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  I SEGNI MIRACOLOSI “PIU’ SPAVENTOSI”

 EPIU’ PRODIGIOSI” DEL PRIMO EVO MODERNO

 

 

Michaela Hammerl

Traduzione dal tedesco di Teresa Galiani

 

 

 

La Dr. in filosofia Michaela Hammerl (nata Schwegerl) è nata nel 1974 ad Augusta, ha seguito il corso di studi in linguistica tedesca, folclore e letteratura tedesca innovativa  presso l’Università di Augusta, nel 1999 il corso di studi medievali, nel 2001 ha conseguito il dottorato sul tema “‛Segni miracolosi ‘spaventosi’ o ‘fenomeni naturali’? Relazioni  sui segni miracolosi del primo evo moderno dal punto di vista della scienza”, nel 2001-2002 ha svolto attività di lettorato presso la casa editrice C. H. Beck e ha conseguito una borsa di studio di post dottorato presso l’Università di Augusta per un progetto di ricerca sul tema “Gli artisti girovaghi minori nel primo evo moderno”, nel 2002-2004 è stata bibliotecaria referendaria, dal 2004 bibliotecaria scientifica presso la Biblioteca statale bavarese di Monaco.

Pubblicazioni (scelta): Il racconto dei segni miracolosi come tipo di testo della letteratura altotedesca dei fogli volanti. – Marburgo: Tectum–Ver., 2001; Nuovo giornale spaventoso tuttavia veritiero. Soggettività e oggettività nelle relazioni riguardanti i segni miracolosi del primo evo moderno. In: Rivista di filologia tedesca 121 (2002), 72-88; La raffigurazione degli animali prodigiosi sui fogli volanti del primo evo moderno. In: Fabula. Rivista di ricerca sulla narrativa 43 (2002) 3/4, 227-250; “Segno miracoloso spaventoso” o “fenomeno naturale”? Relazioni riguardanti i  segni miracolosi del primo evo moderno dal punto di vista della scienza. – Monaco: Istituto per il folclore, 2002 (Scritti bavaresi di folclore; 7); Strange and Wonderful News. L’aspetto narrativo nei segni miracolosi inglesi e tedeschi. In: Sabine Wienker-Piepho/Klaus Roth (a cura di); La narrazione tra le culture. Münster ed altri: Waxmann, 2004 (Relazioni di Monaco sulla comunicazione interculturale; 17), pagg. 117-130; Piccolo dizionario enciclopedico dei segni premonitori e dei prodigi. – Monaco: Beck, 2004.

Avvertenza per il lettore: tutte le frasi o brani riportati in corsivo rappresentano la traduzione di estratti di fogli o scritti volanti originali tedeschi del 1500, così come riportati dall’autrice dell’articolo.

 

La credenza nei segni miracolosi nel primo evo moderno

 

Dopo che la credenza nei segni premonitori aveva conosciuto un suo primo apice nell’antichità – soprattutto presso i Romani – essa ricevette un nuovo slancio nel 16. secolo. Sia che si trattasse di aurore boreali, di apparizioni ai margini solari, di eclissi solari, di comete, di pioggia di chicchi di grano, di miracoli collegati al sangue, di fonti miracolose, di apparizioni di spiriti, di resurrezioni, di esseri deformi e così via, - tutti questi fenomeni suscitavano indistintamente presso gli uomini del primo evo moderno paura e terrore, poiché erano considerati segni provenienti da Dio, il quale in tal modo voleva punirli per i loro peccati e voleva avvertirli dell’arrivo di una grande sventura.

Con la stampa del libro viene data per la prima volta la possibilità di trasmettere tali racconti in forma relativamente più economica e veloce ad una vasta cerchia di fruitori. Come nuovi metodi di comunicazione si offrivano per questo fogli e scritti volanti poiché erano facili da riprodurre. Mentre gli scritti volanti costituiti da parecchie pagine  per lo più erano strutturati in modo più complesso e per tale ragione erano più complicati da leggere, i fogli volanti composti da un’unica pagina, in virtù della semplicità della loro struttura e del loro linguaggio e grazie alle grandi illustrazioni, si rivolgevano ad ampi strati della popolazione. Quello che colpisce negli scritti è l’interpretazione stereotipata dei segni miracolosi: essi non vogliono mai essere dei puri mezzi di informazione, bensì intendono sempre contemporaneamente interpretare i segni e appellarsi agli uomini.

