL MONDO DELL’ANIMA E
L’INTERAZIONE PSI
(parte prima : psichismi, Mente,
inconscio)
(le Note sono riportate alla fine dell'articolo) |
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Felice Masi |
("La Ricerca psichica, anno XII,
2005, n. 1) |
Riassunto
Il mondo della parapsicologia. Fenomeni soggettivi e
oggettivi
Il mondo dell’anima e l’interazione PSI
La risonanza PSI. Psiche e psichismi. L’oggetto della
risonanza PSI. La reazione
Il fenomeno parapsicologico. I fenomeni cognitivi e quelli
fisici
Le leggi e i principi che reggono i fenomeni di interazione
PSI
Sincronicità, simbolismo, significatività. Acqua con acqua,
terra con terra, cielo con cielo, fuoco con fuoco.
Il mondo animato |
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1. Premessa
I fenomeni parapsicologici sono evenienze o accadimenti di risonanza
psichica; cioè sono fondati sulla risonanza di un contenuto psichico
(pensiero o emozione) tra due psichismi; cioè ancora, il contenuto
psichico di una mente risuonai in un'altra ed è da questa percepito e
realizzato. Questa modalità e costruzione è, ormai, un dato
accertato. Tali fenomeni presuppongono quindi degli “enti psichici”,
cioè delle realtà di natura psichica, che chiameremo, appunto,
“psichismi”, che entrano in risonanza tra loro; oppure entrano in
risonanza con un “qualcosa” a cui essi sono specificamente
sensibili, cosicché, quando ne sono eccitati, questo “qualcosa”
“risuona” di essi. Risuonare vuol dire sentire in sé e vibrare
assieme e all’unisono con l’altro psichismo con cui si è entrati in
contatto o con quel “qualcosa” da cui si è stati eccitati.
1.1. La risonanza
Il discorso può sembrare sibillino e allora dobbiamo procedere
per gradi per renderlo chiaro e comprensibile. Cominciamo col vedere
cosa è in fisica la risonanza. Da un punto di vista fisico, la
risonanza è la condizione dinamica in cui si viene a trovare “un
corpo” dotato di elasticità e in stato iniziale di inerzia quando ad
esso si applicano delle oscillazioni (“onde”) ritmiche. L’elasticità
del corpo determina l’assorbimento da parte sua dell’energia
oscillante, cosicché anche esso viene ad oscillare, con “onde”
interne a sé, corrispondenti a quelle con cui è entrato in contatto
e che gli sono state applicate.
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Il passo cadenzato dei soldati si
ripercuote sul terreno e lo fa vibrare in risonanza di onde sincrone
corrispondenti, Altrettanto i pensieri e le emozioni di uno
psichismo, attraverso un inconscio collettivo comune,
risuonano e risalgono alla coscienza di un altro psichismo con cui
è in consonanza, |
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L’esempio classico è quello del ponte a struttura
metallica e del drappello di soldati che lo attraversano marciandovi
sopra con passo cadenzato e univoco. Sappiamo da tutti i libri di
fisica, studiati in epoca scolastica, che le vibrazioni dei passi
cadenzati della marcia si trasmettono al ponte e fanno risuonare
(fanno entrare in vibrazione) la struttura del ponte. Se non si
trattasse di passi cadenzati ma di quelli di tante persone che vi
camminano sopra disordinatamente, ognuna per conto suo, il ponte non
ne risuonnerebbe perché le vibrazioni dei passi sarebbero caotiche e si
annullerebbero tra di loro. Quando invece i passi sono cadenzati e
le vibrazioni hanno uno stesso ritmo, le onde di queste vibrazioni –
che sono quelle alle quali la struttura del ponte è sensibile,
quelle specifiche con cui tale struttura può entrare ed entra in
risonanza – tutte uguali si sommano tra loro, dando una risultante
che moltiplica il loro effetto. La struttura del ponte vibra
anch’essa tutta in un senso e fortemente (“risuona”, entra in
risonanza con la cadenza della marcia) e – se non riesce ad
assorbire e così ad annullare queste vibrazioni unisone, come
farebbero delle strutture antiterremoto – ne resta danneggiata; il
ponte può anche crollare. |
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Un altro esempio: la
corda tesa di uno strumento musicale, che vibra e suona quando è
“pizzicata” dalle mani del suonatore o dal suo archetto, e che, a
sua volta, fa vibrare l’aria producendo le onde sonore. La
strutturazione in tensione elastica delle corde le rende sensibili e
consonanti a quei “pizzichi” e le fa entrare in risonanza quando
vengono toccate. A sua volta, l’aria, che è elastica anch’essa,
vibra in onde corrispondenti alla vibrazione delle corde. Anche la
corda dello strumento musicale si spezza se il pizzico è troppo
forte, e così come i timpani delle orecchie di chi ascolta quei
suoni - o delle vetrate o dei bicchieri che fossero vicini -
entrano in sofferenza e possono essere anche danneggiati se il suono
dello strumento, cioè le onde sonore prodotte, sono dissonanti o
troppo forti.
