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Dai Libri Sapienziali


Il Tao che può essere detto Tao non è l'eterno Tao
il Nome che può essere nominato non è il Nome eterno.
Innominabile, è il principio del cielo e della terra, nominabile, è la madre di tutte le cose.
Perciò colui che sempre è nel Non-volere ne vede l'essenza meravigliosa,
mentre colui che sempre è nel Volere ne vede, per ciò stesso, solo i limitati aspetti.
Queste due cose sono la stessa cosa ma hanno nomi diversi:
insieme unite esse sono il Mistero,
il Mistero del Mistero e la Porta di ogni meraviglia.
(dal Tao Te King)

 

Dai Libri sapienziali

 

Qui hanno inizio i capitoli che narrano
l'uscita dell'Anima verso la piena Luce del Giorno,
la sua resurrezione nello Spirito,
il suo ingresso e i suoi viaggi nelle regioni dell'Aldilà.
Ecco le parole da pronunciarsi nel giorno della sepoltura,
nel momento in cui, separata dal corpo,
l'Anima penetra nei mondi dell'Aldilà:
"Salve Osiride, Toro dell'Amenti!

Ecco che Thoth, Principe dell'eternità, parla con la mia bocca!
In verità io sono il Dio grande
che accompagna nella sua navigazione la Barca celeste.
(dal Libro dei morti dell’antico Egitto)

Dai Libri sapienziali

 

Colui che tutti gli esseri conoscono;
lui per il quale tutti gli esseri sono corpo;
lui che governa dall'interno tutti gli esseri:
questi è il tuo Atman, l'intimo reggitore, l'immortale.

 

Colui il quale, risiedendo nel prana, è diverso dal prana;
lui che il prana non conosce;
per il quale il prana è corpo;
che interiormente regge il prana:
questi è il tuo Atman, l'intimo reggitore, l'immortale.

Colui il quale, risiedendo nella Parola, è diverso dalla Parola;
lui che la parola non conosce;
per il quale la Parola è corpo;
che dall' interno regge la Parola:
questi è il tuo Atman, l'intimo reggitore, l'immortale.
(Brhad-aranyaka-Upanishad, III lettura, 7° brahmana, n.15,16,17)
 

Dai libri sapienziali

 

Mentre un giorno io riflettevo sugli esseri e il mio pensiero si era elevato e tutte le mie sensazioni sì erano assopite, mi parve che un Essere immenso, senza limiti, mi chiamasse a nome e mi dicesse:
“Che cosa vuoi udire e vedere, che cosa vuoi apprendere e conoscere?”
“E chi sei tu?” dissi io.
“Io sono - rispose - l'Intelligenza Suprema. Io so già quel che tu vuoi e ovunque io sono con te”.
Dissi: “Vorrei essere istruito sugli esseri, comprendere la loro natura e conoscere Dio”.
“Raccogli nel tuo pensiero tutto quello che vuoi sapere che io ti istruirò”, mi disse.
Ciò detto, egli mutò di forma e allora, subitamente, tutto mi fu chiaro ed io vidi uno spettacolo prodigioso. Tutto diventava una dolce e immensa luce, alla cui vista io mi rallegravo.
“Hai compreso il significato di questa visione?”, mi disse Pimandro.
“Sto per comprenderlo”, risposi.
“Questa luce sono io, l'Intelligenza, il tuo Dio, che precede la natura umida uscita dalle tenebre; e il Verbo luminoso che emana dall'Intelligenza è figlio di Dio”, disse.
“Che vuoi dire?”, domandai.
“Ascolta: quello che in te vede e intende è il Verbo, la parola di Dio; l'Intelligenza è il Dio Padre. Essi non sono separati perché l'unione è la loro vita”.
“Io ti ringrazio” risposi.
“Comprendi dunque la Luce e conoscila” .
A queste parole Egli mi fissò a lungo e io tremai nel guardarlo; e vidi la luce nel mio pensiero.
(dal "Poimandres" - il Pastore di uomini - di Ermete Trimegisto)

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