Quanto la credenza nei segni miracolosi nel primo evo moderno fosse ampiamente diffusa, lo prova l’enorme numero di fogli e di scritti volanti pervenutici. Se uno scritto si vendeva particolarmente bene esso veniva ristampato da altri stampatori. Con ciò accadeva che il testo veniva cambiato, venivano inserite delle altre figure o che da un foglio volante si otteneva uno scritto volante e viceversa. Quando sono presenti parecchi di tali esemplari su un certo avvenimento, questo testimonia una grande popolarità del segno miracoloso trattato.

Quanto segue si riferisce esattamente a questi segni miracolosi popolari sui quali sono apparsi parecchi fogli e scritti volanti. Sono stati scelti quattro segni miracolosi da ambiti del tutto differenti, che hanno in comune l’essere stati riportati con straordinaria frequenza.

 

Segni celesti comparsi il 27.02.1561 tra Eisleben e Mansfeld

 

Un segno celeste che, a quanto pare, godette di grande considerazione, fu visto il 27.02.1561 tra Eisleben e Mansfeld da molte oneste e veritiere persone. Tutti gli scritti apparsi su questo segno sono accompagnati da una grande xilografia che presenta essenzialmente sempre le stesse immagini: il sole scomparso direttamente dietro le nuvole, due colonne di fumo, una verga ed un crocifisso con il corpo di Cristo. Tuttavia gli scritti si discostano nel testo l’uno dall’altro. Il foglio volante stampato a Norimberga da GEORG KREYDLEIN1 fornisce solo una esatta descrizione dell’apparizione, indica i nomi di coloro che hanno osservato il segno così come l’esatto arco di tempo all’interno del quale esso è stato scorto. I singoli “oggetti” vengono descritti secondo forma e colore. Le colonne sono di color cenere, da esse è fuoriuscito un vapore nero e i nastri /con cui la verga è legata / sono in modo molto visibile di colore  verdino.

 

 

Figura 1  Frontespizio di un foglio volante anonimo sui segni celesti del 1561

 

Mentre il foglio volante di KREYDLEIN non fornisce l’interpretazione dei singoli segni e termina solo con la breve orazione: Dio testimoni la sua grazia / ci protegga in giustizia e in verità per l’eternità / AMEN , invece nel foglio volante di MICHAEL MOSER2 la parte  dedicata alla interpretazione e all’ ammonimento prende tre quarti del testo. La descrizione nel primo quarto concorda essenzialmente con quella di KREYDLEIN. Nel resto del testo, però, MICHAEL MOSER tratta l’apparizione celeste come un segno per rendere plausibile la collera di Dio e ammonire gli uomini  affinché non considerino tali segni con scarsa serietà, bensì li lascino essere un avvertimento e migliorino la loro vita. Come già numerosissime storie della Bibbia insegnano, Dio cerca di mettere in guardia dal male gli uomini attraverso dei segni. Così anche adesso, secondo MICHAEL MOSER, egli ammonisce gli uomini in modo semplice con dei  segni affinché essi ricordino loro il felice futuro che li attende con Cristo.

 

 

Figura 2:  Foglio volante di Augusta di Hans Moser sui segni celesti di Eisleben

 

HANS MOSER fornisce una interpretazione specifica dei singoli segni nel suo foglio volante di Augusta (vedi fig. 2).3 Egli paragona le due colonne color cenere ai due nemici crudeli / dunque il moscovita e il  turco. Le verghe sono un segno di spargimento di sangue / di guerra / di pestilenza / di carestia/ ed altre dure pene. Il fatto che le colonne fumino significa che  questi due nemici distruggeranno le terre con il fuoco e con le guerre. Qui dunque le apparizioni celesti vengono impiegate per un caso concretamente attuale e vengono interpretate come segni di guerra e di spargimento di sangue.