Infine, l’acqua del mare (o di un lago e simili) è sensibile al
vento, brezza o maestrale che sia, e si solleva e si muove in
increspature o in tempesta insieme e in corrispondenza con il vento.
Di questi esempi e di tutto questo discorso i
concetti da tenere presenti, come primo approccio a questo studio,
sono tre: 1) quello di risonanza, 2) quello di “controparti”
suscettibili di ri-sonanza (vi sono strutture che sono sensibili a
determinate, spe-cifiche vibrazioni, che sono quindi le
“controparti” di esse e che pertanto entrano in risonanza con esse e
vibrano anch’esse quando ne sono investite); 3) che una risonanza
violenta può danneggiare la struttura risonante.
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"Il violinista" di Marc Chagall.
Le corde del violino. tese, vibrano secondo come vengono pizzicate.
L'aria e il legno della cassa dello strumento vibrano in consonanza
e ne nasce il suono in risonanza |
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1.2. La
risonanza PSI.
Allo stesso modo che il mare e il vento, che le corde
del violino e le mani del violinista e l’aria, che il passo
cadenzato dei soldati e la struttura del ponte, parimenti la
Mente di una persona, quando si danno determinate
condizioni, può vibrare insieme e in modo corri-spondente a
quella di un’altra persona e sentirne dentro di sé i
pensieri e gli stati d’animo. Può, cioè, risuonare con essa,
le due Menti risuonano insieme. Questo accade perché le due
Menti hanno una stessa natura, fatta di capacità di
pensieri, di emozioni, di gioia e sofferenza, di stati
d’animo. Allora, se entrano i sintonia, se si pongono su una
medesima lunghezza d’onda, le vibrazioni emozionali e di
pensiero dell’una provocano una analoga e corrispondente
“increspatura” nell’altra, che la sente in sé.
Ma la Mente di una persona per la sua capacità innata di
conoscere e riconoscere è sensibile anche a realtà non
psichiche, come cose, fatti o eventi materiali; che appunto
può conoscere. Se i miei occhi guardano una cosa, ad esempio
una montagna, l’impulso visivo giunge, attraverso la
mediazione dell’apposita area cerebrale, alla Mente, che
“vede“ la montagna; così la Mente risuona dell’impulso
visivo che le è arrivato e l’immagine della montagna risuona
in essa, pur essendo un oggetto non psichico. Lo stesso
accade per un rumore, l’impulso sonoro e l’udito entrano in
risonanza; e così per tante altre percezioni oggettive.
