| SOCIETA' TERRENA E SOCIETA'
SPIRITUALE |
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Masi Felice |
(“La
Ricerca psichica”, anno II, 1995, n.
3) |
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Ci sono molti Centri oggi che si occupano di
transcomunicazione strumentale (TCS) e molte sono le pubblicazioni
da essi edite, nella quali riferiscono di questi loro contatti con
l’altra dimensione. Queste pubblicazioni sono una fonte di
straordinarie notizie e informazioni circa il modo di essere
dell'esistenza che lì si svolge, i suoi "abitanti" e il loro
rapporto con noi. Beninteso, non chiediamo a nessuno una loro
accettazione aprioristica e incondizionata ma solo una attenta
riflessione, poi ognuno è libero di farsi il proprio giudizio; ma
altrettanto nessuno è autorizzato a scartarle a priori come
assurdità. Si tratta invece di farci sopra le opportune valutazioni
e ragionamenti e di trarne delle deduzioni – che resteranno sempre
personali - su concetti fondamentali come quelli di vita, esistenza,
rapporti tra noi e loro e così via; e di considerare i nuovi
orizzonti che con queste informazioni ci si aprono
davanti. |
Gli infiniti mondi dell'universo |
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Nel Notiziario di qualche anno fa’di uno di questi
Centri leggiamo quanto segue:
"Come sapete, cari
lettori,fanno parte dei contatti con altri campi di esistenza
(contatti con il mondo dell'aldilà) non soltanto i contatti con i
nostri cari parenti ed amici defunti..... I ricercatori che vogliono
dedicarsi alla ricerca metafonica, e, più in generale, alla
transcomunicazione strumentale solamente per sentire i propri
parenti deceduti non dovrebbero mai dimenticare che la via che noi
perseguiamo verso i nostri cari che ci stanno vicini conduce invece
spesso a ultraterreni che non conosciamo: persone e anche entità non
umane che ci sono estranee ma che hanno senz'altro dei propositi
positivi con questi contatti che hanno con noi e nei nostri
riguardi. Ogni ricercatore, nel corso dei suoi esperimenti, ha modo
di venire in contatto con degli ultraterreni sconosciuti, che gli si
rivolgono chiamandolo per nome e che cercano di stringere
conoscenza. E' consigliabile prestare attenzione a questi
sconosciuti amichevoli, fintantoché ci interpellano in modo
positivo. E' pur sempre possibile che, in questi casi, si tratti di
ultraterreni che sono più vicini allo sperimentatore dei familiari e
degli amici che egli cerca. |
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Ci è stato detto da loro che la maggior parte di
chi studia la transcomunicazione strumentale possiede nell'altra
dimensione una grande famiglia spirituale, anche se non l'ha
conosciuta in questa vita. Essi possono essere delle guide e dei
protettori che ci accompagnano e ci stanno a fianco già nella vita e
che appoggiano i nostri sforzi. Possono cercare, ed eventualmente
anche trovare per noi, il parente trapassato con cui desideriamo
avere un contatto. Molti di questi nostri fratelli in spirito che
così inaspettati intervengono sono persone che furono legate a noi
in vite precedenti sulla terra e che hanno scelto di non
reincarnarsi. Essi restano pur sempre legati soprattutto alla nostra
essenza interiore. Non voler tener conto di loro solo per
contattare quei defunti che abbiamo conosciuto nel tempo della loro
vita terrena, anche se è giusto che questi ci stiano particolarmente
a cuore, equivarrebbe a un ripudio del proprio Io profondo e totale,
della propria anima e potrebbe addirittura pregiudicare la qualità
di ricezione del contatto". |
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Queste parole meritano di essere attentamente
commentate. Si apre da esse un discorso tutto nuovo su quella che
chiameremo la nostra “famiglia spirituale” e che - anche se
indipendentemente dal riferimento fatto alla concezione
reincarnazionista, che non può essere imposta a nessuno - è invece
riferibile genericamente ai defunti sconosciuti che ci sono vicini
per affinità spirituale. Si tratta indubbiamente di parole molto
dure da accettare per chi perduto una persona cara ma il discorso,
anche se può apparire freddo e poco umano, è molto chiaro. La
tentazione di rigettare tutto il discorso è molto forte - no! io ho
perso un figlio, il mio unico bene! perché? perché mi è stato tolto?
