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IL MONDO DELLA PARAPSICOLOGIA : I FENOMENI
SOGGETTIVI E OGGETTIVI.
IL MONDO DELL’ANIMA E L’INTERAZIONE PSI

(parte terza : il mondo dell'anima come mondo di risonanza e  di interazione PSI)

 

     Felice  Masi

     ("La Ricerca psichica",  anno XII, 2005,  n. 1)
 

 3. Le leggi e i principi che reggono i fenomeni di interazione PSI
I fenomeni parapsicologici (di interazione PSI) non avvengono certo a caso e disordinatamente. Essi obbediscono a leggi ben determinate e a determinati principi, che però sono quelli loro propri e non certo quelli fisici, che reggono il mondo fisico materiale. Come abbiamo sempre detto nei nostri articoli e nelle nostre conversazioni e relazioni a convegni  (Nota 1),  ogni sistema è retto da leggi sue proprie e deve perciò essere studiato e compreso in base ad esse. Così studiato e interpretato, ogni sistema si mostra logico: mostra di avere un suo ordine interiore e di rispondere a una propria logica.
Il sistema “mondo fisico” è un sistema (materiale) e ha le sue leggi, quelle fisiche, le principali delle quali sono quelle del divenire, del-la causa ed effetto e dello spazio e tempo. Il mondo psichico è la Realtà della Mente ed è tutto un altro sistema, che risponde a leggi proprie. È assurdo ed è infantile pretendere di studiare la Realtà psichica e i fenomeni mentali in base alle leggi fisiche e ancor più volerli negare perché non corrispondono a tali leggi e dire che sono impossibili perché contraddicono alle leggi fisiche e appaiono impossibili in base ad esse.
Ciò premesso, veniamo ad esaminare quali sono tali leggi e principi specifici della Realtà psichica e che reggono (anche ) i fenomeni parapsicologici di interazione PSI; constateremo e ci convinceremo così che tale Realtà e i suoi fenomeni sono veramente una realtà e che costituiscono un Cosmo del tutto ordinato e logico. Cominciamo da quelli che sono alla base dei fenomeni oggettivi, per poi generalizzare la teoria a tutto il campo.

Lettere comparse per suggestione sulla pelle (dermografismi)  della sensitiva M.me  Kahl, una persona molto suggestionabile. Esperimento condotto da dr. Osty nel 1928   

 

 

3.1. Ideoplastia e psicosomatica
Nella precedente parte seconda di questo articolo abbiamo parlato, tra l'altro, del fenomeno paranormale delle stimmate e delle dermografie; in questo fenomeno abbiamo visto presente e operante e abbiamo esposto un concetto che è fondamentale in tutto il campo dei fenomeni parapsicologici o di interazione PSI oggettivi:, quello per cui il corpo, quando soggiace a una Idea dominante della Mente, si conforma a tale idea, l'idea viene a plasmare il corpo della persona che subisce una tale suggestione. Addirittura, con i fenomeni PK, tale Idea si può realizzare nella realtà esterna; anche questa può conformarsi alle idee della Mente. Insomma, nella Realtà paranormale la Mente (dominante) ha un’Idea e la realizza nel proprio corpo e nel mondo fisico, che si adeguano a tale Idea e al pensiero della Mente.

 

È questa la legge (o il principio) della ideoplastia (plasmazione della realtà da parte di un'Idea). La Mente può plasmare il proprio corpo di cui è dotata e col quale vive nel mondo, e anche la realtà esterna, che sono - soprattutto il proprio corpo - “cera molle” nelle sue mani. Le “mani della Mente” che così operano e plasmano sono le sue idee. Abbiamo detto “plasma il proprio corpo” perché avevamo presente il fenomeno delle stimmate e del dermografismo. In effetti, come si è detto, il principio dell’ideoplastia opera anche nella realtà fisica esterna del mondo. Tutte le produzioni PK, i fenomeni di interazione PSI oggettivi, ne sono la dimostrazione.
 

Questo principio ideoplastico (che, appunto, abbiamo visto in azione nel fenomeno delle stimmate e dei dermografismi) è alla base delle malattie psicosomatiche. Esso ci spiega e ci fa capire come è possibile che nel nostro corpo e nel nostro organismo possa insorgere un “qualcosa” di patologico fisico, fisiologico o organico effettivo (e non solo di immaginario) come è una malattia, indipen-dentemente da un agente o da un contagio oggettivo; o, viceversa, come possa avvenire la guarigione al di fuori di appropriate cure e terapie oggettive. Cioè, malattia e guarigione, aggravamenti o effetti terapeutici possono aversi non solo quando ve n’è una causa obiettiva – un fattore morbigeno, una terapia riuscita, un’altra azione efficiente agente sulla salute – ma anche quando la Mente crede che vi siano stati una tale causa e un tale fattore efficienti. Quando la Mente è convinta fermamente, scatenando l’inconscio profondo e rendendolo attivo, di essere incorsa in uno di tali fattori morbigeni o terapeutici, l’Idea opera e la malattia o la guarigione avvengono. anche se questi fattori obiettivi in realtà non ci sono stati.
 