.Dunque la
risonanza PSI è “il vibrare assieme e sentire in sé”; e può
aversi tra due Menti ma anche nei confronti di “cose” non
psichiche, purché la Mente sia per sua natura sensibile ad
esse. In questo secondo caso, “vibrare insieme” vuol dire
modellarsi (modellare la propria consapevolezza e
conoscenza) su queste “cose”; quasi un “prenderne
l’impronta”. |
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Il pensiero e le emozioni
della donna bionda attraverso uno strati inconscio che hanno
in comune in profondità, risuona e sale alla coscienza della
donna bruna, facendosi percepire da questa
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1.3. Psiche e psichismi
Parlando della risonanza PSI per descrivere il concetto
della sintonia mentale e del mettersi sulla stessa
lunghezza d’onda mentale, abbiamo fatto specifico
riferimento alla Mente di una persona (che entra in risonanza con un’altra Mente o con
una cosa non psichica) perché questo era il modo più
semplice e della massima evidenza per rappresentare tale
concetto. Ma il discorso è molto più ampio.
Gli “enti psichici” e le realtà psichiche sono tanti
altri oltre alle persone a alla loro Mente. Perciò più
sopra abbiamo coniato il termine generale, un po’ brutto
per la verità, di “psichismo”. Useremo quindi tale
parola “psichismo” per indicare in modo generico un ente
di natura psichica.
E poiché i fenomeni parapsicologici sono più
esattamente dei fenomeni di risonanza PSI, precisiamo
subito che in tali fenomeni il “risonante” (quello che
risuona quando viene in contatto con una delle
specificità a cui è sensibile) è appunto quell’ente
psichico, quella Unità psichica, che abbiamo chiamato
“psichismo”.
È questo il secondo approccio nel discorso che stiamo
conducendo: nell’ambito di una interazione PSI, quello
che risuona è uno psichismo. Può risuonare di un altro
psichismo o di un altro oggetto non psichico verso cui è
sensibile, che sono le sue controparti in quell’interazione
PSI.
1.3.1. Le pulsioni
Nel mondo psichico sono possibili (esistono) diversi
tipi di “psichismo”, in relazione ai quali può
aversi una risonanza PSI e può in-tervenire una
interazione PSI.
Uno psichismo può essere innanzitutto una istanza,
una pulsione psichica singola, elementare tesa a
scaricarsi, in quanto di per sé è dinamogena e
dinamica. Tutto quello che è psichico è dinamico, ed
è uno “psicodinamismo”. |
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La mente profonda del sensitivo, che abbraccia la
realtà fuori dello spazio e del tempo, prende
coscienza per presa diretta di un oggetto, col quale per
qualche motivo in quel momento è in consonanza e che
quindi risuona in lui (in questo esempio, le case e la
piazza di una città) e così lo percepisce. Questo
esempio grafico di chiaroveggenza è stato costruito
mettendo insieme un quadro di Odilon Redon ("il
silenzio") e "la città ideale" di Anton Giulio da Naiano
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L'oggetto di
una apparizione può essere anche un animale; la
letteratura parapsicologica ne porta tanti
esempi. In questo disegno, il ragazzo percepisce
con sorpresa e un po' di timore la figura del
suo cane, morto o scomparso, che vede davanti a
sé e che non può esserci fisicamente. E' però
presente, evidentemente, un "qualcosa! (di
psichico) del cane, col quale per qualche motivo
la sua mente è entrata in consonanza e che
pertanto "risuona" in essa. Il
ragazzo "riconosce" questa presenza psichica
che risuona in lui e
automaticamente la riveste oniricamente delle
sembianze con cui conosceva il suo cane (e
magari lo sente abbaiare pure!).
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1.3.2. Le Individualità e
la loro Mente
Ma soprattutto l’ente psichico per
eccellenza è la “psiche”, la Mente di una
persona, che è un complesso di istanze e
pulsioni sufficientemente coerenti e coese tra
di loro, che si sono unificate e organizzate in
una “Individualità”. Va precisato che con questa
“psiche complessa organizzata unitariamente” ci
riferiamo, innanzitutto, a un Individuo umano ma
che può trattarsi anche di un animale.
Numerosissimi sono i casi in cui le esperienze
psichiche cognitive riguardano gli animali, sia
nel senso che l’animale senta una presenza
psichica (classico è il caso del cane che
avverte la “presenza” del padrone morto e si
mette nella posizione o tiene il comportamento
che teneva con lui quando era vivo) sia,
viceversa, nel senso che è l’essere umano (ad
esempio, il padrone del cane) che ha
l’apparizione (visiva o sonora o tattile;
numerosi sono i casi del genere riferiti dalla
letteratura parapsicologica) o altra percezione
E.S.P. del suo animale morto.