Lo stesso segno celeste può dunque essere descritto e interpretato in modo differente. Esso viene visto sempre come segno dell’ira di Dio e come incitamento dei peccatori alla penitenza. I singoli simboli – verga, colonne di fumo, croce – simboleggiano esattamente questo tipo di interpretazione.

 

Pioggia di chicchi di grano avvenuta il 14.06.1570 in Baviera e Austria

 

Grande interesse sembra aver suscitato anche la pioggia di chicchi che deve essere caduta il 14.06.1570 contemporaneamente in tre luoghi, cioè a Zwispalen in Austria, a Ried in Baviera e a Mattighofen nella contea di Ortenburg. Due fogli volanti dallo stesso testo, solo con le xilografie sostituite, sono di PETER HUG di Strasburgo4 e di MICHAEL MANGER5 di Augusta. Le immagini mostrano dei chicchi giganteschi nell’aria e al suolo, così come degli uomini che li raccolgono. Il testo riferisce che tra le ore 4 e le 5  fa mostra di sé una fitta o cupa nube e che da essa sono piovuti dei chicchi di grano. Gli uomini li hanno raccolti e ne hanno riempito alcune scodelle, il grano macinato e cotto / ha dato un pane molto dolce e amabile. Nella seconda parte del testo l’autore cerca di spiegare che l’avvenimento è una prova della onnipotenza e della bontà di Dio e che può essere visto come un caso parallelo alla pioggia di manna, di cui si riferisce nell’antico testamento.

 

 

Figura 3  Foglio volante di Peter Hug sulla pioggia di chicchi di grano del 1570

 

Il particolare che il grano non piova semplicemente dal cielo, bensì che venga inviato da Dio, viene descritto anche nel foglio volante di Zurigo di CHRISTOPH SCHWEITZER6 sulla pioggia di grano. Infatti qui la pioggia cade dalle nuvole, che formano un semicerchio che include il tetragramma di Javè. Come prova della veridicità dell’evento vi sono tre nobili uomini che - a margine della xilografia - assistono all’evento, così come il riferimento ad alcune piogge di grano nelle antiche storie alla fine del testo.

L’ammonimento che si trova in un anonimo foglio volante di Augusta, lungo otto pagine, alla fine della parte destinata all’interpretazione può probabilmente essere considerato come un sostituto dell’intera relazione sulla pioggia di grano: Dio voglia il nostro cuore volgere (…) così che noi viviamo secondo il suo volere divino / affinché ci spetti l‘eterno pane celeste. Colui che, dunque, conduce una vita nel senso voluto da Dio - così suona il messaggio nel racconto della pioggia dei chicchi -, per un parte viene nutrito di cibo nella vita terrena e dall’altra viene compensato nella vita eterna.

 

4. Il digiuno miracoloso di Katharina von Schmidtweiler

 

Fanciulle o donne che digiunavano suscitarono sempre un grande scalpore nel 16. secolo. Probabilmente la più nota di esse è la ventisettenne Katharina da Schmitdweiler, che non mangiò per sette anni. Un foglio volante di BERNHARD JOBIN7, così come tre scritti volanti di JOHANN BECK, JACOB MÜLLER e VALENTIN SCHÖNIG, riportano la storia in modo simile. In essi viene riferito che alcuni emissari del principe si recano alla volta di Schmidtweiler, per esaminare sul posto la suddetta fanciulla.

 

 

Figura 4  Xilografia del foglio volante di Bernhard Jobin su Katharina, la fanciulla che digiuna

 

Inoltre vengono riassunti in forma molto dettagliata i risultati dell’interrogatorio del padre, della madre e della fanciulla. A questo segue una parte giustificativa degli autori, in cui essi espongono le loro prove per dimostrare la veridicità dell’accaduto.