Basta che la Mente lo creda. Questo pensa la Mente (malattia, guarigione) e così accade. Questo il principio, che è alla base delle malattie psicosomatiche, lo è anche nel campo speculare delle guarigioni spontanee. Nel primo caso la Mente deprime nel proprio organismo e nel secondo caso mette in moto il sistema delle difese immunitarie, che è alla base del meccanismo di conservazione della salute e di autoguarigione. Lo deprime o lo mette in moto, lo scatena da sola, senza esserne sollecitata da principi morbigeni, terapeutici o farmacologici concreti attivi. Ed è questo il principio  fondante sia del ben noto “effetto placebo” sia di quello speculare e corrispondente “nocebo”. I due effetti non sono che un caso particolare di applicazione della legge dell’ideoplastia e ne sono anche la massima prova.


Questo stesso concetto è poi alla base (anche se, il più delle volte, non da solo ma in forma concorrenziale con altre azioni e fattori obiettivi, come uso di erbe segrete dotate di principi chimici attivi) delle molte medicine e terapie non ortodosse e delle cure e guarigioni sciamaniche e tradizionali etniche; e, all’opposto, dell’operatività dei sortilegi e delle “fatture”. Ma questo ci dice anche che queste “azioni magiche” e questi effetti negativi o positivi, provenienti dalla mente e dalla suggestione, non sono illusori, non sono frutto di favole, di fantasia e di allucinazioni. Sono prodotti ed effetti obiettivi e reali. Quando la Mente crede profondamente (coinvolgendo l’inconscio e rendendolo operativo) alla presenza di un fattore o di un effetto terapeutico o morbigeno, essa induce l’organismo a secernere (cura e guarigione) o a non secernere (malattia) – automaticamente, come reazione appropriata e secondo un modello reattivo tipo - gli opportuni mediatori chimici organici come fa (e di cui si avvale) di fronte a un fattore (terapeutico o morbigeno) reale.

 

 

Un guaritore sciamano "succhia" la malattia, facendola così uscire dal corpo del malato. E' chiaro il simbolismo della pratica come è chiaro l'effetto suggestivo  che opera nel malato, la cui mente profonda è altamente radicata in questo archetipo culturale e, quindi, crede in essa e mette in moto le difese immunitarie e il processo di autoguarigione 

 3.2. Il principio dell’ideoplastia: approfondimento
La Mente ha capacità plastica, cioè di plasmare e dare la forma secondo la propria idea agli accadimenti che produce e questa sua capacità mette in opera quando si produce o meglio viene in essere un fenomeno paranormale; è questa capacità che in tale produzione entra in azione. Il fenomeno viene in essere con la forma con cui la mente che lo produce lo pensa. L’evento viene plasmato dall’idea della mente; la sua forma, quindi la forma che assume, rivela l’idea sottostante (ma sarebbe più esatto dire “soprastante”) della Mente. L’idea della Mente (che produce il fenomeno paranormale) si cristallizza, si “solidifica” e si esprime nella forma che questo prende. Di conseguenza, dalla forma assunta dal fenomeno si può risalire all’idea da cui esso è nato e che si è così cristallizzata in esso; una volta poi ricostruita così l’idea creatrice, possiamo (tentare di) risalire con sufficiente sicurezza anche alla Mente a cui quell’idea appartiene e da cui deriva il fenomeno.
Insomma, come le mani dello scultore plasmano la creta e gli danno la forma della scultura che egli vuole realizzare (la creta è “cera molle” nelle mani dello scultore), così altrettanto è per la Mente, che plasma il fenomeno e lo produce, lo realizza nel mondo (paranormale) così come lo pensa.
 

 

La stupenda scultura "I prigioni" con le sue forme abbozzate dà una piena figura della potenza dell'Idea che scolpisce la forma che ha dentro di sé e che vuole rapppresentare

Giorgio De Chirico "La malinconia". E'una bella rappresentazione del sogno da cui nasce e che plasma l'immagine che ha dentro e che vuole esprimere

Tutto questo vale innanzitutto per i fenomeni PSI oggettivi, nei quali c’è una realizzazione fisica e il mondo fisico esterno, che si modifica e si plasma (nella forma dell’evento paranormale che insorge) sotto l’azione di una forza (PK) ad esso applicata dalla Mente. Facciamone qualche esempio, riprendendo i fenomeni (di interazione PSI oggettivi) di cui abbiamo parlato.

Il fantasma "Katie King" materializzato dalla medium Florence Cook

Materializzazione di una mano da parte della medium Linda Gazzera

 

Nella fantasmogenesi l’ectoplasma fuoriuscito dal medium prende la forma di una figura umana e le fattezze di una specifica persona – e così viene riconosciuto – in base al pensiero del Disincarnato che si è presentato e che vuole farsi (ri)conoscere – quando è suo il pensiero che forgia il fantasma – ovvero in base al pensiero desideroso dei partecipanti alla seduta, che desiderano contattare quel dato, specifico defunto. È l’idea dell’uno o degli altri che forma e forgia il fantasma, il pensiero sono “le mani” e l’ectoplasma è la creta che viene plasmata.
La medium Eusapia Paladino, o uno dei presenti alla sua seduta, vuole offrire un fiore a una signora (pure lì presente) e pensa che per porgere un fiore ci vuole una mano. Ed ecco che nell’aria sorge e si forma una mano ectoplasmatica, che tiene un fiore e lo offre a quella signora.