Il dinamismo psichico
(che è alla base di ogni forma psichica e la
spinge a “scaricarsi”, a scaricare la sua
pulsione) altrettanto è alla base delle
Individualità e le spinge a “realizzarsi”,
cioè a tradurre in atto tutte le
potenzialità della loro personalità, a far
emergere, a rendersi consapevole e ad
“essere” tutto quello che l’Individualità è
nella propria interiorità. In buona
sostanza, a perseguire il proprio fine. Nel
caso di una Individualità, quindi, a
proposito del suo psicodinamismo non
parliamo più di “scaricarsi”, scaricare la
pulsione, quanto di perseguire un fine e di
realizzarsi.
Vi è un finalismo, una “causa finale”
essenziale alla base di ogni Individualità,
che la caratterizza, spingendola
(dinamicamente) a: realizzare il proprio Sé,
a “essere se stesso” nella propria completa
(“rotonda”, come dice Jung) totalità.
Vengono qui in considerazione il discorso
junghiano sul processo di individuazione e
quello esoterico-spirituale sull’evoluzione. |
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1.3.3. L’inconscio
L’inconscio, questo sconosciuto.
Potrebbe sembrare una battuta ma non lo
è. Fin dove arriva l’inconscio? Fin dove
affondano le sue radici, dalle quali
risalgono a noi, alla nostra coscienza
diurna tanti input per i nostri
comportamenti e le nostre reazioni,
tante solleci-tazioni, tante notizie e
informazioni, tante intuizioni, tante
energie inaspettate per i momenti di
crisi, tante creazioni artistiche, tante
conoscenze, informazioni e modi di
pensare e fare che non ci appartengono,
tanti …, tanti…? Fin dove arriva
l’inconscio?
Freud (volendo semplificare) ha non
scoperto ma teorizzato l’inconscio
personale, serbatoio di esperienze, di
ricordi, di vissuti dei primissimi anni
di vita. Poi Jung ha scoperto – ancora
più in sotto; o ancora più in là? –
l’inconscio collettivo nel quale sono
ar-chiviati le esperienze e i vissuti
ancestrali e dei nostri antenati e delle
epoche a noi precedenti, peraltro ancora
pulsanti e vivi e ope-ranti in noi; e
poi ha scoperto il cielo degli
Archetipi, in sé irraggiungibili e
intangibili, dei quali però possiamo
avere in noi delle rappresentazioni,
anch’esse operanti. Ne parleremo in
seguito,
Poi si è parlato di un inconscio
transpersonale e delle peak
experiences, illuminazioni, che ci
vengono da esso (è più oltre ancora o
più in alto o dove?), il primo a
parlarne compiutamente è stato Maslow (in
Italia Assagioli e la Boggio Gilot) ma
poi molti altri sono seguiti, e comunque
i mistici da sempre ne hanno parlato e
lo hanno esperito con le loro estasi.
Fin dove arriva l’inconscio? |
l
Il medico e psicanalista Sigmund Freud |
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Il filosofo e psicologo
analista Carl Gusta Jung |
|

Il
filosofo e psichiatra Roberto
Assagioli |
|

Lo
psicologo transpersonale Abraham H.
Maslow |
Dobbiamo ritenere
che l’inconscio sia un “campo”
senza spazio e senza tempo. Di
per sé esso è ineffabile e
inimmaginabile e noi, solo per
una necessità di
rappresentazione umana, ne
parliamo in termini di "altezza",
"profondità" e simili. In esso
non vi sono vari
piani veri e propri nei quali si
scende o si risale dall'uno
all'altro (come con un ascensore
in un palazzo). Quelli in successione che
abbiamo enumerato (inc. personale,
inc. collettivo, inc. degli
Archetipi, inc. transpersonale e oltre)
sono dimensioni, modi di essere
di ciò che si esperimenta.