era quella la mia creatura, che me ne importa degli altri
sconosciuti di tutto l’universo? - ma quello che ci è stato detto
merita almeno un attimo di riflessione. Forse, dopo quésta
riflessione, non ci sarà in noi solo la stessa, immutata
disperazione di prima ma, pur rimanendo il dolore che non può
scomparire, ci sarà stato dato un ramoscello di ulivo e gli occhi
(sempre velati di lacrime) potranno vedere le cose un po'
diversamente. Ne avremo pensieri nuovi e si aprirà un piccolo
squarcio d'azzurro nel cielo cupo dei nostri pensieri; e potremo
così riprendere il cammino. |
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L'uomo è sempre stato ansioso di conoscere il mistero
dell'universo |
Molteplicità di personaggi che si ripetono ("effetto eco"(
ripresi per psicovisione |
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Il fatto è che noi vediamo tutto con gli occhi e
l’animo dei nostri affetti e ne siamo condizionati; ed è anche
giusto che sia così. Questa vita e quello che esiste in essa e il
nostro mondo quotidiano intorno a noi sono reali, sono una realtà
vera. La nostra vita sulla terra non è una realtà virtuale, non è
illusione e, anche se non è l’unica "realtà reale" ma solo la
“realtà attuale”, dobbiamo viverla e, di fatto, la viviamo in modo
convinto. E solo così, con il nostro sudore e il mostro sacrificio,
che possiamo condurre la nostra esperienza sulla Terra, per fare la
quale vi siamo scesi.
Se questo mondo è vera realtà - e, nel
suo ordine, lo è - non è però tutta la realtà, non esaurisce in sé
tutta la realtà. Attorno a noi ci sono tante altre realtà e
dimensioni e piani e livelli di esistenza dei quali normalmente non
abbiamo la percezione e la cognizione ma solo perché non ne abbiamo
gli "occhi", non abbiamo i sensi per vederli e sentirli. I nostri
sensi normali e lo stato di coscienza normale ci fanno percepire
solo questa parte di realtà in cui adesso viviamo; solo di essa
abbiamo consapevolezza nella vita ordinaria e nello stato di
coscienza ordinario. Ma quando siamo in uno stato modificato di
coscienza e così pure quando operiamo con la transcomunicazione
strumentale (TCS) ci rendiamo conto che esistono anche altre
dimensioni e piani, altre parti di realtà, altri esseri, altre cose,
che hanno tutti un loro proprio modo di essere e livello di
esistenza, diversi dal nostro. |
Personaggio ripreso per psicovisione |
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Così altrettanto sono diversi i rapporti che questi
altri esseri hanno tra loro nel loro mondo e quelli che hanno con
noi. Di tutto questo si occupano diverse scienze: la parapsicologia,
la psicologia degli stati di coscienza, la psicologia
transpersonale. Ma se ne occupano anche, a livello di attività
pratica, la TCS, nelle sue varie forme, e, già da molto tempo prima,
la medianità; per esse le comunicazioni con gli "altri mondi" e il
contatto con essi è "pane quotidiano". Bisogna però sentire e
capire, cioè “sapere”, in tutte le loro implicanze, quello che
questi altri mondi ci dicono. Viene così in considerazione anche
quel discorso che sopra abbiamo riportato. Sappiamo dunque che
esistono - anche se normalmente non li percepiamo – questi altri
mondi e questi altri esseri; e sappiamo anche che essi ci parlano,
se solo sappiamo metterci in ascolto. Già adesso, in questa vita e
da vivi, noi siamo in rapporto, abbiamo già ora una rete di rapporti
con questi altri mondi e esseri (a livello inconscio e profondo; a
livello spirituale) Solo che normalmente tutto questo non ci arriva
al livello cosciente. |
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Invece in questa vita abbiamo coscienza di tutta
una serie di rapporti familiari, sociali, professionali con parenti,
amici, conoscenti, colleghi di lavoro; ed è con loro che abbiamo i
nostri consapevoli rapporti affettivi. Ma altrettanto, come si è
detto, abbiamo già ora vicino a noi e sono in rapporto con noi
(anche se non se ne ha coscienza) tanti altri esseri di natura
mentale e spirituale, appartenenti ad altri mondi di tale stessa
natura.