Parimenti accadeva nelle sedute che lo studioso inglese Crawford teneva con il cosiddetto “circolo Goligher” (composto dalla medium Kathleen Goligher e dalla sua famiglia). Crawford riteneva che i movimenti telecinetici degli oggetti (prodotti dalla medium) avvenissero a mezzo di una “leva ectoplasmatica” (da lui chiamata “cantilever”), che spostava o sollevava l’oggetto in base al principio fisico, appunto, della leva; ed ecco che l’ectoplasma prodotto da Kathleen assumeva (e fu fotografato) proprio la forma di un bastone, che agiva da leva.

 

La medium inglese Kathleen Goligher, la principale esponente del cerchio omonimo   

Scrittura diretta su una tavola di ardesia

 

Nella scrittura diretta (lo abbiamo già detto nella precedente seconda parte di questo articolo), poiché nel pensiero comune per scrivere ci vogliono carta e penna, allora si usa disporre sul tavolo una penna o una matita e della carta. E la penna o la matita si alzano e si mettono a scrivere (da sole) sulla carta, o almeno, se la seduta è al buio, se ne sente il rumore, lo scricchiolio della carta per la penna che vi scorre sopra. Il fenomeno è forgiato dal principio di ideoplastia, così penso (che si deve fare per scrivere) così avviene. Che si tratta invece solo di una mimesi di un’idea, è confermato proprio dal fatto che in altri esperimenti è stato accertato che quello che accadeva non corrispondeva a quel modello e che la scrittura derivava dal depositarsi sulla carta della grafite della matita o dell’inchiostro contenuto nella penna. Ma allora, in questo caso, più che di scrittura diretta si tratta di un apporto.

Nel poltergeist, i fatti disordinati e caotici che accadono non sono prodotti a caso né possono essere indifferentemente di qualunque genere ma corrispondono proprio a quel tipo di atti e a quelle cose che vorrebbe fare la mente esagitata da cui scaturisce quel poltergeist. Scoppiano incendi, come se si volesse compiere l’opera distruttiva bruciando e incenerendo. Volano piatti e bicchieri, come se si volesse scaricare la propria tensione e aggressività sbattendo le stoviglie per terra. Sassi, stoviglie e altri oggetti sono lanciati addosso a qualcuno (o gli incendi scoppiano vicino a una data persona) quando l’ira che scatena quel poltergeist è diretta contro quella persona; e così via.

L’apporto assume la forma diretta o simbolica del dono che si vuole fare (ad esempio, un fiore donato ad una signora da una mano ectoplasmatica, come nelle già citate produzioni PK della Palladino); oppure l’oggetto apportato prende forma di una prova che si vuole dare (vengono apportati fiori freschi e ancora bagnati oppure una pianta altissima, come avvenuto in un esperimento di Elisabetta D’Esperance, per dimostrare che non c’era frode, non potevano essere stati portati di nascosto, sotto il vestito o in una borsa, perché si sarebbero sciupati o perché erano troppo grandi); o ancora l’apporto prende la forma di quello che il gesto dell’apporto vuole esprimere (un ciondolo a forma di cuore per esprimere amore, come avvenuto con Roberto Setti nel Cerchio Firenze 77, una medaglietta sacra come invito di senso religioso).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alcune pietre  apportate a Franco Grigiotti da sua moglie trapassata. Le due ultime in basso tramite la medianità  di Marcello Bacci  di Grosseto (foto  ripresa dal suo libro "Oltre Mirella con Mirella", ed. in proprio, 2004

 

L’ideoplastia si manifesta in modo immediato ed eclatante soprattutto nei fenomeni con produzioni ed effetti PK - quelli “oggettivi” cioè - e questo perché qui c’è un materiale, della “creta”, della “cera molle” da plasmare; e così la Mente, che vuole esprimere la sua idea, lo può fare attraverso il fenomeno paranormale PK, plasmando la realtà fisica secondo questa sua idea, realizzandola simbolicamente nell’effetto fisico che produce. Questa sua produzione PK rappresenta e contiene questa idea, e questo lo vedremo meglio nel successivo paragrafo sul simbolismo dei fenomeni paranormali fisici oggettivi.
 

Ma l’ideoplastia governa anche, benché in modo meno appariscente, i fenomeni soggettivi di natura E.S.P. (purché dalla parola e dal suo suffisso “plastia” e dal concetto connesso di “plasmare” togliamo l’idea di un plasmare concreto, materiale e la intendiamo nel senso di “modellare”).
E così, normalmente, io dico e scrivo le cose che penso di dire e che voglio scrivere. È il mio pensiero, la mia idea che conformano il contenuto del mio discorso e del mio scritto. Ma lo stesso avviene in chi sente il mio discorso, in chi mi legge o mi ascolta. La sua percezione (di quello che legge o che sente) si conforma sulla base di quello che legge e che ascolta, cioè ancora dal mio pensiero, dalla mia idea, contenuti nel mio scritto e nel mio parlato che ha letto e ascoltato.
 