Sempre per averne una
rappresentazione umanamente
pensabile, questo "inconscio"
possiamo anche raffigurarcelo a
forma di una sfera, con
vari "strati", sempre più esterni,
sempre più ampi di
circonferenza, di cui l'uno
racchiude quello seguente. Ma,
anche qui, la rappresentazione è
fallace e ineffabile: cosa si
può dire, come possiamo
raffigurarci l'andare, il
penetrare nella parte sempre più
"sottile" e intelligibile di
esso, verso la parte più
"numinosa" e travolgente? Si va
sempre più in profondità, sempre
più nell'interiorità? O si va
più in alto, sempre più in
"cieli sottili"? Il difetto sta
nei limiti (dati dalla nostra
esperienza umana) alla nostra
capacità di rappresentazione.
Se poi l'inconscio ce lo
rappresentiamo e lo definiamo
come un "campo" (è l'immagine
migliore ma è sempre una nostra
immagine esemplificativa)
esso è un campo di onde,
di vibrazioni (psichiche), che possono
venire e risalire alla nostra coscienza fin dai suoi
piani, fin dai suoi strati, fin
dalle dimensioni e dai suoi
"modi di essere" più lontani.
L’inconscio è la patria dei
fenomeni paranormali; perché in
esso l'energia e le capacità
psichiche (della Mente (ma non
quella umana bensì quella
universale) si esprimono
direttamente e in tutta la loro
potenza. È in esso
che avviene la risonanza PSI, è
lui il principale degli
psichismi con cui avvengono le
interazioni PSI che danno luogo
alla risonanza (PSI) e che si
esprimono nei fenomeni
paranormali, che affiorano alla
coscienza (E.S.P.) o nel mondo (P.K.). |
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Un esperimento spaziale
di telepatia dalla
luna, riuscito,
sarebbe stato effettuato con
l'astronauta Edgar D.
Mitchell durante la sua
passeggiata lunare dopo lo
sbarco con l'Apollo 14 sulla
luna del febbraio 1971 |
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Dunque,
parlando di “psichismi”
innanzitutto vi è
l’inconscio; tanto più che
molti parapsicologi
benpensanti attribuiscono
queste fenomeniche PSI,
sempre e tutte,
all’inconscio dell’uomo
vivente (teoria
dell’animismo o
biopsicodinamica) e non
ammettono di andare oltre,
non ammettono, ad esempio.
una scaturigine dai
Disincarnati o altre
Individualità diverse
dall’uomo vivente;
ammettono, bontà loro, una
possibile origine in
risonanza con gli animali
(ma anche così, non
risolvono il problema e
neanche se ne accorgono: fin
dove pesca la mente
dell’uomo vivente, da
dove gli arrivano le
vibrazioni psichiche, fin
dove può arrivare la sua
risonanza? In breve, fin
dove affondano le radici
della mente umana?).
L’inconscio umano è solo una
“camera di compensazione”. È
la camera di compensazione
dove avvengono gli scambi di
risonanza PSI – che possono
però provenire dagli
“strati” più lontani, più
inimmaginabili dell’universo
o “campo” PSI.
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"Estasi di S. Teresa"
nella celebre statua di Gian
Lorenzo Bernini
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1.3.4. Le
sub-personalità
Abbiamo detto che
una Individualità ha una
personalità (Nota 1)
. Ma hanno una
personalità e sono delle
personalità anche quelle
più rozze, appena
abbozzate e più semplici
e primordiali, meno
ricche e complesse che
sono le sub-personalità,
costituite dalle istanze
e pulsioni contrarie
all’Individualità
principale e
inaccettabili da questa
e che sono perciò da
essa cacciate e nascoste
nel profondo e rese
latenti (salvo emergere
nei momenti di crisi e
di eccessiva tensione
delle loro pulsioni
represse). Sono così, le
doppie personalità, le
personalità seconde,
quelle alternanti. Anche
queste sono degli
“psichismi” abbastanza
complessi ma, a
proposito del loro
dinamismo, dobbiamo
riprendere il termine
“scaricarsi” usato per
le istanze e le pulsioni
semplici mentre è
inappropriato il termine
“realizzarsi” |
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Il dr. Jekill,
perseguitato dall'ombra
di Mr, Hyde (la sua,
personalità seconda da lui
creata, ,o meglio, fatta
emergere dal profondo) nella celebre
rappresentazione cinematografica
fattane dall'attore
Spencer Tracy
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Il dr Jekill si
trasforma in Mr.
