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I FENOMENI
PARANORMALI
E LA
SOPRAVVIVENZA
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Masi Felice |
(“La
Ricerca psichica, anno III, 1996, n.
3”) |
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Lo studio della parapsicologia non può essere
separato dal problema della sopravvivenza e questo perché
l'osservazione dei fenomeni paranormali - se è obiettiva ed onesta -
mostra che molti di tali fenomeni si presentano come manifestazioni
della sopravvivenza e rappresentano delle vere manifestazioni di
sopravvivenza; ne sono dunque una prova. Da che mondo è mondo, i
fenomeni paranormali e le manifestazioni della sopravvivenza vanno
di pari passo ed è sempre stato così. |
Tutti i popoli hanno sempre creduto nella sopravvivenza..
Per gli antichi egizi, lo spirito Ka al momento della morte lasciava
il corpo per andare al giudizio (pesatura del cuore) di Osiride
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Le casistiche, le cronache, i resoconti degli
storiografi hanno sempre e ovunque riportato fatti straordinari e
"supematurali" che si autodichiaravano provenienti da un'altra
dimensione e che sono stati pacificamente attribuiti a un intervento
dall'aura dimensione. Chi si chiama "parapsicologo" e vuol essere
veramente tale deve riconoscere che, prima o poi, è inevitabile
venirsi a trovare di fronte a tali manifestazioni; e che quindi, a
un certo punto, si è, altrettanto inevitabilmente, chiamati a
misurarci anche con il problema della sopravvivenza. Ogni chiusura
al riguardo sarebbe, oltre che apriori e ingiustificata, soprattutto
irrazionale e nevrotica, perché dettata da un qualche meccanismo
psicologico di censura e di difesa
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Nel 1900lo studioso francese Hippolyte Baraduc fece
sensazione dichiarando che aveva fotografato la moglie 15 minuti
(sopra) e 2 minuti (sotto) dopo la morte, ricavandone queste due
foto con questa strana nebulosità intorno. |
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Si è visto che parliamo di fenomeni parapsicologici
e di manifestazioni della sopravvivenza. I fatti sono gli stessi ma
questa diversa dizione e e loro distinzione in due categorie è
importante. Il “fatto straordinario” che è accaduto per il
parapsicologico è un fenomeno perché è un qualcosa che accade in
questo mondo e di cui abbiamo esperienza; e che noi possiamo
osservare e studiare. Lo stesso “fatto straordinario” costituisce
una “manifestazione della sopravvivenza” quando è guardato non tanto
come un oggetto di studio ma piuttosto dal punto di vista: a)
dell’intenzione che è alla loro base e per il quale è stato prodotto
e ci viene inviato - che è quello di farci sapere che "loro" (quelli
che così si manifestano; e che dicono di essere i cosiddetti
"morti") esistono ancora, non sono finiti per sempre (come possiamo
pensare noi e come in genere pensavano prima loro stessi) e che la
vita e l'esistenza continuano ancora dopo la morte. b)
dell’intenzione con cui noi, a nostra volta, guardiamo a quel fatto,
per avere un segno e un messaggio da “loro” e di “loro”. Per
questo duplice aspetto intenzionale, che in questo caso appare
preminente, quegli fatti, pur restando sempre dei fenomeni, li
chiamiamo manifestazioni. |
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Le fenomeniche paranormali sono dovute a una
esteriorizzazione nel mondo o di capacità percettive (ESP) o di
energie psichiche (PK) da parte di una persona (vivente) che si
trova in stato modificato di coscienza; sono perciò fenomeni del
mondo e dell'uomo come tutte le altre. Ma per alcune di queste
fenomeniche - poche o molte non importa – queste capacità percettive
si presentano come stimolate e queste energie fisiche appaiono
smosse e plasmate non dal titolare terreno delle stesse capacità ed
energie ma da qualcos’altro o da qualcun’altro che appartiene non al
nostro mondo ma al mondo della sopravvivenza. Per tale provenienza
dell’attività primaria agente (l’azione del titolare terreno delle
capacità e delle energie è solo secondaria e passiva) il fatto che
accade è una manifestazione della sopravvivenza e suggerisce dunque
la sopravvivenza.