Trasportando questo concetto nel campo del paranormale ESP, vediamo che nella telepatia il percepire del sensitivo capta il pensiero dell’altro e si conforma, si modula sulla base di quello che ha captato. È l’idea captata che modella il contenuto (telepatico) del fenomeno.
Nella chiaroveggenza la Mente prende contatto diretto con la realtà fisica esterna su cui si posa o che deve descrivere e "raccontare". Essendosi così formata l'Idea (essendosi così conformata), essa, a sua volta, conforma la visione che il sensitivo ha e le parole, i pensieri che egli sente dentro di sé e usa per descrivere quello che "ha visto" e che sente. Le sue visioni si strutturano e prendono forma secondo l'Idea che da quella "presa diretta" egli (la sua Mente) si è fatta. Quando la mente del sensitivo prende contatto con l’oggetto percepito (quando cioè interagisce in modo PSI con esso), il suo pensiero e le sue idee si modulano in conformità a quell’oggetto. Le percezioni chiaroveggenti che affiorano nel sensitivo sono perciò conformate e modellate dall’idea che egli si è fatto per chiaroveggenza di quell’oggetto, dall’idea di quell’oggetto che gli è affiorata nel profondo inconscio per E.S.P.
 

 

La Mente forgia e "lavora" con la sua Idea, come fa il ragazzo con questa sua marionetta  (Henry Rousseau "Bambino con marionetta")

Nella precognizione avviene la stessa cosa. Quando la situazione futura – evento, stato d’animo, pericolo o altro – viene “comunicata” al percipiente  da un altro psichismo (dall’altra parte del rapporto PSI) al quale quella precognizione si riferisce (e questa “altra parte” può essere anche l’inconscio dello stesso percipiente oppure l’inconscio della persona a cui il fatto accadrà: o anche la Mente, lo Spirito di un Disincarnato), il caso è del tutto corrispondente a quello della telepatia e il contenuto dell’informazione precognitiva si conforma, si plasma, si allinea e si modella sulla base del pensiero e dell’idea percepiti per E.S.P.
Nel caso che la notizia precognitiva sia captata dalla mente profonda del sensitivo direttamente nella realtà esterna, senza essere “pescata” in un’altra mente (o nel proprio inconscio) allora la situazione e il meccanismo che entra in opera sono equiparabili a quelli della chiaroveggenza: nella mente del percipiente le idee si modulano e si plasmano sulla base dell’evento previsto e per come esso sarà.
In conclusione e come sesto approccio possiamo dire che:
a) i fenomeni paranormali derivano da una Mente (del vivente o del Disincarnato) oppure da un altro “ente psichico” che li produce;
b) avvengono a seguito e come effetto (un “seguito” e un “effetto” che però sono di natura sincronicistica e non causale. Questo punto, che è molto importante, lo tratteremo più appresso) di una interazione PSI che la Mente può avere o con un altro psichismo oppure per contatto diretto con un evento o un oggetto al quale essa è sensibile e che è capace di recepire.
c) i pensieri, le idee che insorgono nella Mente (che si formano nella Mente) a seguito di questa interazione plasmano il fenomeno che accade, gli danno la forma; e gliela danno in conformità all’idea che la Mente ha e vuole esprimere. Questo avviene sia nei fenomeni soggettivi, come contenuto delle percezioni E.S.P., sia nel caso di fenomeni PK oggettivi, come struttura nuova o modificazione della realtà, realizzate nel mondo fisico esterno. Il principio dell’ideoplastia regge dunque tutti i fenomeni di interazione PSI.
 

Marc Chagall "Il soldato che beve". I gesti della mano sono rappresentativi dell'intenzione (di bere e di salutare)

 

 3.3. I fenomeni oggettivi PK come effetto secondario simbolico di un principale e originario messaggio E.S.P.
Tutti i fenomeni paranormali sono dei messaggi, sono intesi a dare un’informativa, una notizia; questo lo sappiamo, lo abbiamo detto più volte, anche in relazioni precedenti presentate in questa sede e in altri articoli su questa rivista.
Sono “messaggi” non solo i fenomeni PSI cognitivi, ricevuti per E.S.P., come a prima vista potrebbe sembrare, ma anche quelli oggettivi PK. Del resto, anche nel mondo normale e dei fenomeni normali, un messaggio può essere dato con un atto, attraverso un fatto, con un gesto. I gesti che si fanno sono indicativi o, addirittura, sostitutivi di quello che si vuole fare o dire Se muovo la mano destra nel gesto di “ciao”, voglio dare e con esso dò il messaggio “ti saluto, arrivederci”; il saluto militare, con la palma della mano destra rivolta in alto e le dita tese sotto il berretto significa tante cose, contiene molti messaggi: “sono un militare, pronto ad obbedire, onoro la patria, rispetto i superiori” e tante altre cose.

Disegno e messaggio inviati dal "ragazzo di luce" Manuele e ricevuti da sua madre per scrittura automatica. Il disegno raffigura un "cuore che scrive" (con la punta, come una penna) e sta a significare che egli scrive con il cuore e che il messaggio che  manda a sua madre sono parole d'amore.