Hyde. E' il momento in
cui l'Ombra Hyde
risale dall'inconscio,
dove era latente e
rimossa, e prende il
sopravvento sulla
personalità principale
del dr. Jekill. L'attore
Spencer Tracy ne dà una
stupenda
rappresentazione
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1.3.5. Le Persone
umane. I
Disincarnati
Le Individualità
sono innanzitutto le
Persone (Nota 2),
uomini, donne e
bambini (e, a mio
avviso, hanno tale
qualità sin dalla
fase di embrione),
che vivono nel
mondo. Tutti, di
qualunque razza,
hanno i diritti di
Persona.
Innanzitutto quello
della libertà –
libertà di
de-terminarsi,
libero arbitrio, non
essere incatenati
alla volontà
di un altro
individuo
(schiavitù). Questo
perché, oltre che
persone viventi nel
mondo, sono Spiriti.
La Libertà è la
caratteristica
primaria ed
essenziale di uno
Spirito. Ma questo è
un altro discorso,
diverso da quello
che stiamo facendo
(sui fenomeni
paranormali) e ci
porterebbe troppo
lontano e fuori
tema. |
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Parlando di
“Spirito”
aggiungiamo
subito che sono
Individualità -
con tutto quello
che ne consegue,
anche agli
effetti dei
fenomeni
parapsicologici
- anche i
Disincarnati,
gli Spiriti
cioè, quelle che,
con un termine
secondo me un
po' volgare -
vengono chiamate Entità.
Anche con loro
vi è o vi può
essere in noi
una risonanza
psichica, e
dunque un
rapporto di
interazione PSI,
che si sostanzia
in un fenomeno
paranormale. |
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Gli Spiriti -
Angeli custodi,
Guide e altre
figure - ci sono
sempre vicini e
ci aiutano e ci
accompagnano già
durante la vita.
Questo "sentire"
è stato sempre
avvertito dagli
uomini. che ne
hanno sempre
parlato nelle
loro credenze
spirituali e
religiose
In questo
dipinto di Piero
del Pollaiolo è
raffigurato il
racconto biblico
dell'angelo
Raffaele che
accompagna
Tobiolo
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1.3.6.
Gli
Archetipi e
le Potenze
cosmiche
Forme
psichiche
importantissime
sono poi gli
Archetipi
dell’inconscio
collettivo.
Sono gli
“esistenti”
che popolano
l’inconscio
collettivo e
possiamo
immaginarli
come stelle
e
costellazioni,
fulgenti di
potenza ma
oscure
perché
invisibili e
inaccessibili
alla
coscienza
normale,
che
riempiono le
profondità
dell’universo
psichico
inconscio.
Sono Idee e
sono
Emozioni,
sono
Princìpi
primigeni e
primordiali;
e sono il
Prototipo e
l’Esemplare,
nel
Macrocosmo,
delle
istanze e
delle
pulsioni
psichiche
del nostro
microcosmo,
che di
quelli sono
solo una
pallida
rappresentazione.
E così nel
Macrocosmo
abbiamo (e
ne sono gli
Archetipi)
la Bellezza,
la
Giustizia,
la Verità,
il Coraggio,
la
Generosità,
l’Amore,
l’Ira, la
Bellicosità,
la Paura,
l’Odio e via
dicendo; e
poi la
Maternità,
la
Paternità,
come forze
generatrici
(Brahma), la
Morte, la
Trasformazione,
come forze
di
dissoluzione
(Shiva), la
Volontà
vitale e la
Conservazione
(Visnù).