Della fanciulla si dice che da bambina era stata molto forte e vivace, fin da giovane dotata di doti taumaturgiche / ubbidiente e fedele verso i genitori / aveva diligentemente imparato / le preghiere / e il catechismo / e si era recata sempre volentieri alla predica / ed aveva ascoltato la parola di Dio: che anche nella sua debolezza aveva lavorato e operato con diligenza. Inoltre ella aveva un viso fine dal bel colorito / ben modellato / dagli occhi chiari / vivaci / limpidi e un respiro libero e dal buon profumo. Katharina, dunque, viene descritta come una fanciulla buona, pia, brava e bella, in sé perfetta. Poiché, però, nessuno è capace di restare naturalmente  / senza mangiare e bere per un tempo così lungo e poiché grazie alle indagini volute dal principe poté essere escluso l’inganno, secondo l’autore degli scritti doveva trattarsi di un miracolo di Dio.

Il digiuno miracoloso viene trattato anche in un foglio volante di VALENTIN SCHÖNIG8 (vedi fig. 5) che, tuttavia, si discosta fortemente dal precedente. Dopo che nella prima parte sono state descritte la fanciulla e le sue caratteristiche, nella seconda parte segue il messaggio che la fanciulla deve aver esternato: ella condannava il mondo malvagio, la grande idolatria e i falsi e seducenti insegnamenti degli ecclesiastici. Dunque non vengono messe in risalto l’aspetto umano e il modo di vivere della fanciulla, bensì al contrario le sue particolari caratteristiche divine, così che la fanciulla può essere considerata addirittura una messaggera di Dio.

La ripresa del caso 20 anni più tardi attraverso uno scritto volante di MARTIN SPIESS9 è istruttiva per un duplice aspetto. Da un lato documenta la celebrità della storia, dall’altro fornisce una spiegazione conclusiva. Infatti accanto alla descrizione

 

 

Figura 5  Foglio volante di Augusta sulla fanciulla di Schmidtweiler che digiuna

 

dell’accaduto l’autore vuole fornire dei chiarimenti su cosa Dio ci indica attraverso esso. Egli cerca di vedere la malattia della fanciulla come un simbolo degli eventi che in generale accadono nel mondo. Così, per esempio, la sua testa malata mostra come appaiono al mondo i signori della nazione tedesca / con i loro consigli femminei, deboli e impotenti. Anche il ritorno della salute viene interpretato in senso figurato come un ritorno alla vita cristiana e devota. L’autore usa il caso concreto, dunque, per svolgere una critica sociale generale: la malattia della fanciulla viene paragonata alla degenerazione della nazione tedesca.

 

5. Le fonti miracolose di Hornhausen

 

In ogni caso di una fama altrettanto grande godettero le sorgenti miracolose che furono scoperte a Hornhausen nel 1646. Essa ha avuto inizio con tre fontane – come si apprende da uno scritto volante anonimo10 -  che, tuttavia, possedevano differenti qualità. Mentre la prima era stata la più dolce, la seconda era stata molto salata, la terza, però, tra la prima e la seconda era stata quella più scadente. Perciò bisognava anche adoperare bene e in modo differente l’acqua delle singole fontane. L’acqua della prima infatti non si conservava molto bene, per cui non può essere inviata molto lontano attraverso la regione. Solo l’acqua della seconda era particolare e deliziosamente buona, priva di difetti esterni.

 

 

Figura 6  Xilografia di un foglio volante anonimo sulle fontane miracolose di Hornhausen

 

In totale sono venti le fontane rinveute a Hornhausen. Le tendopoli montate dai pellegrini sono rappresentate su un foglio volante anonimo (vedi fig. 6)11. Il testo racconta di innumerevoli guarigioni ottenute attraverso l’acqua, e perciò riguardo alle sorgenti si parla di esse come numinose e messaggere di pace. Due  scritti volanti anonimi eleggono a creatore di queste sorgenti miracolose il medico celeste Gesù Cristo. Questa espressione significa che gli uomini certo riconoscono che le guarigioni dalle malattie possono essere ottenute solo dai medici, ma che  in casi particolarmente gravi costoro sono impotenti, che l’aiuto può giungere solo da un medico “ultraterreno”.

