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 Simona Cigliana
La seduta spiritica 

Come e perché i fantasmi hanno invaso la modernità
Fazi editore, Roma 2007, € 17,50
 

 
 

 

La caratteristica di questo libro, al pari che il suo pregio maggiore, sono quelli di darci una rappresentazione in chiave sociologica del fenomeno spiritico e delle consimili correnti di pensiero occultistico, che hanno percorso e movimentato e pervaso il nostro mondo occidentale nella seconda metà dell’800 e per tutto il 900.
Normalmente, una trattazione che parla di parapsicologia e di ricerca psichica ne descrive i fenomeni e ne tenta una spiegazione o in chiave di un loro riconoscimento e di una piena validità e realtà, sia pure con le dovute cautele e i dovuti distinguo – come facciamo noi, che crediamo nella realtà del mondo del paranormale – ovvero i chiave di contestazione e rifiuto, considerandolo impossibile e. ove praticato, frutto di ciurmerie e illusioni – come farebbero, diciamo per tutti, i nostri “amici” del Cicap.
Invece, Simona Cigliana colloca, e coglie e legge quel singolare fenomeno e quelle poliedriche correnti nel “milieu” dell’ambiente sociale esistente in quell’epoca, che pure, a prima vista, potrebbe sembrare del tutto ostica ed aliena da essi, come epoca per eccellenza di progresso e fede nella scienza, con connesso pensiero pregno solo di razionalismo, positivismo e materialismo, appunto, scientifici. Ma forse proprio per questo ci fu quella reazione che, sotto certi versi e per alcuni personaggi che la caratterizzarono, ci può apparire abnorme e ambigua; ma la natura non ammette vuoti e l’uomo è fatto, oltre che di un corpo, anche di uno spirito e di una psicologia, che non possono essere nullificati e sempre prorompono quando vengono compressi.
Traspare dunque, da tutto il racconto fatto in questo libro, la straordinaria espansione e diffusione che questi movimenti spiritici e occultistici – e, in definitiva, spiritualistici come anelito inconscio e ineludibile dell’uomo – ebbero in un’epoca che, a prima vista, sembrerebbe invece quella del trionfo di una scienza atea e materialista.
Il libro di Simona Cigliata è anche spigliato e di facile lettura, scritto con uno stile agile, sotteso anche, molte volte, qua e là, da una leggera vena di sottile ironia, che contribuisce a rendere più simpaticamente umani e accettabili alcuni eventi e personaggi che, riconosciamolo, spesso sono stati trattati in modo un po’ enfatizzato e serioso nella storia della ricerca psichica; e anche questo rende piacevole e particolare la lettura.
Simona Cigliata mostra poi di aver svolto e di aver posto alla base della sua pubblicazione una attenta ricerca sui fatti e sulle persone di cui parla - condotta sulla lettura di giornali e libri dell’epoca, soprattutto anglosassoni e americani ci sembra, ma non soltanto - seguendoli nei loro aspetti e nella loro vita negli anni anche molto successivi e meno conosciuti di quelli del “momento clou” per cui sono famosi e importanti nella nostra disciplina. Questo consente di cogliere tante altre curiose e interessanti notizie e di seguire nel tempo questi fatti e persone, di cui poi si era persa la traccia e si sapeva poco o nulla.
Sfilano così davanti a noi una serie di personalità e di accadimenti che hanno fatto la storia della ricerca psichica, da Mesmer alle sorelle Fox e i raps di Hydesville, da D.D. Home a Victor Hugo e altri importanti personaggi della letteratura francese, dalla Blavatsky e la teosofia a Steiner e il movimento antroposofico e Krshnamurti, da Crookes e Florence Cook e il suo fantasma Katie King alle fotografie e scotografie degli spiriti, Eusapia Palladino e i tavoli giranti e parlanti e le levitazioni dei medium. Tutte cose, certo, ben conosciute da noi e da chi si occupa di questa materia; ma è proprio questa diversa lettura e modo di approccio e di presentarla che rende notevole il libro e non ne fa assolutamente una mera ripetizione di argomenti risaputi.
È dunque questa visione e chiave sociologica, questa ambientazione dell’esplodere dello spiritismo e dell’occultismo nel pieno della vita e della storia dei nostri anni moderni che rende la lettura del libro raccomandabile, nuova e di grande interesse.
L’autrice ha una profonda conoscenza della materia per i nomi e gli episodi citati a sostegno della sua trattazione e delle sue interpretazioni sociologiche, pur non essendo – come lei stessa ci ha detto – una “addetta ai lavori”, una parapsicologa, nel senso proprio della parola. Questo fa sì che essa inquadri oculatamente questi fatti e questi movimenti più specificamente spiritici e occulti-stici nello spirito e nelle più ampie correnti di pensiero della loro epoca, il romanticismo tedesco dell’800 e quello di Byron o di Shelley, il gotico di Hoffmann o di Walpole, la psicologia horror del dottor Jekill e mr. Hyde di Stevenson e dei racconti di Allan Poe e di altri scrittori come loro.
E così veniamo a conoscenza pure di tanti episodi curiosi e poco noti, come quello del Leopardi che parla di un fantasma che sarebbe stato visto a Firenze (anche se lui dice di credervi poco), dello spirito irrequieto di Ugo Foscolo evocato dallo spiritista e scrittore Luigi Capuana attraverso una medium, del fatto che ai fenomeni del sonnambulismo e del mesmerismo si interessarono anche personaggi come il filosofo Rosmini, il politico D’Azeglio, il cattolicissimo Manzoni. Veniamo a sapere che Mazzini era un seguace della teosofia e un fervido reincarnazionista, che per questo credeva in teorie della purificazione attraverso più vite sul tipo del Karma induistico. E sappiamo di un Garibaldi massone, che è stato anche presidente di una associazione spiritica, forse alla ricerca di una particolare forma di spiritualità laica e anticlericale.
Ma tantissimi sono questi gli episodi di questo genere riferiti, proprio per questa specifica visuale non parapsicologa o antiparapsicologia ma da cultrice incuriosita e approfondita della materia quale appare essere l’autrice.
Altresì va detto che un ricco materiale iconografico, benché solo in bianco e nero, illustra la pubblicazione; molto già conosciuto ma molto altro invece originale e messo nei punti giusti e con perspicacia,spesso al servizio di quella vena di sottile humor di cui dicevamo.

Vogliamo però anche dire (non si possono soltanto sottolineare gli aspetti di validità) che il punto debole del libro della Cigliata è quello di non presentare e non parlare, se non per brevissimi accenni insufficienti, della più attuale ricerca psichica - dai fenomeni della transcomunicazione strumentale, ottenuti le diverse strumentazioni elettroniche, a quelli detti “ai confine della vita”, alle ricerche di laboratorio che oggi vogliono tentare, inutilmente secondo me, di dare una veste scientifica a tutta questa fenomenologia, ai movimenti maggiori e minori (New Age, Movimento della Speranza e affini, seguaci di Piero Ubaldi, gruppo Scole e altri). Ma, forse, tutto questo esulava dal suo progetto – che voleva parlare della “seduta spiritica”; ma con ciò stesso fermava l’indagine sull’invasione della modernità da parte dei fantasmi all’epoca eroica dello spiritismo. Oppure, riteniamo meglio, vorrà farne oggetto di un altro suo “spiritoso” (in tutti e due i sensi) libro.

 

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