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Le nove
Muse, figure
semidivine
della
mitologia
greca e
romana. In
effetti,
possiamo
considerale
delle Forze
Spirituali e
Archetipi |
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Le
Forze
Spirituali
popolano
e
riempiono
l'altra
(la
loro)
dimensione
come in
questa
immagine
le
stelle e
gli
astri
riempiono
il cielo |
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In
quanto
“Prototipo”
e
Principi
primordiali,
gli
Archetipi
sono
potentissimi,
“numinosi”,
come si
dice,
sono
“Potenze”
del
Macrocosmo;
ed è per
questo
che sono
inaccessibili,
come
detto,
alla
coscienza
normale,
che
altrimenti
ne
resterebbe
folgorata
e
distrutta
(“inflazionata”,
è il
termine
preciso).
La
nostra
mente
può
averne
solo una
"rappresentazione",
può
ospitare
in sé
("rifletterne")
solo una
piccola
parte,
che Jung
chiama
le
"rappresentazioni archetipiche. |
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Anche
le
divinità
che lo
sciamano
incontra
nei suoi
viaggi
uranici
o inferi
sono
delle
Potenze
e della
Forze
spirituali
che
esistono
in altre
dimensioni
|
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E'
solo
attraverso
queste
che
si
può
conoscere,
o
meglio,
sentire
emozionalmente
l'archetipo;
così
ci
dice
Jung.
Gli
Archetipi
possono
essere
del
tutto
semplici
(“stelle”),
Idee
ed
Emozioni
elementari,
unicellulari
oppure
complessi
(“costellazioni”),
eventualmente
dotati
di
personalità
e di
individualità
e
queste
sono
le
Potenze
cosmiche
e le
Divinità
sciamaniche.
1.4.
L’oggetto
della
risonanza
PSI
Se i
fenomeni
parapsicologici
sono
fenomeni
di
risonanza
PSI,
adesso,
come
terzo
approccio,
ci
dobbiamo
domandare
cosa
è
che
entra
in
risonanza
con
la
Mente
–
usando
per
semplicità
e
brevità
questo
termine
in
riferimento
a
tutti
gli
“psichismi”
e a
tutte
le
for-me
di
realtà
psichiche
di
cui
abbiamo
parlato
più
sopra
– e
che
interagisce
con
essa
(appunto,
risuonandovi),
dando
luogo
ai
fenomeni
paranormali;
i
quali
debbono
quindi
essere
considerati
e
visti
come
fenomeni,
oltre
che
di
risonanza,
anche
di
interazione
PSI(chica).
Si
deve
trattare
di
un
qualcosa
verso
cui
la
Mente
è
specificamente
sensibile;
un
qualcosa
in
presenza
del
quale
e
venendo
a
contatto
col
quale
la
Mente
reagisce
e lo
rivela;
quasi
come
una
cartina
di
tornasole
in
presenza
di
una
soluzione
alcalina
o
acida.
Questo
av-viene
quando
la
Mente
si
trova
in
presenza
di
qualcosa
che
ha
la
sua
stessa
natura
–
capacità
di
pensieri,
emozioni,
stati
d’animo
– e
allora,
quando
si
trova
sulla
stessa
lunghezza
d’onda
(“in
sintonia”)
con
queste
vibrazioni,
le
sente
in
sé e
reagisce
ad
esse,
interagendo
PSI
(in
modo
e in
forme
PSI)
con
loro.
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Si potrà trattare, innanzitutto, di un’altra presenza psichica (B, rispetto ad A che è la Mente risonante) – un’altra Individualità, un Disincarnato, un Archetipo o anche una subpersonalità o una singola pulsione - la cui Mente (suscettibile di entrare in vibrazione e di risuonare PSI) entra in contatto con la mente del primo Individuo (A, mente risonante) e così, in presenza delle sue vibrazioni (di pensiero, emozionali, stati d’animo, stati di salute, che il profondo della persona interessata conosce perfettamente), le avverte e ne risuona; e così vibrano insieme, si pongono e si vengono a trovare su una medesima lunghezza d’onda ed entrano in sintonia. Abbiamo qui i fenomeni paranormali cosiddetti “cognitivi” della telepatia, della precognizione, delle apparizioni e altri. Ne parleremo.