I medici che si occuparono delle proprietà delle fonti di Hornhausen giunsero alla conclusione che queste fonti nella maggior parte dei casi sono leggermente solforate e salate / in ciò il sale certo è da percepire come un che di corporale / tuttavia anche di piuttosto religioso e spirituale / come certo / l’esperienza ha anche provato fino ad oggi / che attraverso il debito uso delle stesse / tutte le umidità negative del cervello / anche tutti gli altri flussi freddi dell’intero corpo vengono consumati.12 Accanto all’effetto di guarigione l’acqua, tuttavia, poteva anche produrre conseguenze negative,  come l’idropisia febbrile /la febbre/ probabilmente anche febrem hecticam, ed altri disturbi. Perciò nel bere acqua salata prima di tutto si doveva essere molto cauti.

FRIEDRICH SALCHMANUS, invece, nel suo trattato sulle Fonti della salute di Hornhausen13 parte dalla considerazione che, nei confronti della fonte, non sia necessaria una spiegazione scientifica, poiché infatti coloro che hanno ottenuto aiuto così / senza conoscere in precedenza la forza e l’efficacia della fonte / hanno avuto accesso ad esse / e all’aiuto atteso. La forza operante miracoli così come la salda fede dei malati in questa forza sono dunque determinanti.

 

 

6. La classifica dei 4 segni miracolosi più spaventosi

 

I 4 segni miracolosi di cui abbiamo parlato sembrano avere interessato molto fortemente gli uomini del 16. e 17. secolo. Ma quale è l’aspetto particolare proprio di questi eventi?

Nel digiuno miracoloso di Katharina di Schmidtweiler esso potrebbe consistere nel fatto che la fanciulla per sette anni, dunque per un periodo di tempo molto lungo, non abbia mangiato niente e, ciononostante, sia stata sana di corpo e di mente. Le fontane miracolose di Hornhausen colpiscono per il loro grande numero (20) e  la loro enorme forza di guarigione. Riguardo a questi due segni miracolosi la particolarità potrebbe consistere, dunque, in alto grado nel loro carattere straordinario. Questo le rese un avvenimento interessante, che suscitò scalpore e stupore e che era così insolito da poter essere considerato solo come un miracolo.

Il segno celeste del 1561, invece, colpisce proprio per la sua “usualità”, la sua somiglianza nella rappresentazione e nella interpretazione con la maggior parte degli altri fogli e scritti volanti riguardanti i segni celesti. La particolarità consiste qui piuttosto nella forma fortemente espressiva, simbolica che proprio sulla base della sua semplicità era estremamente impressionante e con ciò anche efficace. Il suo grande effetto potrebbe anche aver reso così popolare la pioggia di grano del 1570. Infatti  essa tornò utile a molti uomini, che proprio attraverso essa poterono nutrirsi.

Tanto avvenimenti particolarmente straordinari quanto anche quelli che mostrarono un effetto concreto, mentre riguardavano direttamente gli uomini, sembrano aver suscitato dunque uno speciale interesse nel primo evo moderno. Proprio tali scritti provvidero ad una forte diffusione del monito che si trova dietro ogni racconto riferito ad un segno miracoloso: DIO chiama ancora tutti i giorni / perché noi ci dobbiamo convertire / la guerra e tutte le piaghe / egli vuole volentieri allontanare / e ammetterci nella grazia / se solo compiamo un vero atto di  penitenza.14

 

Note:

  1) GEORG KREYDLEIN: Un viso prodigioso e terrificante / che è stato visto nel cielo {…}. Norimberga 1561. In: WALTER L. STRAUSS (a cura di): The German SingleLeaf Woodeut. 1550-1600. – New York, 1975, vol. 2. pag. 565.

  2)  MICHAEL MOSER: Segni veritieri e spaventosi / qualcosa di nebuloso nel cielo {…} è stato visto. Augusta {1561}. Posizione: Biblioteca statale e cittadina di Augusta. 2° foglio volante dopo il 1500. N. 319.