Altro disegno-messaggiio di Manuele con lo stesso significato "Un cuore sulla bocca. Dalla sua bocca escono parole del cuore, parole di amore

 

Nel mondo del paranormale, un poltergeist è un messaggio che informa su un disagio psicologico e una tempesta psichica interiore in atto (nella persona, apparentemente calma, che lo produce). Il quadro del nonno che cade o la sua sveglia che suona mentre gli succede qualcosa o muore contiene la notizia (dà la notizia) di tale fatto; il fantasma di una persona conosciuta che si materializza durante una seduta medianica contiene l’informativa “sono qui, sono presente, sono tornato, sono io e sono venuto per dire qualcosa”.
È di tutta evidenza che la scrittura diretta e la voce diretta sono fenomeni posti in essere per dare dei messaggi.
Anche l’apporto è un messaggio. Il tipo di oggetto apportato esprime quello che vuole dire. Una medaglietta religiosa è una dichiarazione religiosa e un invito alla religiosità. Un oggetto a forma di cuore vuole significare amore. E così via.

Se scindiamo il fenomeno paranormale oggettivo nelle sue due componenti a) messaggio; b) accadimento PK nel quale il messaggio si sostanzia, vediamo subito che in esso l’elemento principale ed essenziale, quello che ne esprime il significato e ce ne dà il senso è rappresentato dal messaggio. È questo che “dice quello che il fenomeno vuole dire”, il messaggio contiene la notizia, l’informazione che il fenomeno vuole dare ed è per darci questa notizia che il fenomeno è stato posto in essere o è venuto in essere.
La componente PK e l’accadimento fisico operato nel mondo esterno e nel quale il fenomeno si sostanzia, non è altro che un effetto secondario, o meglio “un qualcosa” di secondario, perché, come vedremo, nel fenomeno paranormale non ci sono una causa e un effetto ma vi è una sincronicità in quello che accade, le produzioni PK (ma anche le percezioni E.S.P.) sono sincronicistiche.
“Qualcosa di secondario” vuol dire appunto che non sta qui l’essenza del fenomeno, per quanto la produzione PK possa essere eclatante e vistosa e fare sensazione. La produzione PK è solo il modo in cui (e con cui) il principale messaggio viene detto. Ma anche in un discorso normale, l’essenza sta nel suo contenuto, la voce, le parole (o lo scritto) sono solo un modo di essere, di porre in essere questo principale contenuto.
 

E tuttavia questa natura e aspetto PK del fenomeno sono anch’essi molto importanti, perché esprimono simbolicamente quello che il fenomeno vuole dire, ci danno il suo significato. Anche se in un fenomeno paranormale oggettivo l’intenzione e il senso (l’essenza) non stanno nel suo effetto PK e non sono quelli di voler produrre il fatto clamoroso fisico PK ma sono quelli di dare un messaggio, tuttavia se questo messaggio ha assunto proprio quella forma e per darlo è stata scelta quella specifica forma (quell’effetto fisico PK specifico prodotto e non un altro), ciò vuol dire che tale forma ha un senso, serve a qualcosa. E infatti è da essa che dobbiamo ricavare il significato del messaggio. Nei fenomeni paranormali oggettivi, l’interpretazione del messaggio-essenza del fenomeno viene data e deve essere ricavata dalla forma (PK) assunta dal fenomeno. E così le "levitazioni" che accadevano a taluni Santi in preghiera, in meditazione, in un qualunque momento gioioso della vita (e così a S. Giuseppe da Copertino, a S. Teresa d'Avila, a S. Francesco) stavano a rappresentare il loro rapimento estatico e la loro elevazione al divino ed erano un effetto psicosomatico (trascinamento del corpo) di questa Idea dominante. Lo stesso accade per le stimmate, sotto l'effetto dell'idea della passione di Cristo.

 

Rapimento celeste di S. Francesco in una rappresentazione (acquaforte) del '700

 

 

La meditazione di S. Francesco su Cristo produce su di lui le sante visioni e, come effetto psicosomatico, le stimmate

 

S. Francesco riceve le stimmate

 

Una visione estatica di S. Francesco. Qui il fenomeno (mistico) non è fisico (PK) ma è solo visionario (ESP). Ma altrettanto la visione è conformata dall'Idea

Il volto di un bambino,  riconosciuto per quello del trapassato Cesarino Perti (viso in alto) materializzato dalla medium Linda Gazzera (viso in basso). L''Idea del bimbo percepita per ESP dalla medium dà la forma all'ectoplasma da lei emesso))

 

Ma questo non solo nei fenomeni mistici, anche nella fenomenologia paranormale umana del medium. Ad esempio, un fantasma materializzato esprime il senso di presenza e il riconoscimento che il medium ha di una Entità intervenuta nella seduta e che egli incorpora. La materia ectoplasmatica che egli emette è da lui forgiata e "scolpita" nella forma e con la figura, le fattezze, i vestiti con cui l'Entità si fa percepire per farsi identificare.