Noi, in questa vita, non siamo certo in rapporto con
tutti gli uomini e con tutte le donne di tutta la terra; sarebbe
assurdo pretenderlo. Siamo in rapporto solo con quelli che ci sono
vicini spazialmente e temporalmente. Ci sono però tante altre
persone - in America, in Australia o anche più semplicemente
nell'altro quartiere della nostra città - che non conosciamo perché
non siamo in contatto spaziale e temporale con loro. Dunque nel
nostro mondo la vicinanza è spaziale e temporale perché spazio e
tempo sono il modo di essere e le condizioni a priori di questo
mondo.
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Personaggi dell'altra dimensione. Immagine per
psicovisione |
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Altrettanto nella nostra vita interiore,
mentale e spirituale, noi non possiamo colloquiare con tutti gli
Spiriti (e con tutti gli archetipi, con tutte le potenze, con tutti
i "numina" del profondo inconscio). Possiamo farlo solo con quelli
che ci sono mentalmente e spiritualmente vicini; con quelli cioè che
ci sono accanto nei modi “dell’essere accanto” propri del mondo
mentale e del mondo spirituale.
La
vicinanza in tali mondi è data dall'affinità del modo di pensare e
dei sentimenti e delle emozioni che si provano: acqua con acqua,
terra con terra, aria con aria e Fuoco con Fuoco. Questo dicevano
gli antichi sistemi di pensiero, le antiche, filosofie e gli antichi
insegnamenti; questa era la sapienza dello gnosticismo,
dell'alchimia, dell’ermtismo e di tante altre forme iniziatiche
tutte da riscoprire. Sono questi è la forma e il modo di essere
della vicinanza psichica e
spirituale
Dunque, nel nostro contatto con il mondo
mentale, spirituale abbiamo vicino e possiamo contattare gli esseri
e le individualità a noi affini mentalmente e spiritualmente; e che,
in quel momento, sono in sintonia con noi.
E,
come nella vita quotidiana possiamo incontrare (e conosciamo e
parliamo con) persone buone e persone cattive a seconda di chi in
quel momento ci è vicino spazialmente e temporalmente, altrettanto
nelle sfere mentale e spirituale veniamo in contatto con gli
esseri di quelle sfere, positivi e negativi, che sono affini a noi e
che hanno – o hanno in quel momento - sentimenti, passioni, emozioni
buone, meno buone, cattive simili e analoghe a quelle che proviamo
noi e che ci animano dentro.
Questi esseri spirituali a noi affini e con
noi consenzienti, nel bene e nel male, convivono con noi e accanto a
noi nel nostro profondo; ed emergono e si affollano tutt'attorno a
noi e ci “parlano” quando proviamo oppure quando diamo spazio
a una emozione o un sentimento o a una pensiero affine a quelli
loro. Il canale attraverso il quale essi entrano in comunicazione
con noi - con il nostro animo nel nostro profondo - è rappresentato
proprio dall'attenzione che prestiamo (cioè dallo spazio che diamo)
ad essi e ai loro sentimenti, passioni ed emozioni. E' questa
affinità mentale e spirituale il canale attraverso cui gli esseri
dell’altra dimensione possono passare e di fatto
passano. |
Personaggi dell'altra dimensione. Immagine per
psicovisione |
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Già nella vita noi ci accompagniamo (e cerchiamo di
conoscere e di entrare in rapporto) con le persone che ci
interessano, quelle che parlano come noi e con il nostro stesso
linguaggio. Gli sportivi vanno e si incontrano allo stadio e nei
campi sportivi, i musicofili negli auditorium musicali e le persone
erotiche nelle sale a luci rosse. Altrettanto accade nel mondo
mentale e in quello spirituale e nel nostro rapporto con tali mondi.
Similis cum similibus era già un vecchio aforisma latino; e così
insegna l'antica sapienza, che è una grande fonte che va
riscoperta. Nei nostri contatti con gli altri mondi e con gli
esseri che vi abitano noi ci incontriamo e ci accompagniamo con gli
esseri simili a noi; sono loro che, per l'affinità che ci unisce, ci
sono più immediatamente accanto (mentalmente e
spiritualmente).