3) HANS MOSER: Relazione approfondita e veritiera / del segno spaventoso e miracoloso {…}. Augusta {1561}. Posizione: Biblioteca statale e cittadina di Augusta. 2° foglio volante dopo il 1500.

 4) PETER HUG: Una storia veritiera / eppure prodigiosa {…}. Strasburgo {1570}. Posizione: Biblioteca duca Augusto di Wolfenbütell.95.10 Quodl. 2° (IP 2).

5) MICHAEL MANGER: Una storia veritiera / eppure miracolosa {…}. Augusta {1570}. Posizione: Biblioteca statale e cittadina di Augusta. 2° foglio volante dopo il 1500. N. 317.

 6) CHRISTOPH SCHWEITZER: Una storia veritiera / eppure prodigiosa {…}. Zurigo 1570. In: WOLFGANG HARMS (a cura di: Fogli volanti illustrati tedeschi del 16. e 17. secolo. Tubinga 1997. Vol. VII/ 2 pag. 9.

7) BERNHARD JOBIN: Una storia veritiera / accaduta a Schmidtweiler {…} una fanciullina visse per sette anni senza mangiare né bere / e tuttavia in modo più miracoloso fu mantenuta in vita da Dio. Strasburgo 1585. In: Harms, Wolfgang (a cura di): Fogli volanti illustrati tedeschi del 16.  17. secolo. Tubinga 1997. Vol. VII/2 pag. 331. {Le citazioni seguenti sono tratte da questo foglio volante}.

8) VALENTIN SCHÖNIG: Relazione accurata e indicazione di una storia veritiera {…}. Augusta {1585}. Posizione: biblioteca statale e cittadina di Augusta. 2° Foglio volante dopo il 1500. N. 338.

9) MARTIN SPIESS: Tre profezie / significato /ammonimento e esortazione {…} In cui una vergine di nome Catharina Künen / per dieci anni non ha dormito / non ha mangiato / e non ha bevuto {…}. {senza luogo} 1606. Posizione: Biblioteca statale e cittadina di Augusta. 4° libro186/187.    

10) Anonimo: Ulteriore relazione del prodigio fonte =guarigione {…} {senza luogo} 1646. Posizione: Biblioteca duca Augusto di Wolfenbüttel.

11) Anonimo: Compendio essenziale del villaggio di Hornahausen {…}{senza luogo 1646}In: Dorothy Alexander (a cura di): The German Single-Leaf Woodcut. 1600-1700. New York 1972. Vol. 2. pag. 772.

12)  Anonimo: Riflessione medicorum e dei dottori / sulla forza e la virtù attraverso cui la grazia di Dio nuove aperte fonti=salute e salvezza / che a Hornhausen spuntarono. {senza luogo}. Posizione: Biblioteca duca Augusto di Wolfenbüttel. 424.

13) FRIEDERICH SALCHMANUS: Relazione storica delle fonti=salute di Hornhausen /quando queste spuntarono / come sono diventate note / e ciò che di mmorabile il Dio miracoloso ha effettuato attraverso le stesse. Halberstadt 1646. Posizione: biblioteca duca Augusto di Wolfenbüttel. QuN 314.2 (6).

14)  HYERONIMUS KÖRNLEIN: Veritiero nuovo giornale / di un prodigio terribile e spaventoso= e segni di fuoco {…}. Rothenburg ob der Tauber {1630 . In: Dorothy Alexander (a cura di): The German Single-Leaf Woodcut. 1600-1700. New York 1972. Vol. I. pag. 328.

   

Bibliografia (scelta)

 

BREDNICH, ROLF WILHELM: Die Überlieferung vom Kornregen. Ein Beitrag zur Geschichte der frühen Flugblattliteratur. (La tradizione della pioggia di grano. Un articolo sulla storia della letteratura dei fogli volanti). In: HELGE GERNDT/GEORG R. SCHROUBEK (a cura di): Dona Ethnologica. Beiträge zur vergleichenden Volksunde.(Articoli di folclore comparato)  – Monaco: Oldenburg, 1973, pag. 248-260.