Dunque, la produzione PK, l’evento fisico che accade nel mondo (e che sostanzia l’interazione PSI in quel fenomeno di interazione PSI oggettivo) è un simbolismo, esprime in forma simbolica quello che il messaggio vuole dire. In sostanza, nel fenomeno PK avviene questo: a) c’è un messaggio che deve essere dato per via PSI (attraverso una interazione PSI) perché non è suscettibile di una trasmissione normale (è fuori dalla portata dei sensi o è un evento futuro o vi è un altro motivo ostativo); b) di regola questo messaggio viene dato e viene recepito per E.S.P.; c) in molti casi, l’energia medianica del medium è molto forte, oppure la notizia da dare è altamente emozionale e la carica energetica che questa notizia porta in sé e di cui è rivestita è troppo potente; d) in tali casi la carica energetica psichica contenente la notizia si dissocia dal medium, talché essa stessa diviene ed è uno “psichismo” a sé stante, che opera, per così dire, in prima persona. Allora, quando si danno tutte queste condizioni e la carica energetica, così dissociatasi, si manifesta nel mondo per conto proprio e dà il suo messaggio in quel modo (PK) e con quella forma (lo specifico fenomeno utilizzato e l’aspetto specifico che assume), allora essa viene ad esistere di per sé, non è più tanto una produzione e "un qualcosa" del medium: è solo se stessa, una "individualità a sé stante, un "esistente", sia pure labile e temporaneo, transitorio che vuole dare "quel" messaggio e animato da questo messaggio e da questa finalità di darlo.

E questo avviene e vale non solo nel caso di un "fantasma" ma per qualunque fenomeno PK, soprattutto quando in quella forma è ripetitivo.

Poiché gli “enti psichici” si esprimono sempre, o quasi, in modi simbolici, come appare evidente dai sogni. Così altrettanto, nel fe-nomeno paranormale oggettivo la carica psichica dissociatasi che opera l’effetto fisico nel mondo si esprime (esprime quello che ha da dire, il suo pensiero, il suo “sogno”) in forma simbolica, attraverso un simbolismo, quel particolare simbolismo, che “imprime” nel mondo fisico.
In conclusione e come settimo approccio diciamo che l’interazione PSI si concretizza sempre in un messaggio dato at-traverso il fenomeno paranormale che ne scaturisce; e che nel messaggio stanno l’essenza e lo scopo dell’interazione PSI e del fenomeno. Ciò appare a prima vista per i fenomeni soggettivi E.S.P. ma vale pienamente anche per quelli oggettivi con effetto fisico PK. In questi, la forma PK assunta esprime (e serve per esprimere) simbolicamente il messaggio che vuole essere dato.
 

Guru indiano. Il suo "esercizio" è la meditazione e l'insegnamento

 

Questo primato del messaggio E.S.P. e questa importanza secondaria del fenomeno PK è testimoniata anche dal fatto che i centri medianici più consapevoli e i medium spirituali privilegiano, nell’attività che svolgono, i messaggi e l’insegnamento, cioè la parte cosiddetta “ultrafanica”, mentre i fenomeni fisici poco o per niente sono ricercati. Parimenti, per lo yoghin o per il guru di un ashram sono importanti la meditazione, l’illuminazione, l’insegnamento; mentre i siddhi, i poteri, non solo non sono affatto cercati, anzi il loro esercizio e il loro prodursi sono evitati, vengono allontanati.
 

 

Un fakiro indiano nel suo classico esercizio di  stare seduto o sdraiato su un letto di chiodi

3.4. I fenomeni di interazione PSI sono fenomeni sincronicistici (Nota 2)
Nel mondo fisico, il nostro mondo di tutti i giorni, ogni avvenimento, ogni fatto che accade, ogni fenomeno avviene in base al principio di causa ed effetto, obbedisce rigorosamente a tale principio ed è retto da esso. A monte e prima di ogni fatto (b) ve ne è un altro (a) che è la sua causa, e (b) ne è il suo effetto; a sua volta il fatto (b) diviene causa di un altro fatto (c), che è il suo effetto, e così via.
La scansione causa-effetto avviene in successione, prima c’è la causa (il fatto causale) poi viene l’effetto. Si tratta dunque di una scansione temporale; intercorre sempre un intervallo di tempo, per quanto possa essere infinitesimale, tra la causa e il suo effetto.
Proprio per questo nel mondo fisico - che è il mondo del divenire, dove i suoi accadimenti sono “trasformazioni”, che avvengono in successione uno dopo l’altro in base al principio di causa ed effetto, prima il fatto causale e dopo il fatto causato, l’effetto – proprio per questo, dicevamo, nel mondo fisico materiale c’è il “tempo”. Proprio perché è il mondo del divenire e il mondo delle trasformazioni da causa ad effetto, il nostro mondo è soggetto alla temporalità, è inscindibilmente legato alla dimensione “tempo”. Per questo da noi esiste, e non può non esistere, il tempo.
In conclusione e riassumendo, il mondo fisico è il mondo del divenire e questo divenire si svolge in base alla legge di causa ed effetto: un fatto ne causa un altro, che è il suo effetto, il quale poi ne causa un altro che ne è l’effetto (l’effetto del primo effetto, divenuto a sua volta causa di questo secondo effetto) e così via. Tutti questi fatti avvengono in successione e questo comporta la dimensione tempo, che dunque governa il divenire del mondo fisico, e comporta che la realtà fisica e tutti noi siamo assoggettati al tempo.
 