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La medium londinese R. Brown sosteneva di essere in
contatto con il musicista Franz Liszt che dall'altra dimensione le
inviava le sue composizioni
musicali |
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Tra queste manifestazioni, in cui indubitabilmente
si presentano tale intendimento e tale provenienza, quelle più
comuni e più immediatamente suggestive sono le apparizioni, che sono
sempre avvenute e da sempre sono state riferite. Le apparizioni
viste e testimoniate risultano essere soprattutto apparizioni di
persone morte; esse in nulla differiscono fenomenologicamente dalle
apparizioni dei viventi, che pure vi sono, anche se meno frequenti e
meno rammentate, anche se la prima e più famosa raccolta di casi,
quella fatta da Myers, Gurney, e Podmore, porta il titolo di "I
fantasmi dei viventi".
Riportiamo alcuni casi di queste apparizioni,
riprendendoli dall'antichità per mostrare come episodi del genere
sono sempre avvenuti. Il primo, molto conosciuto è riferito da
Cicerone nel De divinatione: “Il poeta Simonide, mentre era in
viaggio, rinvenne sulla strada il cadavere di un uomo e lo volle
adeguatamente seppellire. Nella notte gli apparve in sogno il
fantasma del morto invitandolo a non imbarcarsi sul battello che
aveva scelto perché esso avrebbe certamente fatto naufragio.
Simonide, impressionato, non s'imbarcò: seppe poi che veramente quel
battello era andato a picco durante una tempesta. |
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Presunta apparizione di un fantasma
incappucciato |
Un altro caso è il seguente: Il vescovo Cataldo di
Taranto, vissuto nel VI secolo, apparve, com'è riferito, molti anni
dopo la morte ad un giovane di Taranto, suggerendogli di scavare in
un determinato punto, ove avrebbe trovato un suo manoscritto. In
quel preciso punto, infatti, venne rinvenuto il manoscritto del
vescovo. Anche Dante Alighieri, dopo morto, apparve al figlio per
dirgli dove erano alcuni canti conclusivi delle sua Divina Commedia
che non si trovavano e che infatti vennero rinvenuti nel luogo
indicato dal sommo poeta.
Un altro episodio: “Il filosofo umanista Marsilio Ficino morì;
l'amico suo Michele Mercati, in quel momento era nella propria casa
intento a scrivere. A un certo punto gli parve di sentire il rumore
come di un cavallo che si fermasse davanti alla sua porta.
Affacciatosi, vide il fantasma del Ficino ben eretto in groppa ad un
cavallo e sentì, con sbigottimento, che questi gli gridava: "Tutto
ciò che si dice dell'altra vita è vero!". Questo episodio è riferito
dal Cardinale Baronio, storico noto, nei suoi “Annali
ecclesiastici”.
Difficilmente questi casi potrebbero spiegarsi con la
chiaroveggenza da parte di chi ha visto l'apparizione, o perché
costoro non conoscevano il defunto (primo e secondo caso); o perché,
nel terzo caso, non risulta che il figlio di Dante avesse doti di
sensitivo, oltre a quello suddetto non aveva mai avuto episodi del
genere; infine, nel quarto caso, il Mercati conosceva il suo amico
come studioso e non se lo poteva immaginare in quella strana forma
inusitata - a cavallo, simbolismo invece di un viaggio e una
partenza - né aveva una motivazione personale per il prodursi
l'apparizione. Invece in tutti i casi si rivela una precisa
motivazione o intenzione da parte di chi appare; e sappiamo, dalla
psicologia, che la motivazione è la pulsione iniziale che determina
un soggetto psichico a compiere un’azione, a scaricare cioè il suo
psicodinamismo attraverso quell’azione. Negli esempi riportati
questa motivazione è nel defunto che si manifesta con l’apparizione
e non nel vivente che la percepisce. Nel caso di Simonide, era la
gratitudine per il gesto pietoso; nel caso del vescovo Cataldo e di
Dante, il voler far ritrovare il suo manoscritto; per Marsilio
Ficino, dare notizia di un problema molte volte dibattuto fra i due
amici come quello della sopravvivenza alla morte e dell'esistenza
dell'aldilà. |
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La stessa apparizione qualche momento dopo; sembra uscire
da una porta

Il filosofo e umanista rinascimentale Marsilio
Ficino |
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Visioni
nell'ombra ("Cantante al caffè concerto, dipinto di
Georges Seurat) |
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Leggiamo ora quest'altro caso: Il signor G.S.