Dunque, il nostro personale mondo mentale e
spirituale, fondato sul principio dell'affinità di pensiero e dei
modi di sentire, non sempre è lo stesso del nostro mondo personale
materiale e terreno, di tipo familiare e sociale, fondato sulla
contiguità spaziotemporale. |
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Se apro la finestra, vedo il mio dirimpettaio; se
apro la porta di casa, vedo il mio vicino; se vado in ufficio,
incontro il mio collega o il capufficio; e in casa incontro mia
moglie o mio figlio. Ma se apro (entrando in uno stato di coscienza
modificato; ovvero con la TCS) le finestre e le porte del mondo
mentale o spirituale non sempre incontro mia moglie, mio figlio, il
vicino di casa, il collega passati all'altra vita (che in quel
momento possono essere impegnati e mentalmente occupati da altri
pensieri, altri compiti, da altri sentimenti) ma incontro i miei
vicini e affini mentali e spirituali. La nostra “famiglia
spirituale” e la “società spirituale”, il contesto spirituale sia in
sé e che quello nostro non sono la stessa cosa di quelli terreni.
Certo il più delle volte sono gli stessi ma questo perché l’affinità
di pensiero e di sentimenti vi è innanzitutto con i nostri cari e i
nostri amici; e il “principio di vicinanza” anche in questo caso, è
diverso. Perciò, come diceva il discorso fattoci dall’altra
sponda che abbiamo sopra riportato, i contatti che abbiamo e le
persone che in un dato momento vengono a comunicare con noi o delle
quali troviamo i messaggi nei nostri nastri possono non essere
quelli che desideravamo o che ci aspettavamo. Ci vengono però sempre
da individualità che in quel momento sono in sintonia cono noi e
hanno qualcosa da dirci. E tanto meglio se sono quei nostri cari che
volevamo contattare. In questo modo il discorso che ci è stato fatto
diventa chiaro. |
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Quando un nostro caro, un nostro vicino di questa
terra muore e va nel mondo spirituale; va in quel luogo (dimensione
e stato) spirituale ove le sue affinità lo conducono. E non è detto
che sia lo stesso del nostro mondo spirituale. Tutto questo non ha
nulla a che fare, naturalmente, con un concetto di valori, mando
spirituale buono, più elevato, meno elevato o cattivo. Si tratta
solo di propensioni personali. Qualcuno ha propensioni
intellettuali, qualcun altro artistiche, un altro mistiche, un altro
operative di azione; ognuno va nel piano e nel mondo che gli è
congeniale. Si formano così le società e le famiglie (i gruppi e i
mondi, i piani) spirituali. In rapporto, beninteso non solo alle
propensioni ma anche al grado di spiritualità posseduto e raggiunto.
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Personaggi dell'altra dimensione. Immagine ricevute
per psicovisione |
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Viene in contatto con noi e comunica con noi, in un
dato momento, chi in quel momento entra in sintonia con noi. Noi
volevamo contattare un certo nostro caro; ma può darsi che lui, in
quel momento, è occupato, anche come pensieri, in altri compiti e
pensieri, e in quel momento non è sintonizzato sul nostro desiderio.
Viene invece un’altra individualità che ha qualcosa da dirci o ha
trovato aperto il canale – da noi aperto – per
comunicare.