 

Il principio di causa-effetto inquadra e governa la dimensione della materia. Nella figura il fatto di premere l'interruttore è la causa dell'effetto passaggio della corrente elettrica e accensione della lampadina

Proprio perché ci sono una causa (prima) e un effetto (dopo) i fenomeni del mondo materiale e tutto il divenire richiedono un tempo (una dimensione temporale)

Il mondo paranormale (dei fenomeni paranormali) è una realtà di interazioni PSI, i suoi accadimenti sono delle interazioni PSI e i fenomeni cosiddetti paranormali sono quelli che nascono da queste interazioni PSI.
L’interazione PSI, che è alla base del fenomeno paranormale, non comporta una successione da causa ad effetto. Non necessita di una scansione temporale perché l’interazione PSI è “una sola, con due parti”. E così, nell’interazione PSI dei fenomeni soggettivi, i contenuti E.S.P. affiorano nella mente del percipiente in contemporaneità a quando questi contenuti, pensieri, emozioni e stati d’animo, sono insorti nella mente della persona a cui appartengono, cioè nella mente dell’agente.
Nella telepatia, ad esempio, non avviene che prima c’è il mio pensiero, io penso qualcosa, e dopo il sensitivo, o l’altra persona percipiente, sente dentro di sé questo mio pensiero; cioè, il mio pensiero non causa come suo effetto la percezione telepatica né questa è l’effetto della ricezione, da parte dell’altro, del mio pensiero. Invece il mio pensiero affiora nella mente dell’altro contemporaneamente a quando io lo formulo nella mia mente. Da un’unica radice affiorano nella realtà due efflorescenze, una nella mente dell’agente e l’altra in quella del percipiente. Ed è questa la sincronicità, il principio di sincronicità, che regge i fenomeni di interazione PSI (paranormali) in sostituzione di quello di causa ed effetto del mondo fisico.
Il pensiero, il messaggio affiorano nello stesso momento (con sincronicità, sincronicisticamente) nella mia mente di chi l’ha formulato, e nella mente dell’altro, che lo percepisce e lo sente dentro di sé. Sgorga contemporaneamente nei due terminali, la mia mente e quella dell’altro. Parimenti avviene nelle altre percezioni E.S.P.

 

Con il principio acausale della sincronicità i due "eventi", quello psichico e quello fisico suo rappresentativo materiale, nascono e affiorano insieme nella realtà

Il fattore psichico, pensiero o emozione, da cui sgorga il fenomeno paranormale è fuori del tempo, nella sua dimensione psichica, e da fuori, come il mago alchimista crea ("determina") il pensiero o l'emozione cosciente e l'evento fisico suo rappresentante simbolico.

 

Ma anche gli eventi PK accadono, emergono nella realtà e si producono in contemporanea e nello stesso momento del pensiero che l’ha prodotto. Questo si comprende molto bene soprattutto se pensiamo che anche i fenomeni di interazione PSI oggettivi sono dei messaggi. Come abbiamo detto, il fenomeno PK è esso stesso il messaggio, espresso simbolicamente con quell’accadimento fisico. Se l’accadimento PK è esso stesso il messaggio, è chiaro che avviene in contemporanea, sincronicisticamente, a quando è stato pensato. L’accadimento fisico è il pensiero, espresso in forma concreta.
Se io penso, il pensiero sorge nello stesso momento in cui l’ho pensato; non c’è una differenza temporale fra il mio pensare e il relati-vo pensiero; pensare e pensiero sono una stessa cosa. È, eventualmente, l’atto con cui attuo il mio pensiero nel mondo e nel suo spazio-tempo, che è successivo al pensiero.
Ma l’accadimento PK non è una attuazione successiva concreta del messaggio. È la stessa cosa che il messaggio, è esso stesso il messaggio espresso, anzi formulato in forma concreta. È chiaro che, come tra il pensare e il pensiero non c’è un intervallo temporale ma c’è una contemporaneità, parimenti c’è una contemporaneità tra messaggio (pensare, inviare il messaggio) e prodotto PK che lo esprime (pensiero concretizzato nel fenomeno PK). Questo, dunque, rende ragione e spiega perché tra i fenomeni di interazione PSI che rispondono al principio di sincronicità, non vi è una scansione temporale (tra l’interazione e la sua manifestazione E.S.P. o P.K).
 

Vediamo, ad esempio, un poltergeist. Nella realtà ordinaria, se io sono arrabbiato con un’altra persona e gli voglio tirare un piatto, prima penso al gesto da fare per colpire quella persona, poi prendo il piatto e dopo ancora glielo tiro. C’è, in tutto questo, una scansione e una successione temporale tra pensiero e fatti. Nel corrispondente accadimento paranormale R.S.P.K., la mente agitata scaglia i piatti per il fatto stesso della sua agitazione e con il fatto stesso di essere agitata; e perciò nello stesso momento in cui è così agitata. Così l’animo agitato si esprime. Cioè, l’agitazione psichica è la stesso cosa, simbolicamente e sincronicisticamente, dei piatti che volano e nasce e si concretizza con questo lancio di piatti. Le due cose sono una medesima cosa, avvengono perciò nello stesso momento; con una stessa radice nascono ed esistono nei due mondi. Nei due diversi piani, quello psichico e quello terreno fisico, lo stato d’animo agitato si manifesta nello stesso momento in due modi: come agitazione nella sfera psichica e come piatti che volano nel mondo fisico.
Dunque, l’interazione PSI e la fenomenica paranormale sono rette dal principio di sincronicità, che sostituisce nel mondo psichico del paranormale e delle interazioni PSI il principio di causa ed effetto, che è proprio invece del mondo fisico. Conclusivamente, l’interazione PSI e i correlativi accadimenti paranormali non comportano una successione temporale né c’è una scansione in diversi momenti di quello che avviene. Il mondo PSI e le sue interazioni non sono perciò soggetti al tempo, in essi non c’è la dimensione tempo.
 