nell'ottobre del 1886 era ospite in casa del dr. E. Entrando; un
pomeriggio nel salotto vide seduta sul sofa, e volgendo a lui le
spalle, una giovane signora, vestita con un abito bruno munito di un
lungo collare. Aveva capelli abbondanti, che alla luce delle lampade
accese davano riflessi rosso oro. A un certo momento essa
improvvisamente disparve. L'anno seguente una cameriera, entrata
in servizio da poco, vide la stessa signora che usciva dallo studio
ed entrava nella stanza da pranzo; vestiva di color bruno e aveva
capelli rosso oro. La cameriera credette che fosse la padrona; ma
poco dopo, salita al piano superiore, trovò la signora e vide che
vestiva un abito color verde pallido. L'anno successivo, la
signora R., ospite della famiglia, era a letto per un raffreddore. A
un certo momento del mattino vide aprirsi la porta della stanza ed
entrare tranquillamente una signora, vestita di bruno, la quale si
portò davanti allo specchio e iniziò ad aggiustarsi i capelli, che
apparivano di colore biondo oro. La signora R. discese dal letto e
volle avvicinarsi alla sconosciuta; ma questa d'un subito le
disparve davanti, lasciandola del tutto stupefatta. Tutte le persone
che videro l'apparizione - e furono diverse, anche in altre
successive occasioni - riconobbero poi in lei, con grande
meraviglia, la moglie del figlio del padrone di casa, quando per la
prima volta giunse in Inghilterra dall'Australia (Sidney) dove il
giovane inglese l'aveva sposata,. |
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La giovane signora, che rassomigliava in tutto, fin
nei minimi particolari, al fantasma visto molto bene da tante
persone e in occasioni differenti, raccontò che, durante una lunga
malattia sofferta e la lenta convalescenza, aveva spesso pensato
alla casa che l'attendeva in Inghilterra ed aveva fatto vivi sforzi
mentali per rappresentarsela .Se confrontiamo i primi quattro casi
di apparizione di morti con quest'ultimo caso di apparizione di un
vivente, vediamo che fenomenologicamente essi sono del tutto simili
e che alla loro base c'è una intenzione (una pulsione psichica), che
ci mostra da dove parte il messaggio. Questa motivazione e pulsione
si trovano nella persona che appare. Ora, se così stanno le cose e
se questo è vero nell'ultimo caso e lo spiega e noi lo accettiamo,
perché non dovrebbe essere la stessa cosa negli altri casi? Il
meccanismo è lo stesso! Forse perché qui si tratta di un vivo e là
di morti? Mi sembra una motivazione per nulla convincente e un po’
molto puerile. Piuttosto che contestare con argomentazioni
inconsistenti, è molto meglio analizzare il fenomeno e cercare il
perché dell'apparizione; perché la persona, morta o vivente, si
manifesta, che cosa vuol dire con questo suo farsi vedere e modo di
mostrarsi, quale è il messaggio che intende dare. È da questa
analisi – e solo da essa - che potremo comprendere il significato
del fenomeno paranormale che si dà, quale è l’origine e lo scopo
della manifestazione. Che cosa vuol significare la drammatizzazione
in quel modo del messaggio. Infatti, come abbiamo sempre detto e
come non ci stanchiamo mai di ripetere, ogni fenomeno paranormale è
sempre un messaggio: se la psiche profonda così drammaticamente
erutta fuori, senz'altro ha qualcosa. Accertando la fonte della
pulsione che porta a una tale eruzione possiamo accertare anche la
fonte del fenomeno paranormale, se esso proviene veramente dal mondo
della sopravvivenza o se invece è indicativa dell’esigenza di un
vivente, espressa in forma drammatizzata. |
Scrittura automatica della celebre medium Eléne Smith,
quando diceva di essere in contatto con Cagliostro (parte superiore
del foglio); sotto la sua scrittura normale: In seguito la Smith
divenne famosa per i suoi pretesi contatti con i "marziani", nella
cui pretesa lingua scrisse un libro. Fu studiata da Theodore
Flornoyi |
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La scrittura automatica è un altro mezzo con il
quale possono manifestarsi le persone defunte. Ma è anche un valido
mezzo psicologico per far emergere conflitti profondi della persona
che scrive. Il fenomeno, che è analogo nella forma, si dà in
entrambi i casi ma questi non possono essere in alcun modo confusi
tra loro. Quando vengono i defunti, questi si qualificano
spontaneamente come tali, senza che nessuno glielo abbia chiesto.