Arriviamo dunque alle conclusioni; che sono
appunto quelle del messaggio inizialmente riportato: quando - con la
medianità, con la TCS, con la psicofonia - apriamo le finestre sul
mondo spirituale ci mettiamo con ciò stesso in contatto e
comunicazione con i nostri vicini spirituali, con la nostra
“famiglia spirituale”, che però non sono necessariamente gli stessi
dei nostri ex vicini (parenti e amici) terrestri che desideravamo
contattare. Questi potrebbero essere andati “nell'America o
nell'Australia spirituali”, cioè agli antipodi spirituali o anche in
un “quartiere” spirituale vicino ma a noi sconosciuto e
inaccessibile. E' assurdo, in questa vita, pretendere di parlare
con l’americano X o con l'australiano Y che non sono spazialmente
vicini a noi; questo lo sappiamo bene, ce ne rendiamo conto, non ce
ne meravigliamo. e non ci proviamo nemmeno a farlo. Come possiamo
dunque pretendere di parlare con “1`americano spirituale", con
1"'australiano spirituale", cioè con una individualità non affine e
“lontana spiritualmente” da noi o che comunque in quel momento non è
in sintonia spirituale con noi (cioè che in quel momento non
indirizza la sua attenzione spirituale su di noi) appena apriamo le
valvole mentali e spirituali della medianità, della TCS, della
psicofonia? Verrà pure, ma in un altro momento, quando non sarà più
occupato nei suoi compiti e interessi e quando si sintonizzerà sul
nostro pensiero desideroso di contattarlo. In quel momento mi
risponderà invece la prima Entità che si trovi mentalmente e
spiritualmente a me vicina per analogia e simiglianza di sentimenti
e modi di pensare. Tanto meglio poi se questa Entità così
spiritualmente vicina è (e può benissimo esserlo) il mio caro che
cercavo. |
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Dunque, società terrena e società spirituale,
famiglia terrena e famiglia spirituale non sono la stessa cosa;
possono anche coincidere – e, di fatto, il più delle volte
coincideranno – ma ciò sarà per via dell’affinità e della sintonia
che c’è con chi conoscemmo e amammo in vita; affinità e sintonia che
sono, come detto, il fondamento e l’essenza della vicinanza
spirituale.
Ma c’è un’altra considerazione da fare. Anche in
questo mondo c'è chi non sa usare il telefono, il telegrafo, chi non
sa scrivere una lettera o addirittura è muto e non può parlare; o,
più semplicemente, non conosce la lingua con cui deve, cioè che gli
rende possibile, parlare. Sono questi tutti casi in cui, nonostante
la nostra buona volontà, anche in questa vita non possiamo
comunicare e colloquiare con una persona. Ma altrettanto può
accadere nel nostro rapporto con il mondo spirituale. Ci sono già
qui da noi persone (e sono la maggioranza) che non sono medium né
sensitivi e non hanno perciò la capacità di entrare in contatto con
tale mondo. Tali persone non si meravigliano se non riescono
personalmente a comunicare con quel mondo ed eventualmente si
rivolgono a un medium che abbia tali capacità. Altrettanto può
accadere nel mondo spirituale, dove ci sono tante individualità – e
tra queste potrebbe esserci anche il nostro caro che cerchiamo – che
ancora non hanno imparato a comunicare, che non sanno come fare e
che per questo si debbono rivolgere a chi lo sa fare ovvero si
affollano intorno ad un canale che si è aperto, che “sentono” aperto
– ed ecco lo “sconosciuto” indesiderato che si presenta a noi, che
riceviamo nelle nostre comunicazioni. Entità”drop in”, “saltate
dentro”, venivano dette una volta. |
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Gli universi sono tanti e l'uomo vorrebbe conoscerli
tutti |
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Dunque, per comunicare vi deve essere un "campo di
contatto" (come viene tecnicamente chiamato) tra noi e "loro".
Questo campo può stabilirsi con la persona a noi care e il più delle
volte sarà così: il legame di affetto che vi era in vita rimane e
così pure la ricerca reciproca di riannodare il rapporto. Ma questo
“campo di contatto” può avvenire anche con degli estranei
sconosciuti. Non dobbiamo respingerli o esserne contrariati: è
sempre un essere spirituale bisognoso di aiuto e che desidera
parlare anche lui.
È per questo che dall’altra dimensione ci
dicono che rifiutare questi contatti sconosciuti, e dei quali
(antropomorfizzando e confondendo parentela terrena e affinìtà
spirituale) diciamo che non ci importa nulla, potrebbe significare
per noi perdere una grande ricchezza, isterilire la propria
personalità interiore, inaridirsi spiritualmente, dunque non
evolversi perché non si vengono a conoscere le affinità tra il
nostro mondo interiore e quello spirituale e quello che tale mondo
ha da dirci. Potrebbe significare privarci di conoscenze e di
insegnamenti che ci possono arrivare da questi "sconosciuti" che ci
si affiancano (o che addirittura possono essere stati a noi
"preposti", come guide o angeli custodi). Naturalmente occorre anche
far ben attenzione alle personalità che si incontrano, ce ne sono
anche di non positive. |
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Potremo un giorno viaggiare per gli universi spirituali
come oggi esploriamo quelli
astronomici? |
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