Il divenire, che è il modo di essere del mondo ed è l'apparire (manifestazione) dell'Essere, è molteplicità: il castello. l'albero, il gatto il prisma ecc.

Ma l'Essere è uno anche se appare in forma di molteplicità

 

3.5. Il mondo dei fenomeni di interazione PSI
Se raccogliamo e riuniamo insieme tutti i tasselli, che sopra abbiamo elencato e descritto separatamente, possiamo avere un quadro unitario e una visione e rappresentazione d’assieme del mondo delle interazioni PSI – il mondo dei fenomeni paranormali.
Accanto al nostro mondo fisico, accanto al suo divenire c’è un mondo psichico, c’è una dimensione psichica; e in essa ci sono realtà e soggetti di natura psichica, che sono il tessuto multicolore di quel mondo. Questi soggetti e realtà psichiche, questi “psichismi”, come li abbiamo chiamati sin dall’inizio, non appartengono alla dimensione del “divenire” ma “sono”, hanno l’essere (Nota3) e quindi non si trasformano da una cosa all’altra, dall’uno all’altro (in base al principio di causa ed effetto), come avviene nel nostro mondo fisico materiale. Non si trasformano in un’altra cosa ma restano se stessi (questo significa “sono”) modificando (ampliando) la propria “corporatura spirituale”, la coscienza cosmica.
Quanto alle relazioni tra loro, abbiamo già detto che quello che intercorre nel loro mondo non è un rapporto di causa ed effetto ma è un rapporto di similitudine, di significatività, di emozione affettiva. Così si riuniscono e si rapportano tra loro: per simpatia, per affinità, per significatività, per attrazione  (Nota 4) . Acqua con acqua, terra con terra, aria con aria, fuoco con fuoco, simile cum similibus. Aristotele e S. Tommaso sono sempre attuali. Il tutto avviene in modo sincronicistico.

Questa è, anche nel mondo, l’interazione PSI; così funziona questa interazione quando appare nel mondo sotto forma di fenomeni paranormali

3.6. Il mondo animato
Questo mondo psichico interagisce nel profondo anche col nostro mondo fisico, perché “nel profondo” c’è il momento del loro contatto e del loro colloquio. Nel profondo c’è contatto e colloquio tra le due dimensioni, quella terrena e quella psichica, quella del corpo e quella dell’anima.
In questo modo, in questo contatto e colloquio profondo, il mondo psichico anima, dà anima al mondo fisico. Cioè lo anima, perché tutto nel mondo è animato; tutto viene così animato.
Questo contatto e questa interazione sono continui, sono per sempre, è una relazione permanente e istituzionale che la Realtà psichica ha con tutte le “cose” e che vi è tra tutte le “cose”. E questa è la vita. E in essa il soffio psichico è quello vitale.
Ma tutto questo avviene nel profondo, nell’inconscio e resta inconscio, silenzioso, inavvertito, se non al mistico, che ne è consapevole, e al medium, che ne è testimone inconsapevole. Ogni tanto, però, dei barlumi di questo modo diverso di essere e di questo relazionarsi, risalgono al livello cosciente e si mostrano nel nostro mondo, scoppiettano e si accendono qua e là come dei fuochi di Sant’Elmo, erratici, inafferrabili. Sono quelli che chiamiamo “fenomeni paranormali” e sono il prodotto, sono l’espressione e l’occasionale rappresentazione, sfuggita al controllo dell’inconscio e risalita alla superficie cosciente, di quell’interazione PSI e di quella relazione vitale fra anima e corpo, fra psiche e realtà fisica che dal profondo governano e animano il mondo.

 

 

L'Essere, anche se invisibile, riempie di sé il mondo e ne è l'anima

Note

(1)  Vedi anche l'articolo "Ripetibilità del fenomeno e sperimentazione di laboratorio in parapsicologia" di F. Masi in "La Ricerca psichica" anno X, 2003, n. 1 (e di prossima edizione anche su questo sito)

(2)  Vedi, su questo sito, l'articolo sulla sincronicità (Settore "Uomo e universo", Sezione "Universo".

/3)  Non sono sottoposti al “tempo” ma hanno una crescita spirituale.  Alla nostra “dimensione temporale” corrisponde, nel loro mondo, la loro “dimensione spirituale”. Da noi passa il tempo e noi diventiamo adulti; da loro cresce la coscienza cosmica e la comprensione spirituale e loro aumentano di spiritualità. In un ipotetico sistema di assi cartesiane, alla nostra ascissa “tempo” corrisponde da loro l’ordinata “crescita spirituale”. Tutto questo è stato fatto comprendere da insegnamenti dati in seduta medianica.

(4)  Vedi l’articolo citato alla precedente nota 1

 

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