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Giorgio di Simone
Oltre il Muro invisibile
Mediterranee, Roma, 2003
pp. 188 € 10,95
 
 

Giorgio di Simone, notissimo studioso del paranormale e della sopravvivenza, si occupa ancora una volta, con questo libro, dell’Uomo. Perché solo nell’uomo e in una sua comprensione integrale le fenomenologie paranormali in generale e quelle specifiche della sopravvivenza in modo specifico trovano il loro vero metro di misura.
Il Muro di cui si parla - l’autore lo definisce sin dalla prima pagina - è “un ‘qualcosa’ che separa l’Uomo dal mondo originario del suo essere più intimo e più profondo”; ed è una definizione che contiene in sé già tutto il nocciolo e l’essenza del discorso. Attenzione!, queste due parole, nocciolo e essenza, non sono una ripetizione: l’essenza di un discorso è il suo vero significato, il pensiero che l’autore del discorso - fatto di tante parole, tante esemplificazioni, tante argomentazioni – vuole effettivamente portare avanti; il nocciolo (di questa essenza) sono le poche parole, o la concisa, breve espressione in cui l’autore racchiude – quando vi riesce, perché non è facile; e qui l’autore, con quella frase, vi riesce benissimo – il succo, l’ultimo distillato, il senso finale di quel suo pensiero.
E dunque, riandando al nostro Muro, viene detto che l’Uomo - con la U maiuscola, dunque inteso nella sua integralità macrocosmica e non solo nella sua apparenza microcosmica – ha un suo fondamento ultimo e intimo, che è nella sua patria originaria. L’occhio e l’attenzione sono così puntati su questa vera patria - che non è certo il comune di nascita – e quindi sul muro perché se un “muro” è un qualcosa che divide, l’ansia è quella di conoscere quello che c’è al di là del muro, quale è questa patria originaria che sta “oltre”. Di qui si dipana tutto il cammino.
Al di là di un muro che divide c’è l’ignoto, c’è l’Immenso Sconosciuto. Il muro delimita, segna una “fine”, dopo inizia qualcos’altro. Lo spazio “aldiquà”, dove noi siamo, delimitato dal Muro, è lo spazio della vita e il tempo di un vivere individuale. Ma la fine di un vivere individuale è la “morte”; il Muro dunque è la morte. Ma allora, se così è, la conseguenza è ovvia: l’ulteriore ”spazio” dopo la morte e la “patria” che sta “oltre il Muro”, è quella la patria originaria dell’Uomo! Il luogo da dove veniamo (e dove torneremo). Questa è la grande, rivoluzionaria intuizione e scoperta, il grande e rivoluzionario sillogismo: il nocciolo. Il discorso è così tutto impostato, ora avanti!
Oltre il Muro c’è l’Ignoto. Ma è un ignoto che ha lasciato passare, negli anni e nei secoli, tanti barlumi di luce, tanti indizi, tanti messaggi e flash di conoscenze (e anche qualcosa di molto più che dei flash), che, se li mettiamo assieme, ci danno una immagine di quello che c’è al di là del Muro; ce ne danno una rappresentazione abbastanza comprensiva, sufficientemente comprensiva. Naturalmente non si tratta di paesaggi, di regioni parageografiche ma dei nuovi modi di essere che l’Uomo acquista “oltre il Muro” e del suo essere più intimo e più profondo che ne emerge e che non è un corpo che cammina sulla terra,ma è un’essenza e un significato; e di questo l’autore voleva parlare, come ha detto sin dall’inizio;
Dunque, da di là del Muro sono trapelati segnali (fenomeni) e voci che ci hanno detto tante cose di quel mondo, di quella nostra patria, di quella nostra essenza. In questo suo libro, Giorgio di Simone passa in rassegna - rapidamente, per le parti principalissime e fondanti; né potrebbe essere diversamente, altrimenti ci sarebbe voluta un’enciclopedia – le più importanti di queste comunicazioni, di questi segnali, inviatici da notevoli e carismatici Personaggi medianici dell’Oltre: gli insegnamenti di Jersey, quelli di Symbole, la Grande Sintesi di Piero Ubaldi, le conversazioni tenute per tanti anni dall’Entità A, la messaggistica del Cerchio Firenze 77, le tante comunicazioni di Seth e altre e altre, tutte di un grande spessore.
Nel libro viene dunque riportato il “succo” di quei messaggi, ma anche così, complessivamente, ci viene detto molto, veniemo a sapere molte cose intorno a quella “patria”. E, oltretutto, il libro è anche un ottimo spunto, un allettante punto di partenza, per il lettore, per andare a leggersi quelle comunicazioni e per approfondire quelle informazioni nel testo integrale e nella loro completezza originale.
 

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