Quando vengono le personalità seconde e i complessi psicologici
della persona questi complessi e subpersonalità non si sognano
minimamente di spacciarsi per defunti; nessuno glielo ha chiesto e
loro, da soli, non lo fanno, non si mettono questa maschera
carnevalesca del morto. Non si vede perché dovrebbero farlo. Sono
solo i nostri "professoroni" che, per partito preso e senza averne
alcuna base, vogliono mascherare il morto da vivo.
E poi ci sono le ectoplasmie, le infestazioni, le
personificazioni, le impronte di fuoco e tante altre “cose” che
hanno tutte le caratteristiche, le “stimmate” di fenomeni che
vengono da un'altra dimensione; e indubbiamente lo sono. Non c'è
alcun fondamento logico per dar loro un'altra attribuzione,
soprattutto dopo che ne abbiamo fatto l'analisi psicologica e non ne
risulta un'altra derivazione. Oggi sembrano predominare e
diffondersi sempre più, rispetto ai classici fenomeni medianici,
quelli della transcomunicazione strumentale (TCS) - psicofonia,
psicovisione, voci dirette alla radio, "telefonate dell'aldilà",
messaggi al computer ecc. Anche i fenomeni di questa nuova
categoria, di natura elettromagnetica, provengono da altre
dimensioni – infatti non c’è solo quella del post mortem ma ci sono
tanti altri piani e modi di essere esistenziali - sia perché si
autoqualificano sempre tali sia perché la tecnologia su cui si
fondano è sconosciuta per noi, è al di fuori delle nostre attuali
conoscenze e capacità tecnico-scientifiche. |
"Inpronta di fuoco" I polpastrelli di dita infuocate hanno
prodotto bruciature sul libro |
Altra "impronta di fuoco£ lasciata su un telo
(Roma, museo del Purgatorio |
Immagine psicovisiva. Figure luminose a fianco del volto
dell'attore |
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Vi sono dunque tante fenomenologie paranormali che
appaiono provenire da realtà esistenziali diverse da quella del
nostro mondo; e ce ne sono anche altrettante che invece provengono
da qui. Ma non c'è motivo di una loro contrapposizione, non c’è
contrasto tra animismo e spiritismo, come diceva già Ernesto
Bozzano. Ma siamo debitori di un'altra spiegazione, dobbiamo dire
perché i due tipi di fenomeni, quelli psicobiodinamici e quelli
della sopravvivenza, pur così abissalmente diversi come origine,
sono analoghi come modo di essere e aspetto esteriore col quale si
presentano. Questo avviene perché i due tipi di fenomeni, animici e
spiritici, sono retti da medesimi principi e obbediscono a medesime
leggi; principi e leggi di natura psichica. |
L'aldilà è
un giardino di pace ("Il giardino d'estate" dipinto di Arnold Böklin) |
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L'altra dimensione è di carattere psichico; le
individualità sopravvissute alla morte che ivi esistono sono Esseri
psichici e spirituali; e così pure hanno natura psichica di base gli
altri diversi Esseri di altre eventuali dimensioni, a parte l’altro
corpo che possano avere. Perciò per manifestarsi nel nostro mondo a
noi viene in considerazione e opera questa comune base psichica. Le
capacità e le modalità operative sono sempre le stesse quando la
mente dell'uomo percepisce direttamente la realtà e agisce
direttamente su di essa, al di fuori e senza l'intermediazione dei
sensi e degli organi corporei. Questo accade quando l'uomo è in
stato modificato di coscienza, trance, per cui la sua coscienza e le
sue capacità percettive e di azione sono esteriorizzate direttamente
senza l'intermediazione degli organi e dei sensi del corpo. Anche le
individualità dell'altra dimensione di base sono menti e psichismi e
questa analoga consistenza comporta analoghe conseguenze e analoghi
modi di azione quando si manifestano nella realtà materiale di
questo inondo. In conclusione: abbiamo visto quali sono i
fenomeni paranormali che suggeriscono la sopravvivenza; e abbiamo
anche visto perché i fenomeni paranormali suggeriscono la
sopravvivenza. A questo punto, possiamo unificare e abolire il "che"
e il "perché" e, più semplicemente, posiamo dire che "I fenomeni
paranormali suggeriscono la sopravvivenza" Se avrò dimostrato
questo, se avrò convinto chi mi legge o se almeno lo avrò reso più
possibilista ed aperto, la mia fatica non sarà andata
sprecata. |
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