Ma la Mente può risuonare non solo di fronte a un’altra Mente, di fronte a un Individuo ma anche a fronte di psichismi elementari, pensieri, emozioni, stati d’animo singoli, che sente in sé senza sapere a chi appartengono o da dove gli vengono. Anche queste sono vibrazioni psichiche e perciò la Mente di A può entrare in sintonia con esse e sentirle dentro di sé. Prova così dentro di sé degli stati d’animo di gioia o di sofferenza o di depressione (o di altro tipo) oscuri e incomprensibili, senza saperne il perché. |
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La sensitiva Pasqualina Pezzola in un suo tipico atteggiamento (come chi cerchi di vedere qualcosa di evanescente e poco distinto)durante una delle sue diagnosi a distanza
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Disegno raffigurante un rabdomante durante l'esercizio della sua arte
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L’interazione PSI può aversi anche verso “cose”, verso realtà che non sono psichiche, che non hanno la stessa natura (capacità di pensieri, di emozioni, stati d’animo) della Mente che le sente ma alle quali è però sensibile per la sua capacità di avere consapevolezza e di acquisire cognizioni. La Mente. come ha capacità di vedere, di udire, di sentire attraverso i sensi una realtà puramente materiale del mondo, altrettanto può essere sensibile a tali realtà materiali in modo extrasensoriale; è il caso della chiaroveggenza, della psicometria e altre fenomeniche, di cui parleremo.
Il terzo approccio ci dice che la Mente reagisce e interagisce con le altre realtà psichiche e anche realtà non psichiche verso le quali è sensibile.
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1.5. La reazione
Come primo approccio, abbiamo visto che i fenomeni parapsicologici sono fenomeni di risonanza; il secondo approccio è stato il soggetto della risonanza, quello che risuona; il terzo approccio ha riguardato l’oggetto della risonanza, quello che la determina. Il quarto approccio di questa lunga ma necessaria premessa riguarda la reazione di risonanza, in che consiste questa reazione, cosa av-viene quando il soggetto risonante entra in contatto con la “controparte” che gli provoca la risonanza.
La reazione di risonanza è la consapevolezza di qualcosa; è uno “stato di consapevolezza” (di qualcosa). Punto e basta. Il soggetto risonante prende consapevolezza dell’oggetto (della risonanza) di fronte al quale si trova, a contatto col quale è venuto.
La Mente, infatti, la psiche, le realtà psichiche altro non sono che capacità di avere consapevolezza; la loro natura e la loro proprietà è la coscienza. È il Cit (appunto, coscienza) del Sat Cit Ananda (esistenza, coscienza, gioia) della filosofia e sapienza orientale indui-sta. Ma è anche il Sat. Esistenza, perché la sua vita, il suo esistere consiste nell’avere coscienza. (Dovrebbe essere anche Ananda, gioia, ma non tutti sappiamo comprendere che il dono della vita è gioia. Speriamo di capirlo e sentirlo almeno “dopo”). |
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Note
(1)
Differenza fra
Individualità e
personalità: Una
Individualità è un
Individuo, un che di
unico e di completo,
pur nella
complessità delle
sue istanze
psichiche
sottostanti, che si
realizza, attraverso
un corpo e una vita,
nel mondo. La
personalità è un
insieme di
caratteristiche
sufficientemente
coerenti tra loro ed
è questa coerenza
interna che dà
“carattere” a quella
personalità. Una
Individualità è
anche una
personalità perché
ha una personalità;
una personalità non
è un Individuo. Solo
l’Individuo è una
“Persona” nel senso
filosofico della
parola, ed ha perciò
i diritti e gli
devono esser
riconosciuti i
diritti che spettano
a una Persona
(2)
Intendendo tale
termine nel senso
specifico della
filosofia del
personalismo
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