DASTON, LORRAINE: Wunder, Beweise und Tatsachen. Zur Geschichte der Rationalität. (Miracolo, prove e  fatti. La storia della razionalità) – Francoforte s. M.: Fischer- Taschenbuch-Verl., 2001.

DASTON, LORRAINE/PARK, KATHARINE: Wunder und die Ordnung der Natur (Il prodigio e l’ordinamento della natura) 1150 – 1750. – Berlino: Eichorn, 2002.

ECKER, GISELA: Einblattdrücke von den Anfängen bis 1555. Untersuchungen zu eines Deutungsmusters in der Frühen Neuzeit. (Fogli volanti dagli inizi fino al 1555. Indagini su un modello interpretativo nel primo evo moderno). In: RICHARD VAN DÜLMEN (a cura di): Armut, Liebe, Ehre. Studien zur historischen  Kulturforschung (Povertà, amore, onore. Studi di ricerca culturale storica ). Francoforte s. M.: Fischer-Taschenbuch-Verl., 1988. pag. 38-66. 

HARMS, WOLFGANG (a cura di): Deutsche illustrierte Flugblätter des 16. und 17. Jahrhunderts. Band I – III: Die Sammlung der hessischen Landes- und Hochschulbibliothek in Darmstadt, Band VII: Die Sammlung der Zentralbibliothek Zürich, Teil 2: Die Wickiana II (1570 – 1588). Tübingen: Niemeyer, 1985- 1997 (Fogli volanti illustrati tedeschi del 16 e 17 secolo. Volumi I – III: la collezione della biblioteca regionale dell’Assia e della scuola superiore in Darmstadt, volume VII: La collezione della biblioteca centrale di Zurigo, parte 2.: La Wickiana II (1570 -1588). {Ulteriori volumi sono in elaborazione}).

HESS, WILHELM: Himmels- und Naturererscheinungen in Einblattdrucken des XV. bis XVIII. Jahrhunderts. – Leipzig, 1911 (Apparizioni celesti e naturali nei fogli volanti del XV fino al XVIII secolo). Ristampa 1973, Nieuwkoop: de Graaf.

HOLLÄNDER, EUGEN: Wunder, Wundergeburt und Wundergestalt in Einblattdrucken des fünfzehnten bis achzenten Jahrunderts: kulturhistorische Studie. (Prodigio, nascita prodigiosa e forma prodigiosa dal quindicesimo fino al diciottesimo secolo: studi di storia della cultura). Stuttgart: F. Enke, 1921.

PULZ, WALTRAUD: “Von dem Meydlin welchs o essen vnnd trincken lebt”: (presunto) Nahrungsenthaltung auf illustrierten Flugblättern des 16. Jahrunderts.  ( Astinenza alimentare nei fogli volanti illustrati del 16. secolo) In: Simonetta Cavaciocchi (a cura di): Alimentazione e nutrizione, secc. XIII-XVIII: atti della “Ventottesima Settimana di Studi”, 22-27 aprile 1996.- Firenze: Le Monnier, 1997, pag. 759-772.    

SCHENDA, RUDOLF: Wunder-Zeichen: Die alten Prodigien in neuen Gewändern. Eine Studie zur Geschichte eines Denkmusters. In: Fabula. Zeitschrift für Erzählforschung 38 (Gli antichi prodigi in nuove vesti. Uno studio sulla storia di un modello concettuale. In: Fabula. Rivista di ricerca narrativa). 1997, 14-32.

SCHILLING, MICHAEL: Bildpublizistik der frühen Neuzeit. Aufgaben und Leistungen des illustrierten Flugblatts in Deutschland bis um 1700. (Pubblicistica delle immagini del primo evo moderno. Compiti e prestazioni del foglio volante illustrato in Germania fino a circa il 1700). Tübingen: Niemeyer, 1900 (Studi e testi sulla storia sociale della letteratura; 29).

 

 

Dr. Michaela Hammerl, Schertlinstr. 67, D-86159 Augsburg

E- Mail: hammerl wunderzeichen.de 

 

 

 

 

 

 

 

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