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La caratteristica di questo libro, al pari che il
suo pregio maggiore, sono quelli di darci una rappresentazione in
chiave sociologica del fenomeno spiritico e delle consimili correnti
di pensiero occultistico, che hanno percorso e movimentato e pervaso
il nostro mondo occidentale nella seconda metà dell’800 e per tutto
il 900.
Normalmente, una trattazione che parla di parapsicologia e di
ricerca psichica ne descrive i fenomeni e ne tenta una spiegazione o
in chiave di un loro riconoscimento e di una piena validità e
realtà, sia pure con le dovute cautele e i dovuti distinguo – come
facciamo noi, che crediamo nella realtà del mondo del paranormale –
ovvero i chiave di contestazione e rifiuto, considerandolo
impossibile e. ove praticato, frutto di ciurmerie e illusioni – come
farebbero, diciamo per tutti, i nostri “amici” del Cicap.
Invece, Simona Cigliana colloca, e coglie e legge quel singolare
fenomeno e quelle poliedriche correnti nel “milieu” dell’ambiente
sociale esistente in quell’epoca, che pure, a prima vista, potrebbe
sembrare del tutto ostica ed aliena da essi, come epoca per
eccellenza di progresso e fede nella scienza, con connesso pensiero
pregno solo di razionalismo, positivismo e materialismo, appunto,
scientifici. Ma forse proprio per questo ci fu quella reazione che,
sotto certi versi e per alcuni personaggi che la caratterizzarono,
ci può apparire abnorme e ambigua; ma la natura non ammette vuoti e
l’uomo è fatto, oltre che di un corpo, anche di uno spirito e di una
psicologia, che non possono essere nullificati e sempre prorompono
quando vengono compressi.
Traspare dunque, da tutto il racconto fatto in questo libro, la
straordinaria espansione e diffusione che questi movimenti spiritici
e occultistici – e, in definitiva, spiritualistici come anelito
inconscio e ineludibile dell’uomo – ebbero in un’epoca che, a prima
vista, sembrerebbe invece quella del trionfo di una scienza atea e
materialista.
Il libro di Simona Cigliata è anche spigliato e di facile lettura,
scritto con uno stile agile, sotteso anche, molte volte, qua e là,
da una leggera vena di sottile ironia, che contribuisce a rendere
più simpaticamente umani e accettabili alcuni eventi e personaggi
che, riconosciamolo, spesso sono stati trattati in modo un po’
enfatizzato e serioso nella storia della ricerca psichica; e anche
questo rende piacevole e particolare la lettura.
Simona Cigliata mostra poi di aver svolto e di aver posto alla base
della sua pubblicazione una attenta ricerca sui fatti e sulle
persone di cui parla - condotta sulla lettura di giornali e libri
dell’epoca, soprattutto anglosassoni e americani ci sembra, ma non
soltanto - seguendoli nei loro aspetti e nella loro vita negli anni
anche molto successivi e meno conosciuti di quelli del “momento
clou” per cui sono famosi e importanti nella nostra disciplina.
Questo consente di cogliere tante altre curiose e interessanti
notizie e di seguire nel tempo questi fatti e persone, di cui poi si
era persa la traccia e si sapeva poco o nulla.
Sfilano così davanti a noi una serie di personalità e di accadimenti
che hanno fatto la storia della ricerca psichica, da Mesmer alle
sorelle Fox e i raps di Hydesville, da D.D. Home a Victor Hugo e
altri importanti personaggi della letteratura francese, dalla
Blavatsky e la teosofia a Steiner e il movimento antroposofico e
Krshnamurti, da Crookes e Florence Cook e il suo fantasma Katie King
alle fotografie e scotografie degli spiriti, Eusapia Palladino e i
tavoli giranti e parlanti e le levitazioni dei medium. Tutte cose,
certo, ben conosciute da noi e da chi si occupa di questa materia;
ma è proprio questa diversa lettura e modo di approccio e di
presentarla che rende notevole il libro e non ne fa assolutamente
una mera ripetizione di argomenti risaputi.
È dunque questa visione e chiave sociologica, questa ambientazione
dell’esplodere dello spiritismo e dell’occultismo nel pieno della
vita e della storia dei nostri anni moderni che rende la lettura del
libro raccomandabile, nuova e di grande interesse.
L’autrice ha una profonda conoscenza della materia per i nomi e gli
episodi citati a sostegno della sua trattazione e delle sue
interpretazioni sociologiche, pur non essendo – come lei stessa ci
ha detto – una “addetta ai lavori”, una parapsicologa, nel senso
proprio della parola. Questo fa sì che essa inquadri oculatamente
questi fatti e questi movimenti più specificamente spiritici e
occulti-stici nello spirito e nelle più ampie correnti di pensiero
della loro epoca, il romanticismo tedesco dell’800 e quello di Byron
o di Shelley, il gotico di Hoffmann o di Walpole, la psicologia
horror del dottor Jekill e mr. Hyde di Stevenson e dei racconti di
Allan Poe e di altri scrittori come loro.
E così veniamo a conoscenza pure di tanti episodi curiosi e poco
noti, come quello del Leopardi che parla di un fantasma che sarebbe
stato visto a Firenze (anche se lui dice di credervi poco), dello
spirito irrequieto di Ugo Foscolo evocato dallo spiritista e
scrittore Luigi Capuana attraverso una medium, del fatto che ai
fenomeni del sonnambulismo e del mesmerismo si interessarono anche
personaggi come il filosofo Rosmini, il politico D’Azeglio, il
cattolicissimo Manzoni. Veniamo a sapere che Mazzini era un seguace
della teosofia e un fervido reincarnazionista, che per questo
credeva in teorie della purificazione attraverso più vite sul tipo
del Karma induistico. E sappiamo di un Garibaldi massone, che è
stato anche presidente di una associazione spiritica, forse alla
ricerca di una particolare forma di spiritualità laica e
anticlericale.
Ma tantissimi sono questi gli episodi di questo genere riferiti,
proprio per questa specifica visuale non parapsicologa o
antiparapsicologia ma da cultrice incuriosita e approfondita della
materia quale appare essere l’autrice.
Altresì va detto che un ricco materiale iconografico, benché solo in
bianco e nero, illustra la pubblicazione; molto già conosciuto ma
molto altro invece originale e messo nei punti giusti e con
perspicacia,spesso al servizio di quella vena di sottile humor di
cui dicevamo.
Vogliamo però anche dire (non si possono soltanto sottolineare gli
aspetti di validità) che il punto debole del libro della Cigliata è
quello di non presentare e non parlare, se non per brevissimi
accenni insufficienti, della più attuale ricerca psichica - dai
fenomeni della transcomunicazione strumentale, ottenuti le diverse
strumentazioni elettroniche, a quelli detti “ai confine della vita”,
alle ricerche di laboratorio che oggi vogliono tentare, inutilmente
secondo me, di dare una veste scientifica a tutta questa
fenomenologia, ai movimenti maggiori e minori (New Age, Movimento
della Speranza e affini, seguaci di Piero Ubaldi, gruppo Scole e
altri). Ma, forse, tutto questo esulava dal suo progetto – che
voleva parlare della “seduta spiritica”; ma con ciò stesso fermava
l’indagine sull’invasione della modernità da parte dei fantasmi
all’epoca eroica dello spiritismo. Oppure, riteniamo meglio, vorrà
farne oggetto di un altro suo “spiritoso” (in tutti e due i sensi)
libro. |